Nella rosa di un uragano
mi sembrò di vedere
esalazioni calde invadermi
la mente tra  verità
costrette in ginocchio
allo stupore di un pensiero risorto
senza credere che fosse sogno.
Vidi la luce invadermi l'occhio
lasciato sbarrato a respirare
non oppio d'amore era il mio
ma agonia di dita tra le ciglia
per trovare quello che non cercavo
la paura di essere amata senza merito
non potendomi difendere dalla sorte
lasciandomi vivere di pura morte
in un cimitero di ingiusti risorti
col peccato di aver amato il peccato
un inferno vissuto in terra
dietro ai cancelli del paradiso
chiuso allo sguardo di chi tagliato fuori
non crede che il miracolo si sia mai avverato.
Dolorosa impotenza divora rabbia
zittita nello sballo che non fa pensare
venduta allo schifo, dimentico di vomitare

e odiare tutto diventa un gioco da ragazzi.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Il canto di dolore è un suono che strappa
si rammarica  come uno strumento stonato
 
specchio, specchio delle mie brame
potrò distinguere il falso mescolato fra la folla
o sbattere ogni giorno contro il dolore
sarò sempre in questo modo?
Un bambino che sogna
senza conoscere le cose che gli adulti sanno,
Intrappolato, perduto ti chiedi?
Vestito di bianco lungo
ostia in bocca
la purezza vergine
la accogli senza... chiedere
passano giorni e...
ti chiedi alla sera
ti domandi dove è?
Dentro anni nescolati poi raccolti
ora il dolore mi impedisce
domandi, chiedi aiuto
non puoi toccarla
alzo il telefono e grido
aiutami stanotte
in ginocchio immagino
solo un gioco di pagine
trasmesso senza sangue
appoggio la gota sul lenzuolo
oltre la finestra e fuggita
la mia fede
non è al momento raggiungibile
riprovate più tardi.
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Profilo Autore: fabio brogini  

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Sulle salive suadenti
splendono senza sapere
se silenzio serviva
sillabe senza senso.
 
Eccolo emergere esausto
enfatizzare emozioni esili
enunciando editti etilici
elusivo essere edonistico!
 
Medita miscele mentali
mediando miti, medaglie
medicine. Maniacale miseria!
 
 
Pubblicizzando patemi personali
primitivi precetti preferiscono
pulsanti peripezie predatorie.
 
Luce lascia languire
lamenti lontani. Leccami!
Luna liberami. Lapidalo!
 
Io! Io ! Io!
Imperterrito imprigiona idoli
incupendo ideali. Incenerire
 
catene celebrando contrarie
credenze certo conferisce
conferme! Che combinazione
 
imprigionarsi in identiche!
Immortalando ipocrite irriverenze,
imbestialito, indecentemente isterico
 
talvolta tesse trame
tentacolari temendo tempi
turgidi. Tremate tiranni,
tirapiedi, troverete tutto
 
arso. Arsenico, avvelenali!
Allineando anarchie apparenti
approderemo ad ardori
ancestrali. Attesi ancora.
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Profilo Autore: scoria  

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Via rigida
Verità condivisa
Vita eterna


 
Verso l’eterno Padre è il mio andare
Imitarti o Figlio ritrovo me stesso
Amato da Lui amo l’uomo.
 
Verso il Figlio amato
E’ il mio andare
Ritrovato l’amore
Imitarlo nel dono
Totale di se
Amato per amare.
 
Vieni o Figlio
Infinitamente amato per amare
Trovato nel cuore dell’umanità
Amorevolmente salvata.


 


Ditemi che ne pensate.... desidero tante critiche....
 
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Profilo Autore: Franco  

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Come placenta molle
il mio pensiero
ti accoglie
nel velluto di giornate 
malinconicamente
spoglie.

Solo tu
non devi bussare 
alla mia porta
per entrare, 
ma accarezzare,
e come punte di spilli
i minuti insistono 
sulle mie ferite
e appassiscono
in una marcescenza di speranze 
che arrossiscono
al tuo narciso cospetto,
nel mio immaginifico 
ovatta imbevuto 
di capriccio e dispetto.

