Che ne è d'un fiore senza stelo

quando trema il terreno e s'allarga la crepa

Dove finisce la porpora a petali

quando anche il suono cala in minore




-La rosa carnosa della propria essenza

mi guarda d'amore e di sacro palmo-




Non posso in deserto dar luce all'arsura

-dentro, le mani di glicine avvolte-

che piccolo è il cuore a pervadere eros

dove nessuno ha le chiavi del giunco




“ Cantami, o diva, del pelide Achille...”

e con questo calice inneggio agli dei

annegando nel loro bitume d'alloro




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Ognuno si porta addosso
i segni del vivere
e forse inconsapevole,
anche quelli del morire

Qualcuno finisce
ad amare il proprio cuore
per quanto sia maledetto

Quando brucia il sangue di un poeta
riversa parole forti come il vino
e passa  bollente nella carne

ne senti la forza mitigata
appena da una vena di dolcezza,
la stessa vena sottile
che apre a fiumi d'amore

pur nascendo da rigagnoli amari

Quando brucia il sangue di un poeta
infiamma  chi viene sfiorato
da un sussurro disperato

perchè il suo sentire
è così violento e profondo
da ferire l'anima
di chi resta in ascolto

di parole cieche eppure illuminanti





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Profilo Autore: Sabyr  

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Una stazione sconosciuta
senza nome,
fra prati verdi
e viali alberati.
Città incantate
e grattacieli colorati.
Fermate obbligate,
soste vietate.
Un viaggio contrastato
boicottato
mai fermato, mai bloccato
fra gioie e dolori.
Annunciano l'arrivo e l'ansia sale
il risultato del lungo viaggio prende vita.
Lavoro portato avanti
con determinazione e amore.
Il frutto dell'albero della vita,
del sentimento, dell'essenza
del prolungamento della vita.
Intravedo l'arrivo...
Indosserò il vestito della poesia.
Tutto cambierà
non sarà più come l'attimo prima
indosserò l'abito invisibile, ma importante.
Metterà a nudo quello che prima era nascosto
rivelandolo a tutti.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Io sono in quelle parole
che tu hai calpestato,
nelle urla di disprezzo
che addosso mi hai gridato,...
nell’odio riversato,
perché con le parole
non sapevi difendere l’onore del fiore
che a te si è donato
e tu come un ladro,
l’amore mi hai rubato.
Sono nelle accuse dei tuoi fallimenti,
il cuore dove hai conficcato il chiodo
con il cui alimenti il dolore.
Per te ora la mia vita non ha nessun valore,
mentre tu per me eri tutto l’universo intero,
perciò perderti non lo considero un male,
perché vuol dire che di me
tu non hai capito niente
e non mi hai mai amata,
ma solo disprezzata.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Improvvisa
appare,
come un epifania,


isola sperduta e incontaminata,

luce abbagliante

bianca pagina vuota,

la mia vita

nuova.

E sono qui carica di ricordi

zavorre pesanti,

polverose coltri,

da abbandonare

prima di approdare.

Limpide e inviolate sponde

attendono i miei passi,

impronte mai lasciate ,

parole,

mai pronunciate ,

forse spavalde ,o chissà

sfacciate,

ma questa vita nuova

mi scuote e nasce ,

per essere vissuta.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Nelle cose semplici
mi  ritrovo

scrivo parole per questo cielo
che grinza e increspa
i miei giorni e le mie notti

 come una furia irrompe
 mi cade 
addosso .

Mi avvolgo
e tratteggio le nuvole
in spirali sinuosi e riempimenti sfumati

fino a porsi al mio fianco 
intinti d'indaco

tra una tazza di caffè
e un silenzio di pensieri .

Serena mi ritrovo.


 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Corrono pensieri confusi, 
contrastanti. 

Nell'inverosimile
realtà.

Perle regalate 
un grande dono della vita.

Attendo l'oceano 
che spazzi via tutto. 

Ed esploda
il tripudio di colori.

Che assaliranno...
accarezzeranno... 

Lasciando
un'impronta indimenticabile. 

