se un raggio di sole
imbiondisce il grano
e il mio corpo
impallidisce in carcere?
se la pioggia
l'aria purifica
e il mio respiro
luce non scorge?
se il fiore
inonda col suo profumo
e divieto mi è fatto
di coglierne l'essenza?
Vita ristretta
e normalmente valutata!
imbiondisce il grano
e il mio corpo
impallidisce in carcere?
se la pioggia
l'aria purifica
e il mio respiro
luce non scorge?
se il fiore
inonda col suo profumo
e divieto mi è fatto
di coglierne l'essenza?
Vita ristretta
e normalmente valutata!
5 commenti
Apre il giorno a nuove avventure
a nuovi stupori
a intense emozioni
nonostante nevrotiche sensazioni.
spasmi di luce entrano nel cuore
ferendolo come stille
ma non dolorose
solo intense e potenti
riempiono e saziano l'anima.
in cerca di luci de sensazioni
da serbare nel profondo
come antidoto per i momenti bui
vibra anima
e assorbi emozioni
portate da labbra e parole...
Sono sulla strada del ritorno,
questo sole dal sorriso sincero
mi offre compagnia
e accoglie i dolori stemperandoli.
Quasi a volerli nascondere al cuore
che non conosce pace,
solo infiniti attimi di serenità.
Timido profumo di glicine
sciorinato all’aria e
gracile ginestra adorna di già
la roccia spoglia e questo silenzio
salva, medita, rigenera.
… E faccio ritorno, ancora,
gaia verità che scalda,
viva consolazione perché
quando si chiuderanno i cancelli
dietro di me, tutto resterà prigioniero,
le rabbie, le mie pene e le verità…
questo sole dal sorriso sincero
mi offre compagnia
e accoglie i dolori stemperandoli.
Quasi a volerli nascondere al cuore
che non conosce pace,
solo infiniti attimi di serenità.
Timido profumo di glicine
sciorinato all’aria e
gracile ginestra adorna di già
la roccia spoglia e questo silenzio
salva, medita, rigenera.
… E faccio ritorno, ancora,
gaia verità che scalda,
viva consolazione perché
quando si chiuderanno i cancelli
dietro di me, tutto resterà prigioniero,
le rabbie, le mie pene e le verità…
Un vuoto assordante
l'assenza di te
le tue risate.
Quel vuoto
che riempie gli occhi
straripando come cascate.
Quel fulmine in una giornata di sole e felicità
cosi è arrivato
il vuoto.
Un'assenza che pesa
uno sconfinato
senso di impotenza mi avvolge.
senso di impotenza mi avvolge.
Non so che direzione dare
ai miei pensieri
ai miei occhi.
Quell'ombra mi attanaglia la vista
un'assenza che mi confonde
mi rattrista mi manca...

Quell'immagine
era lì fissata nel mio petto .
Alle porte di Maggio ci aspettavano candide roselline
lungo i sentieri e nuvole bianche intrecciate dal vento .
Un rifugio di olezzi sulla pelle
la vita spuntare nell'azzurro del cielo .
S'accorciava la distanza
non un ramo nudo per ricordare
respirare solo respirare con le mani in tasca l'immensità .
Ingannevole tempo
ora ridi di inetta opulenza
sospeso rimane ...
...quel che mai più accadrà.

era lì fissata nel mio petto .
Alle porte di Maggio ci aspettavano candide roselline
lungo i sentieri e nuvole bianche intrecciate dal vento .
Un rifugio di olezzi sulla pelle
la vita spuntare nell'azzurro del cielo .
S'accorciava la distanza
non un ramo nudo per ricordare
respirare solo respirare con le mani in tasca l'immensità .
Ingannevole tempo
ora ridi di inetta opulenza
sospeso rimane ...
...quel che mai più accadrà.

Tu, misto di dolcezza e rabbia
splendido sole e grigia nebbia
amore muto in mezzo alle spire
passione che si teme senza pace.
Acceso è il fuoco più vivido
ma mai sediamo alla luce
della sua fiamma.
Riflessi vanno e vengono
e antiche brame si trascinano
nel sangue che scorre nelle vene.
L'aurora entra a piccoli passi,
sarebbe l'ora di svegliarsi in amore
ma mi ritrovo in una stanza chiusa
con ruggine e crudo sale
nella strettoia della gola...
![72847_444987135579274_1279316920_n[1].jpg](/images/utenti/Grace_D/72847_444987135579274_1279316920_n1.jpg)
Fuori è esplosa la primavera
il variegato verde degli alberi
e dell'erba
splende in smeraldo cangiante...
io, qui prigioniera dietro i vetri
di queste grandi finestre
guardo con malinconia
la vita che nasce rigogliosa
passandomi vicino senza sfiorarmi.
