Gioiosa la riviera romagnola
Ilare di sole e di mare
Ove tutto è cullato dal
Vento che sa di brezza e spinge
Aquiloni a giocare nel cielo
Niveo e terso di luce
Nello spazio vestito di colori
Infiniti radiosi nella
Pineta profumata di resina
A
San Mauro Pascoli e la
Cavallina in battuta di caccia
Ondivaga triste orfana
Leggiadra e libera
Intorno a un rettangolo di mare.
Ilare di sole e di mare
Ove tutto è cullato dal
Vento che sa di brezza e spinge
Aquiloni a giocare nel cielo
Niveo e terso di luce
Nello spazio vestito di colori
Infiniti radiosi nella
Pineta profumata di resina
A
San Mauro Pascoli e la
Cavallina in battuta di caccia
Ondivaga triste orfana
Leggiadra e libera
Intorno a un rettangolo di mare.
3 commenti
Quante volte ho volato un gabbiano
senza avere nè ali nè canto
senza amor che conduce alla steppa
gialla di grano e arida d'acqua
senza oro di spighe alla vita
che d'amor si sospinge a sperare
Tende amare radici, il respiro
e non vedo che lampi e distese
non di lino d'amato riposo
ma d'ansie a rubare secondi antistanti
Portami ove la luce si regna
d'essere amata di fango e d'abbaglio
senza avere nè ali nè canto
senza amor che conduce alla steppa
gialla di grano e arida d'acqua
senza oro di spighe alla vita
che d'amor si sospinge a sperare
Tende amare radici, il respiro
e non vedo che lampi e distese
non di lino d'amato riposo
ma d'ansie a rubare secondi antistanti
Portami ove la luce si regna
d'essere amata di fango e d'abbaglio
Chiamerò amore
una nuova carezza
che saprà di sogno infinito.
Chiamerò amore
uno sguardo avvolgente
come il tramonto,
che più lo guardi
più ti entra dentro
scaldandoti sempre più.
Chiamerò amore
quel bacio profumato di dolcezza
che mi farà brillare gli occhi.
Chiamerò amore
quel magico abbraccio
che sarà nuovo sentimento,
nuova onda di passione,
lacrima sconfinata del cuore,
dolce sorriso di rinascita!
una nuova carezza
che saprà di sogno infinito.
Chiamerò amore
uno sguardo avvolgente
come il tramonto,
che più lo guardi
più ti entra dentro
scaldandoti sempre più.
Chiamerò amore
quel bacio profumato di dolcezza
che mi farà brillare gli occhi.
Chiamerò amore
quel magico abbraccio
che sarà nuovo sentimento,
nuova onda di passione,
lacrima sconfinata del cuore,
dolce sorriso di rinascita!
E' arriverà tempo in cui non vi sarà
altra primavera;
Non vi sarà altro rigoglioso verde.
Perciò ricorda di questo tempo.
Ora, che è ancora rosso porpora
il cielo delle nostre lenzuola
e lussureggiante è la danza
delle nostre mani.
Serba in ogni avvallamento
la smania delle mie labbra.
Gli attorcigli della nostra linee
in qualche incavo del tuo petto.
Perché giungerà tempo in cui
il mio desiderio rimarrà indifeso
schiodato dalle mie mani
come i petali da una rosa.
Perciò incatena queste impronte mie
sulla carne tua.
In qualche solco della pelle imprigionale
Dentro le tue mammelle ornale.
Per quel tempo in cui
stanchi e appesantiti diverranno
i seni tuoi;
e le labbra mie dal tremito quasi impercettibile
non avranno più sete delle sinuose labbra tue.
Dunque, dolce amore mio,
a dispetto dell’inganno del tempo
serba nel cuore tuo
lo scivolare delle impronte mie
sulla carne tua.
Conservale dentro il tuo petto;
sottraile alla vista
nelle profondità della tua anima.
Adagiale lì… ove il tempo… non oserà.
altra primavera;
Non vi sarà altro rigoglioso verde.
Perciò ricorda di questo tempo.
Ora, che è ancora rosso porpora
il cielo delle nostre lenzuola
e lussureggiante è la danza
delle nostre mani.
Serba in ogni avvallamento
la smania delle mie labbra.
Gli attorcigli della nostra linee
in qualche incavo del tuo petto.
Perché giungerà tempo in cui
il mio desiderio rimarrà indifeso
schiodato dalle mie mani
come i petali da una rosa.
