all'orizzonte, in una delicata
gentilissima chimera, dondolante
che si veste a sera
preparandosi ad addormentare
l'organo vivente, negli amplessi
illuminati da sentimenti
dolci, di piacevoli parti, abbracciate
garbatamente
procurando immensi piaceri
alle sensibili pelli
Non uccide solo il tempo
ma, anche il diverso nome di un Dio.
I cuori impugnano la morte
la mente si smarrisce e mente
vestendo d'odio la fede.
Pazzia... solo pazzia
tra ipocriti oratori e falsi profeti,
uomini corrotti
nel minestrone delle parole
e croci a testa in giù.

Strizzami, spremimi succo
come un limone,
rivoltami, girami e rigirami,
angolo e spigolo
tocca,
sprofonda nella mia
carne
accesa come carboni ardenti,
fanne cena e colazione
fino a saziarti,
bevi e
ubriacati di me
inebriati
fino all'estasi...
ci troverà l'alba
ancora abbracciati
coma etilico di noi
Un giorno vicino
o lontano
importanza non ha,
le mie gambe
saranno le tue
se dovessi troppo stanco essere
per muoverle ancora
Saranno tue
pur le braccia mie
se un dì
per uno scherzo malvagio
del crudele destino
decidessero di fermarsi
Se fossero i tuoi stupendi occhi
ad aprirsi al buio
saranno i miei
e la mia voce innamorata
a raccontarti
quanto meraviglioso è il sole,
che strabilianti colori
hanno i fiori
quanto è dolce il sorriso
di un bambino
Ti guiderei per le vie
dei sogni
che realizzeremo insieme
e le difficoltà
con un sorriso affronteremo,
non lascerò che muoia
in te la voglia di vivere
sarò io la tua vita
farò battere il tuo cuore
come tu facesti con me
al nostro primo incontro
Faremo l'amore con le parole
perchè anche così
sappiamo godere di noi
sarà speciale
come ogni attimo
vissuto con te nel bene
e nel male
come promettemmo
davanti a Dio
mille anni fa …..
del ridicolo gelo, tra malinconie di goccioline
che non riescono a colmare il nulla
nemmeno respirando un clima innamorato
limpidissimo pensiero profano
che si sgretola inseguendo comete
sopra di noi, deboli candele luminose
irradiate da una luce spirituale
nell'aria respiro
quando la prossima volta, ancora
le stesse corde verso il disordine,
furti d’istinto a rendersi
Qualunque cosa tu mi faccia sarà ressa
di lingue e dita, lingue e annessi
sopra decimetri di scie, aspre vie
di odori conservati in testa
- mente di spuma ingoia ogni cosa -
sciolti nel cristallino, distillato
bevuto di fronte
-siamo faccia a faccia
aderenze, polpa indistinta
si lacera, si lacera…
tutto man mano, dentro
il dolore morbido
delle ossa insieme
imperfetto,
che va rivisto,corretto,
ci siamo noi,
che attravrso decenni
non abbiamo mai smesso
di credere ai sogni.
In questo mondo
che corre,
gli anni belli
ci han lasciati veloci
son cadute barriere
e la luna è diventata una gita.
Il duemila sembrava irraggiungibile
adesso è un ricordo lontano.
Questo è un mondo imperfetto
ma teniamlo stretto,
se ci lascia
finisce la vita
vicino riflesso
credere nell'istante
salire la libertà
le vette del vento
nel piegarsi del fiato
mi assale
in silenzio il tramonto
una pioggia asciutta
rombo di cuore
che m'appartiene
nel rito dell'incontro
l'ombra incantata
di un bacio, rubato
alla polvere
Cala la sera sulla piazza,
sul canale,
i gabbiani
chiudon le ali,
tra i fiori,
una lacrima solca il mio viso.
T'aspetto,
non so da quanto.
La gente passa e ride,
cerco il tuo sorriso,
il tuo volto,
mi guardo attorno
e tutto parla di te,
ma tu non sei con me,
dove sei?
come stai?
con chi stai?
domande senza risposta,
e la luna si specchia sul canale,
tra i fiori me ne sto ad aspettare,
piove,
mi bagno,
ma che importa,
solo per te,
starei qui ad aspettare ore ed ore,
anche anni.
Aspetto...
vorrei alzare il viso
ed incontrare gli occhi tuoi
vorrei aprir la bocca
e sfiorar le labbra tue.
Solo come in sogno,
solo per una volta,
vorrei dirti t'amo
e stringerti al cuore,
solo
e soltanto
per una volta.

Come la vendemmia
sotto il cielo d’autunno
o il volo degli uccelli
sui campi di grano.
Il cielo si oscura.
Ma non è così: non è qui che cerchi la luce.
Deserte le strade e i ponti,
le lucertole sono sole, eppure-
-la notte stende il suo corpo-
Ed è morte agli occhi di chi guarda.
Perché è morte, luce senza vita.
ma pochi offrono ristoro:
pretendo pane per gli affamati.
Molti parlano di speranza
ma pochi infondono fiducia:
pretendo ottimismo per i rassegnati.
Molti parlano di giustizia
ma pochi si comportano con equità:
pretendo imparzialità per i diseredati.
Molti parlano di carità
ma pochi danno briciole di bontà:
pretendo misericordia per gli indigenti.
Molti parlano di povertà
ma pochi s’avvicinano ai bisognosi:
pretendo dignità per i poveri.
Molti parlano di felicità
ma pochi regalano gioia:
pretendo serenità per le anime assopite.
E per tutti pretendo
certezze di sogni
tra disincagliate libertà.








