Quando le onde sono
deve lasciare
passare attraverso i pensieri
della nostra mente,
poche cose
perdere
per il cuore
non fa male.
Ogni parola pronunciata
sono come le rose
rosso, ma con spine
che non solo fa male l'anima
fino allo stomaco
con amarezza
inganno,
la parola non detta
e la promessa non mantenuta.
Quante onde hanno
nuestos raggiunto
corpi e doloranti
con il passare del tempo,
esperienze di vita,
promesse non mantenute,
la quantità di sale è stato eseguito
dai nostri occhi,
non piangere più o anima.
Sal y dolor.
Cuando las olas están
hay que dejar
pasar por los pensamientos
de nuestras mentes,
cuantas cosas
hay que dejar pasar
para que el corazón
ya no duela.
Cada palabra dicha
son como las rosas
rojas pero con espinas
que no solo duele el alma
sino hasta el estomago
con la amargura
del engaño,
la palabra no dicha
y la promesa no cumplida.
Cuantas olas han
llegado a nuestos
cuerpos ya adoloridos
con el paso de los años,
las experiencias de vida ,
las promesas no cumplidas,
cuanta sal ha corrido
por nuestros ojos,
que ya no llora ni el alma.
conterò i miei passi
tra rocce sospese nell'etere
tra i miei respiri
nascosti nei rovi senza aria
mentre le mie parole
si trascinano
urlate tra un eco e l'altro
ascolterò il mio cuore
pulsare nel silenzio
dei tuoi sospiri
regalando le mie ansie
alla notte
che non sa dormire
ascoltando ancora
sussurri nei
miei occhi
parlando alle
mie labbra
di quell’alba
viva
dentro me
dall'ultima volta
che ci siamo riviste
quante telefonate
ho ricevuto da te
senza incontrarci mai.
Prenderò il treno
le nostre distanze
si uniranno
raccontandosi la vita
dei nostri pensieri
alla nostra partenza
di una corta
ma bella giornata
Dedicata a una carissima amica d'infanzia
Non amasti l’eco
del tuo respiro
che faceva ritorno
urtando il mio petto.
Ed esprimendo il nemico
trovasti la pace,
ciascuno di voi ora
vestito è uguale.
Molino di legno
macinava promesse
nel vento che soffia
un pane bruciato.
Le acque sciolte
generano sempre
lunghezze diverse!
le ombre del passato
si scontrano in un banco di nebbia.
Come cervoni a primavera
le ombre del passato
sgusciano nell’erba dello stradone
perdendosi tra le siepi
e gli ispidi cardi
del vasto tratturo.
Mi rifugio nei ricordi
e in un flusso di sangue fresco
che scorre lento
nelle vene indurite.
La luce degli occhi illanguidisce
e lo spirito annaspa
in una coltre di vapore,
caracollando come una nave
tra i marosi.
Soffro in silenzio
e mi mordo le labbra
sfogando la rabbia
nel desiderio di sopravvivenza.
Come un relitto
avvinghiato in una morsa d’acciaio
diffondo il mio respiro asmatico
in ogni angolo della casa.
ti scrivo da così lontano
tra i fuochi e la polvere
e urla di ragazzi
che non sanno
se ci sarà un domani.
Ho il cuore in gola amore
a rammentare i pochi giorni felici
passati insieme.
vorrei tanto che questo forte vento
che soffia stasera
mi portasse a te
dolce Angelo mio.
Prego tutti i giorni Dio
che mi faccia rivedere
un giorno nuovo
in mezzo a questo frastuono disumano.
Caro amore
ti scrivo da così lontano
dicendoti che stò bene
ma dovrai attendere ancora tanto
prima che io ritorni.....
voglio giocare
i tuoi occhi, le tue labbra
e il tuo volto,
ma tu mi lasci.
È il tempo,
distanza
o indifferenza
che tra la vostra auto.
faccio
tanto
accanto a te
ma mi sento
Sono solo io,
che tra scritti
e sogna vedo.
Volevo solo amarti
e vi era,
Volevo il tuo sorriso
e ogni giorno continua
da me
ma voglio vedere
il tuo cuore
e non riesco a raggiungere.
Io sono come un uccello
attraversando un momento
della vita ...
dando, respira e vi ama.
Ave de paso.
Quiero tocar
tus ojos, tus labios
y tu rostro,
pero no me dejas.
Es el tiempo,
la distancia
o el desamor
que entre tu yo.
quiero hacer
tantas cosas
junto a ti
pero siento
que soy solo yo,
que entre escritos
y sueños te veo.
Solo quise amarte
y te tuve,
quise tu sonrisa
y cada día sigue
junto a mí
pero quiero ver
tu corazón
y no logro llegar.
Soy como un ave
de paso por un momento
de la vida…
que da, respira y te Ama.
mentre mosso dal vento
emette l’urlo liberatorio
dell’odio,nella strada vicino
alla morte.
Io ho camminato
in entrambi i lati,
sul filo di nessuno
tremando,oscillando.
Ho visto un albero
spoglio della sua
anima,tremolante
affascinate nel
suo ondeggiare.
Ho camminato
nei lati opposti
del miracolo,dove
l’urlo della gente
era un suono distante
nella sinfonia del verme.
Hai mai visto un albero?
dove l’urlo del santo
pronuncia bestemmie
nella croce dell’uomo.
Io sono stato crocefisso,
nell’eterna bugia,nei campi
di nere margherite,
dove fiorisce la pazzia.
E pazzo sono!
nel mio grido,nel vento
dove rinchiudo
la bestemmia nell’urlo
liberatorio su la strada,
vicino alla morte.
per dire tutta la verità
finestre ci guardano
mentre la croce passa di là
siamo figli di qualcuno
forse un’altra entità
passano le dita dentro
il nostro stretto itinerario
dalla verginità alla profondità.
Una sanguinosa poesia
per raccogliere fiori
senza prato nel quartiere
dell’operaio caduto
dalla giustizia risarcito
con denari o infamità
mentre lacrime ondeggiano
nel mare senza passaporto
noi siamo come fiammelle di luce
che si spengono nel buio
dove luce di un altro delitto
tra poco illuminerà.
rischiarata da qualche vetrina
colma di lustrini
di abiti costosi
siamo figli del nulla
spiriti della solitudine
che assomiglia a te
viandante dagli occhi vacui
assaggiamo ogni giorno
il sangue della vita
Il sangue è la vita che pulsa
dentro di noi riverbera
succhiamo il midollo dell’esistenza
eterna sporca lotta
per un premio che non avremo
per una donna che non ci aspetta
per una felicità che ci è negata
da sempre
scompariamo nella notte
saziati di nero sangue
dispieghiamo le ali
sopra la città urlante
sordo dolore di folle amante
inascoltata passione,
vogliosa di labbra
e carezze estreme.
Chi può amarla
con tutta l'anima nera
furioso Satana
distrutto dalla passione,
se non i figli della notte,
l' Oscura Legione?