Perciò incatena queste impronte mie
sulla carne tua.
In qualche solco della pelle imprigionale
Dentro le tue mammelle ornale.
Per quel tempo in cui
stanchi e appesantiti diverranno
i seni tuoi;
e le labbra mie dal tremito quasi impercettibile
non avranno più sete delle sinuose labbra tue.
Dunque, dolce amore mio,
a dispetto dell’inganno del tempo
serba nel cuore tuo
lo scivolare delle impronte mie
sulla carne tua.
Conservale dentro il tuo petto;
sottraile alla vista
nelle profondità della tua anima.
Adagiale lì… ove il tempo… non oserà.
Un passo dopo l'altro
lentamente,
con il respiro affannato,
la paura del dopo,
prima,
durante.
Si sovrastano mille dubbi,
mille pensieri,
che si frantumando in un istante,
quando tutto crolla,
tutto perde coscienza,
in un vortice d'immensità.
Tutto finisce,
tutto crolla,
ne prima,
ne dopo...
ed é li
in quel piccolo
paradiso nascosto
che riprende la vita,
rinasce la vita.
Li in quell'angolo immenso
é puro,
dove tutto é nato,
tutto é iniziato,
tutto muore...
su quel filo
dell'equilibrio
ormai spezzato.
L'impronta sulla sabbia
ha lasciato il vento.
Ha visto tramonti
divenire albe
poesie
sciogliersi in parole
parole
tramutarsi in poesie
tramutarsi in poesie
poesie
incollarsi di carta .
incollarsi di carta .
E ridevi della nostra leggerezza.
Ora siamo
uno specchio di ricordi .
Frammenti spezzati.
Come me lasciali cadere
come fiore di vita
come fiore di vita
a far nascere letizie
con un raggio di sole.
Il maestoso ippocastano
del cortile della scuola
quando vede il cielo azzurro
supplicando verso il sole
alza rami fiori e frutti
per cercare il suo calore.
E seppur gli è assai lontano
la preghiera vien sentita
ed il sole piano piano
lo pervade con amore
e lo copre per intero
di un dolcissimo tepore.
Con la luce gli regala
dei bellissimi diamanti
che si perdon sfavillanti
tra le foglie in mezzo ai rami
per cadere lentamente
senza fare alcun rumore
sulle teste dei bambini
e sul cortile della scuola.
del cortile della scuola
quando vede il cielo azzurro
supplicando verso il sole
alza rami fiori e frutti
per cercare il suo calore.
E seppur gli è assai lontano
la preghiera vien sentita
ed il sole piano piano
lo pervade con amore
e lo copre per intero
di un dolcissimo tepore.
Con la luce gli regala
dei bellissimi diamanti
che si perdon sfavillanti
tra le foglie in mezzo ai rami
per cadere lentamente
senza fare alcun rumore
sulle teste dei bambini
e sul cortile della scuola.
Ti scrivo una canzone
e la scrivo d’amore,
perché le parole ...
le posso trovare nel mio cuore.
E' da tanto tempo che mi chiedevi
che scrivessi una canzone dedicata a te .
No, non scrivo il tuo nome,
perché non è ciò che fa una canzone,
ma è il ritornello,
sì, dev'essere molto bello.
Lo sai che ti amo,
non lo grido,
però te lo dico con le note del piano:
ti amo!
Non so cantare, ma ci posso provare,
questa canzone ti voglio dedicare,
non sarà una serenata e nemmeno uno stornello,
ma il ritornello, sì dev'essere bello.
Amore mio bello, ti voglio baciare,
perché le tue labbra hanno il sapore del sale
e con un bacio al sapore salato,
il cuore mi hai rubato.
Il vento scende dalla montagna,
smuovendo i tuoi lunghi capelli neri;
mi piace accarezzare il tuo corpo
che profuma dei fiori di primavera.
Amore mio bello,
in questa canzone devo scrivere un ritornello,
sì, quello dev'essere bello.
Donna, mio amore, donna del mondo,
a te questa canzone voglio dedicare.
La scrivo per poterla cantare,
però prima le parole, tra le note, devo accordare.
Non so cantare, ma ci posso sempre provare.
La incideremo su un cd,
così la potrai sempre ascoltare,
tutte le volte che ti senti sola
e con la mente mi vieni a cercare.
Questo sarà il mio regalo per te,
una canzone d’amore,
dove, con le parole, ti racconto il mio cuore.
