Dettate dal momento,
Apriranno la mente, porteranno fermento.
Forgeranno l'intorno di corolle in boccio e stupore,
Saranno primavera del cuore .
Vibrano petali di letture mai proferite
E sotto una cascata di frasi stampate
Aiuteranno le serate,
A trascorrere in armonia la mia anima priva.
Lezzi e moine brilleranno senza fine,
Saranno danza senza tempo,
Saranno lo scorrere dell'istante,
Fiumi trasformeranno
Attimi di vocaboli in armonia
Sotto una musica , non più in agonia.
Parole novelle incideranno
E senza sete le bocche si sazieranno.
Ora, il corpo riposa...
sei lettere ingrandite senza lente
han riempito il giorno, non solo il momento
fuori di misura, un nato sentimento
Ho ricevuto un grazie per una piccola cosa
senza grandi bisogni
da chi li ha nascosti
ed insegue sempre i sogni
Ho ricevuto un grazie un segno grande grande
da chi appartiene ad un genere scomparente
Ho ricevuto un grazie in questo frastuono del niente
nelle tasche nel cuore
nel mondo della gente
Ho ricevuto un grazie esploso dentro gli occhi
già segnati e rotti
ora in mille pezzi
Lo tengo nel cassetto
uno fra tanti
lo tratto con i guanti
il rispetto che ho è sempre poco
il suo valore supera i più alti monti
Lo tengo come esempio
si può fare sempre qualcosa
che modera uno scempio
Putti dai riccioli dorati svolazzano come api fra gli spartiti.
Sirene dagli azzurri capelli spalancano gli occhi:
di azzurro e di verde si tingono il cielo e il mare.
Sulla battigia un alito di vento s'adagia,
un dolce canto di sirene tinge di giallo l'aria.
Festosi cavallucci marini, compiono gioiosi balzelli in nastri colorati.
Giovani fanciulle alzando lunghe vesti, saltellano su
impertinenti onde, intanto che di schiuma bianca
si immerlettano i pallidi piedi.
Un movimento d'acque libera un melodioso suono
che si rifrange nelle orecchie.
Pallidi cuori divampano e d'incanto straripano i suoni.
Voci di mare, sussurri di vento, sospiri d'aria.
Mentre morbide dita pizzicano flessuose corde,
dolcissime si elevano e ascendono le sublimi melodie dell'arpa...
il nero desiderio
che mi invade
Cadendo dentro di te
nel mare dei tuoi occhi
che non conosco
nel sogno dove mi sospingi
un cielo caldo
la tua poesia mi invita
con parole di sole
e mi spoglio di ogni difesa
poi mi sprofonda
nella tua notte improvvisa,
immagino il tuo profumo
cadendo dentro di te
nella voglia folle
di un abbraccio che non c'è.

Dal gomitolo dei ricordi
oggi tiro il filo rosso che mi riporta a te:
al tuo viso madre.
E’ un fiume scorrevole ora il pensiero…
m’investe il tuo riflesso da cui mi sento irradiata
rivedendo i tuoi occhi che mi osservano
con quello sguardo antico
ad irretire un groviglio di emozioni
mai dimenticate.
Sento le tue braccia che serrano il mio corpo
e ciò mi accelera il battito del cuore.
In un tripudio di luce:
- s’è aperto il cielo col suo azzurro -
e s’è destato repentinamente
il canto della natura
in una festa di suoni e di colori
fondendo in un’unica verità
i ricordi confusi della memoria.
Vorrei rimanere abbracciata
a questi eventi che risvegliano
la vitalità di me fanciulla
cullata da un tempo di gioiosi respiri
avvinti ai momenti ameni
delle magiche attese del domani
cinte nel sorriso della luce.
riesce a capirmi nonostante
io cerchi di mentirle
nonostante, il mio cuore
batta in modo regolare,
almeno credo.
Riesce a vedere l’interno della mia anima
che non ne può più.
Non ne può più di urlare a bassa a voce
come se si potesse fare,
dico io.
Non ne può di piangere
trattenendosi,
in quale modo poi.