Un venticello giocoso
carezza dolcemente le foglie:
vorrei essere foglia
e nell'aria volteggiare libera e leggera,
alleggerirmi da questa zavorra
che mi tormenta e m'inibisce
l'incontro all'abbraccio vitale
a cui anela la mia anima.
Mi sento piccola cellula
con cuore pulsante:
fragile elemento
che la vita trascina
in un universo immenso
e perfetto
nel silenzio greve
e nella solitudine
colma d'enigmi
per il divenire.
E se quell’uomo fossi tu!
Odiato, umiliato, ucciso con le parole,
unicamente in te vedono un colpevole, ...
una persona priva di ragione.
La tua parola non ha alcun valore,
sei visto come un blasfemo, un bestemmiatore.
Verrai Crocefisso ed esposto ad esempio,
per intimorire e sopraffare la libertà…
Additato come una minaccia per la società,
da un sistema che predilige una massa
volutamente sottomessa e schiva ad ogni ribellione.
Uno schiavo che parla,
usando soltanto inutili parole,
mai da libero pensatore,
altrimenti alimenterebbe il dubbio,
che potrebbe farsi tarlo, insinuandosi nel cuore.
E se un giorno fossi quell’uomo
ch’abbia imparato il prossimo ad amare,
capiresti la potenza di quest’arma,
quand’è usata con il cuore, dandole il giusto valore;
non l’allontaneresti lasciandola morire,
per un egocentrico egoismo individuale.
Odiato, umiliato, ucciso con le parole,
unicamente in te vedono un colpevole, ...
una persona priva di ragione.
La tua parola non ha alcun valore,
sei visto come un blasfemo, un bestemmiatore.
Verrai Crocefisso ed esposto ad esempio,
per intimorire e sopraffare la libertà…
Additato come una minaccia per la società,
da un sistema che predilige una massa
volutamente sottomessa e schiva ad ogni ribellione.
Uno schiavo che parla,
usando soltanto inutili parole,
mai da libero pensatore,
altrimenti alimenterebbe il dubbio,
che potrebbe farsi tarlo, insinuandosi nel cuore.
E se un giorno fossi quell’uomo
ch’abbia imparato il prossimo ad amare,
capiresti la potenza di quest’arma,
quand’è usata con il cuore, dandole il giusto valore;
non l’allontaneresti lasciandola morire,
per un egocentrico egoismo individuale.
E' cosi che mi sento
sospesa
come quella nuvola che ha poca poesia.
Attendo un vento buono di dolcezza.
Mite il cielo
si raggomitola di viola
e tristezze disperde
torna a me il colore buono della sera.
Inebriata cercherò grappoli di stelle a
rasserenami l'anima.


Ho visto foglie
corteggiare il vento
e anime in vendesi
a meno di un talento.
Ma oggi anche io
sono ciò che ho disprezzato,
con l’indole in dolo
e niente più al sicuro.
Parlo,
con corde vocali scordate
come una chitarra in soffitta
in una notte di note annotate
nel libro nero della vita.
Ho visto cieli
diventare terra:
non si può ledere l’Eden
e rimanere illesi.
… Cambiano le stagioni e così l’aria
ma essi restano sempre con te.
Sono i pensieri, ombrosi o lieti,
aggrappati a te come l’odore della pelle,
come il dolce e l’amaro della vita.
… Si coprono soltanto di un po’ di neve,
di brezza fresca, di sole e di sale,
ma restano lì, nell’angolo della mente.
… E la mente non è trasformista,
in fondo, il suo, è solo un cambiarsi d’abito,
un momentaneo rinfrescarsi,
non come gli alberi nei giardini di marzo,
che perderanno le foglie gialle
nell’attesa di nuova linfa che li rivesta.
… Per te, invece, tutto torna nella polvere,
e tutto finisce qui, sotto questa coltre,
marmo assolato, a volte inzuppato
di pioggia battente e gelata.
Tutto continuerà, da quel giorno,
a passare su di te che, più che mai,
niente potrai perché niente ti coglie
e niente più ti sorprende…
ma essi restano sempre con te.
Sono i pensieri, ombrosi o lieti,
aggrappati a te come l’odore della pelle,
come il dolce e l’amaro della vita.
… Si coprono soltanto di un po’ di neve,
di brezza fresca, di sole e di sale,
ma restano lì, nell’angolo della mente.
… E la mente non è trasformista,
in fondo, il suo, è solo un cambiarsi d’abito,
un momentaneo rinfrescarsi,
non come gli alberi nei giardini di marzo,
che perderanno le foglie gialle
nell’attesa di nuova linfa che li rivesta.
