Se ne sta immobile d’ossa
appena un affaccio ai rumori smussati
ogni ora rappresa nell’altra
sbalzi di orologi
in un’informe eternità di cuscini.
Ma è sveglia, come un sogno continuo.
Non la tocco malgrado lo sia,
si romperebbe del sole sui tavoli.
Flebile mano, flebile voce,
la sua cera mancata alla fiamma
diafana, bella nei capelli d’agata
come graffi - ma l’hanno mancata.
Che sia aria di assenza? Lei
non figlia non madre
uguale al sempre e al mai
al presente, speco di altrove
per tetti altissimi e rondini nere.
Muta strido al pensiero di saperla
diversa, o di terra.
con in tasca pochi spiccioli ma un cuore pieno d’amore.
Raccontò d’aver intrapreso il cammino,
per seguire il suo destino, fin da quand’era bambino.
Aveva grandi mani che sapevano di mare
e occhi che avevano visto ogni cosa su questa terra.
Sapeva suonare la chitarra
e chi si fermava ad ascoltarlo,
si faceva pagare un bicchiere di vino.
Nella sua bisaccia aveva poco e niente,
ma se guardavi dentro vedevi brillare le stelle.
Un giorno un ragazzo gli chiese quale fosse la sua religione
e guardandolo con un sorriso, gli rispose: quella dell’amore.
Forse questo è solo un sogno
che gli uomini non sanno più realizzare
e la vita dalla noia si lasciano rubare.
Era un grande sognatore con un cuore pieno d’ardore,
un giorno prese per mano una ragazza
e insieme cantarono una canzone d’amore.
Di sicuro erano due sognatori
che decisero d’andare dove li portava il cuore…
Lancette all’imbrunire,
spasmi d’arancia sbocciati
su un’amaca abbandonata.
Pianto d’arpa e respiro
caduti sul pavimento,
orfano d’anima trema
questo silenzio d’illusioni
e danza dentro me
come ciondolo di cielo
naufragato con dolcezza
su un costato d’universo.
Rammendo i tuoi occhi,
fiammiferi di stelle perdute,
siam ora palpito di storia
ad incendiar giorni confusi.
nell'ora di ora che è quello di poi
trascesi gli opposti troviamo sol noi
senza peccato e ancor meno affanno
puliti saremo dal bianco panno
lavate le sozzure avremo riflessi d'amore
e nel bere l'acqua sapienzale da mani sicure
limato l'acuto il dolce sentire
la morbidezza attiva
novo percepire
che di fondo siam noi i creatori che chiunque cita
ma dormienti affrontando la vita la creazion s'è spartita
divisi da noi divisa è ogni cosa
e la vita da facile è pericolosa
questa prosa non è fatta di mente
ma da core sapiente che vige silente
a testimoniar che come su detto
ognuno di noi crea il proprio tetto
e tornando di nuovo a sperimentar l'intero
il sentiero di vita sarà meno scuro
e sicuro è colui e la sua mano che scrive
che chi ascolta il cor cent'anni e più vive
e morrà quando suo sarà il momento
in piena coscienza e senza tormento
guerriero di luce in volto fiero e sereno
come chi ha sciolto il vincolo arcano
e pronto a varcar nuove soglie
molla senza rimpianti l'umane spoglie
ben sapendo che non morrà mai
e lascierà ad altri l'umani guai
di chi s'attacca alla vita e al materialismo
morendo nel se del suo fanatismo
tutto ha un senso
anche se non par giusto
e pare ferirci in animo e gusto
ma il guerriero è diverso dal volgo
tolto un vestito un altro ne colgo
se davvero occorre per l'esperienza
afffontar nuova vita in umana esistenza
detto ciò lascio al vostro sentire
ciò che è giusto o sbagliato sta a voi percepire
ma ricordate che ogni cosa
sta al tutto come il tutto sta al niente
a voi coglier o no l'invito del serpente
ma attenti che ogni azione avrà conseguenza
fate guardia a ciò che sentite o volete
o dell'oroboro placherete la sete
e perduto sarà il vostro raccolto
che in una vita avete seminato
quindi siate desti
che a parlar dell'arcano non bastano i testi
di vostro intuito e percezione
sarà il comprendere della creazione il segreto
o finirete come l'aria di un peto
sia chiaro non voglio farvi paura
la via del guerriero richiede saldezza e mente sicura
non che coraggio e volontà
e chi in se non ha codesti requisiti
che molli il colpo e accetti altri inviti
detto questo o marinaio a te l'affrontare
con la tua piccola barca l'immane mare
che molti chiamano vita
io la chiamo fare esperienza
e sperimentare ciò che vuol dire
nascer o morire
chiaramente anche tutto ciò che vi sta in mezzo
rafforzerà lo scafo del vostro gozzo
e più dall'esperienze ne farete tesoro
pescando col piombo abboccherà l'oro
e da agro a rigoglioso avrete in raccolto
scorte sicure per cibo e conforto
perchè come ripeto non è facile il viaggio
e da desti cadere in miraggio
come c'ode nel cantar la sirena
e finisce il suo viaggio in massima pena
ma tranquillo ripeto o guerriero
un cuore puro ha pegaso da destriero
chi s'illumina del perpetuo fuoco
attira le ombre ma ha amici in aiuto
e si sa questo è certo
che con una luce non a torto
anche l'antro più tetro si illuminerà
a conferma che ciò su citato è verità
ma ora basta già di parole ne ho fatte molte
che ognuno si desti o cupa è la sorte.......
