Tutto resta
negli spazi celati
dell’essere pensiero
tra il tempo remoto,
dell’infinito ricordo
d’una ebrezza notturna
al fulgore della luna
riflessa nel profondo mare .
Abbracciata restavi
nei profumi di incantati fremiti
impressi nei margini
del mio sentire,
e i battiti si univano
a quegl’ istanti di pura passione.
Tutto resta nascosto,
ma il nostro idillio rimane
integro nell’inesauribile destino.
negli spazi celati
dell’essere pensiero
tra il tempo remoto,
dell’infinito ricordo
d’una ebrezza notturna
al fulgore della luna
riflessa nel profondo mare .
Abbracciata restavi
nei profumi di incantati fremiti
impressi nei margini
del mio sentire,
e i battiti si univano
a quegl’ istanti di pura passione.
Tutto resta nascosto,
ma il nostro idillio rimane
integro nell’inesauribile destino.
8 commenti
Mi onora
il tuo farmi compagnia
chiara notte stellata
e mentre la luna sorride
mi accingo a nuova avventura.
Sei la mia amica più fedele
in cui mi calo goffo nel tuo buio
e verso dopo verso
d'ogni tempo ti lusingo.
Ma, allo spegnersi delle stelle
l'inchiostro si sbiadisce
e il mio narrar perde colore
mentre l'anima dei sogni vestita
rivolge lo sguardo
alla luce men gradita
e d'ogni mal il cuore si riempie
percorrendo l'onesto perso cammino
che affligge il giorno.
il tuo farmi compagnia
chiara notte stellata
e mentre la luna sorride
mi accingo a nuova avventura.
Sei la mia amica più fedele
in cui mi calo goffo nel tuo buio
e verso dopo verso
d'ogni tempo ti lusingo.
Ma, allo spegnersi delle stelle
l'inchiostro si sbiadisce
e il mio narrar perde colore
mentre l'anima dei sogni vestita
rivolge lo sguardo
alla luce men gradita
e d'ogni mal il cuore si riempie
percorrendo l'onesto perso cammino
che affligge il giorno.
Lei ha bisogno di luce,
dice di aver vissuto
troppo tempo al buio
trovò la luce e
se ne innamorò,
ma temeva il buio...
E fu con gli occhi
della paura che
guardò la luce
e nella luce
cercava il buio...
Lo cercava perchè
non poteva credere
che la luce fosse vera
la sua casa era
sempre stata buia,
e non è facile
andarsene da casa.
Guardiamo ai miracoli
con diffidenza,
preghiamo così tanto
che non crediamo
al loro esaudirsi...
Perchè vogliamo essere
vittime e non salvati,
perchè in fondo
preferiamo credere
al male e non al bene,
per paura che esso
svanisca nel buio
costruito da noi...
dice di aver vissuto
troppo tempo al buio
trovò la luce e
se ne innamorò,
ma temeva il buio...
E fu con gli occhi
della paura che
guardò la luce
e nella luce
cercava il buio...
Lo cercava perchè
non poteva credere
che la luce fosse vera
la sua casa era
sempre stata buia,
e non è facile
andarsene da casa.
Guardiamo ai miracoli
con diffidenza,
preghiamo così tanto
che non crediamo
al loro esaudirsi...
Perchè vogliamo essere
vittime e non salvati,
perchè in fondo
preferiamo credere
al male e non al bene,
per paura che esso
svanisca nel buio
costruito da noi...
Ho visto le stelle cadenti
sfrecciare nel cielo splendenti
pensieri di un attimo solo
da prendere subito al volo,
il vortice dei desideri
riempie quei tenui pensieri
pensando ai miei teneri figli
che sembrano ancora dei gigli,
pensando alla mia nipotina
che gioca e sorride piccina,
alla dolce meta della vita
che sana ogni aperta ferita:
per tutti alle vivide stelle
invoco le cose più belle
salute e radiosa allegria
al pari di questa magìa.
Per me non desidero niente
perché si riempie la mente
in notti cosi prorompenti
di sogni che son turbamenti
di quei desideri sperati
e mai veramente avverati
di seni e di labbra affamate
di voglie d’amore assettate;
di altro che dire non posso
perché mi si tinge di rosso
il pallido vecchio mio viso
che aspetta soltanto un sorriso.
sfrecciare nel cielo splendenti
pensieri di un attimo solo
da prendere subito al volo,
il vortice dei desideri
riempie quei tenui pensieri
pensando ai miei teneri figli
che sembrano ancora dei gigli,
pensando alla mia nipotina
che gioca e sorride piccina,
alla dolce meta della vita
che sana ogni aperta ferita:
per tutti alle vivide stelle
invoco le cose più belle
salute e radiosa allegria
al pari di questa magìa.
