E' in questa fase che
mi vedo correre verso le stelle
senza aspettarmi nulla
e senza una fantastica meta,
senza nessuna fretta.
Scendo col dolore della sera
nell'imbuto a falce,
dalle pareti di roccia
a una luna sempre più gobba.
Sarà solo un flash probabile
di aghi di ghiaccio
e un ultimo
tenero sarcofago.
Oggi un uccello è morto..
Oggi il cielo è rosa
Ma è vernice di rosso sangue
con vernice di azzurro infinito.
Oggi il cielo è nero
Ma è vernice di nera morte
che piove lacrime di liberazione.
Oggi il cielo è verde
Ma è vernice di verde speranza :
La mente dimentica, il volo riprende.
Domani il cielo è blu,
Domani un uccello è morto..
se ne stava appollaiato
su un ramo
ad aspettar l'auspicio
che mai arrivava...
Guardava stremato
la valle sonante:
nessuna voce,
nessun odore,
soltanto uno schioppo
all'altezza dell'ala...
Ventata di fuoco
tra le penne scottate,
sadico gioco
di esperienze bruciate...
Lo sfiorava
quel missile freddo,
si scansò per una piuma:
non voleva perire
tra quei rami bollenti...
Con sguardo assassino
si alzò cauto
su le due zampe:
spiccò il volo,
come poté;
ancora non è atterrato...
Il grigio del cielo
di questa estate
che pare non voglia
spalancare i cancelli
al mondo
crea un accordo armonico
con l'anima mia
che i colori rinnega
dal vestire
Le mie ossa stanche
doloranti affrontano
scoscese salite
nella speranza
di toccare il cielo
e scoprire che il sole
giocando sta a nascondino
scherzando con la mia
immaginazione
Raggiunta la cima
trovo una coltre di nebbia
delusione profonda
dopo si tanta fatica,
allora giù come su uno scivolo
di un parco comunale
mi lascio cadere
ridendo della mia ingenuità
Ad occhi chiusi
rassegnata a trasformarmi
in un burattino di legno
che in pezzi ridotto sarà
atterro su un morbido cuscino
adagiato in un prato
ricco dei colori dell'arcobaleno
assaporo profumi inebrianti
mi disseto dell'acqua fresca
della fonte che dal monte nasce
Ecco l'estate
l'estate della mia anima
afferro al volo questo attimo di pace
per farlo mio e donarlo
a chi come me vive nel grigio
e goderne insieme per l'eternità
del fiore della riva
ed ora nell'acqua gialla e ferma
è un silenzio tanto atteso.
Colano lungo il petto
le viscide amiche
della penitenza segreta.
Alle gambe le alghe
e alle braccia
si uniscono in preghiera.
Esperimento di un corso
di malessere
è l'uomo.
Io esco e mi guardo
tra i cerchi del lago,
il sangue dalle mie ferite
è allora il cielo scuro
delle caverne.
forme incompiute che si cercano
lieve la pressione sfuma giardini della mente
aumenta sulla carta deliniando quel sorriso disteso
lo accompagna nel sogno sul letto che ha creato
tutte le linee hanno il suo spazio neri e grigi <attendono>
i colori vogliono
riempire in quantità la luce e ombre
profondità muove il vedere ed occhi
si spalancano
al creato di un tratto
frà indice e pollice
la mente crea.
erano le due e qualcosa,
fuori c’erano 8 gradi,
era Sant’Andrea,
lo era per il 30 sul cellulare,
mi alzai già 3 volte per pisciare.
Una sensazione mai provata quella notte senza sonno,
senza sonno,
senza spiegazioni e senza tragedie.
Soltanto una gola secca.
Leggo Mishyma dal libro di un mio amico,
Sole e Acciaio,
leggo Icaro alla fine del testo
e mi sorprende il suo Sole, le sue domande,
il suo schianto d’acciaio.
Il suo Seppuku del 68’,
fu un po’ mio quella notte.
Vado a pisciare,
non ho stimolo di farlo,
ma quando vado qualcosa esce,
si piscia sempre.
È una notte flaccida e lentamente in disordine,
che fa un male trasversale,
perché non sento dolore
né vedo la mano che stringe il pugnale,
non vedo ferita e non ho medicina,
è una notte strana.
Ho dentro un nuovo demone mai provato,
un demone scaltro e imprevisto,
un piccolo furfante dei miei inferni più introversi,
un sottoposto dei miei soliti satana infiammati,
che mi fa grattare la gola,
che mi allontana da ogni verso profondo,
che mi fa alzare e pisciare,
e mi spinge a pensare che tutto ciò sia qualcosa di fisico;
indigestione? Sentori di influenza? Disidratazione per troppe pisciate? Altro?
Un medico direbbe di si. Io e lui sappiamo che non è così.
Di certo questo è un suo trucco per confondermi
colpendo di nullità il mio schema d’esistenza,
facendomi scrivere parole prive di fiamme, di rabbia e d’amore,
allontanandomi dai sogni pregiati e i problemi del mondo.
È un demone minore, questo della siccità, un demone tiepido,
non brucia e non gela,
ed è questo il motivo per cui gettarlo in questa pagina
risulta impossibile,
per lui non esistono sbarre d’inchiostro.
Sarò io questa volta a dormire in una cella arida,
in un letto desertico, con 6 gradi all’esterno,
in una poesia secca, scritta in posizione scomoda,
senza il minimo appagamento.
Forse all’indomani sparirà col sole,
forse per sempre,
ma questa notte ha vinto lui,
tra tremori, brividi di freddo, prurito in gola, un’ansia calma
e farfalle dentro...
