Faccio parte
di quelle persone silenziose
che ogni giorno affrontano la vita
negli occhi la marea
nella schiena una spina
per arrivare fino a sera
e accendere una stella
per continuare ad accettare
il boia e le mannaie
palpabile ingiustizia.
Faccio parte
di quelle persone oneste
illuse e presuntuose
che vangano la notte
con occhi tumefatti
e mani di cartone
prendono a morsi i sogni
atei e coraggiosi
s'inchinano al domani
e si fanno il segno della croce.
Faccio parte
di quelle persone afflitte
che ripartono dalle sconfitte
e con un seme nella tasca
vagano nella tempesta
per cercare la ragione
di tenersi vivi.
Faccio parte della gente comune
che non chiede e che produce
e sputa sopra i vetri
briciole d'amore
interra i suoi veleni
per raccogliere la luce
d'un presunto paradiso.
senza aver pensato
aver deciso
son qui con stupore
senza fermarmi fra se e ma
nell'immaginario come sarebbe stato
nel non senso e senza fine
o come sempre sperato
pretendendo di stare meglio
per cancellare quanto fu
fermandomi
toccandomi
realizzando che non è un sogno
che sono
Surrender grazie di tutto.
dove osa la terra
se riaffiora minuto
alla superfice sedata
il lento esilio di luce.
La creazione pirata
ha brame accecanti
dalla solida resa ,
il sublime nel pianto
è confine violato.
All’irreale ritorno
vibra l’alter ego
casto diluisce il dilaniato
scheggia il fiore nell’eternità
sulle labbra del delirio
come risorto di vita.
Non trattenere il seme
dove osa la terra
se la paura raspa
anestetizza il profondo
trattenendo la lingua
all’istinto del vero sogno.
Pietosa rincorre l’ingenua
arcana irrisolta pena
come a voler mutar la sorte
dissociando imposta
il vivere nella colpa.
Nunzio di tale potente traccia
il carnefice serra le membra
incatena alla lotta l’ anima
embrione di dolore che ama.
Innocente tempo al tempo
dissolve il giuramento
e quel che resta al cuore
è esilio ebbro d’amore.
salute benessere e dare
a tutta la sua compagnia
momenti di pura poesia;
la torta con le candeline
che siano accese e vicine
a noi che da questa distanza
nutriamo gioiosa speranza.
E grazie ti dico davvero
perché sei l’amico sincero
che gente di terra e di mare
hai fatto nel canto incontrare.
Buon compleanno!
angelica delizia del creato,
sussurrami all’orecchio cosa ho fatto
per vivere l’amore di una donna.
Perché nel profumo de tuo fiore
che supera ogni mia fantasia
donandomi momenti d’armonia
m’inebrio alla fonte dell’amore:
e dimmi come sei nel tuo sognare
nell’intimo recondito capire
lo spirito dolcissimo del dire
che proprio me dovevi soddisfare.
Galassie che girate all’infinito
guardate questo misero eremita
che vive questo briciolo di vita
perché solo una donna l’ha capito;
raccontami perché sei così bella
e dimmi delle grazie prelibate
che solo nel tuo corpo sono fatte
per essere alla pari di una stella.
ispiratami dalla poesia di sara Dejà vu(mentre sollevo). grazie!
Prendesti respiro con la primavera
come un fiore di pesco,
come il germoglio che sfida
l’ultima neve.
Ti nutrii di immaginazione
affinché diventassi parola
e quella dolce melodia
tra i versi malinconici
della mia poesia.
Ti amai così,
effimero, assente,
eppure osservavo il tuo essere
diventare l’orizzonte di ogni emozione
che infuriava confondendo il tempo
tra passato e il presente.
Ti trattengo ancora un attimo,
incapace di dirti addio,
impaurita e fragile,
di lasciarti svanire,
e questa sensazione
di appartenere alla perdizione
che fa tremare le labbra
e le palpebre,
nello sforzo
di rimanere un istante ancora
dormiente.
https://www.youtube.com/watch?v=Q36N6nd2Dxw
lunfo le strade di questo mondo
infinito nella sua piccolezza,
strade che portano verso
un destino calcolato,
e tra miliardi di esseri festosi
mi imbatto nel tuo volto,
la carta geografica della solitudine.
Un sottile imbarazzo mi coglie
mentre mi assento, per un attimo,
da ogni suono o luce
che rifrange domande,
senza ombre e senza luce per compagnia.
Ma anche unendo due sorrisi
non sempre si ottiene
una perfetta felicità.
come schegge ferrose si conficcano nella mia testa i tuoi pensieri;
dardi paralizzanti le tue parole.
Rimarranno cicatrici sul mio corpo, i tuoi colpi, ferite rimarginate.
