Stanza esagonale in cui sprofondo
vortice muto come scala incurabile,
rugginose asce e
la legna da ardere
giù alle pareti
di ceppi spezzati.
Sta da un'eternità senza un volto,
certo là sotto ancora vi si nasconde
una statua alata.
(2011)
Ho teso la mano per rubarti un sorriso ascoltando quel cuore pulsare ancora gocce di speranza. Ho teso le mie speranze al cielo aspettando quel raggio di sole che scaldasse di nuovo le mie membra. Ho posato sul terreno, trascinando i piedi, questo corpo cercando terreno da coltivare lasciandomi dietro solo orme di un tempo passato. Chiudo gli occhi lasciando speranze scorrere nella fantasia, aspettando di sorridere di nuovo in questo mondo di lacrime.
Cammino al bordo della strada
assorta in pensieri prepotenti
Non vorrei immergermi in tristezza gratuita
La strada mi scorre sotto i piedi come una linea scontata
Il buio mi avvolge senza pietà
E io continuo a camminare senza meta
Finalmente un bagliore mi ridona speranza
Un bagliore vitale nella notte vivida
Il cuore esulta
Si aggrappa a quella luce come un bimbo alla vita
Sul viso tenebroso un accenno di un sorriso
E il passo si fa prepotente
Quasi a raggiungere un alito di vento ristoratore
Quel lampione timido mi rigenera la memoria
E tutt’a un tratto pensieri dolci e miti si impadronisco della mente stanca
Quella luce pur se fioca mi giunge come un bel volto radioso di fanciulla
e mi rassicura comunicando teneramente la sua vitale energia
e tutto torna a sorridermi intorno
e il percorso si abbrevia.
Quella dolce signora mi illumina la via.
Aspetterò il giorno avviluppato da quel timido bagliore
appoggiata a quel lume di speranza
e mi godrò il sorgere del nuovo giorno.
Scrollandomi di dosso quel torpore benefico
riprenderò il cammino verso i miei pensieri certi
che giorno per giorno affollano la mia vita.
Inerme su un ramo complice.
È lì, raccolta nella sua preghiera omicida
Pronta allo scatto felino
I suoi uncini mortali si apprestano ad afferrare la preda
ignara del suo triste destino.
E avviene tutto in un attimo.
L’insetto cannibale si adatta al suo albero ospite
Colorandosi di tradimento infame
Una dolce formica si adopra nel suo compito vitale
Trascinando il cibo prezioso verso la sospirata casa
Quel mobile capo vile si gira verso la preda
le zampe si uniscono in un falso atto di fede
quasi a pronunciare la fine dell’operosa malcapitata
in un attimo si conclude l’efferato volere
le zampe si allungano e ritraggono veloci,
certe di aver compiuto il loro compito mortale
e la preghiera continua indefessa
mentre si consuma il delitto scontato
la signora elegante nasconde una mente perversa
nessun amore si nasconde in lei
famelica e basta. Non risparmia nessuno,
perfino il maschio è preso a vittima
finisce il suo compito procreatore
ed un ringraziamento infame lo attende:
la malvagia ammaliatrice lo divora ingrata
incurante dell’atto d’amore appena consumato
un atto che farà nascere altre dame immonde
che si nasconderanno dietro una preghiera di morte
I riccioli ribelli le coronano il viso
Due occhi furbi fanno capolino da quella cornice
come fiori che si schiudono alla vita.
Un ovale morbido è da sfondo a due labbra rosa
che hanno scelto loro malgrado il silenzio
ed un nasino minuto,
canale di profumi inebrianti
si distacca da quella uniformità di base.
La pelle vellutata invitante alla carezza
riflette una luce eterea,
come solo una fragile e preziosa porcellana può fare
E quell’odore di latte puro
rende ancora più indelebile il suo ricordo,
quel ritratto cosi nitido e delicato,
fonte di teneri pensieri
è l’espressione di un amore immenso che solo una madre ti sa dare
e la perdita immane brucerà per tutta la vita,
perché quel sogno presente,
quel ricordo tanto lontano eppure tanto nitido
ti pesa sul cuore
come un mattone cattivo
che si è posato eterno sul tuo seno
e mentre ammiri quel viso amato
ti fa mancare il fiato dal dolore.
Una parte della mia vita si è fermata in quel ritratto
Una parte della mia vita vive per i miei cari
Una parte della mia vita è nata in quell’amore
Una parte della mia vita troverà pace quando la rivedrà
Il silenzio non è muto. Il silenzio parla e dice molte cose.
Perciò, bambina mia, impara ad ascoltarlo e troverai le risposte che cerchi.
Ma soprattutto, fa’ silenzio con la tua mente e la tua anima s’acquieterà, trovando pace e serenità.
Taliami...
