Nel materasso 
sento le foglie
quelle di cui
io non saprei più dire il nome

e mi sembravano
che so
ventagli
verdi, aperti

affacciati alla scarpata.
Vedevo in loro un incrocio
un ibrido fantastico
pronto a lanciarsi nel vuoto.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Nessuno è sulla strada sbagliata
una volta che aprirete entrambi gli occhi
a ciò che è sotto i piedi.
Se siete a piedi
sulle stelle d'acqua o lucciole
cavalcando delfini.
Sia che la vostra strada sciolga
i lacci delle  scarpe o svanisca come fumo
nella linfa vitale di un cordone ombelicale
misurata in lunghezze d'onda nella luce degli anni
o il vostro viaggio ancora...
un astronauta nel grembo-materno.
Specchi vi posseggono portandovi
a giudizio nei loro spot.
A Narciso non piace quello che sta guardando.
E allora?
Le strade non all'improvviso
tornano indietro su se stesse
per la mancanza di piani.
Il cielo utilizza lo stesso indirizzo di ritorno come l'inferno.
Ma quando la morte viene a bussare in Aleppo
e giri nei centimetri
che le scarpe ti consentono
libero di arrivare e partire
ogni soglia si attraversa
non sarà ostacolata da un uscita o un'ingresso.
Un po' a piedi.
Alcuni corrono.
Alcuni nuotano.
Alcuni volano.
Alcuni strisciano.
Alcuni pedalano.
Alcuni danzano.
E un pò seduti vicino alla finestra.
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Profilo Autore: fabio brogini  

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Confidati ancora
nel silenzio che invoca
il tuo nome, ma
ti prego,
sia rara la dolcezza
del tuo respiro.
Fa' che non sbiadisca
il lucore che consuma 
gli ultimi fuscelli
nell'ignara attesa.
Vento di agosto
che scuoti i pensieri
assopiti
nella buia incertezza.
Parlami.
L'ombra della tua assenza
raggela come un bacio
negato che svela
un fatale addio.
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Profilo Autore: Marchese D.  

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Afferro ombre di uccelli,
ghermisco spettri d’erba nel vento,
come in un gioco di bimbo
al crepuscolo.
 
Metafisica di sagome autonome,
poesia della rimembranza
e della disillusione,
tra diplomazie di sorde battaglie.
 
Analisi lenta di vibrazioni,
scienza atomica dell’anima,
musica della volontà,
fragile anagramma del grigiore.
 
Parole oziose,
perdute in sciolte metafore,
incatenano le mie ombre
in vaghe angosce
e in stupide fondamenta
dell’espressione umana.
 
Paesaggi colorati
di case e comignoli,
di prati e foreste,
di speranze e felicità.
 
Paesaggi scialbi
di anime monotone
che salgono in superficie
con parole antiche
e gesti logori.
 
Cornici che inquadrano sensazioni,
rilegature di ciò che pensiamo.
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Snervante attesa
avanti e indietro a sbatterti alle pareti
sporche
per distrarti
provi a guardare fuori dalla finestra
e poi ti dicono
si sieda
sbianchi
e non riesci più ad alzarti



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Profilo Autore: Paola Pittalis  

Questo autore ha pubblicato 241 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 
La quiete m’assale e bisbiglia
Sue fragili e stanche parole,
in questa mia sera vermiglia
sorpresa dai dardi del sole.
 
Tutto è bello ora, tutto langue
Nel fitto mistero del mondo,
che tra amare lacrime e sangue,
rivela per qualche secondo,
 
a sé la sua parte migliore.




PS: la natura si fa bella per se stessa, e non per noi, o no???
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Profilo Autore: Paolo Coscione  

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Esistono metafore
più reali delle persone
che camminano per strada.
 
Falsi sorrisi,
inganni di tenerezze,
astuzia di carezze.
 
Vestigia di ore migliori
vissute lungo viali alberati.
 
Lampade spente
il cui oro brilla nell’oscurità
attraverso il ricordo
della luce estinta.
 
Parole affidate al vento
e alla terra,
fatte scivolare sulle dita
senza presa,
come foglie secche.
 
Nostalgia di fontane
situate in ville altrui,
razionalità di ciò
che non accade mai.
 
Ore d’ansia
nella mia azzurra tranquillità
e in immagini nascoste
nelle pieghe di un libro.
 
Tra le nuvole del sud
perdo la mia anima.
 
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

Questo autore ha pubblicato 207 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 

Tutto alla fine
porta verso una piccola
particella di polvere.

Particella di polvere cosmica
che trova la sua simile
e poi…

svanisce.

Incessante pioggia di noi
che profuma la terra
lasciando invisibili orme.

Un tono musicale
che soffia sulle onde del tempo
memorie di noi.

Un continuo modulare l’anima
con vissute cere
a volte spente troppo presto.

Una deriva dove ancorate
si spogliano emozioni
seminate nel pensiero.