La Mia Poesia,
l’esorcismo supremo,
è fallita,
evaporata col sonno
in una notte secca...
Due sorelle bionde, quasi bambine,
quasi gemelle,
una magra e una magrissima,
si affacciano su di un sacco di miglio
tenendo in mano
due coppe di latta.
Sorridono, mentre attente,
prevedono il loro futuro
l’Europa - l’Italia - Genova.
Il mare visto attraverso l’indice
di un uomo sconosciuto.
E poi l’aria, quella del cielo,
con i suoi profumi, quelli del mondo.
Camminano assieme, da sempre,
lungo la steppa dei pensieri,
e condividono un dubbio.
Poi il sogno svanisce
e le predizioni si perdono
nel consueto.
Due bambine, due coppe di miglio,
due sogni e una scoperta:
la vita è come una poesia,
si scrive.
nel mattino del tuo sempre
con le albe nate nel mio grembo
cullandomi il tuono in un cuore.
I tuoi occhi stanchi di volare
germogliano farfalle nel mio ventre
e le nuvole che scorgi son giorni
mai nati in un lungo aspettare
Nel mio oggi
gocce di ricordi sulla pelle
nei sogni rose mai avute
accarezzo petali ancora chiusi
più belle sono nel giardino della vita.
Percorro una strada a piedi nudi
mi porterà lontano
non farò rumore
sono gocce di sospiri che
nascondono le mie orme
e piangono la nostra storia.
Tra le foglie cadute in una primavera
danzerò nuda dai miei pensieri
cantandomi i grilli in una tarda sera
nei brividi di emozioni vere
Quando mi baciavi
ed ero la tua stella
spezzando l’onda dell’oscurità
amandomi sotto la pioggia
e forse un giorno di nuovo pioverà .
Tu , ricorda tuoni tra le dita
in un vento arrivato
nel tuo timido cuore
poi sorridimi siamo soli
nel disegno di una mappa
infinita
Percorro il viale dei giardini
di anime smarrite,
fradice d’amore
delle gocce di rugiada
seminando splendidi fiori
che nessuno coglie.
Alza gli occhi
verso un cielo grigio
raccontami le nuvole
che vedi
spegni la nostra luna
qui ...di nuovo piove
in un mare
di ricordi sepolti dentro te.
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Cuccioli disperati
strappati con l'inganno
a genitori poveri
ma con tanto amore nel cuore,
una scelta a loro di fronte posta,
la morte o la vendita
del sangue del loro sangue
Tra la bellezza
e la crudeltà del Nepal
piccoli esseri
comprati come schiavi
servi di chi arricchito
ha la propria vita
tra giochi sporchi di politica
nefandezze di ogni tipo
Vestiti di stracci
spariti tra i monti
addestrati come guerrieri
brutalmente uccisi
quando inutili ormai allo scopo,
salivano al cielo
diventando angeli
derubati dell'ingenuità
che ai fanciulli appartiene
Un ragazzo annoiato
dalla vita agiata,
senza amore ed emozione
quasi per gioco, una scommessa
decise vestire i panni del volontario
in questo paese bello e crudele
ove conobbe i Piccoli Principi
pochi dei mille e mille bambini
strappati al seno materno
da mostri con sembianze umane
Si aprì il suo cuore
al primo sguardo posato su quei visi
dai tratti esotici belli e fieri
dagli occhi tristi ed il sorriso
sempre pronto a fiorire
per una carezza
per un pugno di riso in più
Divennero per lui
fratelli, figli, genitori
amici e compagni di vita
imparò l'amore
con la A maiuscola
diventando per loro
fratello, figlio, padre
amico e compagno di vita
per sempre uniti
nella speranza di una vita migliore
HO SCRITTO QUESTI "VERSI" DOPO AVER LETTO IL LIBRO
"SETTE FIORI DI SENAPE" DI CONNOR GRENNAN
LO SCRITTORE E' IL PROTAGONISTA DEL LIBRO
HA VISSUTO REALMENTE QUESTA ESPERIENZA,
DECIDENDO PER FAR SOPRATTUTTO COLPO SU AMICI E FAMIGLIARI
DI FARE IL VOLONTARIO PER 3 MESI IN NEPAL
PER AIUTARE QUESTI BAMBINI ....
DAVANTI A LUI ED AL LETTORE SI APRE UN MONDO INCREDIBILE
DURANTE LA RIBELLIONE IN NEPAL DEI MAOISTI CONTRO IL RE NE 2006....
MI E' ENTRATA NEL CUORE QUESTA STORIA CHE STORIA NON E' MA REALTA',
CRUDELE CHE HA DELL'INVEROSIBILE MA E' VERA...
CONNOR GRENNAN HA POI IN SEGUITO FONDATO
LA NEXT GENERATION NEPAL UN'ASSOCIAZIONE CHE SI OCCUPA DI APRIRE ISTITUTI
PER L'INFANZIA ABBANDONATA DEL NEPAL, RITROVARE LE FAMIGLIE,
CRESCERE ISTRUIRE I BAMBINI DELL'HULMA QUESTA REGIONE IN PARTICOLARE
DEL NEPAL.... NON TUTTO CIO' CHE SI E' RIPROPOSTO SI E' AVVERATO
MA TANTO E' STATO FATTO E TANTO CONTINUA AD ESERE FATTO PERCHE'
LA TRATTA DEI BAMBINI NON HA ANCORA AVUTO TERMINE .....
VI SAREI GRATA SE GUARDASTE QUESTO VIDEO E' COMMOVENTE
GRAZIE.....







