Perchè mi abbagli un libro?
E' cosa mia,
d'archi
ginestre
roseti in tempi arcani

Pietre ad osservare un rio
che di montagna veste teli matriarcali
nei quali, riconosco
sguardo, immagine,
peccato di chi di morte non sa morire

E' gioco d'acacia
al quale han dato nome
ma qual sia non so















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Profilo Autore: Aita Carla  

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A noi che sguazziamo nell'annaspo 
voluttuoso immenso che precede il nulla 
a noi che piace il disinnescare 
malessere dell' ultimo anfratto 
a noi che attira il diseguale 
che non porta significato 
a noi che sospira il malaugurio
e ne facciamo gufo.
A noi che un mucchio di cazzate
ci sparano addosso come l 'ultima testa in una fossa 
in cui non manca mai sorriso per far diventare pala l 'ironia.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Terra...
tocco la tua densità

tra le mani
né divento parte

mi nutro di te
mi esalto al tuo odore
divento radici
sono sottile aggancio
e tu mi avvolgi
mi inglobi
quasi a soffocare
questo mio bisogno d'appartenenza

sollevo il petto
aspiro i tuoi frutti
fiori d'amore
sai alleggerirti con il vento
sai fonderti d'acqua
e invischiante fango diventare
il fuoco non ti morde con la sua bocca
i miei passi su di te

saranno come sassi
e tu li sosterrai

lungo il passaggio.
Terra...madre.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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quelle ore che digrignano i denti quando il battacchio chiama
costellano cori i "DAN" -pizzichio d'aria al naso-
Cammina basso il vento del ciglio a neve bianca
sotto la stanza dei "SE" che intorpidisce il dolo
Ricca è la spiaggia delle comete morte
                                          dei figli assenti
                          dei baci appesi agli aghi
Ricca è la morte



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Profilo Autore: Aita Carla  

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Misuro in pianto chilometri

a separarmi dal burrone

Reclino la testa che in rimbalzo

fissa lo sguardo

a sassi e nero -piastrelle-




Nelle tasche del sogno a notturna fascia

si sfregano chiavi in mazzo -come carte-

Cade una Regina che raccolgo senza l'unghia

la corona

la veste

gli ori e il doppio sguardo




Così freddo è questo spazio

elargitomi dal tempo

Un gabbiano nel becco serra cibo del giorno

...nel chiudersi un cancello




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Quell'angolo vuoto
dove la voce si alza.
Veste di luce 
occhi chiusi. 
In un viaggio di mattine 
assenti e silenziose. 
Invisibili mani 
cercano 
il ritorno della luce,
in quel cielo
che tornerà azzurro.
Dove il tempo si è fermato
a cercare le anime
nel deserto silenzioso
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Il centro abbracciato dal perimetro
in una morsa incontrovertibile
La discesa è oscura e costante
e io conosco la forma degli inferi
imprecisa ed al contempo perfetta

La geometria dell'abisso

un disegno oscuro dalla fitta trama
la follia ha le sue dimore
al contempo semplici e complesse
La mente ne è l'architetto,
colei che crea e insieme distrugge

puoi trovarla in un buco fondo
a scavare ulteriori ipotesi
a inventare rompicapi
Io ruoto sul suo compasso
in una giostra senza fine

il cerchio del nulla


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Profilo Autore: Sabyr  

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Anima inquieta

rosa recisa,

trepidante attendidi che gli eventi profumino

che un fresco fiore germogli.

Dolce rosa i cui petali parean dal vento strappati

incanta ancora questo avvenire,

che la tua vita breve

di monito e sacrifizio possa assurger la grazia,

di sacralità e compassione

illuminare l'immenso.
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Profilo Autore: Amalia  

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Forse solo un giorno capiremo
quanto sia forte il dolore
e faccia male la rabbia...
quando giunge dentro il cuore.
T’inventi mille parole,
per ingannare la mente,
ripetendoti che era amore,
ma a essa rimangono solo sconsolanti
e non le vuole ascoltare.
Quindi piangi, stringi i pugni,
ma dalla vita, per vivere,
sei costretto avanti andare.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Come nuvole
Posso volare
Come nuvole
Guardo sinistro i fiori
E come nuvole
Anche io ho alcuni fori
Pallettoni del Buon Dio
Ironico bastardo
Come nuvole
Sono materia fievole
Come nuvole
Come segale
Come scapole
Come favole della mia età
Sono essere debole
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

Questo autore ha pubblicato 63 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

torna di limbo grazie all'illustre verso
urtandomi nell'acqua
fra un sasso e un tonfo

Salto gli spazi e il verbo teso
che l'ugola vede solo là dal colle
cirri di passato e conturbanti velli

Ancora dorme l'amaca al risveglio
nell'osservarmi viola sotto il giunco
che mai potrà ingiallire di mimosa

Steppa il frastuono delle chitarre e fiati
che il tuo s'allunga tondo
e di jazz muore



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Profilo Autore: Aita Carla  

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Fummo storie dissolventi
trainanti giorni 
estati e dintorni
e intorno movenze ludiche
morali insolvenze 
d'impasse e goduria 
assillante
travi e vascelli traversarono i fiumi
e nel fumo d'incendio
dolo io scorsi
e negli occhi tuoi la gentile
attesa
parve segmento di mesi distanti
e il silenzio poi parlò
chiese chi fosse mai stato a volere quel giorno cosi
rotolando sul prato e verso il sole
lasciai una bambina conobbi una donna
in dissolvenza più mite me ne andai
tra le mani mie
emozioni raccolsi e un sorriso tuo

Fummo assolti dal sole
a settembre
strade diverse e lontane
restai coi ricordi di un attimo
nell'attesa dolce 
della tua venuta
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Cerca nelle mie convulsioni l'esistere di vita

il redimere al logorio d'ego

il marciapiede che ignobile fa calzare buche ai piedi




Scava nell'ignavo mio pensiero un passo andante

la cava del ritmo al tempo

le pozze allo schizzare occhi




Alza nubi di pensieri umidi

di bocche asciutte

dell'inarcisire al basso giorno




Medica piaghe che ascoltano il canto

mio -sirena senza onde-




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Tu che non lasci

precipitar parola nell'abisso

che vedi mille fior che poi non strappi

dimmi lo scrigno

che custodisce tutto

quello che tento

dei versi che fagocita l'oblio.

Vorrei la chiave

che infonde luce a questi muti canti

richini e dissonanti in fondo al coro.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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L'infinito oltraggio di un cuore stanco,

proiezione di battitti impercettibili,

odo foglie cadere e un cuore tace.

Non più emozioni in ques'involucro esanime,

non più estatiche notti di luna,

non più ardimentosi abbracci;

La via dell'altrove già dietro l'angolo

indifferente mi attende,

dove nulla conta, nessun alito di vento muove,

dove il vagheggiar di una donna si arresta.
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Profilo Autore: Amalia  

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