Intravista la cura,
smacchiato il cielo,
sostituito con i colori giusti
quelli ossidati,
accoppiate due imperfezioni
all'origine inutili,
sanandole.
Levigato un foglio
con succo di penna
e una pietra antica
con il sudore
di una foto giovane.
Non parlateci di miracoli,
noi siamo specialisti
in sconfitte che virano
in rinascite.
Che Dio ci benedica
e benedetta sia la sua pazienza.
5 commenti
Corre la vita!...
Ancora, però, imbastisco sogni,
in un’inebriante essenza
che mi avvolge.
… Scorre questa vita mia!
Che volino i miei sogni,
in alto, coi gabbiani
e più in alto ancora.
S’innalzino castelli
e che l’onda non me li riporti via.
E’ un’emozione ed io sogno,
vivo!...
Su questo viale
la vita non mordo, sento sapori,
profumi m’inondano e colori mi vestono.
E’ nel cuore ancora gioia,
quanto sole ancora!
Rosso, come il fuoco,
caldo,
quanto l’amore.
E’ luce intorno…
Il tramonto abbraccerà la sera
e la vita mia che corre
in un bellissimo sogno continuerà…
Ancora, però, imbastisco sogni,
in un’inebriante essenza
che mi avvolge.
… Scorre questa vita mia!
Che volino i miei sogni,
in alto, coi gabbiani
e più in alto ancora.
S’innalzino castelli
e che l’onda non me li riporti via.
E’ un’emozione ed io sogno,
vivo!...
Su questo viale
la vita non mordo, sento sapori,
profumi m’inondano e colori mi vestono.
E’ nel cuore ancora gioia,
quanto sole ancora!
Rosso, come il fuoco,
caldo,
quanto l’amore.
E’ luce intorno…
Il tramonto abbraccerà la sera
e la vita mia che corre
in un bellissimo sogno continuerà…
Il 6 Agosto di tanti anni fa
l'uomo perse la sua dignità;
durante l'ennesima inutile guerra
scoprì che poteva distruggere la terra.
Ad Hiroshima accese un orribile sole
distruggendo vite, case e scuole.
Non solo il Giappone quel giorno fu distrutto
ma fu l'inizio di qualcosa di molto più brutto.
Il 6 Agosto l'uomo gioco' con Madre Natura
creando qualcosa che sarà la sua sventura.
Nessuna guerra é giusta, non ci sono vincitori
ricordati uomo, che non puoi fare altri errori.
Un astro già esiste, sta in alto e ci riscalda
non l'abbiamo creato noi e questo tanto basta,
per far capire che nessuna persona addirittura
può pensar di sostituirsi alla natura
E se un giorno purtroppo ricapiterà
assisteremo all'ultimo giorno dell'umanità
l'uomo perse la sua dignità;
durante l'ennesima inutile guerra
scoprì che poteva distruggere la terra.
Ad Hiroshima accese un orribile sole
distruggendo vite, case e scuole.
Non solo il Giappone quel giorno fu distrutto
ma fu l'inizio di qualcosa di molto più brutto.
Il 6 Agosto l'uomo gioco' con Madre Natura
creando qualcosa che sarà la sua sventura.
Nessuna guerra é giusta, non ci sono vincitori
ricordati uomo, che non puoi fare altri errori.
Un astro già esiste, sta in alto e ci riscalda
non l'abbiamo creato noi e questo tanto basta,
per far capire che nessuna persona addirittura
può pensar di sostituirsi alla natura
E se un giorno purtroppo ricapiterà
assisteremo all'ultimo giorno dell'umanità
(fra lo Yin e lo Yang)
----de Deo quia est----
Le nostre anime,
come unità immaginarie
viaggiano ancora assieme,
a velocità sopra luminali,
verso l’ultimo spasmo:
verso l’espansione
cui non seguirà
contrazione.
Siamo stati l’effetto
davanti alla causa,
e ora dobbiamo
darci alla fuga.
Dobbiamo
scappare
veloci:
correre
avanti,
per poter
(finalmente)
tornarcene
a casa.
Dobbiamo
correre, correre:
sempre più lontani
dalla minacciosa spirale
della paura e del silenzio
e sempre più vicini
al come sopra
e al così sotto;
sempre più distanti
dalla caverna di Platone
e sempre più prossimi
a quella di Dio,
al ritmo
circadiano
dell’universo
e all’accettazione
di una realtà invisibile.
