Tamburelli suonate a festa
Aprite le danze,
Sotto il tocco delle dita, note calde
S'infilano nel cuore
E la musica s'ode
Fino fuori oltre i confini.
La sua voce è richiamo
È leggera emozione
Il mio corpo segue il ritmo
Dove passi s'intrecciano come amplessi.
Non sono sola in questo ballo d'amore.
Le mie vesti sono vele che nascondono le mosse
Giro come elica
E lascio andare tutti i pesi che zavorrano
Ballo..Ballo..
Senza più respiro...vivo.
Aprite le danze,
Sotto il tocco delle dita, note calde
S'infilano nel cuore
E la musica s'ode
Fino fuori oltre i confini.
La sua voce è richiamo
È leggera emozione
Il mio corpo segue il ritmo
Dove passi s'intrecciano come amplessi.
Non sono sola in questo ballo d'amore.
Le mie vesti sono vele che nascondono le mosse
Giro come elica
E lascio andare tutti i pesi che zavorrano
Ballo..Ballo..
Senza più respiro...vivo.
8 commenti
Almeno il sorriso non guarda di sbieco
ma ti fissa
ti cammina nei gesti
nei vizi
ti esalta nei meno
La testa muore quando esiste il visivo
e tu
come spalla al mio collo
vorrei fossi palma di noci e d'arieggio
Dove sei quando il mareggiare ha limite
e la schiuma spreme una sola bolla
mentre c'è nel navigare d'onda
l'immenso del color d'un arco
Fruga nelle mie tasche
nei miei glicini
nelle rose arcaiche
nel velluto dei miei anni
ma ti fissa
ti cammina nei gesti
nei vizi
ti esalta nei meno
La testa muore quando esiste il visivo
e tu
come spalla al mio collo
vorrei fossi palma di noci e d'arieggio
Dove sei quando il mareggiare ha limite
e la schiuma spreme una sola bolla
mentre c'è nel navigare d'onda
l'immenso del color d'un arco
Fruga nelle mie tasche
nei miei glicini
nelle rose arcaiche
nel velluto dei miei anni
Stessa anima, stesso cuore
Ma tutto è diverso
Persino il mio nome,
Pronunziato da un suono diverso.
Stringo le ali e volo
Nell'universo incompreso di parole
che non hanno presa
Scivolano via come pioggia di marzo.
Conto i giorni, tutti uguali
Sperando che un lampo le squarci
E possa uscire stupore infantile e notti d'amore.
Gravitano pianeti
Nel cielo occultano stelle, le più belle,
Tolgono luce, a chi come me
Non ha più voce.
Ma tutto è diverso
Persino il mio nome,
Pronunziato da un suono diverso.
Stringo le ali e volo
Nell'universo incompreso di parole
che non hanno presa
Scivolano via come pioggia di marzo.
Conto i giorni, tutti uguali
Sperando che un lampo le squarci
E possa uscire stupore infantile e notti d'amore.
Gravitano pianeti
Nel cielo occultano stelle, le più belle,
Tolgono luce, a chi come me
Non ha più voce.
E se facessi di te
giallo zafferano
convertendo pistlli in far domestico?
Oh, come sarebbe il sapore aroma e colore
e sui tuoi denti bianchi
cambierebbe riflesso la placca
Le gote
lo stesso cangiar di bruma
lo sbuffar di nuvola dal bollitore
E' quasi tempo ormai
della stagion d'ebbrezza
giallo zafferano
convertendo pistlli in far domestico?
