Scorre la vita
scorre tra le dita leggermente socchiuse
passa sopra teste chine intente a ricamare
su capi reclini a lavorare
vaga raminga su città fantasma e paesi ridenti
solletica tristezze e dolori profondi
che come rami ghermiscono corpi
profuma d'incenso preghiere e suppliche
riempi di luci soffuse bimbi nati
e ancora ignari di questo mondo
acuisci istinti e intuizioni profonde
accompagna passi che vanno lontano
ma mai fai mancare quel dolce tepore
che si chiama amore
sospirato,anelato, e semplicemente
vissuto con te...
giovani madri nell'abbraccio giocoso
celano la morte degli innocenti.
Lontano..
donne piangenti
nelle citta' devastate
fuggono dalla morte imminente
ma tra le braccia una piccola vita si e' spenta!
Memore del passato
ripercorro i drammi della storia
Improvviso,
un lieto evento consola l'anima mia mesta
Sul volto di una giovane mamma
fioriscono lacrime
e s'ode una nenia festosa
cullando quel germe di vita
Sul viso mio spento
nasce un piccolo sorriso
ma e' solo un attimo di profusa letizia
Proseguo con il cuore ferito
e Pace imploro
Ma e' solo un "sogno"
ardente desiderio
che svanisce nell'oblio!
Dal tenue gorgogliare del ruscello
Scrutarne il moto e udirne lo stornello
E via! Si va con lei per ogni dove,
lasciando che la vita, alfine, scorra.

vivi
corri
cadi
strisci
rinasci
le strade assolate
l'odore del gesso
la scoperta del sesso...
i sorrisi
le lacrime
i nonni
le Preghiere
le Imprecazioni
la Strada....
Perdi amici
ne incontri altri
Donne
Donne
Donne
giochi con l'amore
e dentro di Lei qualcosa muore...
Io
Lei che amo
I miei figli
La mia carne
Il mio sangue
Tu che leggi
Sei qui
Ora
Con me
Sulla Strada...
Io posso tutto,
posso farti nascere e morire,
darti vita breve o lunga,
tormentata o serena
Posso donarti bellezza e bontà d'animo
o perfidia d'animo
posso infonderti gelosia, invidia e frustrazione
o liberarti di tali umani affanni
Posso farti felice, conoscere l'amore
o soffrire di solitudine,
pentirmi di te e ricusarti in ogni momento
Posso farlo, posso tutto
il mio universo è dentro una pagina bianca
Sono l'autore
io sono il silenzio
straziato da un urlo
udibile solo da chi conosce
le vie dell'inferno
Io sono il segreto mai rivelato
neppure a me stessa
e pure l'ombra
che accompagna i miei piedi
ma tu in me hai visto il sole
sono dunque anche luce?
Vedi, semplicemente come te
io sono il tutto e il nulla
che si abbracciano...
Come un rubinetto che gocciola
Lento, monotono ma inesorabile nel suo ticchettio.
Una goccia un giorno!
Ogni tanto apro questo cazzo di rubinetto…ma
vivere come una cascata è pericoloso…
ci vuole coraggio nel farlo apposta.
Succede in casi rari che si apra da solo…
quando sei innamorato ad esempio
o quando respiri per caso l’anima di qualcuno
passandogli attraverso come un temporale.
Viviamo come se fossimo immortali
Invece dovremmo morire ogni notte
Una vita in un giorno.
Considerando ottanta anni terrestri
avremmo vissuto ventinovemiladuecentoventi vite
…vita più vita meno.
Apri gli occhi al mattino e ne cominci una nuova
con l’esperienza di quelle precedenti.
Adopereresti tutto il tuo tempo ad inseguire un sogno e di notte,
prima di morire, ti accorgeresti di come è stato pieno il tuo esistere,
di quello che hai realizzato e di quello che hai lasciato incompiuto.
Quanti amori divoreresti in ventinovemiladuecentoventi vite?
E chi cazzo perderebbe tempo sul divano
a guardare la televisione?
Ad andarti male cammineresti per qualsiasi via del mondo
riempiendoti gli occhi e la mente
disponibile sempre a fare l’amore
subito, immediatamente
con la persona che incontri e che ti piace.
Tenderesti la mano e chiunque la stringerebbe sarebbe stupido
perdere tempo a litigare o a fare la guerra.
Auguro buona notte a tutti
Per quel che mi riguarda
attendo di rinascere ad ogni risveglio.
a fermarmi
da questa vita così programmata.
