
Oracolo del mondo
consapevole purtroppo
di tanta ignara nebbia,
vagava ovunque
ti ho vista!
Bastarda,
effimera inquietudine,
di caldo amabile conforto ti uccide,
di serena ignoranza ti nutre,
ignaro cresci nel grembo suo,
partorir ti vuole
nel suo inferno.
Arrangiata mimesi
è il batter mio,
mi vorresti uccidere!
Guerriero spartiato
son stato battezzato,
ti illudi fortemente
“lo giuro”
non riuscirai ad abbattermi
la mia stella
brilla
gloriosa lassù.
Sarà che oggi il vento passa
senza posare il suo profumo nell'aria,
sarà che oggi scompiglia i miei capelli
con una carezza di schiuma di mare,
fino a darmi l'anima di sale e di sole
nella sabbia dorata
lasciando in un abbraccio
il suo caloroso segno!
senza posare il suo profumo nell'aria,
sarà che oggi scompiglia i miei capelli
con una carezza di schiuma di mare,
fino a darmi l'anima di sale e di sole
nella sabbia dorata
lasciando in un abbraccio
il suo caloroso segno!
Oh immobile città mentre le tue genti ti lasciano in questa torrida estate trascino le mie stanche membra mendicando il tuo amore per quei vicoli bui che un tempo si credevan infestati dalle Janare. Ma questo nefasto vento ti fa tacere, allora invoco Iside,Diana ed Ecate. Perchè nemmeno le tue dee mi rispondono? Soffia la tua benevolenza su di me, te ne prego. Non sono forse anch'io un tuo figliuolo? Non v'è forse anche in me l'ardore di quel popolo che per un giorno umiliò la grandezza di Roma? Non v'è forse anche in me quel sangue che scorse a fiumi tra Pontelandolfo e Casalduni? Mentre risalgo le sponde del fiume Sabato ti invoco ancora ma tu sorda, insensibile non rispondi. Mi siedo a contemplarti: non sarà più triste del Manfredi il mio destino! Non lascerò a te le mie spoglie mortali! Recido le tue radici come l'antico noce divelto. Adesso sono io che ti ripudio perché mi hai fatto sentire apolide nella mia stessa patria.
Mi immaginerei gli ingranaggi più intelligenti,
gli strumenti di tortura su chi è legato a un marmo.
La mano che esce dalla terra,
la mano che squarcia il velo del sipario,
la mano che stringe atomi certi e che si graffia con le sue unghie.
Le falangi burlesche infilano caramelle
nelle calze che si sfilano
e nel disordine dei misteri svelati
scoloriscono i giocattoli clandestini oltre la cesta.
Ma nei misteri dei misteri di altri misteri
che il gemmologo mette alla prova col martello
ho pensato di volere a tutti i costi una cosa sola.
Non credi sia più facile?
Presso il tempio di Golu Deva
a Jageshwar
ci sedemmo a meditare
il vecchio saggio dall’abito bianco
intonò un canto ” ohm shanti om”
seguirono i rituali di guarigione e lunga vita.
Scattai una foto.
Compiaciuti tornammo al villaggio
la corrente trasporava una bara
avvolta dalle fiamme
il figlio con i capelli rasi
in silenzio soffriva senza versare una lacrima
adesso era lui il capo famiglia.
Mi incamminai da solo nella foresta
un anziano mi offri una tazza di chai bollente
comprai per poche rupie un pacco di bidi
ne accesi uno presso uno degli Stupa più antichi
dell’India ormai in rovina.
Lì solo versai una lacrima e pensai : cosa ne sarebbe stato di me
e del mio futuro.
a Jageshwar
ci sedemmo a meditare
il vecchio saggio dall’abito bianco
intonò un canto ” ohm shanti om”
seguirono i rituali di guarigione e lunga vita.
Scattai una foto.
Compiaciuti tornammo al villaggio
la corrente trasporava una bara
avvolta dalle fiamme
il figlio con i capelli rasi
in silenzio soffriva senza versare una lacrima
adesso era lui il capo famiglia.
Mi incamminai da solo nella foresta
un anziano mi offri una tazza di chai bollente
comprai per poche rupie un pacco di bidi
ne accesi uno presso uno degli Stupa più antichi
dell’India ormai in rovina.
