una volta che aprirete entrambi gli occhi
a ciò che è sotto i piedi.
Se siete a piedi
sulle stelle d'acqua o lucciole
cavalcando delfini.
Sia che la vostra strada sciolga
i lacci delle scarpe o svanisca come fumo
nella linfa vitale di un cordone ombelicale
misurata in lunghezze d'onda nella luce degli anni
o il vostro viaggio ancora...
un astronauta nel grembo-materno.
Specchi vi posseggono portandovi
a giudizio nei loro spot.
A Narciso non piace quello che sta guardando.
E allora?
Le strade non all'improvviso
tornano indietro su se stesse
per la mancanza di piani.
Il cielo utilizza lo stesso indirizzo di ritorno come l'inferno.
Ma quando la morte viene a bussare in Aleppo
e giri nei centimetri
che le scarpe ti consentono
libero di arrivare e partire
ogni soglia si attraversa
non sarà ostacolata da un uscita o un'ingresso.
Un po' a piedi.
Alcuni corrono.
Alcuni nuotano.
Alcuni volano.
Alcuni strisciano.
Alcuni pedalano.
Alcuni danzano.
E un pò seduti vicino alla finestra.
nel silenzio che invoca
il tuo nome, ma
ti prego,
sia rara la dolcezza
del tuo respiro.
Fa' che non sbiadisca
il lucore che consuma
gli ultimi fuscelli
nell'ignara attesa.
Vento di agosto
che scuoti i pensieri
assopiti
nella buia incertezza.
Parlami.
L'ombra della tua assenza
raggela come un bacio
negato che svela
un fatale addio.
ghermisco spettri d’erba nel vento,
come in un gioco di bimbo
al crepuscolo.
Metafisica di sagome autonome,
poesia della rimembranza
e della disillusione,
tra diplomazie di sorde battaglie.
Analisi lenta di vibrazioni,
scienza atomica dell’anima,
musica della volontà,
fragile anagramma del grigiore.
Parole oziose,
perdute in sciolte metafore,
incatenano le mie ombre
in vaghe angosce
e in stupide fondamenta
dell’espressione umana.
Paesaggi colorati
di case e comignoli,
di prati e foreste,
di speranze e felicità.
Paesaggi scialbi
di anime monotone
che salgono in superficie
con parole antiche
e gesti logori.
Cornici che inquadrano sensazioni,
rilegature di ciò che pensiamo.
La quiete m’assale e bisbiglia
Sue fragili e stanche parole,
in questa mia sera vermiglia
sorpresa dai dardi del sole.
Tutto è bello ora, tutto langue
Nel fitto mistero del mondo,
che tra amare lacrime e sangue,
rivela per qualche secondo,
a sé la sua parte migliore.
PS: la natura si fa bella per se stessa, e non per noi, o no???
più reali delle persone
che camminano per strada.
Falsi sorrisi,
inganni di tenerezze,
astuzia di carezze.
Vestigia di ore migliori
vissute lungo viali alberati.
Lampade spente
il cui oro brilla nell’oscurità
attraverso il ricordo
della luce estinta.
Parole affidate al vento
e alla terra,
fatte scivolare sulle dita
senza presa,
come foglie secche.
Nostalgia di fontane
situate in ville altrui,
razionalità di ciò
che non accade mai.
Ore d’ansia
nella mia azzurra tranquillità
e in immagini nascoste
nelle pieghe di un libro.
Tra le nuvole del sud
perdo la mia anima.
Tutto alla fine
porta verso una piccola
Particella di polvere cosmica
che trova la sua simile
e poi…
svanisce.
Incessante pioggia di noi
che profuma la terra
lasciando invisibili orme.
Un tono musicale
che soffia sulle onde del tempo
memorie di noi.
Un continuo modulare l’anima
con vissute cere
a volte spente troppo presto.
Una deriva dove ancorate
si spogliano emozioni
seminate nel pensiero.
Ora a piedi nudi percorro
un rivolo di pioggia sincera
vestita solo…di me.
Ho conosciuto l’iride della mia vita
quando la voce sognava domani
ma oggi…sono una particella
e ti porto la mia vita,
gocce cristalline cadute sulle tue mani.