Mi avvolgi nel ricamo
della tua pioggia fine
e non ne cerco riparo.
Mi sento al sicuro 
anche se stanco
in quest'amore che brucia 
al calor bianco
consumato nel ghiaccio
del tuo diniego
e nonostante,
serbo ancora il mio sussiego
quando a te mi cerco di approssimare,
ma il tuo no è definitivo
come un taglio di giugulare.

E' prensile il mio sentire
ma il tuo cuore di marmo
è amaramente levigato
e fallisce nel suo aderire.
Stolta,
riesci solo a dissentire
e a recepire
le mie
come 
sincerità desuete
dolcezze acide
verità incomprese.
Sbatto, come un lembo 
di nastro al vento,
ma non mi scuoto,
giostraio di una vita 
che gira a vuoto.

La tua venuta nel mio quotidiano 
è ormai consuetudine
e me ne sento adombrato,
un'abitudine a cui porre termine
per non essere terminato.

Non chiedermi altro,
questo solo posso darti e dirti,
che sei il mio bene grande,
quello grande grande,
cosi tanto da non poterne dire 
neanche quanto,
parole banali queste 
che fanno male
perché parlano a me 
e a me soltanto.
 

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Profilo Autore: Motolese Ciro  

Questo autore ha pubblicato 17 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vecchi scaffali polverosi
di libri sovrastano
benevoli
anziano scrittore,
mano ispirata
traccia instancabile
solchi di vita
su campi di carta
energia sferza
il corpo seduto
ad un tavolo
rimescolando immagini
di passate memorie.
 
Sole afoso
si sparge
su antico mercato,
scatole piene di libri
irradiate su bancarelle
accolgono polvere,
sguardi curiosi
desiderosi di una
liberatoria evasione
accompagnano i gesti
dello sfogliare.
 
Sonno di gatto
disturbato dal
crepitare nervoso di
macchina da scrivere
accompagna pensieri
di giovane autore
sotto il tendone
mentre figura di
donna lo avvinghia
con bramosi occhi.
Lacrima scorre
in una stanza
segnando viso
rugoso di vecchio
romanziere 
al pensar ad un amor
bruciato
in una notte,
non vissuto
per la vita.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Litigando ti ho chiesto
carezze
accarezzami col cacciavite
graffiami il petto e le spalle
stringi con violenza
la mia mano
accarezzami

schiaffi sulle mie gote
labbro sanguinante d'amore
baci violenti e morsi
m'accarezzi dolcemente col cacciavite
vivo brividi
come le tue unghie
conficcate nella mia schiena
quando facciamo l'amore

accarezzami amore
col cacciavite...meglio
un dolore d'amore
che un'amore di dolore...
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Profilo Autore: fgl  

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Ancora tu 
nei rintocchi 
di sandalo
delle meretrici,
nell'afa 
che sfiata 
dalle mie narici....
 
e poi 
ancora 
tu
nelle ossa spezzate 
delle mie giornate....
e nell'ingombro 
di vie affollate
si compie
la tua venuta,
apparizione muta,
agli altri invisibile
e sconosciuta.
 
Ancora tu 
nell'eccidio
di un tramonto spietato
che affonda
le sue impronte
e piano
la tua mancanza 
strangola
con la sua linea 
d'orizzonte.
 
Ancora tu ad insegnarmi
che nella vita 
conta solo 
cio' che rende,
che la felicita'
nn arriva 
ma si prende.
 
Ancora tu 
a togliere 
ogni piu' piccola forza
ad ambedue...
solo tu,
a rendermi ,
per quanto tempo e ancora,
il contrario 
di due.
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Profilo Autore: Motolese Ciro  

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Sulla collina di Blankenese
  stan vicine l'una all'altra casette d'avorio,
 son di milady le biscottiere
 dal tetto di paglia.

Sul silenzio non c'è nemmeno il fiume,
fa passare navi rosse 
coi marinai che dormono.

Da un albergo arricciato di foglie
escono piccole campane, 
panama chinato bianco su melodia
per mandolino solo.