Le tue unghie graffiano la mia carne, ma non riesco a sottrarmi alla tua malia.
Your glance is a cutting diamond,
like iron splinters do your thoughts stick into my head;
like paralyzing darts are your words.
Scars will remain on my body, your blows, healed wounds.
Your nails scrape my flesh, but I am unable to escape your allure.
“El monte es el absurdo materializado en árboles. Es el terrible mundo de la desorientación. En todas partes es el mismo, bajo, sucio, verde terroso. Sus árboles, no son árboles, son espantajos de formas torturadas, en cuya corteza rumian su miseria fisiológica espinas y parásitos que crecen prendidos a una tierra estéril e infecunda, por eso viven y mueren sin adornar sus ramas con la verde caricia de la hoja ni el milagro luminoso del fruto.”
El Gato lo sapeva che mi avrebbe trovato lì,
lontano da Las Lomitas, dal Bañado La Estrella,
dalla Tierra del Fuego e dal Faro della Fine del Mondo,
lontano dalle sconfinate e rigogliose praterie,
da La Resistencia, da la Valle de la Luna,
dalle inverosimili meraviglie di Bariloche,
dall’ascetismo dell’arroyo sin nombre,
e dal bosco pietrificato
di Sarmiento.
E io sentivo la sua musica diffondersi,
libera dal costante ronzio dei venti,
fra gli immortali versi di Alfonsina
e la mia stessa brama di morte.
Andarmene nel mare,
senza balaustra, disarmato,
pronto alla solitudine
come l’uomo che muta
in albero.
È quello che voglio,
è ciò che farò:
mentire,
dormire,
e inventare ancora,
creare mondi imperfetti
dove nutrire mille rose bianche.
Sorridere è cosa vana
e morire è simile utopia:
perciò, io che ci sono ma non sono,
posso solo aguzzare l’udito come un gatto
e serrare gli occhi, calmo,
desertico, silenzioso,
come questi panorami misteriosi;
come la terra fra il fiume
e la pampa,
come la vena poetica,
la casa della libertà artistica,
dell’individuo, del dolore
e del suicidio romantico.
Tra le mie colline
il mio mare
il cielo azzurro
i profumi antichi
lo sguardo dei monti
e quei tramonti!
Respirano
nostalgiche
le case come biche,
allineate e arrampicate
al cielo.
Assopiti nei colori
solitari i sogni della notte,
sono nuvole,
sono cenere,
sono il fumo di un camino.
Ed io seduta ai bordi dei sogni
ascolto i miei versi
morbidi come una coperta
e li vicino c'è un angolo di te
che riposa,
tutto il resto è silenzio.
Lugubre, notturna messaggera,
ti vidi la notte del sortilegio
volare tra i fumi del sabba,
posare sui capelli della strega,
e sulla spalla del sommo apostata.
Il simbolo di morte sul tuo dorso
riluce sinistro alla fiamma.
Qualche maledizione t'impose
il triste fardello, e tu, diversa
dalle tue splendide sorelle ,
hai scelto la notte, il demone,
il regno dell'Ade.
spazzata dal vento.
Alberi piegati
in un'inchino,
al tuo passaggio.
Non piango
per il vuoto che hai lasciato
ma.....
per gli spazi che hai riempito,
di cui non vedro' mai la fine.
Il tuo ricordo
uno spazio infinito
in cui perdersi.
Dove l'amore e' eterno
e il tuo abbraccio cosi' tenero,
ancora mi circonda.
Il dolore non ti appartiene piu'.
I tuoi grandi occhi
capaci di piangere
senza lacrime,
cosi' dignitosi
annegati nel pianto
e chiusi alla luce del mondo.
Angeli in giocoso cerchio ti accompagnano.
Angelo diventerai.
Accanto a noi
nella trasparente irrealta',
i tuoi occhi
aperti all'infinita
luce celeste.
capisci al volo
cosa vuole da te.
E’ troppo importante,
sai che con lei
puoi passarci la vita.
La cerchi ogni momento,
sapere di averla attaccata addosso
ti fa diventare uomo.
Come una nuvola nel cielo
non ti abbandona mai,
anche con un forte temporale
sta sempre lì.
E’ così il tuo amore.
diventa inesauribile.
Sai di viverla
perché lei vive di te
come un fiore annaffiato
e curato...
Assaporai
con te
i profumi della vita,
della pioggia i suoi silenzi,
delle foglie il tremore delicato
farsi anima e radice.
Del tramonto il respiro della luna
farsi alba e poi cornice,
farsi cielo.
Al ricordo di te
potrei scrivere un centinaio di parole
ascoltando i tuoi occhi
e il senso che hai lasciato.
Assenza è il tuo dono ormai perduto!
Assenza è la tua carezza farsi vento,
in fondo al cuore.









