quei fiori che tanto amavi
non posso neppure portarteli.
Non esiste tempo,
non esiste età
per non sentire ancora quel dolore troppo forte,
troppo reale nella mia testa.
Non esistono persone
che tamponano la sofferenza della tua mancanza.
Mi arrabbio ancora con il destino
che ti ha portata via troppo presto.
A volte guardo le rondini
volare alte nel cielo
e penso che loro ti vedono,
penso che vorrei essere
su nel cielo come loro
per rivederti ancora e ancora...
A volte il dolore
è cosi forte che vorrei arrendermi
alle mie debolezze
vorrei cambiare
vorrei credere
di essere uno scalino sopra gli altri
affrontare le tempeste
rompere gli argini
non avere aspettative.
Saltare sopra i binari del treno
e perdere il tempo.
mentre mi spoglio degli
ingombranti vestiti,
dei veli.
Di giorno devo tacere,
ubbidire, ma la notte
è mia, sono finalmente io.
Chissà un domani
lascerò questo Paese
e forse correrò,
vestita lieve, al tuo bagliore,
mia luna.
nei naufragi della vita
lotta aspra ed insicura
lenta e dura è la salita
Gioco sporco col destino
fango dentro gli stivali
denti aguzzi di mastino
c'è di peggio a questi mali
Giro intorno ad un pensiero
nelle notti di sudore
faccio finta che sia vero
ma ci vuole un po di cuore
Tiro frecce e sbaglio il centro
... son finito sul cemento
Si muove un filo d'erba
ed i colori di un prato in fiore.
L'arbusto e la sua corteccia
si impone e mormora al cielo,
le nuvole su di esso incantano
occhi di bambini passanti.
Si muove la grande natura e
le sue meraviglie tutte intorno,
lasciano tacere le bocche
per la maestria e la potenza
che a volte si ribella ma
altre volte ti sa accogliere.
Si muove un sentimento
di uno sguardo che affonda
in un dipinto, che dalla mano
passa nel cuore e poi sulla tela,
dove la fantasia è a pari passo
di quanta bellezza ci è stata donata.
Il mondo si capovolge
ribaltati i sogni
cancellati i pensieri.
Dopo un botto
improvviso
un lungo silenzio
sospesa nel tempo
qualsiasi energia.
Un panno nero
davanti agli occhi chiusi,
per un poco
il dolore non sembra
che c'è.
Poi tutto si accende
ma è tutto più strano
quello che era prima
ora non c'è più.
un altra persona,
un altro corpo
del tutto diverso
più lento, più stanco.
Bisogna ricominciare
con tanta fatica
a capire a parlare
a creare energia.
Ma gli occhi di chi ama
bagnati e affaticati
incoraggiano a lottare
con dolci parole e
sorrisi stropicciati,
In una battaglia
infinita alla
conquista della
vecchia vita.
dai muri nudi senza quadri
nell'afasico tormento
di un ricordo evanescente
stretto nella morsa
di un futuro già appassito
e lisciato da un presente
di una noia esasperante
... e accendo ceri
sull'altare dell'amore
perso nel sogno
di una vita altra
... nel cammino
lento e stanco
dentro mondi
sconosciuti...
Balocchi, pulzelli e distratti artifici
fuochi
continuano a brillarci negli occhi
spenti
che non sian vedenti l'esatto insano
stato,
in cui senza accorgerci ci troviamo,
apatico.
Nessuno
ritiene di voler far volare il paese, per
amare
solo se stesso e la cerchia ristretta
società
compresa, solo se per azioni non
muore
vive e produce in quel cuorefoglio.
Fuochi spenti per
uno stato apatico
nessuno ad amare
... società che muore
quando guardiamo un uomo con gli occhi dell'amore
e benchè basso grasso e un po bruttarello
candidamente affermiamo
"è così affascinante"
quale e quanta distanza col maschio
che
seppur dotto dichiara ridacchiando
"chi ? Quella ?
Affascinanteee?
Ma dai,
che bassa, grassa e pure bruttarella
lo sai che è?
na cozza o na patella-
ed all 'improvviso riappari,
dalla memoria:
una musica ti fa danzare,
un fiore ridona il tuo
profumo.
Così a memoria di te
trascino i miei giorni
vedendo ovunque
il tuo sorriso.
Solo il sonno senza sogni
mi dà pace, cala un fragile
sipario su questa mia vita,
che era la tua.
dove appoggio le mie nude voglie
che tu lambisci fino alla rosa schiusa
saggi i petali più grandi vellutati
con la lingua affondi sino al rosso intenso
del bocciolo libi il nettare e l'ambrosia
Io lì vivo tutte le primavere del mondo e
ti incito al volo della rondine quando torna
e ritorna sempre uguale e diversa
come l'onda sullo scoglio del mediterraneo
t'invito al morso lascivo del serpente
che tenta la gnosi totale del mio corpo
Sono la schiava sottomessa e la donna libera
quando una mano è sulla tua nuca intenta
alla supplica profana presso la mia intima ara
il tuo zigomo adorante, i tuoi occhi nuotanti
m'inarcano galea in balia del sacrilego
ansito sparpagliante petali ed essenze
Sul morbido cuscino di cretonne
la tua lingua nelle mie labbra di rosa
è il bacio illecito del mare al volo della rondine
La più allettante conoscenza
di ciò che giammai ti sarà noto