Di una quasi verità rivelata
che come si fa
a ritenerla
possibile?
Però, come vedi,
saranno sempre
e comunque
insieme:
il tuo braccio
e la mia mano,
saldi, saldissimi,
nella loro
onesta
fede.
Sono ‘n viziato da quanno venni ar monno,
ogni desio veniva esaudito
dietro le mani a faccia me nasconno
ho avuto sempre ciò che ho gradito.
Ho avuto poi ancor la faccia tosta,
che tutto quanto intorno a me girasse,
da me diretto fosse quasi apposta
perché il gravitar me deliziasse.
Quanno che entrasti tu, nella mia vita,
essa scoreva libera e beata
tutto tornò ad essere in salita
per er tu amore l’ho sacrificata.
De tutto questo io ne so contento,
dietro le spalle nun ce guardo mai
d’aver saputo cojere il momento
de prennette ciò che tanto,tanto amai !
Ora te prego sol de ricambiare,
co la presenza tua vicina a me
a le rinunzie che ho dovuto fare
da quanno innammorato so di te.
Sai, la lontananza non fa bene
ed ho bisogno quotidianamente
ch’er mi pensiero er core tuo trattiene,
che pensi e mi ripensi ostinatamente.
De te farò na donna viziata
com’ero prima ancora d’incontratte,
ogni tu voja ne verrà appagata
le cose che tu voi saranno fatte.
Sarem na bella coppia de viziati,
nun ce sarà proprio niente da dire
viziati si, ma morto innamorati,
Amor che pensa Amor è da impazzire !
ogni desio veniva esaudito
dietro le mani a faccia me nasconno
ho avuto sempre ciò che ho gradito.
Ho avuto poi ancor la faccia tosta,
che tutto quanto intorno a me girasse,
da me diretto fosse quasi apposta
perché il gravitar me deliziasse.
Quanno che entrasti tu, nella mia vita,
essa scoreva libera e beata
tutto tornò ad essere in salita
per er tu amore l’ho sacrificata.
De tutto questo io ne so contento,
dietro le spalle nun ce guardo mai
d’aver saputo cojere il momento
de prennette ciò che tanto,tanto amai !
Ora te prego sol de ricambiare,
co la presenza tua vicina a me
a le rinunzie che ho dovuto fare
da quanno innammorato so di te.
Sai, la lontananza non fa bene
ed ho bisogno quotidianamente
ch’er mi pensiero er core tuo trattiene,
che pensi e mi ripensi ostinatamente.
De te farò na donna viziata
com’ero prima ancora d’incontratte,
ogni tu voja ne verrà appagata
le cose che tu voi saranno fatte.
Sarem na bella coppia de viziati,
nun ce sarà proprio niente da dire
viziati si, ma morto innamorati,
Amor che pensa Amor è da impazzire !
E’ brivido d’amore
l’estasi che al calar della notte
attornia i sensi.
Trasuda di passione
il respiro che
accarezza il petto,
mentre rapenti fragranze
ossigenano il
nido d’amore,
sedotto da soavi
gemiti che avvolgono
i nudi corpi.
Il tempo lentamente percorre
nella calma apparente
di un dolce sogno.
l’estasi che al calar della notte
attornia i sensi.
Trasuda di passione
il respiro che
accarezza il petto,
mentre rapenti fragranze
ossigenano il
nido d’amore,
sedotto da soavi
gemiti che avvolgono
i nudi corpi.
Il tempo lentamente percorre
nella calma apparente
di un dolce sogno.
Quand'anche fosse vero
che ho lasciato tutto a metà,
cosa ne fai dell'ordine del cimitero?
meglio pensare ad un'altra età.
E se hai passato la vita a cercare
una donna qualunque, una di città,
hai avuto troppa paura di restare
da solo in eterno, ma qual è la verità?
La verità è che non vivi bene,
in fallo di una pace iniqua resti sempre,
la verità è che è un vermicaio di pene,
la verità è che prima o poi si rompe
quel giocattolo usurato da tempo e catene,
errore giovanile, lo sai, si corrompe.
Ma quanto tempo ho impiegato
a filosofare sulla verginità,
tutti dir la loro sul passo nuovo;
per un pelo non tocchi la verità.
Quanti dicevano che il sacro momento
per gli impediti no, non verrà mai.