E poi…svanirò.
++++++
Così forte,immenso,
finchè sei giovane
e non pensi.
Possentemente bello
come il sole,
spacchi il mondo.
Ma sei tu!
Quando ti ho visto
l'altra sera,
hai detto che non stavi tanto bene
ti mancava il fiato
e in poche settimane
hai perso molto chili.
Hai parlato tanto
ricordando momenti belli
della nostra gioventù.
Alla fine hai detto,
caro amico domani
non so se ci sarò ancora
questo male m'affligge.
So di dover morire
ma non vorrei soffrire,
ricordati una cosa amico
la vita è bella
ed io fino all'ultimo istante
ne voglio sentire il respiro,
respirararne il profumo,
quando t'alzi al mattino
ti fa sentire vivo.
La vita è bella amico
tienila stretta.....
e come dio, per un pretesto,
guardo il mondo.
Ormai giorno si è fatto
e chiaro m’appare.
La mano insegue il foglio
ma poichè il sogno è
in ombra, così veglia la mia
attesa.
Se non avessi
La luce e l’acque tacite,
compagna avrei la solitudine
e il lago dei miei occhi,
dove il sentire si attarda.
Presenti, le nostre cose,
non si colmano
di lontananza ma si contemplano
nella distanza.
Vivere di segni, può darsi.
O che si fermi pigramente,
il tempo.

Non ti basta più la notte...
ora vuoi anche la luce del giorno,
ti muovi deciso e sicuro
signore e padrone dell'universo.
Goccia dopo goccia,
ti sei abbeverato del mio sangue,
guardi con i miei occhi,
hai tolto il mio respiro,
fai pulsare il mio cuore,
nella mia mente,
domina il tuo pensiero...
E come non bastasse,
hai trafitto i miei arti
con filo spinato di malvagità...
Ed io...
come marionetta,
danzo sulle note
del tuo macabro valzer
da troppo tempo ormai...
Ma sappi...
che la mia anima
non l'avrai mai.
ho riposto i sogni
che ho fatto,
pochi sogni ma grandi
belli,intensi
come un lembo di mare
hai portato la freschezza
il profumo del mandorlo in fiore
come un'onda impetuosa
mi hai sommersa,
ma io ora non ho piu'
la forza di riemergere,
lasciami andare via
sarei l'onda
che trascina e porta con se
tutto negli abissi.
Lasciami andare via
con tutti i miei sogni,
perduta nei tuoi occhi
nella tua voce
che mi dava la gioia di vivere
portami nel cuore
assaporami come un pezzetto di dolce
ma solo un pezzetto
anche il dolce
può dare l'amarezza
se gustato quando si è troppo sazi.
dimentica quell'attimo
e ricordami
come un angelo
io poserò la mano sulla tua spalla
e ti saro' sempre vicina
addio
mio angolo di sogni.
dalle offerte
paghi due prendi tre...
dagli happy hour in centro
e
anche da quelli
in periferia...
dalla paura
di rimanere
soli...
dalla trasgressione banale
di una scopata
in un parcheggio...
dalla democrazia....
dalla fiducia
nei compagni...
ci salverà
e ci butterà
nella discarica del re dei topi....
difendendo le riserve dall'alta velocità..
innamorandoci ogni giorno
di una persona
diversa
rimanendo
con le viscere altrove
in un altrove preciso
sfrattato
occupato
sgomberato
con il magma
si difende
la riserva
si distrugge
e
si
rimette
in piedi...
Ho dita lunghe abbastanza
per manovrare accuse e
modellare attese.
Zingara presa e marinara
pazienza.
Nelle mie quotidiane preghiere
intreccio speranze e bestemmie
e avvito insolente il digiuno
alla fame.
I cerchi dell'albero
di cui sono frutto
hanno diametro incerto
e conoscono l'ascia.
C'è un cane che piscia
su ogni mio nervo
e chi si stupisce se sono scontroso.
Lasciatemi in pace
e tornate a pregare,
quel dio che ha lasciato
il Titanic affondare.







