fu uno sguardo diverso
da tutti gli altri...
Mi parlasti un giorno,
un giorno bellissimo,
un giorno spaventoso
Fui incapace di comportarmi
perso nelle insicurezze
di chi è senza coraggio,
di chi cerca motivazioni
per non fare ciò che vuole...
Con te le giornate sono tra
piacere e insoddisfazione,
un'agrodolce storia che
fatico a comprendere
ma che forse un po' mi piace...
si prendono la mano nel gridare
un altro e un altro sogno
farfallano le manine al giorno
cullandone la malinconica cipria
Dalle gote raggrinzite il tempo mente
mozziconi d’illusorie appartenenze
angeli senza dio le mie pene
amano sfiorare il respiro delle pietre
Al passo d’un fosco retro sipario
il mio destino nel restare indietro
dell'amore,
e appoggialo sul quel fiore,
su quel bozzolo rosa pallido,
tenendo il vertice tra le labbra
cullando la carezza a ninna
nanna.
Massaggio la tua pelle delicata,
morbida e traslucida la guaina
che aderisce tra il cielo e l’inferno.
Questo è un elisir d’amore
e di frutta,
miele e averno in un abbraccio
che già sento la tua calda tenerezza.
Si gonfiano le colline e le biancastre
labbra mi appaiono aperte,
trovo la tua nicchia nella gola.
Ammorbidisci le insidie e le spine
rendile morbide non farmi pungere,
inonda di calore e fammi avvampare
senza sudare.
Corre e poi si ferma sul ventre
bagnato la mia bocca,
e dietro lascia le coccole d’amore
dalla notte all’alba,
attraverso tutto il paradiso e muoio.
nella quiete di una giornata
vissuta dentro l'iride
che racconta la tua vita.
Sono scivolata dentro di te,
mi sono persa
dentro le tue vene.
Ho bevuto il sangue
della passione
soffermandomi di fronte al tuo cuore,
nel pulsare della tua esistenza
Io
dentro di te,
vivo.
All'unisono le nostre anime.
In un unico cuore.
In un'unica vita
Calda materia composta
agglomerato di movimenti e grida
Sento la terra che si muove sotto i piedi
lo stomaco sussultare
Tocco piacevolmente il tuo fare
il tuo essere
Mi commuovo senza lacrine
trascinato in un vortice di suoni
Ritorno davanti a te e sei nuova per me
riprovo lo stesso piacere
Confusa sequenza di limpidi impasti
semplice forma di bui
solitari colori
Tratti senza direzione, ruvidi riporti casuali
Forme inventate e mai progettate
Materia composta evochi l'intimo e personale desiderio
di sentirti
come prima
come mai
come forse
come se
Tanto per poter essere criptici
abbiamo imparato l’argot parigino,
il calò dell’universo pachuco,
la semantica, la logica,
la filosofia del linguaggio,
il dialetto, lo slang, il gergo.
Tutto inutile però,
perché l’affetto è in chiaro;
e se seguirai la catenella,
se guarderai bene
sotto la buccia della cipolla ,
troverai che il tempo inciampa
fra le ruote del mio tipo Roskopf.
L’amore vero non muore mai
riposa al caldo dei nostri pensieri
sotto la cappa del borsalino,
al di là dell’uomo ed al di qua di Dio.
La vita invece ci invecchia,
come una sottocultura,
come un abito in stile
che fu flamboyant,
che fu da sera.
Tutti
su un filo d'acciaio
e sospesi nel vuoto:
il futuro nella nebbia incolore.
Urla sguainate
sul ciglio della strada
ma dov'è il confine
tra meritocrazia e umanità?
Valorosi eserciti
di colibrì
per contribuire alla giusta civiltà
ma c'è chi vorrebbe
un unico, inesistente gigante.
Una donna
di mezza età
indossa suo figlio neonato
a tracolla
e siamo barattoli invenduti
sugli scaffali dei supermercati.
Quella donna
cosa farà
da grande?
La malinconica
Età del Circo Solidale
e siamo tutti acrobati gentili
con un cappello da borghese.
Di notte sono tanti
i tuoi pensieri
e soffri di strane allucinazioni.
Vedi la vita in modo facile
ed anche l’amore ti viene a cercare.
Di notte sogni e non ti svegli,
vorresti non finisse mai,
perché stai bene dentro quel sogno.
Piccoli passi misteriosi
ti si avvicinano accanto
entrando in silenzio nel tuo letto,
tu li abbracci non vuoi fari scappare.
Di notte sembra non ci sia un senso,
ma non è vero
un senso c’è ed’è essenziale,
ricostruisci tutta la vita
dentro una notte di pensieri,
come fantasmi ti dormono accanto
e il dolce tocco dell’amore
si fa sentire dentro il tuo cuore.
I piccoli passi di una vita
ricamata e mai finita.
Di notte non spegni la fiamma
la lasci ardere fino al mattino
perché hai paura sia tutto un sogno…
si odono rumori
profumi e sensazioni uniche
avvertendo
sulla pelle il calore
del sole che ti accarezza
e quando
ti ritrovi solo
guardandoti intorno
senza meta
ti accorgi di quanto
amore hai perso
ascoltandolo nel
silenzio.
su esagonali ali di fronda
o di vento lontano,
sulla via della seta
tra le carovane di mercanti
di anime e di sorrisi.
Sfiderò il sole languido
e i tonfi della borsa,
l'arida valle della termodinamica,
planando sulle foglie accartocciate,
sulle speranze disseminate
nei ventri e zolle pieni di vita,
tra i vapori lenti di nuova rugiada.
Tornerò, come son già tornato.
Aspetto che tu arrivi
ma tu sei altrove con i tuoi pensieri positivi
ho fatto la lista sono all’ultimo posto
mi sento su di un marciapiede
Il tempo che mi dedichi è l’avanzo della tua vita
intenta a sopravvivere
ho messo da parte l'amore
e sono rimasta su di un marciapiede
Prigioniera tra convenzioni e regole
non ho più tempo
il denaro non compra l’anima
è inutile che elemosini ora
Tu vedi le catene e mi doni gli scarti del tuo tempo
quando arrivi prendi il mio corpo
non sono amata
non devo amare
potrei morire
Morire di dolore
Poesia scritta
da Silvana Montarello e Caterina Morabito
in nome dell'amicizia
nata tra versi ed emozioni.
Nacque cosi
come un fiore in inverno,
un germoglio di pesco
la nostra amicizia.
Tra ciuffi di nuvole e
sprazzi di luci,
importante,
intrecciata di versi ed emozioni,
tra distanze fragili
intrise di vita e un leggero vento di poesia.
È una danza di promesse dai mille colori
che trascina l'oblio sul vento di primavera
nella leggerezza del risveglio alla natura
Che bella la carezza del sole sulla pelle
quando s’espande rassicurante e cara
È un sorriso infinito di tepori e fiori
che s’aprono accolti all’anima della terra
M’assale lo zefiro d’estasi in sogno
È un battito di zolla nel cuore del tempo.
Del tuo amore
non mi rimane
che l’immagine
delle mie labbra,
serrate, mute.
A mano a mano
che schiarisce la sua voce
il giorno,
come i passi che ritrovano
la via smarrita dopo un cammino
estenuante, vedo quello che resta
e quello che era
è già tra me e la notte.
Così del tuo dire
non mi rimane
che un frammento di suono,
inciso su una pellicola invecchiata
ed è solo la mano protesa
che tradisce ancora
il dolore
del vivere
d’assenza,
immortalata
in un ricordo.