Ma sai che dicevo? E' solo tempo,
non cercare, riposati e troverai.
Tu forse dirai che sono cattivo,
ma parlava come se fosse un gigolo,
e così gli bucai il preservativo,
non me ne pento, anche se un figlio arrivò.
Giorni ad aspettare che piovesse giù dal cielo
quello che tanto non avrei trovato,
allora sì che non lo copriva un velo,
e quando pioveva acqua, in casa rintanato
anche se mi ero un po’ deciso
a cercare l’acqua del riso.
Tutti a cercare in quella farfalla
la spiritromba: se solo sfiorata,
secondo leggende, se fatta scattar la molla,
una torma di sorelle dai cannoni verrà sparata.
Ma ricercare gli orgasmi nei libri
per qualche spicciolo e avvertimento in più
era un cliché; per provarci non eravamo mai sobri,
e quel vuoto di grotta alla fine, storie serie un tabù.
Ma quanto ad adesso, è già finita:
una vecchiaia con davanti una vita;
santo sia il sesso immaginato nei sogni,
per chi non sa decifrare i segni.
Adesso sono qui, in fallo di afasie,
tutti han preso già un treno e sono partiti,
guarda quanti occhi vuoti e tacite morie,
mi vivo addosso, con questi anni bruciati.
che ho lasciato tutto a metà,
cosa ne fai dell'ordine del cimitero?
meglio pensare ad un'altra età.
E se hai passato la vita a cercare
una donna qualunque, una di città,
hai avuto troppa paura di restare
da solo in eterno, ma qual è la verità?
La verità è che non vivi bene,
in fallo di una pace iniqua resti sempre,
la verità è che è un vermicaio di pene,
la verità è che prima o poi si rompe
quel giocattolo usurato da tempo e catene,
errore giovanile, lo sai, si corrompe.
Ma quanto tempo ho impiegato
a filosofare sulla verginità,
tutti dir la loro sul passo nuovo;
per un pelo non tocchi la verità.
Quanti dicevano che il sacro momento
per gli impediti no, non verrà mai.
Ma sai che dicevo? E' solo tempo,
non cercare, riposati e troverai.
Tu forse dirai che sono cattivo,
ma parlava come se fosse un gigolo,
e così gli bucai il preservativo,
non me ne pento, anche se un figlio arrivò.
Giorni ad aspettare che piovesse giù dal cielo
quello che tanto non avrei trovato,
allora sì che non lo copriva un velo,
e quando pioveva acqua, in casa rintanato
anche se mi ero un po’ deciso
a cercare l’acqua del riso.
Tutti a cercare in quella farfalla
la spiritromba: se solo sfiorata,
secondo leggende, se fatta scattar la molla,
una torma di sorelle dai cannoni verrà sparata.
Ma ricercare gli orgasmi nei libri
per qualche spicciolo e avvertimento in più
era un cliché; per provarci non eravamo mai sobri,
e quel vuoto di grotta alla fine, storie serie un tabù.
Ma quanto ad adesso, è già finita:
una vecchiaia con davanti una vita;
santo sia il sesso immaginato nei sogni,
per chi non sa decifrare i segni.
Adesso sono qui, in fallo di afasie,
tutti han preso già un treno e sono partiti,
guarda quanti occhi vuoti e tacite morie,
mi vivo addosso, con questi anni bruciati.
C' è un castello sopra al Poggio,
di cavalieri è l'alloggio.
Sta sul Varco di Cennano,
Ai Bourbon sfuggì di mano.
Proprio a un tiro di balestra,
puoi vedere la Ginestra;
Puoi pregare alla mattina
in San Lorenzo, la chiesina.
Ma un bel giorno assolato
il bel Poggio si è arrabbiato.
Troppo il peso del castello!
per Cennano era un fardello.
Così decise in fretta e furia,
di levarsi ogni penuria.
Tutto il terreno giù rotolò
e il castello si sgretolò.
Ma San Lorenzo si è salvato,
ché di fretta fu spostato.
Nella valle trovò dimora,
di Montevarchi oggi è Signora.
Principi e Papi di qui son passati,
e son rimasti tutti abbagliati.
La vecchia chiesetta si è allargata,
a Collegiata fu elevata.
Della storia è il baluardo,
al Poggio sorride, in tono beffardo:
“Ciao Cennano, mi sono salvata!
così maestosa sono diventata!”.
