È un miracolo, questo ponte,
questo tronco d’albero
caduto per caso
fra i due cigli
del torrente:
e ora lo vedo,
accidentalmente,
che a pochi arditi passi
dal nostro misero avere
esiste la voglia di essere.
Tu ci sei, e anche io ci sono,
con quattro lati e otto punti,
con il cangiante colore di fondo
su cui si staglia il vecchio disegno:
sarà aggiungendo il sopra e il sotto
che anche noi scopriremo l’universo,
per coltivarlo, per amarlo, per curarlo.
per acquisire la forma della non forma.
oltre lo scarno scenario
delle tue affollate solitudini,
parole pallide
ancorate a queste nubi d'autunno,
quando il silenzio si erge maestoso
sul trono del ricordo e delle notti.
Ma anche viaggio
oltre ogni racconto,
tra le abitudini e le incudini
di questi giorni,
sperduto nel frastuono
di corpi che dimenticano
di essere solo di passaggio.
le tue orme sulla sabbia
all'improvviso solo le mie son rimaste,
il cammino ho proseguito smarrita
per non perderti ....
Ho goduto delle carezze
sulla mia pelle
percorsa da brividi di passione,
all'improvviso ho percepito
il tocco del ricordo,
le tue mani più non erano
Le tue lacrime son mutate
in schegge di diamante
nate da emozioni di sofferenza,
da preziosi attimi di gioia
le conservo, raro dono
dal tuo cuore partorito ...
Ci sarò amore mio,
sempre ogni giorno
come ogni giorno sorge i sole,
come ogni anno mutano le stagioni
Vicino a te sarò, come anima gemella,
ad asciugare le stille di sudore
dalla tua fronte quando il respiro ti si accorcia,
ad immortalare nella mente
gli sguardi ed i sorridi,
che sento come frecce avvelenate
d'essenza d'amore spingere nel cuore
La tua mano tra le mie accoglierò,
come la conchiglia la perla,
ti cullerò tra le mie braccia,
finchè il sonno non ti darà ristoro ...
domani un nuovo giorno nascerà
.... e sarò ancora e sempre solo noi ...
ma cresce lentamente e si propaga;
il sito dove sboccia è sempre ameno,
aulente: il balsamo dei fiori lì dilaga.
Il tempo, poi, lo stesso cangia in sangue,
che caldo e vermiglio scorre nelle vene;
per esso la donna e l'uomo spesso langue.
Chissà perché è anche apportator di pene?
Un grande amore diventa melodia,
che si diffonde e poi riscalda il cuore
degli esseri spenti ovver senza energia;
della vita e della pace è il gran motore.
Dipingo così il vostro amore, o sposi,
perché oggi così traspare d'ogni parte,
rendendovi più belli e tanto vigorosi.
Oggi siete il soggetto ispirator dell'Arte.
Vi guardo e, osservando i vostri visi lieti,
vi auguro salute, tanta gioia e poi fortuna,
nonché i frutti dell'amor sotto la luna,
che, silente, abbellisce la favella dei poeti.
Sarete nel mio cuore in ogni istante
o finchè non si asciugheranno i mari
e le dure rocce fonderanno al sole.
Il mio spirito, che un dì sarà vagante
per monti o per valli, in siti solitari,
sarà sempre con voi, siccome suole.
Come gli uccelli che, liberi e decisi,
volano insieme e pingono l'azzurro;
così siate a voi compagni e amici
costanti, amabili e ricchi di sorrisi.
I miei versi, che con gioia vi sussurro,
siano gli accenti dei migliori auspici.
Come l'edera il vostro amore avvolga
i vostri cuori in un saldo amplesso,
perché nessun di voi mai distolga
lo sguardo dal tesoro oggi promesso.
Come la terra gira intorno al sole,
attratta dal suo magnifico splendore;
così, voi sarete l'astro della vostra prole
e i vividi pianeti del nostro Creatore.
Epitalamio, composto in occasione del matrimonio di mio figlio Marcello con Marilena.
portali via con te.
Dammi la luce che mi appartiene
e che adesso e' tua.
Disegna nel cielo
quella bocca desiderata,
che come una melagrana
si apre
al dolce sentire
delle tue labbra.
Custodisci per me
i tuoi reconditi desideri,
e riponi nello scrigno
i miei pensieri.
poesia
e stai per darmi una fotografia,
mi dai di te un’immagine riflessa
e non me ne accorgo.
Rimango qui prigioniero
di un sogno
mentre l’anima ancora
brucia,
sulle sue labbra un nome,
Amore.