Per me non desidero niente
perché si riempie la mente
in notti cosi prorompenti
di sogni che son turbamenti
di quei desideri sperati
e mai veramente avverati
di seni e di labbra affamate
di voglie d’amore assettate;
di altro che dire non posso
perché mi si tinge di rosso
il pallido vecchio mio viso
che aspetta soltanto un sorriso.
Disse un bicchiere all'arto:
me devi ripagà
pe le testate d'ieri
co la scusa de festeggià.
Nun è corpa la mia
se tanta era allegria
de fasse na magnata
dal vino accompagnata.
Du panzerotti fritti,
du fave e pecorino
se devono assaggià
sinnò che ce sedemo a fà ?
dicevano l’ospiti
stupiti e quasi attoniti
che famo, ci astenemo ?
vogliam bicchiere pieno.
Cosa potevo fare
Se per ottemperare
Alla legge del cin cin
Io, servo del buon vin ?
Te davo ‘na capocciata
capisco, indesiderata,
credevo tu facessi
buon viso per gli eccessi.
Er guaio sai che fu ?
guardando nel menu
non vidi a prima vista
lunghezza della lista.
Tre primi piatti
In ogni modo fatti.
Quattro secondi “solo”
per non avere scrupolo.
Contorni, frutta e dolce,
luppoli d’ogni specie
a completare il tutto
prima del grande rutto.
Come vorresti amico,
dolente e infastidito,
quanno che se magna, cor vin,
necessita un cin cin.
Nun sta a pensà a noi artri
agli urti, e ai disastri.
pensa soltanto che
Il conto, nun lo devi pagà te
me devi ripagà
pe le testate d'ieri
co la scusa de festeggià.
Nun è corpa la mia
se tanta era allegria
de fasse na magnata
dal vino accompagnata.
Du panzerotti fritti,
du fave e pecorino
se devono assaggià
sinnò che ce sedemo a fà ?
dicevano l’ospiti
stupiti e quasi attoniti
che famo, ci astenemo ?
vogliam bicchiere pieno.
Cosa potevo fare
Se per ottemperare
Alla legge del cin cin
Io, servo del buon vin ?
Te davo ‘na capocciata
capisco, indesiderata,
credevo tu facessi
buon viso per gli eccessi.
Er guaio sai che fu ?
guardando nel menu
non vidi a prima vista
lunghezza della lista.
Tre primi piatti
In ogni modo fatti.
Quattro secondi “solo”
per non avere scrupolo.
Contorni, frutta e dolce,
luppoli d’ogni specie
a completare il tutto
prima del grande rutto.
Come vorresti amico,
dolente e infastidito,
quanno che se magna, cor vin,
necessita un cin cin.
Nun sta a pensà a noi artri
agli urti, e ai disastri.
pensa soltanto che
Il conto, nun lo devi pagà te
Vieni Amore, aspetto.
Aspetto ogni attimo che tu mi colora,
la gioia,
giorni unici che tu mi riempia.
Quelli che frantumano il cielo
con emozioni più grandi ancora,
quelli che stordisono,
seducono, prendono.
… Aspetto occhi
che mi rubino ancora amore,
giorni sazi, gonfi, voglio…
Intriganti sguardi,
complici e invitanti,
carezze morbide,
pagine sature di noi.
L’Amore mai sazio
attende sempre altro ed ancora…
Ti aspetto all’alba di ogni giorno,
ti guardo al tramonto.
T’amo!...
E poi ad un’alba ancora, aspetto,
voglio, intensamente!
Non voglio altro che viverti…
Aspetto ogni attimo che tu mi colora,
la gioia,
giorni unici che tu mi riempia.
Quelli che frantumano il cielo
con emozioni più grandi ancora,
quelli che stordisono,
seducono, prendono.
… Aspetto occhi
che mi rubino ancora amore,
giorni sazi, gonfi, voglio…
Intriganti sguardi,
complici e invitanti,
carezze morbide,
pagine sature di noi.
L’Amore mai sazio
attende sempre altro ed ancora…
Ti aspetto all’alba di ogni giorno,
ti guardo al tramonto.