Te le canto con un ritornello
"Amore mio, dolce giovane e bello,
il mio cuore ti ho regalato,
un cuore che era ammalato.
Non ti voglio sognare,
ti voglio vivere, ti voglio amare”.
In questa canzone non ho scritto il tuo nome,
perché non è ciò che fa una canzone,
ma è l’unico nome con cui ti voglio chiamare:
Amore.
e la scrivo d’amore,
perché le parole ...
le posso trovare nel mio cuore.
E' da tanto tempo che mi chiedevi
che scrivessi una canzone dedicata a te .
No, non scrivo il tuo nome,
perché non è ciò che fa una canzone,
ma è il ritornello,
sì, dev'essere molto bello.
Lo sai che ti amo,
non lo grido,
però te lo dico con le note del piano:
ti amo!
Non so cantare, ma ci posso provare,
questa canzone ti voglio dedicare,
non sarà una serenata e nemmeno uno stornello,
ma il ritornello, sì dev'essere bello.
Amore mio bello, ti voglio baciare,
perché le tue labbra hanno il sapore del sale
e con un bacio al sapore salato,
il cuore mi hai rubato.
Il vento scende dalla montagna,
smuovendo i tuoi lunghi capelli neri;
mi piace accarezzare il tuo corpo
che profuma dei fiori di primavera.
Amore mio bello,
in questa canzone devo scrivere un ritornello,
sì, quello dev'essere bello.
Donna, mio amore, donna del mondo,
a te questa canzone voglio dedicare.
La scrivo per poterla cantare,
però prima le parole, tra le note, devo accordare.
Non so cantare, ma ci posso sempre provare.
La incideremo su un cd,
così la potrai sempre ascoltare,
tutte le volte che ti senti sola
e con la mente mi vieni a cercare.
Questo sarà il mio regalo per te,
una canzone d’amore,
dove, con le parole, ti racconto il mio cuore.
Te le canto con un ritornello
"Amore mio, dolce giovane e bello,
il mio cuore ti ho regalato,
un cuore che era ammalato.
Non ti voglio sognare,
ti voglio vivere, ti voglio amare”.
In questa canzone non ho scritto il tuo nome,
perché non è ciò che fa una canzone,
ma è l’unico nome con cui ti voglio chiamare:
Amore.

Pensieri colmi di nostalgia
per quell’isola felice
che apriva braccia di speranze
accogliendo a nuove latitudini
dove il tempo
pregno di luci incontaminate
accendeva dì gai e danzanti
accompagnati da brezze leggere
ed accattivanti
a risvegliare meravigliose aurore
nel prosieguo di giornate
eternamente gentili
affacciate a quell’oceano
dove si rifletteva quel chiarore
ed in cui giocavano i delfini.
Quel raggio riscaldava il cuore
donando gioia e tepore
anche nelle giornate invernali.
E quando scemava l’urlo del giorno,
si accendevano quelle magiche sere
poste sotto la croce del sud...
il cielo sopra il deserto era illuminato
da una trapunta di stelle,
mentre nella quiete della notte
brillava come orecchino
il quarto di luna
in un luccichio sopra quel silenzio
incontaminato della notte.
Siamo saliti
un giornosullo stesso treno,
alla prima stazione
eravamo già
seduti accanto.
Un lungo viaggio
il nostro
Tu ed io
pronti a seguire
ogni volo
oltre i confini dell’anima.
Senza nessuna solitudine
i luoghi
dove mi correvi incontro
e ad ogni fermata
dove nulla è cambiato
tutto è cambiato
se ora tu non ci sei.
I nostri momenti
mai uguali
sempre nuovi
semplici e meravigliosi
hanno fatto giorno dopo giorno
tanto più grande questo incanto,
non ci servono più:
"Incatenata come i ricordi
Tu
un archivio nella mia memoria
ma io
cosa sono ora
io
per te.
Se stai pensando
alle lacrime di coccodrillo,
allora direi che non reggono il confronto,
con l'espressione sul muso del mio gatto
dopo che ha mangiato il topo.
Prima è beffardo, sorridente e compiaciuto
di aver stecchito l'ingenuo roditore.
Ma poi si accorge
di aver distrutto il suo bel gioco
Perciò si acciglia,
diventa triste e dispettoso.
Ma poco dura la sua disperazione,
perché lui vive tutto a cuor leggero
E gli basta un attimo disteso al sole
Per tornare di nuovo allegro.