Se solamente riuscissi
a pensare
quanto è bello questo cielo
com’è immenso il nostro mondo
che riesce a dare vita
ad ogni cosa
starei sicuramente attento
a non calpestare le più piccole cose
così! Tanto per credermi più forte
senza capire che la mia forza
non vale niente
se non ho l’intelligenza
di saperla usare
come vorrebbe Dio…
Ma lo “spettacolo” continua
-IO NON DIMENTICO-
I
MI CHIESE CHE FINE FACEVA LA LUNA DI GIORNO
ED IO NON SEPPI TRATTENERMI QUANDO LESSI QUESTA FRASE DAI SUOI OCCHI
CHE LA MIA VITA ERA UNA PERGAMENA DI TRAMONTI
E MI AGGRAPPAVO ALLA GONNA DEL GIORNO
CON LE BRACCIA TESE VERSO L'ALTO PER ALZARNE L'ORLO
INTANTO CHE IL MONDO SE NE VA IN PEZZI
E PIANGEVO TENERAMENTE IN UN ANGOLO ACCUCCIATO
PERCHÉ NON DAI MONTI MA DALLE VISCERE DELL'UOMO SORGE L'ALBA,
OGNI NUOVO GIORNO CHE L'UNIVERSO REPLICA IL RUMORE DELLE MACCHINE DA CUCITO
E CADONO SCORZE DI CIELO QUI SUL PAVIMENTO
E LE MIE MANI PROVANO AD UNIRLE IN UNO SPUTO
MENTRE TUTTI STANNO SUL CHI VIVE E SUCCEDONO COSE,
FUORIESCONO AMORI VIOLENTI COME L'ACIDO
E SI STA IN FILA AD ASPETTARE IL PROPRIO TURNO PER LA VITA
E NON RIESCO PIÙ A VEDERE L'ACCIAIO ED IL CEMENTO TUTT'INTORNO
PER GLI AGHI DI LUCE DENTRO AGLI OCCHI, EPPURE
PENSAVO CI FOSSERO MERAVIGLIE PER I NOSTRI SGUARDI,
LA POESIA CONTIENE TEMPO UN PRESENTE CHE NON SO DEFINIRE, SEBBENE
LA POESIA PIÙ BELLA CHE ABBIA MAI VISSUTO SONO LE MANI DI MADRE,
NON HO MAI SCRITTO NULLA SU MIA MADRE SE CI PENSO,
DISTRATTO DALLA CITTÀ CHE SI GRATTA LA SCHIENA CON UN LAMPIONE DEL TARDO POMERIGGIO
VEDO LA LESBICA LUNA NASCONDERSI TRA LE CASE
E SPIARE LE DONNE MENTRE SI ACCAREZZANO IL SENO
E TUTTA LA CAMPAGNA È DESOLATA DAL GELO,
NESSUNA PROTEZIONE NÉ DENSITÀ NÉ COMODITÀ
COME UN BARBONE RICOPERTO DI GIORNALI COL CULO PER ARIA
QUANDO IL VISO LANCIA IL COLORE BIANCO DEL DOLORE
E TU MUORI COME UN CARDELLINO ALLA FINESTRA
INTANTO CHE T'AFFERRO I CONTORNI D'OMBRA E GLI ANGOLI ROCCIOSI
E LENTAMENTE IL CALORE CI RIEMPIE LE OSSA.
II
QUANDO TUTTI DORMONO LA MIA MENTE AVVIENE
E MI DOMANDO QUANTO A LUNGO HO CAMMINATO DRITTO SULLE STRADE
PER DIMENTICARE CHE IL MONDO È UNA CONTINUA LINEA GEODETICA DI RITORNO
E MI SENTO COME UN PAZZO PERDUTO NELLA VERITÀ DELL'AURORA CHE BATTE LE SUE GRANDI ALI D'ALBATRO
LADDOVE UNA STELLA ARRUGGINITA SEGNA IL CONFINE DELLA MAREA NOTTURNA
ED HO PAURA DI AFFOGARE TRA I RUMORI CHE MI GIUNGONO COME FOSSERO SOTT'ACQUA
E CERCO INUTILMENTE UN RICORDO CHE SIA PIÙ DI UN'INNOCENZA IN MEZZO AL CIELO SPLENDENTE DI BENGALA.
III
E' NOTTE. STO TORNANDO A CASA.
ONDEGGIO COME L'UMANITÀ MA SENZA PROGREDIRE
SPARPAGLIANDO MELODIE SUI CORSI VISCIDI PER L'ANDIRIVIENI
INTANTO CHE IL MONDO SI ACCASCIA COME UN DIRIGIBILE
E TUTTI CONTINUANO AD AVANZARE CON OCCHI ROSSI E CRINIERE DI LAMPO VERSO LE USCITE
IMMUNI ALLE SOMMOSSE E ALLE RIVOLUZIONI
E SEMBRANO FIOCCHI DI STELLE QUESTE GOCCE D'ACQUA COSÌ LIEVI
CHE VENGONO A LAVARCI LE MANI INSANGUINATE
MA D'IMPROVVISO LA STRADA SPALANCA LA BOCCA
E DIO ACCENDE UN ALTRO GIORNO,
UN CANTICO D'AMORE ESULTANTE SUL TUO CORPO NUDO COME UNA BACCA
ED È INVERNO, IL SOLE BRILLA COME UNA BIANCA COMETA DENTRO DI ME CHE SOFFOCO DI UN'AZZURRA INCREDULITÀ
GUARDANDO IL CIELO AMMUCCHIATO COME LENZUOLA DI SABBIA
E PRENDEREMO UN COMMIATO DALLA TERRA SPERANDO SIA DI GIUGNO
QUANDO I GIORNI SONO LUNGHI, COSÌ AVREMO PIÙ LUCE PER SEPPELLIRE I NOSTRI OCCHI,
PERCHÉ SE SCRIVO È SOLO PER MISURARE LA FEBBRE DEL MIO SENTIRE
E MI STO SROTOLANDO COME UN GOMITOLO DI SPAGO TRA I BIDONI DELLA SPAZZATURA
CURANDO SOLO DI TESSER BENE IL FILO TRA LE DITA STESE,
POI GIRO LE MANI LASCIANDO LE ILLUSIONI OTTICHE
E RICOMINCIO FRA LE VISIONI E SU CIÒ CHE IO SONO.
della rotta di nuove
mete salii,
nel viaggio
di chi non muore
lentamente.
Prima fermata,
un fischio nell’aria.
Il vento soffiava,
mosso tra i capelli
d’una anziana coppia
lungo il binario.
A passo lento
e reciproca cura
-sostegno del tempo-
sedettero
accanto il timore
dei volti.
Al fischio nuovo
le mani che il fato
aveva scritto
si cercarono veloci,
fino a stringersi
fortemente.
Una scintilla,
fu chiara luce
nei loro occhi..
ché forse un attimo nuovo
ancora rivisse
l’amore loro antico
e crudele.













