E la sinfonia che è scritta nelle stelle
c’era già, anche quando le loro orbite
collidevano in suoni atonali, virtuali
solo in apparenza. Sarà stata la pazienza
o l’effetto del vento cosmico sulle pietre,
sarà stato il lento fruscio delle comete
o il pulsare del cosmo, uguale a quello del cuore,
ma ora che l’abbandono ai sensi è languore
e le parole somigliano al sole nella quiete
dello zenit, il significato è nelle lastre
incise nei cromosomi e quell’essenza
che scorgi limpida è l’amore. Quali
e quante saranno –non sappiamo- le prossime vite,
in questa frazione di noi, avvolta in tulle.
Quando il vento racconta arcaiche storie, quasi nessuno vi presta ascolto…….
Eppure lui parla di noi…..
Cerca di avvertirci che a volte la nostra attenzione si perde in vane futilità …….
L’azione senza creazione è pura speculazione, che va contro noi stessi
Che ci identifichiamo con delle cose o avvenimenti estremamente artificiosi
E poco utili al progredire verso la consapevolezza e al divenire……
Il suono di un flauto nativo, un tamburo percosso nella notte al fianco del fuoco
Mentre scaldato dalla coperta atavica dell’elemento in questione si apre la porta della visione…….
Un aquila, quasi immobile se non tradita dall’aria che le smuove il piumaggio
Perfettamente integrata con il tutto
A metà tra terra e spazio infinito si libra con l’aiuto di una calda corrente
Volteggiando a spirale, per poi scomparire dietro l'abbaglio del dio sole……
In questi pensieri esprimo la necessità dell’uomo di ritrovare in se stesso Il vero valore della vita……
Vivere spontaneamente accompagnato dai segni che da sempre
cercano di condurci all’amore primo, all’essere……. Togli le scarpe, cammina a piedi nudi
come hanno fatto i tuoi genitori e i genitori dei tuoi genitori fino a risalire alla matrice una……
abbraccia una quercia e poniti in condizione di ascolto profondo
ti parlerà e ti dirà chi sei realmente senza usare parole di troppo…..
siamo molto più di ciò che pensiamo di essere
ma auto vincolati dalla nostra acerrima nemica….. l’ignoranza…..
perdiamo tutti i nostri valori primi………. il rispetto di noi, del prossimo, della vita……
chiudi gli occhi ovunque tu sia e visualizza quell’aquila……..
nonostante si trovi nel mondo, lei non è del mondo…..
semplicemente non ignora la sua vera essenza e volteggiando a spirale risalendo il tempo…..
trova l’eterno che è in lei, conservando inalterata la consapevolezza di essere aquila
ma senza farsi ingannare da ciò che non le appartiene.

Mestamente mi avvicinai
E piove..
finalmente piove. .
sui tetti sulle strade.
sui limoni e sulle piante,
sulla nostra anima
che anela l'eterno.
Sulla nostra sete di pace
sui nostri cuori che sanno d'infinito
su questa umanità che non sa dove andare,
su questa terra che trema d'amore,
sulle nostre speranze di un domani migliore.
E piove,
benedette le acque delle nubi
che arrivano da chissà dove
e chissà dove vanno,
sui misteri dei pensieri
e su ciò che rimane
della nostra esistenza.
i colori,
i sapori,
i profumi di questa splendida città,
non hanno eguali.
Nel mio sangue,
ho qualche goccia ,
di questa terra
ma non ho mai
avuto la necessità
di visitarla.
Poi improvvisamente
é capitato e me ne sono innamorata.
Il mare azzurro
che bacia le sue coste,
Il Cristo velato
che suscita emozioni
fino alle lacrime.
L'imponenza del Monastero di Santa Chiara.
San Gregorio Armeno
pieno di storia e modernità.
Le piazze rumorose e vivaci.
Poi tanta gente,
tanta gente che passeggia
godendosi il sole
delicato dell'inverno.
Adoro il profumo della pizza
appena sfornata.
del babà.
I banchi del pesce
che profumano di mare.
La musica,
la musica che riempie
l'aria.
Ma sono mille
le ragioni per le quali
voglio
vedere ancora e
ancora
i posti che la rendono così
ricca di contraddizioni e
saggezza allo stesso tempo.
Io sono di Roma
amo profondamente
la mia città
con tutta me stessa
ma Napoli ha rapito
un pezzo del mio
cuore.
lo stelo dei giorni trattiene
questa danza d'infinito,
garofano nel diario del mattino.
Giustifico l'orizzonte,
m'allineo al suo dolore,
ritaglio scenografie di vento
fra gli abbracci del silenzio,
abiti di cuore rileggo
nei pensieri di un tempo acceso.
Ho un sogno stretto tra le miei braccia
che non volevo lasciare andare via dal cuore,
sei tu amore che mi prendi totalmente.
Allorché vorrei conoscere ogni tuo intimo segreto,
aprire le porte per far entrare il cielo,
saper sempre quello che è falso o vero.
Vorrei che tu mi dicessi sei il mio sogno
e lo sei per davvero, anche quando vedo nero,
porti dopo la pioggia sempre l’arcobaleno.
Vorrei capirti in ogni piccola cosa,
far portare via vento alla malinconia,
scambiandola con un pizzico di follia
che sfoci in sorriso di magica allegria.
Vorrei essere la tua anima gemella,
l’ombra che ti fa da sentinella,
l’amore della tua vita,
l’Angelo che ti annuncia la buona novella,
di vivere insieme per la vita eterna.
32
pastiglie.
E ne sarebbero
bastate appena 9
per affievolire
l'astinenza
e indurre
l'ipnosi
del
cuore.
