La mia donna
deve essere sensibile
ed avere un bel sorriso
e la sua vita insieme a me:
un paradiso.
La mia donna
deve amare molto i cani
adorare tanto i gatti
e baciarmi a lungo e spesso
anche se poi, chi ci guarda
penserà che... siamo matti.
La mia donna
deve essere semplice
e dividere con me tutto il vissuto
essere la mia più grande "complice":
una "complicità" che ti dà aiuto.
La mia donna
deve essere felice
e la sua vita deve avere tanto sole.
Deve poi sentirsi in pace
e potersi fino in fondo realizzare.
La mia donna
deve sempre difendere
da tutta l’altra gente
quest’Amore che per loro
vive un po’ controcorrente.
La mia donna
deve essere una sposa
che mi chiede e da me avrà
sempre una mano,
per lavare o per stirare,
così, il tempo che rimane
lo spendiamo noi due insieme
per scappare via lontano
o per lei, per un sogno che
da sempre sta a sognare.
La mia donna
sarà madre dei bambini
che ci arriveranno.
Ma rimane la mia donna
anche da madre dei bambini che verranno.
La mia donna
Non sarà mai un’ infelice
per le cose andate male
o una vita insieme che, è vissuta
come fosse un obbligo morale.
La mia donna
affronterà tempeste di vento
e bufere di neve
però avendo sempre dentro,
la certezza che domani torna il sole.
La mia donna
saprà rendermi felice
e io le sarò grata,
perché lo so,
non è una cosa semplice.
Donna mia,
io ti ringrazierò prendendo
il tuo cuore tra le mani,
e con dolcezza poi, ti parlerò
di quello che verrà, domani...
Avrei voglia
di affrescare una tela
per eternare
il tuo splendore
solidificandolo nel tempo
tuttavia non ho pennelli.
Avrei voglia
di apparire carta
decantando
versi che diano
letizia al tuo cuore
ma non ho scrivo.
Avrei voglia
di essere tempo
fissando l’attimo
affinché il tuo calore
viva in eterno
bensì tempo non sono.
Sono un uomo
che ti rende grazie
del tuo Amore
per quel che sono
E' fresca la notte,
si sente una leggera brezza,
il mare è calmo...
mio figlio pesca,
per modo di dire...
i pesci son furbi,
mangiano
ma non abboccano,
io lo osservo
tutto convinto,
non fa che mettere vermi all'amo,
io me la rido...
è molto rilassante
stare a guardare,
mammaaaaa... ho preso un pesce!!!
pesce?
e lo chiami pesce
quell'esserino così piccolino?
ma...non voglio deluderlo,
il prossimo sarà più grandicello,
è meglio se stò zitta
Dolce mio sogno
arrivato con
il grano così maturo oramai
nel tramonto di un respiro
tra lacrime nascoste nelle rughe
due anime che brindano
nella danza dell’ultimo
calice di un rosso vecchio vino
prima del saggio desiderio
di un volere divino…
Ponti percorsi in fretta
dal finestrino di una vita
che si è persa lungo vie
contorte, e noi
ingenui abbiamo tirato a sorte
vincendo un ultimo volo
stringendoci così forte
e fa male non poterti vedere
in questo abbraccio di candida morte..
Non rimpiango ora
baci fugaci da bambini
immaginando mondi lontani
di dolcezza infinita
ora forse siamo un po’ cresciuti
e viaggiamo lungo binari
dell’amore
con un treno vero
che alimenta il nostro calore
e quei baci immaginati
scoprimmo essere cuori strappati
nell’immenso e sazio eterno amore
dove tutto ha un senso
dove tutto è battito e divino sapore
Galassie spegnerò come candele
per poterti ritrovare
in questo cosmo infinito di emozioni
cercherò il mio mare
io, sirena dei tuoi sogni
ti saprò ancora e ancora amare
Lascia ora che posi fili d’oro
sul tuo petto che batte per me
lasciami ancora un po’ di silenzio amaro
che nascondi dentro respiri soffocati
siamo un unico sospiro anche io …e te..
svelandomi l’eterno
siamo ovunque e ci siamo veramente amati.
