Quando eri una bambina capricciosa
che sfidava la portanza del vento
(come la forma di un aquilone),
io non sapevo che farmene
dei tuoi due angoli diedri
e di quel lungo filo
che ti poteva
salvare.
Però
ti volevo
parlare di me
e dell’inutilità
di lanciarsi
in audaci
voli subsonici.
Quando ero piccolo
come un aeroplanino di carta
(in balia dell’imbardata e dello stallo),
tu non lo vedevi quale rischio mi assumevo:
e neppure potrai capirlo oggi, da grande,
che se non fosse stato
per la brama di raggiungerti,
mai e poi mai avrei assaggiato
(nel mio transito verso il giogo)
quel breve sorso di libertà,
quell’unico raro brivido
che nessuno può
ignorare.
....ed io invece voglio pensarti. Non mi passa per la testa di dover far nient'altro. Mi piace trovare situazioni nuove in cui pensarti ma anche rielaborare quelle passate. L'importante è tenerti sempre con me, riuscire magari a non farti stancare di me. Allora ho messo un computer nel mio cuore che stimola i miei neuroni a pensarti, ma forse ho fatto una spesa inutile. Ti vedo comunque dovunque. Bella, sorridente, accigliata, adirata e sei sui muri, sul mio libro preferito, sullo schermo del televisore, sul cuscino del mio letto e non voglio far altro che pensarti !
Disteso sul mio letto di braci,
osservo l'inferno attraverso le persiane.
Quale dio potrebbe mai volere questo sfacelo?
Zombie moderni,
i cervelli liquefatti dalla calura,
vagano per le vie come ebeti.
Senza pietà squartano anime,
inebriandosi dell'odore del sangue,
vittime e carnefici.
Ognuno col proprio trofeo,
da immortalare con un selfie,
da postare per amici fasulli.
Gente falsa che non parla...insinua.
Gente falsa che non conversa...spettegola.
Gente falsa che non chiede...esige.
Persone povere di spirito,
che non camminano nella vita,
strisciano.
Disteso sul mio letto di braci,
allungo una mano e chiudo le persiane.
Lenzuola di lino fruscianti
a carezzar la pelle
candide come neve
a purificar pensieri
E canti di cicale
senza riposo
a cadenzar le notti
L'amore caldo e unico
come sole allo zenit
ci sveglia l'inverno
dentro agli occhi
Portiamo tra le mani
il nostro io
risvegliato forse
dal mare limpido e profondo
dei desideri
Raccogliamo avidi
le conchiglie del ricordo
sulla spiaggia nota
del nostro animo
E continuando il cammino
lasciamo piccole orme
dietro di noi
quasi a non far sentire
il nostro peso
a questo presente
Bussano i sogni
sulla porta del destino,
relitti assonnati
di sconsiderate speranze.
Premono i ricordi
sull'uscio del tempo,
sulle mura sgretolate
di un presente ormai
assente dal calendario.
Fremono i silenzi
contro le barriere del desiderio,
contro un rumore di carne,
eco di un amore lontano.
Legherò il mio giorno
a una nube di passaggio
e come giocoso aquilone
la farò innalzare
oltre ogni ricordo,
ogni silenzio,
ogni desiderio,
perché il mio sogno
non rimanga schiacciato dal tempo e dai legami.
Non la indosso mai
questa calda stagione
la guardo solamente
lì, aspetta da qualche parte
la mia voglia di camminare
d'immergermi
nell'appiccicoso labirinto
C'è il sole
ansimo per la notte
non ho il permesso d'interrogarmi
su altro
Prima di alzarsi
le mie spalle attendono
che il respirto si liberi
che l'aria rinfreschi
che i pensieri ritornino leggeri
insieme alle previsoni metereologiche
Luminosa come il sole
ci illumini con il tuo sorriso,
colorata come un girasole,
tu...mia sorella.
Un rapporto speciale
fin da piccola, tu...la mia sorellina maggiore
ma non una sorella come tutte le altre
ma speciale.
Sei l’alba, il tramonto,
sei il cielo immenso
è l’universo per tutti noi
tu...una seconda mamma.
Vorrei essere un’aquila
e con le sue possenti ali
poter volare da te
tutte le volte che mi manchi.
Tutte le volte che vorrei abbracciarti,
tutte le volte che vorrei una sorella
che mi dica ti voglio bene
è tutto a posto.
Vorrei poterti abbracciare
tutte le volte che ne sento il bisogno,
una sorella
speciale come te.
Oggi per questo giorno speciale
dedico queste poche righe
per dirti
BUON COMPLEANNO SORELLINA.
Capita…
D’innamorarsi di una donna
E quando succede
È un grosso guaio
Non riesci a far niente
Perché pensi solo a lei
E proprio adesso
Che fa così caldo
Passi le notti a sudare
Sognando di fare l’amore.