Oh, come sarebbe il sapore aroma e colore
e sui tuoi denti bianchi
cambierebbe riflesso la placca
Le gote
lo stesso cangiar di bruma
lo sbuffar di nuvola dal bollitore
E' quasi tempo ormai
della stagion d'ebbrezza
Riposa
brutto d'asprezza
un palo conficcato in fondo
mostro di vetri e lustrini
nel luogo
ispirato da saggezza
meraviglia ad occhi di cotone
ricamata asola per bottone
d'anima la parvenza
di tigre il verso
i colori di cielo terso
Spirito
di smisurata mole
figlio
in sconfinata prole
smosso da puntiglio
insistente
sveglio per dovere
per non sembrar
assente
brutto d'asprezza
un palo conficcato in fondo
mostro di vetri e lustrini
nel luogo
ispirato da saggezza
meraviglia ad occhi di cotone
ricamata asola per bottone
d'anima la parvenza
di tigre il verso
i colori di cielo terso
Spirito
di smisurata mole
figlio
in sconfinata prole
smosso da puntiglio
insistente
sveglio per dovere
per non sembrar
assente
La stagione del tiepido sole
Mi stringe la gola
E i pensieri corrono verso l’epilogo
Una lacrima riflette un sussurrato addio
Una ruga corre sull’irreversibilità del tempo
sull’amore che non torna
Le labbra serrate su parole di perdono
mai pronunciate
La stagione del tiepido sole
Mi ritrova sola
Avrò freddo
Sarò un’altra
o crederò di esserlo
Mi stringe la gola
E i pensieri corrono verso l’epilogo
Una lacrima riflette un sussurrato addio
Una ruga corre sull’irreversibilità del tempo
sull’amore che non torna
Le labbra serrate su parole di perdono
mai pronunciate
La stagione del tiepido sole
Mi ritrova sola
Avrò freddo
Sarò un’altra
o crederò di esserlo
Da quel giorno mai più mi si sfogliò
Io
petalo bianco girotondo al sole
cuore senza padre
mano di mamma
sorella d'ogni piccino
pagina bianca di libro
Mai più si osò amarmi d'un amor pur mio
di quelli che raccontano e non ti vivono
oppure solo tuoi
Quando è il grembo a parlare e non l'utero
-perchè accogliere amore non è solo il parto
ma solco gentile ai lati del labbro
che ormai non pretende se non il donare-
perchè questo è tempo d'amore perduto
che lascia nel prato rose spente
Io
petalo bianco girotondo al sole
cuore senza padre
mano di mamma
sorella d'ogni piccino
pagina bianca di libro
Mai più si osò amarmi d'un amor pur mio
di quelli che raccontano e non ti vivono
oppure solo tuoi
Quando è il grembo a parlare e non l'utero
-perchè accogliere amore non è solo il parto
ma solco gentile ai lati del labbro
che ormai non pretende se non il donare-
perchè questo è tempo d'amore perduto
che lascia nel prato rose spente

Come brandelli di una bandiera
di pace
corrono nuvole bianche
sul mio capo.
Il vento
tende in festoso pavese
i rami di una grande acacia
che mi sovrasta.
Penso alle lunghissime vie
che corrono in rettilineo
divorate dal sole
che le illumina e le rende liete.
Ammirandole i miei sogni misteriosi
hanno una continua evoluzione
scorrendo di minuto in minuto.
In mezzo a tanta grandezza,
a tanto splendore
sono una piccola spora
nell'immensità dell'universo.
arrivano col botto delle sagre
e con lacrime del giorno
Gelano sangue di vene spente
e di candele accese
Fioccano le note del tuo mito
che riesuma versi ed emozioni di quand'eri pigra a crescere
e sul manico
a sbarrarti scorciatoie
-rintocchi amaranto dall'arcana vetta-
Quanto amaro era il caffè
l'aroma
le lettere alla musica senza mai risposta
e nel dito dell'amore a scivolarti un Do
e con lacrime del giorno
Gelano sangue di vene spente
e di candele accese
Fioccano le note del tuo mito
che riesuma versi ed emozioni di quand'eri pigra a crescere
e sul manico
a sbarrarti scorciatoie
-rintocchi amaranto dall'arcana vetta-
Quanto amaro era il caffè
l'aroma
le lettere alla musica senza mai risposta
e nel dito dell'amore a scivolarti un Do
A fatica assorbo lacrime
Per non sprecarle.
M' invento respiri e fantasie
Nel turbinio della solitudine pura
M'innalzo sotto sguardi assenti d'amore
Deglutendo dolore e nodi
Sono bandiera strappata
E lacera è la mia pelle
Ma il cuore batte ancora.
La sua voce è silenziosa
E quasi impercettibile
Sotto coperte dolenti si adagia e aspetta.
Che l 'anima lo prenda per mano
Curandolo dagli strappi
Cospargendolo di oli profumati.
Potente però è il suo battito
Risuona nell'aria, e chiama..
La speranza... di essere ascoltato.
Per non sprecarle.
M' invento respiri e fantasie
Nel turbinio della solitudine pura
M'innalzo sotto sguardi assenti d'amore
Deglutendo dolore e nodi
Sono bandiera strappata
E lacera è la mia pelle
Ma il cuore batte ancora.