La parte liscia del cuore
si risveglia dall’altro lato della distanza
dove inizia ogni giorno
-solo per nostalgia-
l’alba dei ricordi.
Traiettorie ammutolite
sulla piega che separa la tenerezza dall’inverosimile
Drappi di vento, e silenzi
commuovono le ombre
come l’autunno muove l’aria
tra le pietre
Quelle ombre che si muovono
dove tutto è muto.
Come se il vivermi
non sopportasse d’aver fame delle mie parole
Appunti a margine di un viaggio
che torna per altri nomi,
nel tempo in cui planasti
ignaro
tra i lanci mancati di un pensiero
Slow blues, quel vezzo
che è l’accendermi nel buio dei tuoi occhi
come la più stupida delle lucciole
che ha sempre freddo
lasciando al vento
la sola possibilità di piovermi
-come fosse Amore-
dentro.
E mi raccogli l’anima poco a poco
come ciliege dall’albero fiero
e mi stringi i rami di quelle emozioni
ove perdermi non sapevo...
Mi apro a te tra foglie germogliate
donandoti tutta me stessa
tra profumi sinceri gocce assaporate
di una sempreverde promessa.
E scende dal profondo come lacrime di resina
l'essenza del
mio essere donna amata
sulla corteccia del mio corpo che danza
sopra il vento
assapori la vita appena sbocciata...
mi culli tra onde generate dal tuo piacere
onde d’urto dove nulla ferma e nulla possa tacere
si alza il mare nel sublime tempo d’amore
di chi conosce e sazia l’anima donando la luce
e un divino calore…
Un unico respiro che si posa stanco sul cuscino
di una notte d’amore..
le parole sussurrate
con un filo di voce,
ricordo l'attesa
del giorno
e la carezza
della sera
senza sfiorare
le dolci labbra.
Nella mente
resta solo
desiderio di donna
dentro un sogno
meraviglioso
svanito
nel ricordo di
un amore.
E' il tuo sguardo
che scivola
sul mio corpo nudo
in attesa...
desiderio delle tue mani
dei miei confini esploratrici
morderti
e gustarti
lentamente...
come una fragola
ricoperta di panna
su un gelato
alla menta e cioccolato
e rinfrescare
la mia gola arsa
che cerca refrigerio
sentire vibrazioni
di me e di te
unica e suprema
sinfonia
che appaga i sensi
e la mente
occhi chiusi
in estasi
dolce risveglio
di passione
per poi ballare
un lento
al ritmo della nostra
canzone.
La vita è un genio.
Non una mediocrità
alla ricerca di ragioni per vivere al mattino.
La vita non ha un piano.
E' uno spirito che non ha bisogno
di bene o male.La vita è luce e acqua.
E si diletta ad andare in tutto il mondo in una sola volta.
Mediocri hanno il genio
ma non sanno
giocare come un bambino.I loro occhi sbirciano
attraverso i nodi nel recinto
ma sacrificano il loro desiderio
sugli altari tradizionali del senso comune
non lanciare la palla dalle colline
come la luna in arrivo
il sole va giù
senza preoccuparsi
di rompere le finestre che ti confinano.La vita getta intere montagne intorno
e trasforma le pietre miliari nelle sabbie mobili
e va giù con Atlantide
solo per venire di nuovo, come Moby Dick
vomitando stelle dal suo sfiatatoio.La mediocrità ha i suoi piedi ben piantati per terra.
E non va mai da nessuna parte che non conosca a memoria.
La mediocrità è allibita dai fiori.
Il genio ha sapore del frutto.
La vita è il tipo di fuoco
che non ha una radice
da aggiungere al nostro giardino
come una nuova parola del vocabolario.La mediocrità è precisa.
per il genio la grammatica è un sogno
di un alfabeto spirituale
che non viene utilizzato per prendere ordini.
Non ha ventisei parole per trovare l'ispirazione
come i gerani in vaso tutti in fila
solo per la libertà
essa estirpa come un giorno di gloria
denti di leone
cui vagabondaggio minaccia
a sopraffare il resto
con un desiderio
per i ricordi più felici dei senzatetto.
