Quel tumulto imploso,
l'emozione versata sulla pelle,
dipinta nello stesso sguardo,
sulle gote calde
e le palpebre azzurro cielo.
Le bocche rosse ansimanti sugli scogli
ancora impregnate del nero della notte
come vele strappate dal vento
noi,
anime incastrate
in corpi penzolanti dal cielo
e poi sdraiate l'una accanto all'altra sulla riva
La chiamammo poesia
era il tempo che si fermò per noi
in quell'immagine incastonata al cuore,
solo per noi.
Costruirò tele di corallo
per stendervi allegrie
edificherò bisacce d’aria
per non dissolvere voci
piomberò a chiave cassetti
per custodire ricordi
vestirò la fede
riparando ogni torto
sarò ingrato a ogni dì
per contemplare il tuo incanto
appagherò refoli d’anima
Pendi dalle mie labbra
ed intessi trame delicate
nel divenir poesia fra le tue.
Contemplo l'estasi
nei tuoi occhi accesi,
nel grido imploso
d'un ti amo silente.
Lo sento adesso nel tuo respiro
all'unisono col mio
e tentenni per prender fiato
per non lasciare
le mie labbra nude delle tue.
Perché si possa chiamare sogno
i raggi smorti e la selva
intrecciano nel pensiero
silenzi...
Perché ha compiaciuta paura
delle foglie non ancora cadute,
che guarda l'anima che ho,
pronta al volo nelle ombre
del tuo incantevole
abbraccio.
(2007)
Le fronde gridano di oscurità,
la luna in castigo
è maschera che sembra credermi
amore di acquatiche viole.
Come alla vertigine
di un bacio avido,
solitariamente ti avvicini,
fronte bianca gocciola dal cielo,
per sogno monotono ed antico.
(2011)