Ed attendo albe e tramonti 
che attraversano il mondo.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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I poeti maledetti
Sono solo come un piattino dell’elemosina,
che giace sul freddo marciapiede,
dove dentro vi sono posati spiccioli,
di amore donato.
Vedo solo buio che fin la notte,
ne ha paura e lo fugge, perché almeno
lei ha le stelle a fargli compagnia
e non vuole essere trascinata nella mia,
triste malinconia.
Anche la morte mi fugge,
perché non mi ha trovato vivo
e con se non mi vuole portare,
perché con la vita lei vuole lottare .
Solitudine mesta compagna,
di freddi giorni, ad elemosinare
un po’ di calore un po’ d’amore.
Dov’è l’amore che mi avevi promesso?
Forse non è mai esistito o non è ancora nato?
Solo un cuore freddo e disperato,
in questa vita mi hai donato,
dal momento in cui sono nato.
Un poeta maledetto,
che narra dell’amore,
quell’amore tanto sognato e desiderato,
ma mai concretizzato.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Scosto i manici della borsa d'ombra inzuppata

per cercare non so cosa che non c'è




La cera la domenica

impregna i capelli tesi ad inricciolire

mentre il ripetersi della quotidiana centrifuga

lascia al suono mantra e sbadiglio




Caduca la mente nel capo altalenante

virgola cenci di pensiero

a tempo del ciondolar di gambe

che ruba il tocco della lancetta lunga

Può essere siano, di vita, suoni .
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Sono come il tempo passato
e il futuro che deve venire.
Scrivo memorie di antichi ricordi o futuri presagi, ...
che lascio di me, pensieri che voi leggerete.
Vivo dimenticato nella mia solitudine
dove solo fioche luci di candele,
vincono l’oscurità che mi circonda,
mia unica compagnia.
Quante cose leggo e ascolto nel silenzio che mi circonda,
raccontate dagli spettri che mi sono diventati amici
in questo esilio che sto vivendo.
Solo l’essenziale mi basta,
fogli di carta e l’inchiostro per scrivere,
odori che saziano la mia anima,
perché solo così posso darle libero sfogo, “ scrivendo”.
Questo è diventato il cibo che nutre il mio corpo
che non ha più tempo.
Gli anni non li ho più contati,
li ho dimenticati.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Ha il profumo
di ciliegie mature
il piatto sul tavolo

di quelle succose e rosse di Maggio.

Sazio come un campo di rose
ritrova promesse
e lascia l'aria colma di amorevolezza.


Ricordo avevi il sorriso e le raccoglievi
appoggiandoci  le labbra
e ad ogni strappo diventava di foglie
il tuo passo .

Vorrei dirti
che era bello incontrare i tuoi sorrisi
quando infuocato  era il colore .

Cupa  con  un pugno di silenzio 
aspetto di riempire
il mio piatto vuoto .



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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e vedo fiumi in secca come il mio disco rotto

senza ghiaccio e tuoni ma lampi e meri abbagli

Ingigantisco il tempo per arpionare il cielo

-il primo da trovarsi, tanto oramai é pioggia-




Non credo sia l'aroma delle divergenze

a spazzolare l'anima di un calamaio aperto

Per ogni goccia o briciola di luna che si spezza

cestino le vocali e rantolo un perché

-non mi risponda un cielo che tanto ormai era pioggia-






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Profilo Autore: Aita Carla  

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A volte pensi d’essere felice,

ma trovi sempre sulla tua strada qualcuno che te la ruba.

A volte pensi d’essere amato,

invece spesso quell’amore ti uccide con del dolore.

A volte pensi che la vita si il dono più prezioso che ti è stato donato,

ma trovi sempre qualcuno che te la distrugge.

A volte credi d’esser importante per qualcuno,

ma poi t’accorgi che lo sei solo fin quando hanno bisogno di te.

A volte t’accorgi che la vita passa così in fretta

e si porta via con se tutto quello che d’importante credi d’avere.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Fantasmi d'amore
arrivano
prendendoti soffi di vita
ti chiudono in cerchio

e danzano con echi di risa
affondano dita nel cuore
lo bucano insensibili
se recano dolore.
spingono con spallate pesanti
sull'anima inerme
sorridono beffardi al tuo viso incolore
nessuno di loro ricorda il tuo nome.
crepita il fuoco di un falò

resti sola tra le loro parole sguaiate
che nel solo pronunziò lasciano impronte
chiudi gli occhi falli svanire
lasciali partire per quel viaggio senza ritorno
che per te sarà solo pace.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Inciampai sul ciottolo al passato

finendo in abito ad un'angusta via

che mi dettava quale fosse il firmamento

per tingersi la cute di finestre




Il luccicare atavico d'un vicolo

pareva tinteggiarmi un'orizzonte

ma verticale io ed i miei calli

finimmo a regalare gli occhi a un dio




Qual fosse non so ma mi agganciai

all'unica catena di un sorriso

ma Eolo mi sorprese e in corpo al cielo

di vento diventò il labbro a falce  





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Profilo Autore: Aita Carla  

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