T’amo!...
E poi ad un’alba ancora, aspetto,
voglio, intensamente!
Non voglio altro che viverti…
Sola passeggio lungo il corso del fiume,
tra i platani spogli ed i vecchi ponti
che Roma eterna s’accoccola.
Strizzata nel nero cappotto e il caldo cappello,
mi specchio nell’acque d’un Tevere
vecchio e malconcio.
mi specchio nell’acque d’un Tevere
vecchio e malconcio.
Il viso m’appare svuotato,
di maschera sembra vestito.
Un vecchio col bastone mi sfiora in silenzio,
sugli alti tacchi una giovane donna barcolla
un uomo trascina lo zaino e il suo piccino.
M’accorgo d'essere appesa,
sbattuta, tirata, fermata
e vedo sbucare dal cielo che ha perso l’azzurro,
e vedo sbucare dal cielo che ha perso l’azzurro,
invisibili fili.
Siam burattini tristi
sguardi bassi, sorrisi spenti
che vagano ignari dei loro destini.
Ti guardo
e mi accorgo che vedo solo
il buono in te.
Niente è perso
Niente è rotto
Noi soli
in queste circostanze nuove
ci lasciamo andare
dentro a vortici di emozioni.
Io non ho mai creduto
ai tuoi occhi
lasciandoti sola
senza una parola
senza fiato e senza noia
nell’ inferno condiviso insieme.
Ma il desiderio domina sovrano
tra i nostri palpiti,
che si fondono
come corpi desnudi
nel letto del sentimento.
Niente è perso
Niente è rotto
Ti guardo
e mi accorgo che
non ti lascerò andare
perché il mio cuore
senza di te
smetterà di battere.
e mi accorgo che vedo solo
il buono in te.
Niente è perso
Niente è rotto
Noi soli
in queste circostanze nuove
ci lasciamo andare
dentro a vortici di emozioni.
Io non ho mai creduto
ai tuoi occhi
lasciandoti sola
senza una parola
senza fiato e senza noia
nell’ inferno condiviso insieme.
Ma il desiderio domina sovrano
tra i nostri palpiti,
che si fondono
come corpi desnudi
nel letto del sentimento.
Niente è perso
Niente è rotto
Ti guardo
e mi accorgo che
non ti lascerò andare
perché il mio cuore
senza di te
smetterà di battere.
Con il sonoro odore di rigno
si levò un permaloso agosto
ferito da qualche parola storta
ma senza esser beccato
dal resto del pollaio
Senza il vocione poco elegante
ma picchiettando le unghie mangiate
sul gazebo
facendo il rumore del prologo dei fuochi
che senza scintillare bruciano in aria
Teneri sollievi a lucidare gli specchi
e solcati cinismi
sulla bocca di chi gridava "Più forte!"
Ma più forte tanto non serviva
Era il broncio di un infante
e l'inquietudine di un adolescente
Era la rassegnazione al debito
con l'occhio schiantato sul debitore
Agosto cominciò così
Come non sarebbe mai diventato
in quei lunghi secondi successivi
spogliati di arsi e catarsi
si levò un permaloso agosto
ferito da qualche parola storta
ma senza esser beccato
dal resto del pollaio
Senza il vocione poco elegante
ma picchiettando le unghie mangiate
sul gazebo
facendo il rumore del prologo dei fuochi
che senza scintillare bruciano in aria
Teneri sollievi a lucidare gli specchi
e solcati cinismi
sulla bocca di chi gridava "Più forte!"
Ma più forte tanto non serviva
Era il broncio di un infante
e l'inquietudine di un adolescente
Era la rassegnazione al debito
con l'occhio schiantato sul debitore
Agosto cominciò così
Come non sarebbe mai diventato
in quei lunghi secondi successivi
spogliati di arsi e catarsi
Al firmamento vedo aggrappato,
un sottile apostrofo illuminato.
D'argento e madre perla risplende leggero,
come un gioiello di cui il cielo va fiero.
Lo vedi di notte, felice giocare
insieme alle stelle a dondolare.
Mi spiace però constatare l'errore;
chiamarla apostrofo non è uno splendore!
Adatto non è alla dama suadente
che da lassù ci veglia splendente.
"Signora stellare mi deve scusare,
proprio così non la devo chiamare!"
Ma dal cielo, tranquilla e ridente,
mi strizza l'occhio la luna crescente.