perchè chi vive nel sonno profondo
non solca il mar ma picchia sul fondo.
E’ sul sentiero dei venti contrari
che il cammino è più faticoso,
persino il sole oggi non riscalda abbastanza.
Nella stanza con gli specchi sul tetto
è diverso, il calore è generato
dai movimenti d’amore e la pelle
si fa torcia al contatto dei fianchi.
“ Mi manchi” ti dico, “mi manchi”
ripeti anche tu, non ci sono stelle
stanotte a rischiarare il creato,
solo respiri sfalsati e fitte al petto:
nel gelo del cielo, il velo della distanza,
solo nel senso di marcia a ritroso
i nostri occhi tornano luminari.
con te, ne ho fatto ricordi amati,
il volo intorno al cielo,
una carezza alla vita,
la colonna portante della nostra storia,
il camminare lungo questa via,
dove io suonavo e tu cantavi,
nelle osterie, per dispensare l’allegria
alla gente che non sorrideva.
Io e te, un fiore che ti ho regalato,
un’orchidea dai tenui colori,
ma da un inebriante profumo,
magico e complice da farci rubare il cuore,
nelle lunghe notti fatte d’amore.
L’inseguire le certezze,
anche se, certe volte, erano fatte di mille scuse,
ma intanto ho te che stringi le mie mani,
ti guardo e sei sempre il mio domani,
il futuro a cui corro incontro,
il grido del destino di un curioso bambino,
che ha te, in tutte le sue ore,
chiamandoti amore.
Ranuncoli di stelle,
spiccioli d’amore
fra sguardi in catene.
Aritmetica di cielo
sfugge alla mia mente
in un tic tac d’anima
impresso nel silenzio
e tu,
lacrima nel vento,
scalda il mio petto
d’assonanze e desiderio,
stringimi ai tuoi capoversi
in una lettera d’intenti.
festa di cioccolatini,
di cene a lume di candela.
Ma la mente torna indietro,
da ragazzini
come batteva il cuore.
A San Valentino,
si sperava in un fiore.
Il primo fidanzatino
i primi sguardi sfuggenti,
i primi delicati baci.
Era la festa attesa
da teneri innamorati.
Da grandi é meno attesa
l'amore si costruisce
giorno per giorno
ed ogni momento
é giusto per dirsi ti amo.
Ma la tenerezza é infinita
al pensiero
di chi si affaccia all'amore
per la prima volta.
Anche se é diventata
una festa
da spot pubblicitario.

È una data importante, un giorno in cui l' amore viene ricordato.
Per me quando si ama, non c' è bisogno di una data per dirlo alla propria amata.
L' amore va vissuto, dichiarato ogni giorno con piccoli gesti.
Senza regali costosi, ma con il cuore quello è il dono più bello .
L' amore è felicità, gioia e sensualità, quando lo provi la tua vita è completa.
Ogni giorno rendiamo speciale, chi amiamo, basta un bacio una carezza .
Oggi è la festa degli innamorati, dei cuori pieni di ardore .
Per me che ho amato è un giorno da ricordare che ho ancora tanto amore da donare.
Feroce frattura di luce
la meridiana cresce sui chiodi
ai piani bassi esalta magrezze di sogni
in questa piana di stoffe, il resto
è lo sfondo di volti e rossori
come i fiati dei legni a morire.
Se preme la cera se aggruma
mi ritremi al fruscio d’elicriso
appena pensato, mio ramo d’alba
corro a mettere un vaso
sul balcone.