Ora a piedi nudi percorro
un rivolo di pioggia sincera
vestita solo…di me.

Ho conosciuto l’iride della mia vita

quando la voce sognava domani
ma oggi…sono una particella

e ti porto la mia vita,
gocce cristalline cadute sulle tue mani.


E poi…svanirò.

++++++

 
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

Questo autore ha pubblicato 276 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ma chi sei tu!
Così forte,immenso,
finchè sei giovane
e non pensi.
Possentemente bello
come il sole,
spacchi il mondo.
Ma sei tu!
Quando ti ho visto
l'altra sera,
hai detto che non stavi tanto bene
ti mancava il fiato
e in poche settimane
hai perso molto chili.
Hai parlato tanto
ricordando momenti belli
della nostra gioventù.
Alla fine hai detto,
caro amico domani
non so se ci sarò ancora
questo male m'affligge.
So di dover morire 
ma non vorrei soffrire,
ricordati una cosa amico
la vita è bella
ed io fino all'ultimo  istante
ne voglio sentire il respiro,
respirararne il profumo,
quando t'alzi al mattino
 ti fa sentire vivo.
La vita è bella amico
tienila stretta.....


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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Ti dicono:
- mangia, se no non ce la fai!
Perchè dovrei nutrire un corpo morto?
Eppure mangi.

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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Mi desto dal sonno dell’estate
e  come  dio, per un pretesto,
guardo il mondo.
Ormai  giorno si è fatto  
e chiaro m’appare.
La mano  insegue il foglio
ma poichè il sogno è
in ombra, così veglia la mia
attesa.
Se  non avessi
La luce e l’acque tacite,
compagna avrei  la solitudine
e il lago dei miei occhi,
dove  il sentire si attarda.
  Presenti, le nostre cose,
   non si colmano
di lontananza  ma si contemplano
nella distanza.
Vivere di segni, può darsi.
O che si fermi pigramente,
il tempo.
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Profilo Autore: carrafiello elisa  

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Non ti basta più la notte...
ora vuoi anche la luce del giorno,

ti muovi deciso e sicuro
signore e padrone dell'universo.

Goccia dopo goccia,
ti sei abbeverato del mio sangue,
guardi con i miei occhi,
hai tolto il mio respiro,
fai pulsare il mio cuore,
nella mia mente,
domina il tuo pensiero...

E come non bastasse,
hai trafitto i miei arti
con filo spinato di malvagità...

Ed io...

come marionetta,
danzo sulle note
del tuo macabro valzer
da troppo tempo ormai...

Ma sappi...
che la mia anima
non l'avrai mai.

 

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Profilo Autore: oscis*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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 tutto in un cassetto,

ho riposto i sogni

che ho fatto,

pochi sogni ma grandi

belli,intensi

come un lembo di mare

hai portato la freschezza

il profumo del mandorlo in fiore

come un'onda impetuosa

mi hai sommersa,

ma io ora non ho piu'

la forza di riemergere,

lasciami andare via

sarei l'onda 

che trascina e porta con se

tutto negli abissi.

Lasciami andare via

con tutti i miei sogni,

perduta nei tuoi occhi

nella tua voce

che mi dava la gioia di vivere

portami nel cuore

assaporami come un pezzetto di dolce

ma solo un pezzetto

anche il dolce

può dare l'amarezza

se gustato quando si è troppo sazi.

dimentica quell'attimo

e ricordami

come un angelo

io poserò la mano sulla tua spalla

e ti saro' sempre vicina

addio 

mio angolo di sogni.

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Profilo Autore: rosy d'agostino  

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il magma ci salverà....

dalle offerte

paghi due prendi tre...

dagli happy hour  in centro

e

anche da quelli

in periferia...

dalla paura

di rimanere

soli...

dalla trasgressione banale

di una scopata

in un parcheggio...

dalla democrazia....

dalla fiducia

nei compagni...

ci salverà

e ci butterà

nella discarica del re dei topi....

difendendo le riserve dall'alta velocità..

innamorandoci ogni giorno

di una persona

diversa

rimanendo

con le viscere altrove

in un altrove preciso

sfrattato

occupato

sgomberato


con il magma

si difende

la riserva

si distrugge

e

si

rimette

in piedi...
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Profilo Autore: caosinblu  

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Ho dita lunghe abbastanza
per manovrare accuse e
modellare attese.
Zingara presa e marinara
pazienza.
Nelle mie quotidiane preghiere
intreccio speranze e bestemmie
e avvito insolente il digiuno
alla fame.
I cerchi dell'albero
di cui sono frutto
hanno diametro incerto
e conoscono l'ascia.
C'è un cane che piscia
su ogni mio nervo
e chi si stupisce se sono scontroso.
Lasciatemi in pace
e tornate a pregare,
quel dio che ha lasciato
il Titanic affondare.

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Profilo Autore: Charlie  

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