"Se un apostrofo di notte sarò,
Luna Nuova mi chiamerò;
se una parentesi il cielo aprirà,
Luna Calante il mio nome sarà".
Adesso a letto! Non ti stancare,
l'ortografia in alto non deve stare.
A scuola sul quaderno la troverai,
ma pensando alla luna non ti annoierai!.
un sottile apostrofo illuminato.
D'argento e madre perla risplende leggero,
come un gioiello di cui il cielo va fiero.
Lo vedi di notte, felice giocare
insieme alle stelle a dondolare.
Mi spiace però constatare l'errore;
chiamarla apostrofo non è uno splendore!
Adatto non è alla dama suadente
che da lassù ci veglia splendente.
"Signora stellare mi deve scusare,
proprio così non la devo chiamare!"
Ma dal cielo, tranquilla e ridente,
mi strizza l'occhio la luna crescente.
"Se un apostrofo di notte sarò,
Luna Nuova mi chiamerò;
se una parentesi il cielo aprirà,
Luna Calante il mio nome sarà".
Adesso a letto! Non ti stancare,
l'ortografia in alto non deve stare.
A scuola sul quaderno la troverai,
ma pensando alla luna non ti annoierai!.
Vienimi a trovare,
in un mattino d’autunno
quando le foglie invadono il viale
e dal terrazzo
lo sguardo si perde
su questo mare ancora azzurro.
… Vieni!
Chè il sole è ancora caldo,
la lunga spiaggia abbraccia
e le case intorno bacia…
Vienimi a trovare
quando una cheta nostalgia
rapisce il cuore e lo porta via.
L’inonda di dolce sapore
che quel tempo ha lasciato.
in un mattino d’autunno
quando le foglie invadono il viale
e dal terrazzo
lo sguardo si perde
su questo mare ancora azzurro.
… Vieni!
Chè il sole è ancora caldo,
la lunga spiaggia abbraccia
e le case intorno bacia…
Vienimi a trovare
quando una cheta nostalgia
rapisce il cuore e lo porta via.
L’inonda di dolce sapore
che quel tempo ha lasciato.
Di cotant'anni non isperavo mai
lo veder sí perduta gente
Cosa sia non so codesto soldo
che vuoto suona e falso alla lima
Tu guardi le canute genti
e non é per te pensiero
lo guardarti ne' l'argento tuo
E giri ti rimiri e ti fai bello
non rimembrando mai l'istrada tua
Lancia in resta , convinzione in testa
lo scettro inesistente mostri a tutti
con gaudio e orgoglio senza pari
Né lo cervel de la testa tua folle
la conquista giá è fatta e consumata
Ma l'intendimenti tuoi non son pari ai miei
Acuta, pudica diva e madre
ma donna sono e bella
Con l'occhi miei d'oriente ho visto
l'ignorar l'antiche usanze e l'uso loro
Gonfiar t'ho visto come una rana al fosso
e l'istupidità che mostri
fère lo guardo mio e m'intristisce il core
Acciocché nell'alma tua riposa
lo spirto d'un infante bimbo
assieme ti sei posto all'omini d'un dí
Ahimé qual sarà mai
l'alma e il cor d'omo
che mi prenderà la mano
per il cammin di poi?
Và pover'omo triste
perché triste è l'esser tuo
confondi l'occhi tuoi
ne l'informe massa
che più t'aggrada d'un alto spirto
Cammina solo e prova
lo bene aver smarrito
e non voltar mai lo capo tuo
a le perdute piagge.
Doverosa nota:
Poesia ridanciana, da me scritta all'età di 17 anni(chiedo venia per gli errori) in occasione di un corteggiamento serrato
a mia madre, 50enne e ancora bellissima -divorziata da anni- da parte di un attempato signore di bell'aspetto che "se la
tirava", come se fosse l'unico bell'uomo sulla piazza e quasi potesse offuscare la di lei bellezza o comunque indurla a credere d'essere fortunata a ricevere le di lui attenzioni. Uomo purtroppo infantile e da me ampiamente sbeffeggiato con questa filastrocca sarcastica che con il coraggio dei miei 17 anni, gli ho declamato a viva voce. Ironia pura...
