attraversa l’aria
ed il respiro
lontano da vetri
specchia e riflette
il suo passo
non ha bisogno di ombre
non deve disegnare
contorni leggeri
dentro ai suoi occhi
nascono scintille
difficili da spegnere
ascolta anche il silenzio
battere dentro
battere forte
non è solo
ed il suo destino
lo accompagna
srotola giorni di pienezza
e un mare innamorato
dei baci di questo sole che
va saziando il corpo e la mente.
… E ancora canta la cicala,
nella silente atmosfera,
nostalgica.
Spira sempre la brezza profumata,
avvolge e imprigiona i sogni
e i nostri baci,
su questa spiaggia ormai vuota,
immensa….
Stringimi in questo amore,
che io mi faccio piccola,
mi accartoccio tra le tue braccia.
Chiedo tenerezze
anche a questi soffi
imperlati di salsedine,
che alla pelle mia s’attaccano
e non vanno più via…
guerriglia d’ emozioni nell’ alluvione dei silenzi,
ambra, segreto e passione sgretolò
parafrasando un bacio incapricciato
disciolto in lacrime di brina
come planisfero insanguinato
da uno stormo crepuscolare abbacinato.
Bozzolo di cielo
accoltellato dalla germinazione dell’ incanto,
l’ eco d’ un vespro affusolato
palpiti di miele lunare sbrodolò
e la letteratura delle stelle,
pulviscolo di cuore affascinato
un temporale di poesia immaginò.
Respiro affamato di bellezza,
promessa infinita d’ universo,
solstizio d’ animo innamorato,
poesia è squarcio di vita assolato.
a vorte ‘n poco poco strana.
Sai bene coniugà
dolcezza co la semplicità.
Seduta sugli scogli
sembra che tu risvegli
amori giovanili,
sperduti in arenili
de splendida beltà
della tua località.
E sei bella pure, tu,
una che “tira su”
bella e non valutata,
da tutti tanto amata !
Sagace, spiritosa a profusione,
sei piacevole in ogni discussione.
Ma…
Ma, allora, perché quando me commenti
lo fai cor cortello ai denti ?
Eppoi ho pure l’impressione
che me cojoni proprio co intenzione.
Nun so scemo e c’ho visto bene,
tu sei ‘na granne…nun me fa passà e pene
ultimo o primo?
anima, risorsa, futuro del tempo!
Cuore
di popolo incoltivato,
abitante di una geografia fatale
che non promette riscatto...
L'ardore, la forza, il coraggio,
come roccia
resistono al tempo
e invocano con lettera d'aiuto
l'arrivo della nuova primavera.
Al secolo Anna GIGLIOLA
Spirto cortese, Iddio,
Umile, dal Terreno
Or ha levato. Amaro
Reca, sentir l’annuncio.
Garbo mostravi, un cuore.
Angelo entravi… Umano
Biblico vola oh Madre!
Rogito… la dolcezza.
Indole… l’adorare.
Etica… il Tuo gentile.
Lasci, un mancante immenso.
Lasci, un prezioso eccelso.
Alto… sconforto instrada!
per amare
un giorno per dimenticare,
un tempo non basta
per ricordare.
Basta un giorno
per dirsi tutto
un ora per rovinare
quello che s'è costruito
in una vita,
poi il tempo cancella
ma non del tutto,
perché c'è il cuore
che non fa dimenticare...
l'aroma tra i suoi capelli
e i nei sul suo viso.
Gli spigoli del volto,
l'amore che provi
e l'odio nel torto.
La sua matita mangiucchiata,
il bacio non tuo sulla sua guancia
e le sue unghie come prima portata.
Il cielo nuvoloso,
il suo umore tremolante
e il suo sguardo tenebroso.
La sua rabbia nei suoi sogni,
te ne accorgi che non ti ama,
quando ti parla solo mentre dormi.