La sua voce è silenziosa
E quasi impercettibile
Sotto coperte dolenti si adagia e aspetta.
Che l 'anima lo prenda per mano
Curandolo dagli strappi
Cospargendolo di oli profumati.
Potente però è il suo battito
Risuona nell'aria, e chiama..
La speranza... di essere ascoltato.
Togli a me le mani ma non la carne
Piccola fui ed ora sono
Creerò negli intarsi a legno levigati
la malattia dell'amore
Non esistesse
lo creerò
e con pelo a bambagia di gatto
lo coccolerò
Sussurrerò suono alle fini orecchie
la mia storia di gatta rapita
e tu non resistermi
e cercami
inondami del tuo
e non fare nome
che il nome fa di me ciò che non sono
Piccola fui ed ora sono
Creerò negli intarsi a legno levigati
la malattia dell'amore
Non esistesse
lo creerò
e con pelo a bambagia di gatto
lo coccolerò
Sussurrerò suono alle fini orecchie
la mia storia di gatta rapita
e tu non resistermi
e cercami
inondami del tuo
e non fare nome
che il nome fa di me ciò che non sono
Solstizio d'estate sul tempo che scorre
Sabbia cade e segna attimi,
Istanti vuoti, privi di pensieri,
Vaga lo spirito leso.
Restano come nucleo
Effimere ragioni a scudo
Di un petto che sa ascoltare,
Crolla la torre sotto l'assedio del dolore
E tace.
Il suono delle voci rincorre un'eco
Che si fa' distante,
Si annientano parole,
Il sole dei bambini è ora un ricordo delirante.
Strette di mano, e sensazioni di una educazione parallela.
Modi diversi di dirsi addio.
Il futuro ha un sapore strano,
Il nostro incedere non cede.
Si può camminare ancora.
Si deve.
Sabbia cade e segna attimi,
Istanti vuoti, privi di pensieri,
Vaga lo spirito leso.
Restano come nucleo
Effimere ragioni a scudo
Di un petto che sa ascoltare,
Crolla la torre sotto l'assedio del dolore
E tace.
Il suono delle voci rincorre un'eco
Che si fa' distante,
Si annientano parole,
Il sole dei bambini è ora un ricordo delirante.
Strette di mano, e sensazioni di una educazione parallela.
Modi diversi di dirsi addio.
Il futuro ha un sapore strano,
Il nostro incedere non cede.
Si può camminare ancora.
Si deve.
Nebbie violacee
scendono
ombre cullate
singhiozzi di fragili pensieri serali,
il cielo rossastro
addolcisce le ali della riflessione
ubriaca mi inebrio nei torpori crepuscolari
che profumano d'amore
di terra
pianto rugiadoso
di un'alba che verrà
.
(Foto presa dal web)
Seguimi
corrimi come fossi lepre
Esistimi di te e datti un nome
Rendimi degna d'estatsi tanto anelata
che porta in se tocco e colore di miei sogni e fato
Chiedimi se voglio increspare onde
o se profumarmi d'erba
nel calpestio fugace all'incedere del tempo
Portami un mazzo di calle bianche
ed emozionati
mentre guardo quegli occhi che dell'amore mio han pena
Pensieri e desideri
pennellate dai sogni,
quei sogni che arrivano
quando le sfumature nel cielo
si colorano.
Luci strane si addentrano nei tuoi occhi,
il tramonto é vicino,
la luce del giorno si offusca.
Uno spicchio di luna attende le stelle brillare.
Attendo i sogni,
le fantasie,
quelle che vivevo
con te ogni notte..
La luna rende la pelle
ricca di lucente passione,
mentre tu avido
indugi sulla mia bocca
strappandomi di dosso
impeto e vivo desiderio.
Mi doni un sogno
che vivo,
che bramo,
che luccica sotto le stelle.

Luci strane si addentrano nei tuoi occhi,
il tramonto é vicino,
la luce del giorno si offusca.
Uno spicchio di luna attende le stelle brillare.
Attendo i sogni,
le fantasie,
quelle che vivevo
con te ogni notte..
La luna rende la pelle
ricca di lucente passione,
mentre tu avido
indugi sulla mia bocca
strappandomi di dosso
impeto e vivo desiderio.
Mi doni un sogno
che vivo,
che bramo,
che luccica sotto le stelle.