Ho pubblicato questa poesia poiché i protagonisti sono ormai andati...tranne la sottoscritta ovviamente...
lo veder sí perduta gente
Cosa sia non so codesto soldo
che vuoto suona e falso alla lima
Tu guardi le canute genti
e non é per te pensiero
lo guardarti ne' l'argento tuo
E giri ti rimiri e ti fai bello
non rimembrando mai l'istrada tua
Lancia in resta , convinzione in testa
lo scettro inesistente mostri a tutti
con gaudio e orgoglio senza pari
Né lo cervel de la testa tua folle
la conquista giá è fatta e consumata
Ma l'intendimenti tuoi non son pari ai miei
Acuta, pudica diva e madre
ma donna sono e bella
Con l'occhi miei d'oriente ho visto
l'ignorar l'antiche usanze e l'uso loro
Gonfiar t'ho visto come una rana al fosso
e l'istupidità che mostri
fère lo guardo mio e m'intristisce il core
Acciocché nell'alma tua riposa
lo spirto d'un infante bimbo
assieme ti sei posto all'omini d'un dí
Ahimé qual sarà mai
l'alma e il cor d'omo
che mi prenderà la mano
per il cammin di poi?
Và pover'omo triste
perché triste è l'esser tuo
confondi l'occhi tuoi
ne l'informe massa
che più t'aggrada d'un alto spirto
Cammina solo e prova
lo bene aver smarrito
e non voltar mai lo capo tuo
a le perdute piagge.
Doverosa nota:
Poesia ridanciana, da me scritta all'età di 17 anni(chiedo venia per gli errori) in occasione di un corteggiamento serrato
a mia madre, 50enne e ancora bellissima -divorziata da anni- da parte di un attempato signore di bell'aspetto che "se la
tirava", come se fosse l'unico bell'uomo sulla piazza e quasi potesse offuscare la di lei bellezza o comunque indurla a credere d'essere fortunata a ricevere le di lui attenzioni. Uomo purtroppo infantile e da me ampiamente sbeffeggiato con questa filastrocca sarcastica che con il coraggio dei miei 17 anni, gli ho declamato a viva voce. Ironia pura...
Ho pubblicato questa poesia poiché i protagonisti sono ormai andati...tranne la sottoscritta ovviamente...
I Vati so quelle persone che
ce ‘nsegneno a seguì la strada giusta,
ce guideno pe ‘ na stradina angusta
e sveleno der monno i perché.
So i Profeti, insomma, nun pensà !
Quelli che tutto sanno anzitempo.
E mentre tu te stai a crogiolà
san ciò che avviene e nun te danno scampo.
Sono poeti, so puro eccezionali,
sciolgono in versi le loro profezie
odi, poemi e puro madrigali
senza sprecà tante armonie.
Anche sur nostro sito ce l’avemo,
vengono da lontano immaginiamo,
ma loro con un gesto estremo
pubblicheno e de letture fanno er pieno.
Saranno bravi, è tutto da vedere !
Nun penso proprio se facciano aiutare
a riempì er pallottoliere
o le letture a fa mortipricare.
C’a ben guardare stessero più attenti
che li poeti nostri ce sanno proprio fà,
scrivessero da Vati o nei commenti
da brocchi li potremmo sanzionà.
ce ‘nsegneno a seguì la strada giusta,
ce guideno pe ‘ na stradina angusta
e sveleno der monno i perché.
So i Profeti, insomma, nun pensà !
Quelli che tutto sanno anzitempo.
E mentre tu te stai a crogiolà
san ciò che avviene e nun te danno scampo.
Sono poeti, so puro eccezionali,
sciolgono in versi le loro profezie
odi, poemi e puro madrigali
senza sprecà tante armonie.
Anche sur nostro sito ce l’avemo,
vengono da lontano immaginiamo,
ma loro con un gesto estremo
pubblicheno e de letture fanno er pieno.
Saranno bravi, è tutto da vedere !
Nun penso proprio se facciano aiutare
a riempì er pallottoliere
o le letture a fa mortipricare.
C’a ben guardare stessero più attenti
che li poeti nostri ce sanno proprio fà,
scrivessero da Vati o nei commenti
da brocchi li potremmo sanzionà.
Ho scavato oltre l'azzurro
solo adesso,
oltre il ticchettio del tempo
e delle ore.
Il pozzo profondo
che ha inghiottito
ricordi ed emozioni
è ancora al centro,
tra la testa e il ventre,
mai sazio di sorrisi e d'amore.
Rimane l'illusione
del volo d'un antica farfalla
che m'ha fatto innamorare.
Nell'anima
sospesa e immobile
sospesa e immobile
a ricordare un sogno.











