T’ho già dato er mi core
pe avè ‘n po’ d’amore,
t’ho donato la mi vita
anche se nun è finita.
Tutto quanto m’hai pijato,
quanno mai m’hai ringraziato ?
Elargivo a piene mani
puro dollari americani,
t’ho donato casa mia
nun pensavo a ‘na pazzia !
Te sei presa er rococò
che tenevo sur comò,
io volevo consolatte
d’esperienze insoddisfatte.
Se nun era abbastanza
me sartavi sulla panza !
Ora sono qui pe strada
a soffrì a notte fonda,
a sognà che tu me ami,
a sentire che me brami.
‘Nvece vieni a me vicino
e me chiedi puro er cardellino
che avevo invero risparmiato
dar gran tracollo dell’ innamorato.
Nun me cercà, te prego, l’ucelletto
rimane solo ‘n piccolo diletto
de ‘na vita ormai distrutta
giunta oramai a la frutta.
Anzi, or che vedo meijo
l’ucelletto è ‘no sbaijo,
t’o dovevo dà prima, e me ne pento,
‘nvece de sta qui a pagà er conto !
pe avè ‘n po’ d’amore,
t’ho donato la mi vita
anche se nun è finita.
Tutto quanto m’hai pijato,
quanno mai m’hai ringraziato ?
Elargivo a piene mani
puro dollari americani,
t’ho donato casa mia
nun pensavo a ‘na pazzia !
Te sei presa er rococò
che tenevo sur comò,
io volevo consolatte
d’esperienze insoddisfatte.
Se nun era abbastanza
me sartavi sulla panza !
Ora sono qui pe strada
a soffrì a notte fonda,
a sognà che tu me ami,
a sentire che me brami.
‘Nvece vieni a me vicino
e me chiedi puro er cardellino
che avevo invero risparmiato
dar gran tracollo dell’ innamorato.
Nun me cercà, te prego, l’ucelletto
rimane solo ‘n piccolo diletto
de ‘na vita ormai distrutta
giunta oramai a la frutta.
Anzi, or che vedo meijo
l’ucelletto è ‘no sbaijo,
t’o dovevo dà prima, e me ne pento,
‘nvece de sta qui a pagà er conto !
1 commento
Quanto calore
e come scaldava
quel vecchio camino,
dove aggiungevo
legna da ardere
e fermo,
la stavo guardare
a bruciare.
Quella fiamma
mi è rimasta
impressa nel cuore
e il suo calore
non so dimenticare.
Fiamma che ardevi
davanti a me,
che bello era stare lì,
davanti a te.
Come mi manchi
e quanto riaccenderti vorrei
per tornare ad avere
il tuo calore che donavi a me.
e come scaldava
quel vecchio camino,
dove aggiungevo
legna da ardere
e fermo,
la stavo guardare
a bruciare.
Quella fiamma
mi è rimasta
impressa nel cuore
e il suo calore
non so dimenticare.
Fiamma che ardevi
davanti a me,
che bello era stare lì,
davanti a te.
Come mi manchi
e quanto riaccenderti vorrei
per tornare ad avere
il tuo calore che donavi a me.
Marcasti d'altre curve la mia mente
con parole
gesti
gesta
ideologia
Glisso e scivolo su di esse in largo stampo
nell'ardire gocciolio di sole in ombre
Giacesti nel mio letto a contarmi unghie e labbra
ed io con te
contai
esule d'ogni ragione
ignara dell'io e del noi
Giacqui nella risposta giusta
Diedi un Dio ai perchè
perchè un Dio non me li diede
lasciando l'ombra bianca a farmi sella
con parole
gesti
gesta
ideologia
Glisso e scivolo su di esse in largo stampo
nell'ardire gocciolio di sole in ombre
Giacesti nel mio letto a contarmi unghie e labbra
ed io con te
contai
esule d'ogni ragione
ignara dell'io e del noi
Giacqui nella risposta giusta
Diedi un Dio ai perchè
perchè un Dio non me li diede
lasciando l'ombra bianca a farmi sella
Ero assopita
quando una luce bianca
entrò a distendere
un pensiero mentre seduta
mi accingevo a spegnere
la sera, dopo un tramonto
finito da un pò. Lo dicevo io
che guardarti significa
vedersi come vorresti tu
dietro a orizzonti ambrati
dove c'è la pillola dell'eterna
giovinezza che non sà cos'è
la stanchezza. Prima non lo sapevo
che ce l'hai sempre avuta
non conoscendola neppure
nella tua coscienza
dipinta, da un sogno infinito
Aroma di biscotti nell'aria
Solleticano,
Vetri appannati appena
Da intravedere il niveo manto.
