scalza , nuda , incompresa
albe di consenso e mari di fama
annegano nell'indifferenza
non lo vedi che non mi appartiene
l'approvazione o il complimento
sorrido senza malizia
come chi ha capito tacendo.
La mia voce al di là di un volto
senza età, ora bambina
ora saggia e vecchia
piange l'emozione di un verso
a grembo aperto
senza ostentazione
credendo che la poesia sia viva.
Penso,
e amo un mio giardino
sotto cupole di ferro
sospeso su una punta fra le nuvole
e mi appoggio volentieri
alle larghe foglie umide
per salirci.
Penso a quei tuoi occhi
come laghi finlandesi
che danno e tolgono coraggio,
danno e tolgono speranza
se appena mi soffermo.
Penso alle ombre calde nelle serre
che vedo unirsi piano tra loro,
a barche innamorate che ritornano;
agli afflosciati visi ovali
che guardano passare
diecimila cigni migratori.
Il mondo è cambiato
Lo percepisci dalla strada, dalle urla dei bambini
Il mondo è cambiato
Sferico com è, non può trovare un orizzonte definitivo
I nostri passi cercano di evitare il più possibile il dolore
Spinti dall’energia della soggettiva verità
Il mondo è cambiato
Sentimenti con la “S” del dollaro
Piombo in cielo
Fame in Terra
Il mondo è cambiato
Le risate utopiche di un’emozione finta
Grande feste in nome dell’ipocrisia
Danze aperte, malinconia etnica
Il mondo è cambiato?
Incontro sulle scale la bimba che ero
la sua spensieratezza mi saluta
la manina saltellante s'illumina
nel tempo passato lontano da casa
e i ricordi affiorano come fior di loto
sulle acque del lago della memoria
tra profumi antichi di stanze nel cuore
versi tristi, scrivo, tra le rughe di Dio.
tra i rami dell'auspicio
invecchiati dall'autunno
e bagnati dalla pioggia...
Io, usignolo spennato
tra le fronde secche
e il suo palmo gelato:
zampette schiacciate
sui polpastrelli suoi,
qualche carezza,
qualche sguardo,
mi trovo senz'ala:
come faccio a volare?
Costretto a zoppicare...
Le mostra la ruota
dal colore acre
un pavone sconosciuto
in fondo alla valle:
lei non distoglie lo sguardo,
lei custodisce la mia ala...
E mi muoverò goffo
con le pupille da formica
e tra le insidie dei rami:
e qual sarà la fine
del mio arto levato?
Qual sarà la coda
più fortunata?
Me lo diranno le foglie,
io intanto me ne sto
a volare impazzito
tra i rami dell'auspicio:
verrà l'estate
e se non verrà
cambierò albero,
camminando sudato,
con un'ala sola...
sguardi di donna
non ce n'è un
che mi convinca,
se non per qualche attimo
fuggevole
e privo di logica...
Immerso nella ricerca,
mi illudo
tra i sorrisi vani
e le speranze brevi...
Non ci son palpebre simili
a quelle miniere
di neri smeraldi,
che luccicavan
nell'anima
nei giorni che furono...
Non ci son libertà più vere
della scelta
di un occhio sincero,
che apre i cunicoli più chiari
a chi si perde per davvero...
Quando avrò
le spalle girate
e camminerò per strada,
mi rapiranno dei brillanti luminosi,
quando meno me lo aspetterò...
E tra tanti
sguardi di donna
soltanto uno mi arricchirà
e mi porterà la fortuna
di chi vive senza rendita,
ma copre lo spirito
di gioielli preziosi...
E' triste il mio cuore
sarà questo cielo
plumbeo
che in trappola
tiene il sole,
freddo sento
nell'anima
Sarà
la consapevolezza
dell'imperfezione umana
per cui una freccia
dolorosa scocca
dall'arco
senza malizia
priva di intenzioni
crudeli
ferendo un cuore
che amico è
Percepisci il vuoto
vorresti tornare indietro
fa male solo il pensiero,
se si ama il prossimo
e lo si colpisce
la sofferenza
come un boomerang
ritorna a te
lascia un segno
dolente
Non si può
con un colpo di spugna
ripulire il nero
del vuoto creato
clemenza se di debolezza
hai agito
non esiste creatura
perfetta
solo Dio lo è
a te oh donna aspettata
ho condiviso il mio piacere
con il tuo e ne ho fatto musica
ho contemplato gli occhi tuoi
e le tue parole brevi
arrivasti a me dopo bufere
nei cuori e cicatrici sulla pelle
arrivasti diversa
te ne vai con l'amore in valigia
e non lasci nemmeno
il tuo TI AMO NEANCHE IO
e te ne vai, te ne vai...
nella notte che ulula,
tra silenti e amari pensieri,
che lasciano la poesia
confusa nei chiarori dell’alba
in sintonia, con la realtà.
E vaga la mia anima,
raminga tra la nebbia
che, incede a passo lento
in difesa della memoria, dei ricordi,
nel silenzio della casa vuota
velata, dai vetri opachi.
Con le mani frementi,
mi aggrappo a pezzi di carta
oziando, sull’orlo della fine
in attesa, della sera
ardendo sia senza fine.
- L’ultima -.
Vidi il tuo bel viso divertito,
mentre giocavi con il sesso amore,
Nonostante avessi già subito
la passione del virile ardore.
Sei di essenza cui non ho parole
il tuo corpo nudo rappresenta
Ciò che vedo oltre il mio pensiero
Ciò che sento per averti amato.
Vedo l’animo che ride al sole
È per quello che tu sei contenta
Verso l’aria porta il tuo sentiero
Lì respiro il bello rivelato.
Bacio il seno a me sì bramato
Godo amore o sospirata donna,
Finalmente vivo di un motivo
È il tuo animo, che dà calore.
BALLATA
La ballata è un componimento medioevale ,presente nelle letterature romanze, chiamata così perché destinata al canto e al ballo. Era un componimento a ispirazione per lo più amorosa,e a accompagnata da musica e ballo.
Struttura metrica :
1 ripresa : primi 4 versi
1 stanza : 1 fronte divisa in 2 piedi di 4 versi l’uno, con la stessa struttura metrica e di rima,
1 volta, il cui primo verso fa rima con l’ultimo della fronte
e l’ultimo fa rima con l’ultimo della ripresa.
Verso il niente assoluto,
la fine dei contenuti,
in favore del vento sicuro
proveniente dai moderni arcipelaghi
di insulse ed elevate ignoranze.
Coniugando ormai solo al riflessivo
in vissuti elemosinanti certezze
e risposte pubbliche a domande personali.
Si convive in sconfinate grandezze
egocentriche
simili, per odore, a miasmi, fanghi,
ansie, cancerogene idee.
E in lussi mentali
contrapposti ad una dignitosa povertà
scaduta in completa e assoluta miseria.
Quando e come
finirà il solitario interrogarsi?
questa vita,
accarezzando ancora
un sol pensiero,
ascolto musica
che fa vibrare
forte il cuor.
Mi annullo nel silenzio
di un trascorso giorno
per non pensare
al triste cielo,
mi addormento di sera
gettandomi nel sogno
poi fatato
che accende
di infinita voglia
romantica passione.