Peccato però, per il vecchio Castello
sarebbe stato un bel fiore all'occhiello!
Madre natura non si può fermare,
l'uomo impotente deve restare.
Senza castello adesso noi siamo,
ma non per questo ci disperiamo.
Perché Montevarchi, paese di storia,
per tutti noi è vanto e gloria!
Era scritto che la mia vita, al termine di un percorso più o meno lungo, dovesse appassire. Era scritto che, inseguito a questo, diventasse la sede dei riepiloghi selle cose fatte nel suo corso. Era scritto che tornassi ad essere solo, a barcamenarmi nella selva dei ricordi. Era scritto che il senso di vuoto dovesse caratterizzare i miei restanti giorni deliranti di amore, passione, desiderio. Era scritto che non avrei potuto programmare, indirizzare i miei sogni verso mete sconosciute e lontane. Era scritto che avrei dovuto fare a meno dei miei sentimenti di qualsiasi genere, ormai consunti dal tempo. Già. Ma non era scritto l’imponderabile. Non era scritto che tu esplodessi nella mia vita come una bomba al napalm. In breve sei riuscita a togliermi le ragnatele che mi avevano avviluppato completamente, hai messo l’ansia dentro me di stare al tuo passo, mi hai coinvolto talmente da distruggere persino la mia rassegnazione. Che dire della luce nei tuoi occhi ? Emanano onde di calore tali da scaldare e rendere liquido il mio sangue ormai rattrappito nelle vene. Ora sono di nuovo vivo ! Alla faccia di coloro che mi vedevano al capolinea. Sono vivo e lo sono per merito tuo esclusivo. Del tuo viso sincero, dei tuoi occhi che parlano all’anima. del tuo cuore greve di sentimenti e di amore. Ora, però, fammi riprendere dal lungo periodo d’inedia e di inattività perché ora voglio riacquistare tutto ciò che credevo ormai obsoleto per me. Devo e voglio vivere con te, per te una nuova stagione della vita mai scritta, forse mai pensata e, comunque, mai immessa nei canoni delle leggi naturali. Essere vecchio non è morire anticipatamente. Essere vecchi è aprire il cuore, la mente, l’anima insomma ad una nuova stagione da vivere con serena felicità. A meno che…non incontriate Lei ! ! !
Ti dirò
"sei bella"
tutte le volte che il mare
lambirà la tua pelle
e tra rami di faggi
al chiaror della luna
una sola lucciola si poserà sul cuore.
Ti dirò
"sei vera"
tutte le volte che di rosa
il sole macchierà il cielo
lungo l'orizzonte
e schiaccerà la notte per lunghe ore.
Ti dirò
"sei viva"
quando perle di neve
si scioglieranno sul viso
come lunghe lacrime amare
a ricordar dolore.
Ti dirò
"ti amo"
per tutte le volte
che hai dovuto piegare l'anima
che hai dovuto piegare l'anima
per vivere dentro me
intatta
come una perla rara.
ho visto il sole nei tuoi occhi
in un giorno in cui c’era solo pioggia
ho conosciuto nuovi cieli ed aprirsi la tua bocca
sorpresa da un gabbiano sulla spiaggia
ma ora non ti vedo più
non ascolto più quella risata
e se non ti vedo io non mi vedi neanche tu
non c’è più sole in questa mia giornata
e allora ti immagino che corri su di un prato
che fai castelli con la sabbia
l'occhio che non vede resta sempre innamorato
ma può diventar cieco per la rabbia
Ho visto un fiore tra le tua mani
essere un dono a dir poco speciale
per chi ti guarda e sogna con te un domani
e chi non ti vede lo può solo sperare
perchè ci sarà un giorno, un giorno diverso
che guardando il tuo sguardo in uno specchio
raccoglierai in una foglio tutto il tempo perso
tempo prezioso per chi sarà ormai vecchio
Ricorda …
l’occhio che non vede resta sempre innamorato
ma può diventar cieco per la rabbia
in un giorno in cui c’era solo pioggia
ho conosciuto nuovi cieli ed aprirsi la tua bocca
sorpresa da un gabbiano sulla spiaggia
ma ora non ti vedo più
non ascolto più quella risata
e se non ti vedo io non mi vedi neanche tu
non c’è più sole in questa mia giornata
e allora ti immagino che corri su di un prato
che fai castelli con la sabbia
l'occhio che non vede resta sempre innamorato
ma può diventar cieco per la rabbia
Ho visto un fiore tra le tua mani
essere un dono a dir poco speciale
per chi ti guarda e sogna con te un domani
e chi non ti vede lo può solo sperare
perchè ci sarà un giorno, un giorno diverso
che guardando il tuo sguardo in uno specchio
raccoglierai in una foglio tutto il tempo perso
tempo prezioso per chi sarà ormai vecchio
Ricorda …
l’occhio che non vede resta sempre innamorato
ma può diventar cieco per la rabbia
Seduto qui alla scrivania.