Riri…
Taliami ora
rialami duci paroli
stuta l’ummira
ca sfascia u cori
scorda u duluri
muzzica u sciato
ca sciancatu t’nvesti
carizzami chianu
nu’nnaviri prescia
a notti è longa
nun tinni iri
stammi vicinu
e taliami ancora.
(traduzione)
Non te ne andare
Guardami…
Sorridi…
Guardami ora
regalami dolci parole
spegni l’ombra
che spezza il cuore
dimentica il dolore
mordi il respiro
che storpio t’investe
accarezzami piano
non avere fretta
la notte è lunga
non te ne andare
stammi vicino
e guardami ancora
Piango per te,
gioia appassita,
innocente sorriso perduto
tra le rughe della vita.
Lacrima chiara e dolce
per le tue uniche parole,
la tua calda voce;
lacrima fior di perla
per i tuoi passi verso me,
lacrima ghiaccio
sciolta dalle corse d'estate,
per i miei sorrisi,
le tue guancie arrossate;
lacrima goccia di rugiada
per i tuoi occhi infinitamente persi
tra me e l'aria..
lacrima sincera, incompresa,
per il tuo volto teso, impallidito,
per quella volta che
nello stesso istante ci voltammo;
lacrima inchiostro
per quei sorrisi nascosti;
lacrima amara, buia
più della notte:
per i pensieri segreti,
le parole mai dette..
E piango,
sottovoce,
per quella dolce pura aria di vita,
quella storia mai iniziata,
ormai soffocata
e già finita.
...Ma l'ultima lacrima
è color dei tuoi occhi,
color di speranza:
per tutta una vita
vissuta insieme
nella nostra
invarcabile distanza.
Sei rimasta senza parole? Sì? Bene, era proprio questo quello che volevo: lasciarti senza parole, per far sì che tu possa riflettere. Vorrei che tutta l’umanità riflettesse, anziché farsi travolgere dal materialismo sfrenato che vuole gli uomini sempre belli e perfetti esteriormente, e non considera la vera essenza del nostro essere: l’anima".
Una fanciulla chiese ad un profeta: "Profeta, parlami della bellezza".
Ed egli così rispose: "Gli uomini malvagi non sono belli, poiché, con le loro azioni scellerate, abbruttiscono il loro animo. Essi uccidono, rubano e violentano il prossimo in generale, perseguendo così i loro infimi desideri di cupidigia e sopraffazione, senza mai giungere al bene supremo: la pace con sé stessi e con gli altri. A lungo andare, questo sistema di vita li condurrà alla corruzione del loro animo; ed essi saranno condannati a marcire e a diventare delle larve, dal punto di vista umano sociale e morale.
La bellezza, quindi, alberga in animi nobili, in quegli uomini che, con la loro purezza d’animo, si prodigano al fine di alleviare le sofferenze altrui e vivono in pace con sé stessi e con gli altri. Inoltre, è bello chi, alzandosi al mattino e guardandosi allo specchio, è comunque fiero di sé stesso, anche se fisicamente brutto. Infondo, che sarà mai un brufolo in più? Niente, bambina mia!
Guardando nel profondo dei tuoi occhi, vedo una luce abbagliante: è la tua anima non ancora contaminata dalle brutture del mondo. é questo quello che conta, credimi!
Una fanciulla chiese ad un profeta: "Profeta, parlami dell’amore".
Ed egli così rispose: "Lo stolto è convinto di poter vivere senza amore. In realtà, esso è un sentimento che salva e vivifica l’uomo. È una luce che lo guida verso il bene, la felicità e la pace. Energia vitale che lo aiuta a vivere e a superare i problemi di ogni giorno. Un uomo, senza amore, non è niente. È come una piantina senz’acqua che cade, inaridisce e muore. Inoltre, la mancanza d’amore costringe gli uomini nelle tenebre e negli abissi del male, e non permette loro di elevarsi al bene.
Altro non so dire sull’amore, poiché esso è un sentimento così potente e sublime, che noi uomini, nella nostra condizione di miseria, meschinità e pochezza, con il nostro linguaggio, non riusciamo ad esprimere.
Però, una cosa voglio dirtela: ama tutti indistintamente e senza indugi, non riservare il tuo cuore agli egoistici appetiti di un solo uomo. È vero, L’amore erotico è un privilegio esclusivo da riservare ad un solo compagno, ma l’amore, in generale, va concesso a tutti.
Ama, bambina mia, e troverai la pace, ama e ti congiungerai con l’assoluto.
montagne indignate ruzzolano a valle
il deserto ha coscenza del suo passato
incipria i volti di polveri ocra
e avanza nei ricordi
del verde deturpato
il suo nutrimento è continuo
vive dei nostri soprusi
trasformandoci in polvere ocra.