Fiammelle di luce scintillano,
Dal camino che scoppietta
Sui ciocchi.
È l'avvento di un Natale
Tranquillo, che apre sorrisi
Nel cuore e seppellisce
Per una parvenza il grigiore.
Accendi candele al profumo
Di mela e cannella e guarisci,
L'anima aspetta, un abbraccio sincero
E briciole di pandoro d'amore.
Solleticano,
Vetri appannati appena
Da intravedere il niveo manto.
Fiammelle di luce scintillano,
Dal camino che scoppietta
Sui ciocchi.
È l'avvento di un Natale
Tranquillo, che apre sorrisi
Nel cuore e seppellisce
Per una parvenza il grigiore.
Accendi candele al profumo
Di mela e cannella e guarisci,
L'anima aspetta, un abbraccio sincero
E briciole di pandoro d'amore.
Prigionia d'agave
su rugiada d'aquiloni,
capigliatura d'astri
colorera' il battito dei giorni
ed il mio animo lacrimera'
come orologi di sale
nel pugno dei ricordi.
Sguardo ferito nel buio,
spiccioli di cuore m'alluvionano
finestre d'un respiro di vita
ed inchiostro di luce pulsera'
come sonata artica d'amore
nel lento danzar delle ore.
su rugiada d'aquiloni,
capigliatura d'astri
colorera' il battito dei giorni
ed il mio animo lacrimera'
come orologi di sale
nel pugno dei ricordi.
Sguardo ferito nel buio,
spiccioli di cuore m'alluvionano
finestre d'un respiro di vita
ed inchiostro di luce pulsera'
come sonata artica d'amore
nel lento danzar delle ore.

Disegnare vorrei
come in sogno
aurore inargentate
nascenti
sopra campi d’erbe
e su mari cobalto
mai visti prima
dove il vento bisbigli
splendenti segreti
vaganti in quegli spazi
immortali
in cui la luce
è danza purificata
che attrae
nella lingua agognata
dagli accenti
cantati in armonia.
insidia dei miei sogni:
devastante nemico della realtà
ignora la ragione
il corpo sbranato dalla follia
nasconde metastasi senza senso
nostalgia di carezze senza luce
complici della mia pazzia
baciami
toglimi questo dolore che mi opprime
le tue mani di fuoco
bruciano il mio corpo
prendimi
illudimi che sei diverso
amarti è ammalarsi e poi guarire
continuando a ricaderci.
devastante nemico della realtà
ignora la ragione
il corpo sbranato dalla follia
nasconde metastasi senza senso
nostalgia di carezze senza luce
complici della mia pazzia
baciami
toglimi questo dolore che mi opprime
le tue mani di fuoco
bruciano il mio corpo
prendimi
illudimi che sei diverso
amarti è ammalarsi e poi guarire
continuando a ricaderci.
Com’ è difficile vedere il cielo,
quando tutto intorno a te tutto è buio.
Angelo mio ti prego, allontana da me il buio
e fammi vedere il cielo.
Si lo so i miei occhi si sono abituati all’oscurità!
Ma ti prego, angelo mio
fammi vedere brillare il sole nel cielo.
Lo so che la notte è lunga e fredda,
ma tu fammi vedere il cielo,
quel cielo che ora non so più vedere.
Angelo mio ti prego, fammi vedere la notte
con la luna e le stelle e quanto grande è il cielo,
lo so i miei occhi si sono abituati al buio e
non sanno più vedere Il cielo.