Ho guardato in ogni direzione
i miei orizzonti vuoti.
Poi ho camminato i miei anni
guardandomi le scarpe.
Avvilito, sempre, mi ha seguito
un piccolo cielo
aspettando cogliere del mio occhio
il raggio.
Questa notte, finalmente l'ho mirato.
- Perché mi cerchi, perché mi vuoi
tu che nascondi paradisi, angeli e dei.
Che bisogno hai del misero me.
- Puoi non crederci -la sua risposta-
senza di te sono aria e nulla più.
Tu uomo sei il creatore di ogni cosa
tutti i miti sono in te!
Dalla tua favella nacque Urano
Zeus, Giove, per arrivare anche a Javet.
Da te sono nati Arcangeli, e Serafini.
Dai cieli venerano l'uomo creatore.
Una tua parola e ogni Dio muore.
Tu sei il Dio di ogni Dio, non avrai altro Dio all'infuori di te.
i miei orizzonti vuoti.
Poi ho camminato i miei anni
guardandomi le scarpe.
Avvilito, sempre, mi ha seguito
un piccolo cielo
aspettando cogliere del mio occhio
il raggio.
Questa notte, finalmente l'ho mirato.
- Perché mi cerchi, perché mi vuoi
tu che nascondi paradisi, angeli e dei.
Che bisogno hai del misero me.
- Puoi non crederci -la sua risposta-
senza di te sono aria e nulla più.
Tu uomo sei il creatore di ogni cosa
tutti i miti sono in te!
Dalla tua favella nacque Urano
Zeus, Giove, per arrivare anche a Javet.
Da te sono nati Arcangeli, e Serafini.
Dai cieli venerano l'uomo creatore.
Una tua parola e ogni Dio muore.
Tu sei il Dio di ogni Dio, non avrai altro Dio all'infuori di te.
Se tu solo potessi vedere
Chi son diventata,
Come son cresciuta
E quante paure ho superato !
Tra tutte la più grande
Quella di vederti andare via
Tra l'amore della gente .
Talvolta penso che sarebbe il tempo che tu tornassi,
Che troppo ne è passato senza udire la tua voce
E sentire le tue mani ,
Ma se ti parlo io vedo ancora chiaramente il tuo sorriso.
E alla panchina ,
Nel giardino della tua casa ,
Vado ancora
E mi siedo di fianco a te
Con la tua piccola mano sulla mia gamba nei tuoi silenzi .
Sei dappertutto .
Nei tempi remoti in cui ancora non c'eravamo conosciute ,
Nel passato più prossimo in cui l'universo ci ha fatto dono d'amore ,
Nell'oggi di ricordi e memorie ,
Nel futuro che fissa lo sguardo su ciò che sei stata e mi trasforma .
Chi son diventata,
Come son cresciuta
E quante paure ho superato !
Tra tutte la più grande
Quella di vederti andare via
Tra l'amore della gente .
Talvolta penso che sarebbe il tempo che tu tornassi,
Che troppo ne è passato senza udire la tua voce
E sentire le tue mani ,
Ma se ti parlo io vedo ancora chiaramente il tuo sorriso.
E alla panchina ,
Nel giardino della tua casa ,
Vado ancora
E mi siedo di fianco a te
Con la tua piccola mano sulla mia gamba nei tuoi silenzi .
Sei dappertutto .
Nei tempi remoti in cui ancora non c'eravamo conosciute ,
Nel passato più prossimo in cui l'universo ci ha fatto dono d'amore ,
Nell'oggi di ricordi e memorie ,
Nel futuro che fissa lo sguardo su ciò che sei stata e mi trasforma .
Il mio cuore sta morendo
tra le assurde chimere.
Ti voglio e sogno
ti penso e piango.
Non strapparmi l’anima
se non la vuoi per te!
Sono qui e sto parlando
al vento. Il vento mi risponde
e la sua voce dolce e crudele
mentre mi parla, furtivamente,
mi ruba dalla mente i pensieri.
tra le assurde chimere.
Ti voglio e sogno
ti penso e piango.
Non strapparmi l’anima
se non la vuoi per te!
Sono qui e sto parlando
al vento. Il vento mi risponde
e la sua voce dolce e crudele
mentre mi parla, furtivamente,
mi ruba dalla mente i pensieri.