… Per te, invece, tutto torna nella polvere,
e tutto finisce qui, sotto questa coltre,
marmo assolato, a volte inzuppato
di pioggia battente e gelata.
Tutto continuerà, da quel giorno,
a passare su di te che, più che mai,
niente potrai perché niente ti coglie
e niente più ti sorprende…
Tu pensi che la luce ha sogni
non virtù fiammanti verso il cielo
di predestinazione è segnata
e non di dolci figlie della vanità
se è dalla notte che si diramano
verso l’orizzonte le sfumature di lillà
e il tempo che ci segna è un indirizzo
che non conosciamo, ma seguirlo
è obbligato, un passo a lato
del nostro divenire. L’imbrunire
è un sentiero stretto legato alla verità
se la bellezza ci sfugge, ci cresce
dentro un bisogno di fermare
il suo decadere nello specchio,
superficie virtuale che riflette lume
l'allarga in un'esplosione verso l'orizzonte
l'abbina con il sentiero a piedi nudi
dove l'ego muore in tormenti decimato.
Noi siamo figli provvidenziali di un Dio
che nella bellezza ci avvolge dall'inizio.
Puntuale notte arrivi a farmi compagnia,
seguita dai fantasmi dei miei ricordi nei deserti della solitudine,
dove un lieve vento sposta la sabbia,
facendo intravedere scheletri di un passato mai sopito.
La mia mente apre il cancello di un ormai arido giardino,
là dove mi accompagnavi ma, da quando lei non c'è,
è divenuto il regno delle sterpaglie morte,
che la fanno da padrone.
Che ne rimane del castello,
dove tornavo dai fasti, come un guerriero vincitore?
Ora quel trono è occupato solo dalla polvere,
non c’è più scettro né corona, più nessuno che mi osanna.
Solo tu notte, mia amica e compagna,
rimani al mio fianco silenziosa,
accompagnandomi sino ai primi pallori di una nuova alba.
I canti dei galli e i latrati dei cani sembrano salutarti,
avanti il tuo dissolvere, per permettere alla luce di arrivare.
Ecco... All’improvviso il silenzio scompare,
rotto dai suoni e dai rumori dell'affanno quotidiano.
Come tu non mi abbandoni
e, in silenzio, rimani ad ascoltare le mie follie,
così io non ti abbandono
e ti accompagno nel sonno giornaliero.
seguita dai fantasmi dei miei ricordi nei deserti della solitudine,
dove un lieve vento sposta la sabbia,
facendo intravedere scheletri di un passato mai sopito.
La mia mente apre il cancello di un ormai arido giardino,
là dove mi accompagnavi ma, da quando lei non c'è,
è divenuto il regno delle sterpaglie morte,
che la fanno da padrone.
Che ne rimane del castello,
dove tornavo dai fasti, come un guerriero vincitore?
Ora quel trono è occupato solo dalla polvere,
non c’è più scettro né corona, più nessuno che mi osanna.
Solo tu notte, mia amica e compagna,
rimani al mio fianco silenziosa,
accompagnandomi sino ai primi pallori di una nuova alba.
I canti dei galli e i latrati dei cani sembrano salutarti,
avanti il tuo dissolvere, per permettere alla luce di arrivare.
Ecco... All’improvviso il silenzio scompare,
rotto dai suoni e dai rumori dell'affanno quotidiano.
Come tu non mi abbandoni
e, in silenzio, rimani ad ascoltare le mie follie,
così io non ti abbandono
e ti accompagno nel sonno giornaliero.
Raminga è la mia vita,
come un pellegrino vago, camminando
e inseguendo con gli occhi il sole
per le vie del cielo,
fin là dove va a morire,
cercando di arrivare, ogni giorno,
a conquistare l’immagine di un nuovo orizzonte
e lì consegnare i miei sogni,
prima di andare a dormire.
Io son pellegrino nel mio vagabondare,
non calzo scarpe nuove
e non porto con me nemmeno un bagaglio,
ma solo una povera bisaccia,
dove conservo il mondo intero,
scritto sulla carta, per non dimenticarlo.
Così riparto ogni mattino, inseguendo la vita,
appoggiandomi a un bastone,
mai alzato ad arma di difesa.
Mi son sempre protetto con la fede e con l’amore,
che diffondo in ogni dove,
leggendo le parole che ho scritto con il cuore.
Or continuo a camminare,
portando con me sempre nuovi sogni da realizzare
che, come dono prezioso, nella notte,
mi vengono a trovare,
perché li porti con me nel mio vagabondare,
tra le pianure, i monti e le rive del mare.