Angelo mio ti prego, fammi vedere il cielo
con tutti i suoi colori.
Angelo mio ti prego, prendimi per mano
e portami con te nel cielo,
i miei occhi si lo so si sono abituati all’oscurità,
non sanno più vedere il cielo,
angelo mio ti prego, dai luce ai mie occhi
che sono dello stesso colore del cielo.
Lo so i miei occhi si sono abituati al buio.
Ma tu per una volta fammi vedere il cielo.
quando tutto intorno a te tutto è buio.
Angelo mio ti prego, allontana da me il buio
e fammi vedere il cielo.
Si lo so i miei occhi si sono abituati all’oscurità!
Ma ti prego, angelo mio
fammi vedere brillare il sole nel cielo.
Lo so che la notte è lunga e fredda,
ma tu fammi vedere il cielo,
quel cielo che ora non so più vedere.
Angelo mio ti prego, fammi vedere la notte
con la luna e le stelle e quanto grande è il cielo,
lo so i miei occhi si sono abituati al buio e
non sanno più vedere Il cielo.
Angelo mio ti prego, fammi vedere il cielo
con tutti i suoi colori.
Angelo mio ti prego, prendimi per mano
e portami con te nel cielo,
i miei occhi si lo so si sono abituati all’oscurità,
non sanno più vedere il cielo,
angelo mio ti prego, dai luce ai mie occhi
che sono dello stesso colore del cielo.
Lo so i miei occhi si sono abituati al buio.
Ma tu per una volta fammi vedere il cielo.
Il Vento freme assorto
nei giorni a levante
rasserenano
cristalli di sguardi
in questo silenzio di luce
nel tuo soffio
ad accogliere versi
dalle ali dischiuse
Vergini azzurri
splendono quieti
raccolte le frasi
travolti i sentieri
nelle cattedrali
ora vuote
tra milioni di mani
Osserva il sussurro
di sempre
nel tuo Cielo fedele
che ora sente distante
quell' eco nel buio !
Pensieri da stringere a te
nei giorni a levante
rasserenano
cristalli di sguardi
in questo silenzio di luce
nel tuo soffio
ad accogliere versi
dalle ali dischiuse
Vergini azzurri
splendono quieti
raccolte le frasi
travolti i sentieri
nelle cattedrali
ora vuote
tra milioni di mani
Osserva il sussurro
di sempre
nel tuo Cielo fedele
che ora sente distante
quell' eco nel buio !
Pensieri da stringere a te
Ricordo di molti anni fa il tempo è trascorso veloce
anche se mi sembra ieri.
Una piccola dilettante che racconta la sua storia
le sue emozioni.
Chi ero e chi sono
ricordo con immensa simpatia.
Inventavo delle scuse
per non ammettere di aver sbagliato.
Buttarmi in questa avventura
dentro e fuori con il sorriso ironico.
La pazienza di aspettare
quando perdevo il filo del discorso.
Quando ho dimenticato le regole.
Non è importante quello che dico
o quello che scrivo,
ma il bisogno di trasmettere, di emozionare.
Quando mi stancherò è dirò che vorrei essere morta
non arrabbiatevi
un giorno comprenderete che cosa mi ha spinto a dirlo.
Capirete che alla mia eta’ non si vive ma
si sopravvive…
Un giorno scoprirete che nonostante
i miei errori ho sempre dato il meglio.
Ho tentato di spianarmi la strada.
Datemi solo un po’ del vostro tempo,
un po’ della vostra pazienza,
datemi una spalla su cui poggiare la testa.
Aiutatemi a camminare,
aiutatemi a finire
i miei giorni con amore e pazienza...
In cambio io vi darò un sorriso
e l’immenso amore che ho sempre avuto per voi.
anche se mi sembra ieri.
Una piccola dilettante che racconta la sua storia
le sue emozioni.
Chi ero e chi sono
ricordo con immensa simpatia.
Inventavo delle scuse
per non ammettere di aver sbagliato.
Buttarmi in questa avventura
dentro e fuori con il sorriso ironico.