Capita…
Anche se il momento
È quello sbagliato
Perché il tuo mondo
Si è fermato da un po’
E dentro il tuo cuore
C’è solo il silenzio
Capita anche questo
Sentirsi imperfetto
Vorresti lasciarla dietro la porta
Col caldo che fa sarebbe pazzesco
E allora continui a dare l’amore
Quello perfetto che fa innamorare
E ti lasci sognare
Capita… Ed è tutto normale.
Ebbene si ! Ci sei riuscita, sei riuscita a farmi perdere il controllo, a fare perdere il controllo a una persona che, addirittura, si fa un vanto di esso. In effetti sono sanguigno, da buon meridionale, eppure mi sono costretto, negli anni, a mantenere sempre e comunque il self control, cosa che, peraltro mi ha giovato non poco dal punto di vista caratteriale. Ho dovuto lottare molto per adattarmi a ciò che mi ero imposto, ma alla fine ci sono riuscito. Ora riesco ad ostentare una calma quasi olimpica. Riesco a stento a riconoscermi, a volte. Dico “a volte” perché, seppur in sparute situazioni, quando il sangue mi ribolle, non mi trattengo e vomito il fuoco, la lava che cova in me. Ho fatto anche un po’ di autocritica per pervenire allo stato agognato. Ho un caratteraccio che cerco di mascherare e che non mi aiuta a farmi capire. Ho preso dei farmaci all’uopo. Per un certo periodo il maalox non riuscivo più a dismetterlo. L’ho fatto quando, finalmente, ho raggiunto il traguardo dell’autocontrollo. So, peraltro, e mai agirò su di esso, più di quanto ho finora, fatto, che la colpa è della parte del mio carattere che non ho modificato. Come sono fatto ? E me lo chiedi ? Quando sei calma, quando la depressione non si impadronisce di te (molto di rado !), mi subissi di complimenti che mi inorgogliscono, anche se non li ritengo meritati. Al contrario quando sei preda del male oscuro, il mio carattere diventa il tuo zimbello. Rassegnati, non ho intenzione di cambiare ! Sono fatto così, non poi tanto male, credo. Parlo chiaramente, dico pane al pane e vino al vino, non accetto compromessi sciocchi. Sono sincero, se mentissi te ne accorgeresti subito. In virtù di questo mi piace dire quel che penso e non lo sacrifico per non dispiacere qualcuno. Se poi, il mio pensiero è sbagliato, mi premuro di chiedere scusa pubblicamente. In fondo come, altrettanto pubblicamente, ho detto a chi sia stato attento ai miei commenti, che tu sei unica, speciale, piena di sentimenti altissimi che travalicano la tua condizione umana, così alimentando, o meglio, prospettando, un avvicinamento di reciproche simpatie e di stima. Quelle cose, insomma, che aiutano a far stare più vicine due persone. A questo punto, a me sembra di averti consegnato l’anima con annessi e connessi. Qual è la cosa che ha fatto scatenare sto putiferio ? Attratto dalle qualità di una donna, avrei usato aggettivi dolci, melliflui e, non ricordo pur essendo sicuro di non averlo fatto, avrei usato il termine “unica”. Ora, rifletto, io e te non stiamo assieme, c’è solo una forte attrazione di sentimenti, da parte mia, che non so ancora se tu li corrisponda veramente. Le frasi incriminate erano dedicate non alla persona in se, ma a quello che aveva scatenato il mio interesse nei suoi confronti. Mi chiedo. E’ mai possibile che tu mi ricopra di quelle parole lesive alla dignità di un uomo ? E quella filippica che mi hai mandato nel tuo messaggio ? Erano il frutto di un momento (prolungato) di defaillance o li sentivi veramente ? Te lo dico perché non ho intenzione di abusare nell’assunzione di Maalox né di antiemetici combinati. La notte dormo male e non vorrei peggiorare la mia e la tua situazione. Allora chiudiamola qui. Non è che io voglia le tue scuse. Diciamo che non è successo niente ! Solo che...parlandone...ripensandoci...riflettendo...dimmi, non è che la tua sia semplice... gelosia ?
Lo sguardo, tra rami spogli
resta in attesa, s’infila:
cacciatore d’immagine unica.
Con ansia,
lo spettacolo della notte che arriva,
aspetta.
Voglioso attende di scaldar
l’anima e il cuore.
Tra alberi senza vita,
che auspicano giorni migliori
mirerà l’armonia di sfumati colori,
che scioglie e placa l’affanno prepotente.
Un drappo di riflessi dorati,
luce soffusa come calda di candela,
spargerà.
L’attende là il mare,
nell’abbraccio di sempre.
Lì si avvolgeranno
con bruciante passione d’amanti.
… E tutto comincerà a tacere…