Non ne può più di stare in silenzio
urlando
nella notte che non ne può più
di assistere a questo strazio
che già di suo,
non ne può più.
sfiorano e stupiscono
come fiammelle vive
all'assopirsi del giorno,
sentono fremere il cuore
che langue di una strana febbre
al risveglio di un ricordo,
a un profumo improvviso
scaturito da essenze antiche,
da un lontano desiderio
e una musica struggente
riempie le stanze nude
della mia anima
tradendo la finta pace
di un esteriore silenzio
Questi sensi che lascio accesi
non potendo fare altrimenti
ad essere sincera,
finchè il sonno, la rassegnazione
o la stanchezza non avranno
ragione anche di loro
vincendo la mia disperata nostalgia.
canticchiava col sorriso:
ma ci vado anche a piedi
e mi avvio quando voglio.>
Era fisso quel pensiero,
ne parlava con orgoglio,
era stato un Crocifisso
ad averglielo promesso,
lo replicava spesso.
Era un dono quel ragazzo
un’offerta, un’ oblazione,
ma per molti era un pazzo.
La sua vita una canzone:
e lo faccio quando voglio>
era come un’ossessione.
Per un poco scompariva,
se ne andava, poi veniva
ma un giorno sul più bello
svanì senza tornare
e chi stette ad aspettare
sentì spesso il ritornello
e lo faccio quando voglio.>
Fu trovato sullo scoglio
con il volto fracassato
ma col solito sorriso.
Nuda.
Dell' essenza.

Notte silente
immagini e profumi
d'un tempo senza tempo.
Vibrazioni nell’anima
intensità d'un diapason
in armonia col corpo.
S'espande desiderio di te,
del pensiero diviene padrone
materializzandolo.
Ambrate ciglia
flettono stupite
nella percezione d’energia.
Trasposizione
d’estasi o follia
danzano tra frange di luna.
Gote ciliegio
e sorridenti stelle
alleggeriranno il peso della notte.Anche se non mi piace, non odio chi alza la voce per imporsi.
Amo chi mi parla a voce bassa.
Amo chi mi sussurra dolcemente: "ti amo..."
Amo chi mi sorride e mi parla con gli occhi.
Amo chi mi colma d'amore, fino a farmi dire: "basta!"
Amo chi mi mordicchia e non mi addenta.
Amo chi mi scuote senza farmi male.
Amo chi mi spinge senza farmi cadere.
Amo chi mi fa piangere quando mi emoziona.
Amo chi mi ama e non mi dice mai: "ancora?"
Amo chi mi possiede, ma non mi soffoca.
Amo chi mi spoglia, ma poi mi riscalda.
Cosa posso farci?
Io non so odiare:
io amo...
le soste frettolose
cannibali pensieri
nelle reti colme di terra
fredda d'azoto
gradi ascendenti
flutti boreali
simbiotici
lanci di fuoco
luci contrastanti
di un grande gioco
Sbriciolano
amori
mal riposti
ingannati dai colori
da parole
spesso fuori posto
Circondate da umido vapore,
Sospiro di superficie
E vello di foglie.
Sei mantello e protezione
Al mio aereo spirito.
Vigilo sul cuore, e ti porto in me,
A mietere i miei dubbi.
Sulle mani ricamano le nuvole
Come canneti sospinti dal vento.
E nulla può togliere
La pace che lasci dentro.
Il moto delle onde si fa canto,
S'immerge la mente
Nel quieto fruscio e rimani
Sospesa, tra le acque
E il solido terreno.
aspetto che il sole venga a bussarmi
mentre la notte
scioglie, intanto, i suoi lacci.
Curiosa, io, del giorno
che già batte le ali.
… Se ti dico che ancora c’è fuoco
che queste primavere son sempre verdi
e le passioni cercano legna da ardere.
… E se, ancora, ti dico che
la mia stessa fragilità è il pasto che
alimenta la forza, è il bacio alle mie paure.
Che, nonostante, so stupirmi e
sono viva in questo cerchio infernale.
Perché la vita fa male
se e quando è lei a stringere
ma poi passa…
Cosi, a sera, torno indietro
tendo una mano, apro le braccia
e la bimba accovacciata in me
attende che il sole
venga a bussare ai suoi occhi
per sgranarli sulle meraviglie.
… Se ti dico…
… Se ti dico stai ad ascoltare, vero?
Se ti dico, mi credi?...










