che non possiamo permetterci,
un'onda senza vento
nel mare della mente
che fruga raminga
tra la spazzatura di un dio
geloso e distante
mille desideri dal tuo cuore.
La verità è quella luce
che rimane quando spegni
tutti gli elettrodomestici,
il mistero che aleggia
nei black-out della ragione,
un sogno incauto
evaso dal calendario terrestre.
La verità è il passo
dopo l'agognata meta,
il frutto proibito
dal sapore molto antico,
il soffio del silenzio
dove tutto è sempre,
da sempre,
semplicemente quiete.
"Perché non c'è musicalità nelle tue poesie?"
Perché dev'esserci?
Perché?
I lamenti sono musica?
Il dolore è musica?
La tristezza è musica?
la morte è musica?
Sì.
Sono loro che non la sentono.
Le loro orecchie non hanno
spazio per quelle cose.
Ridono, sentono le risate,
le loro,
le battute,
le loro.
Perché mai volete
rime?
Perché mai volete
suoni dolci?
Perché?
treni velocizzati.
Traffico di droghe,
sputi sulle rose.
Macchine in corsa,
lo scippo di una borsa.
Persi nella metropoli,
tra scambi di odi benevoli,
mi tieni le mani
tenendo i fantasmi lontani,
incantesimo e antitodo
del cuore mio per te frivolo.
Ora sei lassù
tra le stelle del firmamento
sei luce che illumina
coloro che hai lasciato
I cuori straziati
gli occhi senza lacrime
per padre amorevole,
compagno fedele
Il tuo sorriso illuminava l'intorno,
i tuoi occhi dolci
avvolgevano in un abbraccio
Ricorderò i tuoi racconti
come parole fuoriuscite
da un libro di favole,
la tua voce vivrà
nel canto dell'usignolo
Amico caro, bello come il sole
buono come il pane,
voglio ricordarti
con semplici parole
come tu eri,
senza fronzoli ne altisonanti versi
Neppur poesia sembrerà codesta
ma un sentito commiato
per la tua partenza,
sventolando un fazzoletto bianco
ti saluterò alla stazione
al tuo salire sul treno
che indietro più non ritorna.
Riposa ora dopo tanto soffrire,
aspettaci,
un ad uno tutti saliremo
su quel vecchio treno ….
*****************************************************************************************************************************
Dedicata al nostro caro amico Marcello, che oggi è scivolato
nel sonno eterno, ennesima vittima della Sla
Di pioggia. Sulle soglie forse
la bruma fredda,
vani cocci dei monti sugli arazzi aguzzi.
Il mio diventa il tuo viso,
ridere, scherzare.
Vedevo un bambino triste,
guardare gli altri su una panchina.
Nessuno lo voleva. Nessuno.
Crebbe quel bambino.
Vedeva i ragazzi ridere, amare.
Lui non faceva altro che odiare
la sua vita, sé, gli altri.
Un giorno mi guardò e mi sorrise.
Disse che ero l'unico
a cui tenesse.
Forse mentiva, amava mentire.
Ma il suo sorriso mi diede
gioia,
provai ciò che si chiama
felicità,
non per molto. Non per l'eternità.
Scomparve e io con lui.
Che vita,
la nostra!
giochi di luce.
E ancora piove e
voglio silenzio.
Dai vetri il mare lisciai miei versi parlatii marosi argentati
rimpiangono il ventoed io mi penso nei lunghi silenzisenza un tuo canto.
Ogni dire
ogni mio pensieroè un palpito del cuore.
E della frescura edei lampi intrecciatim' avvolgo i capelli
i miei occhie i miei versi ordinati.
Nascono sogni
tra i colori delle vigne …
mi dai la tua essenza ,
la ragione ,
l’esistere .
Tu che mi prendi per mano
mi porti lontano …
nelle profonde ambizioni ,
alle sublimi speranze .
Smuovi le sanguigne pulsioni ,
sei eterea ,nel mio spirito …
nei mie pensieri ,
scivoli candida ;
nei miei occhi ,
sei la stella sulla terra .
girare intorno a me
sembra sfiorare la mia pelle
ed entrare nella mia mente
dall'orizzonte fino a me
tende la mano
fatta di cielo e onde
si inerpica sopra me
per farmi vedere oltre
ancora un giro di valzer
nelle sfumature e nelle sensazioni
posso quasi scivolare
verso lui
vertigo dopo vertigo
mi vesto di leggerezza
e freschezza
volo al di là delle colline
ed accarezzo ancora il suo profumo
non mi stanca mai
non mi stanco mai
ascolto il blu
sussurrarmi
sembra voce ed eco
all'unisono
dipinge suoni
fatti di promesse e sogni
sale dentro me
per parlarmi della sua profondità
ancora un giro di valzer
nelle sfumature e nelle sensazioni
posso quasi scivolare
verso lui
ancora un passo
dentro al suo spazio e alle sue opportunità
posso quasi ubriacarmi
di lui
ancora un giro di valzer
nelle sfumature e nelle sensazioni
posso quasi scivolare
verso lui
ancora un passo
dentro al suo spazio e alle sue opportunità
posso quasi ubriacarmi
di lui
non mi stanca mai
non mi stanco mai
Fèrreo proposito
Non più fetore!
------
Il verseggio è nato scorrendo un pensiero di Massimo D'Azeglio, politico, patriota, pittore e scrittore italiano del 1800:
"Senza forte volontà non si giunge a far nulla di buono".
Eppure ho sempre saputo che le donne vengono attratte da un uomo che le fa ridere. Credevo di poter ottenere, in virtù di questo, qualcosa che avrebbe scavalcato il mero aspetto amicale. Mi sbagliavo. Presi sempre delle ciabattate sul muso. Lo sbaglio più grosso è stato addebitare gli insuccessi alla mia struttura fisica, alla mia non bellezza che trascendeva il mio essere divertente. In effetti, ma me ne accorsi molto tempo dopo, la verità è che non avevo conosciuto bene la personalità femminile, pronto, com’ero pronto, anche se inconsapevolmente, a considerare le donne come terra di conquista e non esseri dotati di un cervello superiore, quantomeno, al mio. Quando ci riuscii, però, era ormai troppo tardi. Incontrai una donna che rispondeva alla mia simpatia, con l’indifferenza, a volte con lo sberleffo. Mi impegnai sul serio e senza ironia a mostrarle quel che ero veramente, cosa avrei potuto darle e cosa avrei voluto ricevere da lei. Per non farla lunga, la sposai. Cose che capitano ! Solo che…capitano tutte a me.
Toccare l'infinito con te
Sarebbe sublime
Abbandonare dubbi e perchè
Sarebbe possibile
Lasciando i sensi giocare
Ascoltando i venti soffiare
Trasportati dall'amore
Guidati dallo stupore
Di essere ancora quà
Sarebbe eternità
Dipende da te
Sei tu la chiave
Della felicità