Seduto, seduto, seduto E...
Trattengo le mie feci. E mi piace.
E so benissimo di non aver superato la fase anale,
ma lo chiedo lo stesso allo psicologo del forum
perché mi piace sentirmelo dire.
Togli anche due o tre
degli stadi ericksoniani
e nasco per una specie di negazione.
Ho dovuto anche rimediare al fallo delle donne di casa.
Adesso amo il latex.
E in tutto questo si sono fatte le 3,00.
A parlare a ciclo continuo di me.
Io, Me, e tutte le identità che non ne fanno una.
Caos. Letto. Incostanza.
Mi ripeto che morirò
nell'ultimo dei diecimila sogni notturni
o che sarà un saltare in altre vite.
Sdraiato, sdraiato, sdraiato E...
Seduto, seduto, seduto E...
Trattengo le mie feci. E mi piace.
E so benissimo di non aver superato la fase anale,
ma lo chiedo lo stesso allo psicologo del forum
perché mi piace sentirmelo dire.
Togli anche due o tre
degli stadi ericksoniani
e nasco per una specie di negazione.
Ho dovuto anche rimediare al fallo delle donne di casa.
Adesso amo il latex.
E in tutto questo si sono fatte le 3,00.
A parlare a ciclo continuo di me.
Io, Me, e tutte le identità che non ne fanno una.
Caos. Letto. Incostanza.
Mi ripeto che morirò
nell'ultimo dei diecimila sogni notturni
o che sarà un saltare in altre vite.
Sdraiato, sdraiato, sdraiato E...
Familiare precipizio il bordo vinco
fingendo limiti lungo l’arco della fuga
I dubbi appaiono tramutati in scelte
di comodo ad illusione prospettica
oltre la promessa ridisegnando confini.
Non ricucio strappi con ragione e sentimento
architetto la resa nell’inseguire lo smarrito senso
finendo nel fuoco su una pagina di cera.
Resta il divorato agonizzante del vivere morendo
nutrire pensieri d’immenso con ali di pane
trascinando fantocci a specchio di cielo
neonati a codice, lungo rive d’arenata follia
sequenze visive poetiche di misera redenzione.
Viaggio l’ironica fame, la narcisistica speme
sulle pendici del Golgota a fatica di Sisifo
intima tensione d’una bimba rimasta sola.
Vano porre il freno a risorsa nostalgica
patetico, ridicolo greto fragile
l’accidentale esistenza si consegna all’arte
Scherzando con la vita ai danni del destino
bisogna pur annegare l’oblio infine
con l’anima scarnificata fin nelle vene
incagliata su uno scoglio di versi.
Oh, Cocò… Cocò… Cocò!
Eh, tu ci fai innamorare
e più belle poi sembrare.
…Accipicchia se mi piace,
ma… coi soldi farò pace?...
Ah, Cocò… Cocò… Cocò!
Mi lusinghi, mi c’incanto
e capisco… dopo, quanto!
Mò mi guardo, tu sorridi,
io ti guardo, non sorrido
ma mi sento soddisfatta.
… Ecco, è fatta!...
Oh, Cocò… Cocò… Cocò
già mi hai fatto innamorar!
Eh, tu ci fai innamorare
e più belle poi sembrare.
…Accipicchia se mi piace,
ma… coi soldi farò pace?...
Ah, Cocò… Cocò… Cocò!
Mi lusinghi, mi c’incanto
e capisco… dopo, quanto!
Mò mi guardo, tu sorridi,
io ti guardo, non sorrido
ma mi sento soddisfatta.
… Ecco, è fatta!...
Oh, Cocò… Cocò… Cocò
già mi hai fatto innamorar!