E invece
adesso
eccoti
qui
con me,
amico mio,
che attraversiamo
un mare verde brillante
per entrare nel caffè scuro
del fiume Nilo, per dileguarci.
Le nostre lunghe toghe bagnate
si gonfiano attorno alla vita
e si torcono come una
spessa corda bianca,
mentre i pensieri
si appiccicano
come tante
farfalle
ai
nostri
pochi capelli
per punzecchiare
testa ed orecchie.
Potremmo graffiare
oppure annegare,
perché oramai
non importa
davvero più
se chi
ci ama
avrà fissato
cento occhi
per seguirci:
non ci capiranno.
Ci incolperanno apertamente
con la lingua noiosa di una mucca,
e ci offriranno un nome importante
ma senza saperci confortare.
Siamo inchiodati
al terreno
fresco
del
tempo:
tu chissà
da che forza,
io da una donna
che pensa d’essere
Afrodite, o Artemide.
Siamo ridotti
al collare
e al suo
giogo.
Con
gli occhi secchi
e con i nervi glassati
dal tocco freddo della luna.
Cosa distingue
il plesso che borda la sera
da un’onda di polveri, e per un gesto di resa
vai valva vuota per cortili d’acqua.
Dalla randa ferita muovi
le mani ad altri venti
sai di spargere nodi al respiro
uno per particella, tutte
che tornano indietro
da un’eco di guance spolpate.
La metà l’hai donata alla scia
-questo muovere il nome lontano
l’essere di fronte
a disegnare il tempo per sempre
d’isole e sponde
apnee.

Sotto un quadrato di cielo scuro
senza alcuna pausa al male,
sperduta
sotto un segreto e orrido frastuono
la tua vita imprigionata
migrò lontano
oltre quell’orrida stanza
fra terrore, deficit di memoria
e gemito mortale…
ultimo fremito di vita:
scambio tra luce e buio
del tuo corpo violato e poi mutilato
ed in pezzi occultato.
Nessuna dolcezza dei tuoi cari
ti fu di conforto nella sofferenza,
né il tuo cuore colmo d’amore
ti ha potuta salvare
da mani adunche e peccaminose
che commisero questa barbarie
con l’atrocità di un’anima dannata
che spense insensibilmente
la tua stella nascente.
S’affaccia fiera e rumorosa nel blu senza orizzonti
Dakar, la tua pelle.
Guerriero nero, gocce di sale nella tua schiena cerco
E la sabbia che ti granula le dita.
Nell’aria calda del cielo rosa- il sole che si bagna-
Batti il piede a ritmo del Sabar
sdraiato sotto una palma.
Dakar
La lamina del Nord t’incrina ora le labbra
Furia nera
Nei tuoi occhi solo cemento e sbarre: uomo in gabbia.
Dov’è Dakar ti chiedi: dov’è Dakar?
Neanch’io la trovo più nei tuoi strati di pelle,
solo m’illude il suono delle tue parole.
La vedo eccola! Punta vicina
La mia speranza, la tua salvezza:
Dakar
ormai lontana dal tuo sorriso
mi s’offusca nel grigio di questi rumorosi tram.
le ore che passano .
Voglio illudermi che basti un viaggio,
avrò il coraggio di guardare il tramonto.
Ritrovero' l' estate il sole,
in riva al mare riuscirò a sperare in un nuovo amore.
Sotto al sole mi sento più' leggera ,
il tuo viso mi appare sbiadito, un vento spazza via ogni nostalgia .
Il passaggio dal dolore all' amore si è compiuto,
continuerò a viaggiare e a sognare .
tra le pieghe, gli spigoli o intercapedini dell'animo umano
trasudano le intraprese sfide fallite della vita......
una rotondità accesa e liscia, al contrario fa da garante per i successi......
ciò che è rigido dovrà ammorbidirsi e ciò che è mollo ha da indurirsi.....
molti ne parlano, ma ahimè pochi comprendono e ancora meno sono quelli che si applicano.......
a parer mio: provati e trascesi/trasformati, gli opposti andrebbero messi faccia a faccia tra loro
e poi armonizzati in un unico punto centrale, che chiaramente varia per ognuno di noi.....
non esistono nemici, perlomeno non esterni, sei tu il tuo vero nemico.....
l'avversario che tanto ti allontana da te stesso.......sei tu!!!
bisognerebbe: non cercare troppo lontano da noi e imparare a scrutarsi dentro affinché
la verità che originariamente ci appartiene verrà spontaneamente a galla....
allora la chiave che è anche la serratura serrata ermeticamente
magicamente scomparirà e li eccoci!!!! ci siamo......
ne più che meno che noi stessi, per noi stessi e di conseguenza naturale
anche per gli altri e per l'intero universo.....
l'armonia porta armonia, ma solo quando diventiamo armonia!!!
qualcuno ha detto: si il cambiamento che vuoi vedere nel mondo...... ( forse Ghandi )
beh!!! per mio modesto parere, non sbagliava.....
è nella semplicità che i segreti si celano, ma è anche vero che la conoscenza
non sarebbe un segreto se accessibile a tutti ........ mi spiego meglio....
dato l'attuale livello di attività soporifere che l'umano comune svolge
tutto ciò che naturalmente gli appartiene è stato velato/offuscato/nascosto.....
indi per cui il semplice è divenuto complesso e il complesso beh......
alla portata di tutti ahahah!!! che beffa!!!
tuttavia sono ottimista arriverà un punto ove i segreti scompariranno
e la conoscenza sarà a portata di chiunque si riconosca in essa.....
ora che ci penso bene forse quel momento è già qui..... ora....
ma me ne sono accorto solo ora!! esattamente qui!!
toglietemi una curiosità: voi dove siete???
e la conoscenza dov'è???