La pazienza di aspettare
quando perdevo il filo del discorso.
Quando ho dimenticato le regole.
Non è importante quello che dico
o quello che scrivo,
ma il bisogno di trasmettere, di emozionare.
Quando mi stancherò è dirò che vorrei essere morta
non arrabbiatevi
un giorno comprenderete che cosa mi ha spinto a dirlo.
Capirete che alla mia eta’ non si vive ma
si sopravvive…
Un giorno scoprirete che nonostante
i miei errori ho sempre dato il meglio.
Ho tentato di spianarmi la strada.
Datemi solo un po’ del vostro tempo,
un po’ della vostra pazienza,
datemi una spalla su cui poggiare la testa.
Aiutatemi a camminare,
aiutatemi a finire
i miei giorni con amore e pazienza...
In cambio io vi darò un sorriso
e l’immenso amore che ho sempre avuto per voi.
È un lusso
lasciar che penda
frugale e chiara
una stilla, una nuova
dal fondo.
Si sporge un viso
malgrado non volessi,
cos’è, domanda muto,
e sospetta che i treni
per quello esistano
-sempre qualcuno
in mezzo alla folla che torna
con un filo di freddo,
perché.
Rugiada d'ancore lunari
spettinera' uno stormo di papaveri
come briciole di mare,
rapsodia di cuor siderale
ed una confessione d'anima
pulsera' come fiocco di neve
sulle scrivanie del sentiero
e t'amerò, come faro del silenzio,
perché siam nuvole che brillano d'eterno.
spettinera' uno stormo di papaveri
come briciole di mare,
rapsodia di cuor siderale
ed una confessione d'anima
pulsera' come fiocco di neve
sulle scrivanie del sentiero
e t'amerò, come faro del silenzio,
perché siam nuvole che brillano d'eterno.
Perdonami
se non ti ho guardata negli occhi
se non ti ho guardata negli occhi
l'ultima volta....
Perdonami
se non ho potuto
Perdonami
se non ho potuto
starti vicina come avrei voluto.
Perdonami
se non ho creduto in te....
se non ho creduto in te....
Voglio pensare
che tu stia bene adesso
che
che tu stia bene adesso
che
vedi il vento sorgere
su nuove albe.
Li...
su nuove albe.
Li...
Dove ogni distanza
non esiste.
Li....
non esiste.
Li....
Dove tutto è possibile ....
So che puoi sentirmi.....
Pezzo di cuore mio.....
L’ultimo sguardo e poi più nulla
di chi il destino, rubandone la vita,
ne ha relegato il ricordo in una fotografia
che terrà sempre vivo lo sconsolante dolore.
S’è fatto cereo il viso di chi ti ha procreata
tanto da sembrar freddo marmo,
che lascia cader lacrime a bagnar i fiori,
dopo essersi spento l’eco delle preghiere.
Maligna la sorte di una figlia amata,
impietoso l’imprevisto sul lavoro,
d’esser strappata dalla terra come una tenera radice
e volar nell’infinito con lo spirito.
Non ci saran più abbracci né sogni da realizzare,
l’aria non profumerà più di giovinezza,
il silenzio prenderà il posto delle risa,
nulla sarà più come prima nel cuore di una madre.
Soltanto solitudine per la vita.
di chi il destino, rubandone la vita,
ne ha relegato il ricordo in una fotografia
che terrà sempre vivo lo sconsolante dolore.
S’è fatto cereo il viso di chi ti ha procreata
tanto da sembrar freddo marmo,
che lascia cader lacrime a bagnar i fiori,
dopo essersi spento l’eco delle preghiere.
Maligna la sorte di una figlia amata,
impietoso l’imprevisto sul lavoro,
d’esser strappata dalla terra come una tenera radice
e volar nell’infinito con lo spirito.
Non ci saran più abbracci né sogni da realizzare,
l’aria non profumerà più di giovinezza,
il silenzio prenderà il posto delle risa,
nulla sarà più come prima nel cuore di una madre.
Soltanto solitudine per la vita.