Sul corpo parole mai scritte,
mormoro frasi d’amore
all'alba dei giorni.
mi trasporta tra i solidi ricordi
con le spine ancora fresche
che mi cingono il cuore
È dura la realtà
che ha smarrito le chiavi
e con prepotenza lacera il cuore
ad ogni rifiorir del giorno
E sarò ancora solo
prima che arrivi l'estate
ad intonar quel canto marino
ed a morire attimo dopo attimo
scabre e difformi,
come umili emblemi,
si diffondono
in tenui vicoli
di reietta armonia.
Il silenzio è nelle cose
e negli uomini.
Il silenzio si riempie
di un brulichio di pensieri.
Il silenzio accompagna il pianto,
difende una lenta agonia,
e penetra, dimesso, nelle gioie.
Il silenzio circoscrive
la solitudine
e la morte dell’anima,
divenendone condizione e misura.
« Ci stan davanti cento anni, o dèi, entro i quali avete stabilito la consunzione dei nostri corpi per vecchiaia, entro i quali i nostri figli diventano padri: non colpite il corso della nostra vita a metà del suo cammino. » Cit.
Del tutto
acquietati,
quasi pacifici,
siamo in cerca
di una completa
assenza di pensieri.
Ma tu ci riesci e io no,
io sono sempre distratto
dal tedioso ronzio della vita,
dal chiacchierio di sottofondo,
e altro non posso se non ruminare
immagini scompaginate e imperfette.
Così, quali espressioni sacre
increate ed eterne,
meticolosamente
indicibili e indefinibili,
le tue radici non manifeste
definiscono il mio infinito scrutare.
Tu, che hai deposto gioia e dolore,
fino al settimo dei tuoi otto passi,
mi hai lasciato solo semi verbali
parole da memorizzare,
da mormorare,
e io non la vedo
quella luce interiore.
Dal basso dei miei logori
stivaletti alla Beatles
aspetterò ancora:
la prossima apocalisse,
la scoperta e il disvelamento,
la concentrazione e la visualizzazione.
È uguale per me, non cambia un granché,
sia che noi siamo in quanto lo penso,
sia che lo penso e quindi
lo siamo.
« La meditazione deve essere messa in atto di giorno e di notte, mentre lavoriamo e nelle nostre relazioni umane. La meditazione di cui abbiamo bisogno deve portare alla vera estinzione della sofferenza. » Cit.
Sulle ali di un gelido vento
venisti a me, la notte,
portandomi i fiori
di un amore mendace.
Posata sul ramo della vita,
cantavi canzoni di morte.
Eppure t’amai Lilith,
disperatamente cercai
la strada del tuo mondo perduto.
A un passo dall’abisso,
mi sfiorò un’ala bianca
e tornai a vivere.
del giorno inizio dei sette
solo foglie trascinate
dallo scorrere di poche auto
si accatastano ai piedi del muro
che mi sta a fianco
percorrendo
l'assoluta mancanza d'entusiasmo
già natia del giorno finito
che mi fa compagnia
nel cercar riparo dalla pioggia forzata
di una nuvola arrabbiata
che si unisce al camminar veloce
per allontanarmi ancor più
da questa compagnia
che non ho cercato
dalla quale non devo farmi portar via.
continuero' il cammino,
con la forza dell'amore.
Di gioia vestito,
se la tua mano sfiora la mia.
Questo amore
brilla di luce divina.
Puro,
pulsa nelle vene
nel cuore che batte
per vivere il ritmo
intenso
di quell'umido bacio
che a te vorrei donare.
Viandante di un cammino,
lungo come il mio desiderio,
che si accorcia
quando davanti a me
appare il tuo sorriso.
qui vivo sepolto nel languore.
Vorrei trovare una città migliore,
dove l'uomo non disdegna d'invecchiare,
dove gli uomini codardi siano assenti
e pure i meschini e gli indifferenti.
Vana é la speranza a cui agogno,
la città c'é, ma solo in sogno;
la mia speranza é veramente vana:
io vivrò e morrò in questa tana.
Qui vivo con paura e tra i sospetti,
ho la mente sconvolta dai misfatti
ed i miei occhi li vedo esterrefatti,
o specchio, che tutto mi rifletti.
Poichè non posso viver giorni tersi,
mi espongo poco ai rapporti umani
d'egoismo pregni e di dissennatezza.
Così il giorno se ne va tra questi versi,
dove svaniscono i miei pensieri insani
ed io vivo la mia naturalezza.