Ed è il percorso peggiore
per la via scoscesa,
se solo per l'idea provi amore
e la sua persona non è compresa.
come granello di sabbia
spinto dal vento leggero
sembra quasi
che corpo e mente
siano senza peso
rotola via
vortice in senso antiorario
che soffoca il respiro
di aria pulita
rotola via
senza confine
tra il giorno e la notte
senza più tempo
è passato il cielo
dipinto di arcobaleno
è passato il sogno
colorato di blu
rotola via
la lancetta delle ore
veloce
verso la fine dell'autunno
rotola via
come clessidra
in perenne movimento
che mischia giovinezza
ad età adulta
è passato il cielo
dipinto di arcobaleno
è passato il sogno
colorato di blu
ti avvolge il corpo
è il velo della luna
illumina il perimetro
questa stanza se parlasse
direbbe troppe cose
di noi
ed io a riflettere che fare
domattina appena sveglio il sole
parliamo bevendo il caffè
e intanto Amore mio tu dormi e sogna
sogna di noi
non posso dirti di più
se stai bene cosi è meglio non ferirti
e allora avanti in questa notte
scrivo due righe
fumo e guardo te
forse è meglio
andare via con settembre
forse è meglio si
è meglio
Ma il tuo sorriso lo metto in tasca
tra le cose più care
ti voglio ricordare cosi
non voglio vederti piangere
non ci sono abituato
e quindi vado
in quel posto che è mio
con lei che mi aspetta paziente
che mi ama nonostante
che mi vuole come sempre
de certo no, nun maschero n’imbroglio,
sono sicuro e certificato
a quer paese nun me c’hanno mai mannato.
Nun perché de genere fossi nato super
e manco perché me mancasse il transfer.
Me faccio i fatti miei e me ne frego
er giorno fò peccati, a notte prego.
E tu te pensi che farsi i cazzi sua
possa rendette mejo de Gargantua ?
Disse ‘n amico mio co sospetto
guardannome dall’alto : era vecchietto !
E ‘ ndove che se visto mai
che l’omo p’esse omo aspetterai,
mostri aroganza e maleducazione
e se ne vanti di tal sopraffazione ?
Essere omo e ‘nartro par di maniche
nun ha bisogno de azioni “belliche”,
pe dimostrà tutta la sua forza
basta che agisca, ma solo con fermezza.
Che dare botte alla su metà
nun è segnale de maturità.
Significa sortanto una cosa
che nun ja fa proprio co la sposa !
festosi, ricchi, grassi,
s’attaccano a pietra antica
che respira il suo passato.
Rivivono fantasmi
tra resti quasi sbriciolati dal tempo
e il caos del presente
mescola emozioni e rabbie.
Eterna…
Eterna la bellezza, i giardini
e i suoi aliti d’amore,
i baci in penombra, le parole sussurrate
in quest’aria ammaliatrice.
Eterna l’anima,
nel marmo scolpita,
che vita ha dato.
Eterni i profumi,
sciorinati al vento del Pincio
e, forse, anche le lacrime
che ingoi alla maestosità
della sacra piazza
e della sua cupola d’oro.
Radici,
solo radici vivono,
s’intersecano
e percepisco e danno linfa
a questa terra nostra…
…Eterna.
A piedi nudi m'inerpico
su antichi sentieri
dove lo spirito ha concepito
i suoi primi passi,
sui sentieri dei fruscii e dei silenzi,
per ridipingere la mia anima
con questi rossi di tramonti sconfinati,
del sangue della necessaria preda
e di una malinconia primordiale,
tra ataviche catapecchie di argilla e sudore.
E qui, spoglio
di ogni inutile ornamento e maschera,
posso dialogare con l'albero maestoso e saggio,
o con la sabbia infuocata da desideri e fame,
con il vento che accompagna
le dolci litanie di un'infanzia dimenticata
nei grigiori di periferie abbandonate.
Voglio demolire il tempo ossidato
di questa disumana quotidianità,
costruire il mio tempo
al ritmo delle danze propiziatorie,
con i versi di dorati fenicotteri
sospesi sulle alte cime frastagliate
di un'improbabile speranza,
respirare l'aria colma di acre salsedine
degli infiniti deserti
che smaterializzano il mio io
fino al punto estremo
di una gioia che divora ogni parola residua.