(2011)

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Profilo Autore: Alberto Automa  

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RICORDO
 
La strada inerpicata,
Aveva un non so che di familiare,
Inseguivo da tempo i ricordi dell’infanzia.
Le note del torrente
Accrescevano il mio senso di casa.
 
Cantavo,
Al pensiero di quando ero stato bambino
Ricordavo la vecchia portatrice di uova ,
Avevo ansimato per il troppo giocare.
 
 
Anche questo ricordo, 
Manteneva  intatto il sentimento.
Intonai allora  un inno alla mente,
Che mi aveva dato  la possibilità di
Amare il passato.



ACROSTICO
Un acrostico (dal greco tardo ἀκρόστιχον, composto di ἄκρον, «estremo» e στίχος, «verso») è un componimento poetico in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome una frase o una dedica, a loro volta denominate acronimo.
In origine l'acrostico aveva certamente una funzione mnemonica e probabilmente una funzione magica.
Celebre acrostico è la scritta: Viva V.E.R.D.I. che i patrioti italiani utilizzavano, durante il Risorgimento, a significare “Viva Vittorio Emanule Re D’Italia”. 



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Profilo Autore: alessandro t.  

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Amica mia dimmi
 chi sono?
Mi sono persa
non ritrovo più la via,
la mia mente è
assente,
i miei occhi non vedono...
la mia voce non ha suono...
il mio cuore non batte...
amica mia dimmi
chi sono?
Le mie orecchie
non sentono
Le mie gambe
non camminano,
sono avvolta nel buio,
amica mia dimmi
chi sono?
Perchè io non lo so più...
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

Questo autore ha pubblicato 241 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Superavamo indenni

arditi crepacci

nella nostra ostinata ricerca

di una qualsiasi ombra

per appartarci dal mondo

e lì amarci spudoratamente

e senza alcuna reticenza.

 

Su spiagge notturne

spazzate dal vento, dispiegavamo le ali

al nostro mai innocente desiderio.

 

Non avevamo tempi di attesa,

né resistenza alcuna ad unire

le nostre bocche in affamati baci.

E ci sentivamo giusti, sani,

sinceri, umani, innamorati.

 

Oggi abbiamo bisogno di nuvole,

che ci portino lontani,

nuvole che aiutino la follia

di un amore dai passi stanchi.

 

Siamo antichi cara mia,

ma tutto quello che ci siamo dati,

spendendo fino all'ultimo respiro,

non può esserci tolto.

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Profilo Autore: Abner Rossi  

Questo autore ha pubblicato 106 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nascosto tra le pagine
vive il tempio delle emozioni
solitario rifugio dell’anima
dove freme la fiamma del tempo,
dove, la luna lega la notte
e nella confusione
si defila tra la carta la poesia
che diviene lieve attimo
mentre tutto intorno si frantuma,
solo l’onda, effonde il suo canto
esile e dimenticata
atterra sulle paure della realtà
e poi si chiude, nel riposo dell’anima.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

Questo autore ha pubblicato 331 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Non c'è poesia
nel tuo cuore
e non sai cosa è l'amore.
Fai stare bene
solo quando ti conviene
fai toccare il cielo
insieme con le stelle
lasciando poi
ferite sulla pelle.
Non c'è poesia
nelle parole
ed io che ti conosco
mi guardo bene
di non bruciarmi
ancora nelle vene.
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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

Questo autore ha pubblicato 461 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

La mia vita inquieta
piange in ogni goccia di pioggia
e la malinconia spegne i desideri
negli acquazzoni notturni.
 
Come la mia tristezza
il temporale rovescia inutilmente
i suoi strali sulla terra
e le grondaie vomitano
torrenti d’acqua
nella mia anima umida,
sul mio corpo affranto.
 
La pioggia batte
contro la vetrata
e scende sulla mia coscienza
con un rumore molesto
come d’acqua su stalagmiti.
 
Un freddo smanioso
cinge con gelide mani
il mio povero cuore.
 
Ore grigie s’allungano,
si fanno pianura nel tempo
e trascinano oscurati momenti.
 

 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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