La mediocrità è una strada fiancheggiata dal percorso assasino.
La mediocrità scrive un grande poema.
Il genio consente la poesia si scrive da sola.
La mediocrità è firma della sua vanità.
come un lavoro ben fatto.
qualcosa da vendere
che sia mai appartenuto a nessuno
in primo luogo.
La vita è la generosità dello spazio
che le stelle ti soffiano in faccia
e ti dà gli occhi per vederle.
Non è mai legge la scritta sul muro
tra le linee
come fossili.
E 'paura del buio.
Riempie intere gallerie
con opere come arche
con due di ogni genere
che sono firmate, come tregue
fatte con la sua immaginazione
come se la fantasia
mantenesse la parola
a chi aveva paura di lei.
Ha perso nel labirinto
le sue impronte digitali.
Lascia troppe prove
sulla scena del crimine
e gira il genio
al cadere di una monetina
per allontanarsi con tutto
come la mente dietro a tutto.
La mediocrità canta come un canarino in una miniera di carbone.
Mediocrità vita
come se stesse
cercando un alibi
per qualcosa di mai fatto.
E 'più facile mentire su un peccato di omissione
piuttosto che dire la verità
Il genio vive all'aria aperta
dove tutto è ben nascosto
come un barattolo pieno di lucciole
senza coperchio.
Abbraccia la mediocrità
come un faro
ha paura di tutto
non può brillare una luce accesa.
La mediocrità vi mostra le sue cicatrici.
Il genio vi mostra la ferita.
La mediocrità cerca accettazione.
Il genio lancia il pubblico fuori dalla finestra
come una vecchia macchina da scrivere con i tasti mancanti
e tutti i suoi cari
sorridenti in prima fila
come se sapessero...
e si siede da solo al pianoforte
e lascia il silenzio
ciò che vuole
tutta la notte...
e il mago scompare.
lasciamo che il sarto ci dipinga
come il mondo vuole,
le nostre maschere ci difendono
almeno un poco da sopportare
i loro occhi che non vediamo.
Da sempre il nostro incedere
calpesta pensieri mai esistiti.
Non temere... non ci scalfiranno
se i nostri occhi saranno coperti
quanto i loro.
Eppure un taglio d'occhio,
la più inconsapevole e assurda iride,
ci trafigge,
c'immortala e d'odio ci schiaccia a terra,
aggrovigliati e stanchi,
gettati tra le nostre comprensioni.
Se avessimo la forza saremmo dei di questo mondo,
se solo non avessimo tesi abbastanza deboli
da annullare la nostra vita,
fino a non averci mai creduto,
a non essere mai esistita,
collezionisti di glorie spicciole
lasciamo per strada al primo passante
l'autentico seme della mela proibita.
La coltiverà a sua discrezione,
farà dei suoi frutti torte,
o appiccherà leggende per nuove religioni,
di sicuro farà torte...
Per illudersi di sorprendere
il prossimo commilitone.
Ci lascerà andare senza destini misteriosi,
né idee, né amore,
dissacrerà il nostro ennesimo diluvio universale
con un leggero pianto di sfogo.
Semplicemente, da uomo di mondo,
ci lascerà andare,
e fraterno per un secondo e mezzo,
voltandosi, ci saluterà...
Per sempre.
Caro fratello,
la nostra foto è uno stomaco che trabocca
con tutto il vuoto attorno a noi,
né d'odio o d'amore ci ha infestato la bocca,
ma ci ha reso eterni,
eterni padroni di un’eterna immobilità,
eterni padroni di tutta l'aria che non ci tocca
e che per sempre ci mancherà.
Pensare, di questi tempi, non è un motto
che valga la pena approfondire...
Basta uno sguardo per restare muti
e rifuggire il terrore
di sprecare nuove parole.
Basta una foto con le nostre maschere,
muti e vicini,
come ogni volta che il sole scende.
Per sempre.







