freddo...ansia…che mi opprime
Guardo fuori dalla finestra che rimane
sempre aperta non posso chiuderla l’ansia
aumenterebbe
Guardo il cielo milioni di stelle c’e’ una la più
luminosa credo che mi guardi mi pare di
percepire che tenti di parlarmi
Arriva pure la signora della notte “la luna”
come una fetta di anguria pure lei guarda mi
parla perché non dormi? Perché non sogni?
Maledetta insonnia……un dolore lancinante
come un martello che batte in testa.
se manca l'acqua muore
e questo amore
così vero e strano
che fa impazzire, morire.
Cos'è la vita
se mancherebbe lei
ad addolcirne le giornate
con quel profumo
e la sua pelle così morbida.
Cosa sarebbe il cielo
se mancherebbero le stelle
o quell'azzurro
che lo rende immenso.
Se il cuore smetterebbe di battere
anche per un secondo
cosa saresti...
Un respiro nel vento
stanotte,
questa pioggia scrosciante
che fa piangere il cuore,
un gran freddo alle spalle
e non sai
cosa mai sia successo.
Primavera sparita dal cielo
quest'aria ancora pesante
ed i fiori
appassiti dal gelo
rendon tutto un mondo irreale
con il sole disperso.
Una notte di maggio
ed il vento che fischia
il cuore che batte,
stridono i denti
come fosse novembre
mentre cade una foglia
è già stanca
troppo lunga l'attesa..
chi amare .
il cuore ama quando incontra l’altra metà
gemella.
Comincia a battere all’Impazzata il cuore
ama senza riserve senza limiti.
La mente non ragiona è irrazionale
non può decidere.
Il cuore ama
la mente e' confusa dai sentimenti
il cuore non ascolta le parole...
La mente ha bisogno di parole per capire...
il cuore ama anche se non corrisposto...
Basterebbe anche un solo sorriso
per chi non ha
per chi non vede la luna
aprirsi come uno spicchio
sorridente, sopra
pianeti malfamati
che spiegano vele
sfidando le intemperie
accampandosi sotto mezzi
di fortuna, leggendo
sognando le stelle
delle dee bendate
sul letto ordinato l’ho visto dormire
con gli occhi socchiusi
in assenza di vita normale,
non so se mi ha visto
e non so che mi ha detto
fra i denti più spenti che aperti,
io l’ho salutato e la pena
mi ha colto improvvisa e crudele.
La moglie a passi lentissimi e bui
avanza al suo letto per dirmi “Lo vedi?
Ricordi com’era?- Ma certo- rispondo-
Ricordo benissimo l’uomo
che andava al lavoro
perché la famiglia cresceva”.
Signore del Cielo, la vita non può farsi beffe di noi,
un pugno allo stomaco avverto,
son vecchi, malati, finiti
in balia delle onde che hanno
sembianze straniere di una badante polacca.
Signore del bene,
ma è questa la vita?
E’ questo il futuro che aspetta
A ciascuno di noi?
Mi giro più triste di un cero in quaresima
fingendo di essere allegro,
e mentre saluto mi scende una lacrima triste
per quei due vecchietti
che poi siamo noi…un domani.
E' brutto non comprendersi
sarebbe bello capirsi
sarebbe tutta un'altra vita
se ciò accadesse
in questa melma di periferia
che ostacola chi sogna, un mondo
più giusto, senza ipocrisia
e vanità, con la pretesa d'esser
gocce dorate, per l'eternità
senza un minimo di vera delicatezza
per cieli trafitti, dalle rughe
dei cicloni
pensare dei poeti
non lo so, so però che sono
dei sognatori scellerati
dove la fantasia la fa da padrone,
e dove sogni sovrastano la realtà
anche nell’amore, si nell’amore
torbido,sincero, puro,celestiale, platonico,
dove Dante col suo dolce stil novo
o dove Leopardi e Foscolo
si troverebbero a disagio.
Eh! i poeti, stirpe maledetta e dolce
dove alberga il sentimento feroce
di un amore perso o ritrovato,
dove non c’è posto per le lacrime
o dove un mattino all’alba
ti trovi ad ammirare una farfalla
perché lei è libera.
Quanta violenza
in questa esistenza
che si perde e poi si ritrova
sparando all'ingiustizia
che trafigge il cuor
Lo martella e si impossessa
di lui, facendo un rotolo di carta
scombinando i suoi piani
con prepotenza, senza nessuna pietà
Ma come si può vivere così
oramai il pianeta è abbattuto
non riesce a reggere
quel lamento pietoso
di ampia povertà
Ascolto nubi venir giù a frotte
e precipitare
ansando tra spire
congiungersi a filari
lungo le ripe umide di silenzio,
come fili astratti d’ampio respirare.
Promana dall’alto
il singulto effuso tra guglie stondate
reliquie di una stagione ormai finita
d’onnipotenza morente.
E’ calante l’orma prigioniera
delle gravi otri d’aria
ed il liquido intridere
la maschera tragica del sedotto tempo.