Lì solo versai una lacrima e pensai : cosa ne sarebbe stato di me
e del mio futuro.
Il cielo ascolta,
mio il patto di solitudine
nuvole accolgono il sentiero
rupe commossa in volo d’estasi
ostia attesa alla bocca del cuore
divorante luce, scie su pelle lungo la navata
e gli occhi chiusi fissi sul sogno inatteso.
Sono angeli roteanti, cosmi di salme colme
dipinti in coro sul percorso del mondo.
Erge aria in tango, gemente ruggine ruggente
il dolore ingenuo, strisciante su brandelli di vita
immolato martire lungo scorci clandestini di colpe
compagnie al fronte lanciate insorte.
E tu a me, altare fiume, ascolto digiuno
sedimenti l’eternità graziata di mosaici lunari
mondi d’umanità amante senza tempo,
carpe diem colto in lascivi mari accattivanti
tuffi di mille secoli tra tegole di rimpianti
rivoli d’antichi fari tramandati custodi d’abissi
come questo mio vivere in libertà,
presenza urlante di parola assente.
Accenno discendente dall’interno
carillon di tempo scalzi ai piedi del bambino
incanto su piani paralleli, gemellati da cuori sinceri
inanellati amandoci, amandomi disarmata e sfiorita
estirpando fragili messe dal mio roseto in fiore.
mio il patto di solitudine
nuvole accolgono il sentiero
rupe commossa in volo d’estasi
ostia attesa alla bocca del cuore
divorante luce, scie su pelle lungo la navata
e gli occhi chiusi fissi sul sogno inatteso.
Sono angeli roteanti, cosmi di salme colme
dipinti in coro sul percorso del mondo.
Erge aria in tango, gemente ruggine ruggente
il dolore ingenuo, strisciante su brandelli di vita
immolato martire lungo scorci clandestini di colpe
compagnie al fronte lanciate insorte.
E tu a me, altare fiume, ascolto digiuno
sedimenti l’eternità graziata di mosaici lunari
mondi d’umanità amante senza tempo,
carpe diem colto in lascivi mari accattivanti
tuffi di mille secoli tra tegole di rimpianti
rivoli d’antichi fari tramandati custodi d’abissi
come questo mio vivere in libertà,
presenza urlante di parola assente.
Accenno discendente dall’interno
carillon di tempo scalzi ai piedi del bambino
incanto su piani paralleli, gemellati da cuori sinceri
inanellati amandoci, amandomi disarmata e sfiorita
estirpando fragili messe dal mio roseto in fiore.
Sei tu che sussurri alla mia conchiglia
arrotolata con grazia
vibra e s’allarga
per ricevere
per riceverti
Quando fu l’ultima volta che ti ascoltai?
Mai o forse…si è perso nel tempo
Tremante al tuo accenno
t’ascolto muta cercando i tuoi occhi
che non scorgo
Attendo pensieri leggeri
per riscoprire la tua voce
che ormai non riconosco
Cambiai, cambiasti?
Mano nella mano
per la stessa via
ci perdemmo
Io mi fermai
Tu continuasti.
E con il fruscio delle foglie
i tuoi passi sulla mia strada,
verrai senza parole
e ti dirò le cose che mai ti ho detto.
Strane sono le ombre che temo e che allontano
strana è la notte sulla strada di pietra,
l'alba poi colorerà il viso del cielo
e dopo tante parole...
tornerai a Dio in lingua di luce.
i tuoi passi sulla mia strada,
verrai senza parole
e ti dirò le cose che mai ti ho detto.
Strane sono le ombre che temo e che allontano
strana è la notte sulla strada di pietra,
l'alba poi colorerà il viso del cielo
e dopo tante parole...
tornerai a Dio in lingua di luce.
E ripercorsi con il filo d’Arianna della memoria
tutto ciò che è, sarà ed era già stato.
Il viaggio fu lungo
e quel ripetersi incessante,
dove inizio e fine si confondono,
non dava sollievo.
L’Eterno ritorno
del ricordo,
vuoto astratto,
mancanza di senso
che si ripete anche qui e ora.
Ecco l’abisso nel quale l’uomo è rilegato.
tutto ciò che è, sarà ed era già stato.
Il viaggio fu lungo
e quel ripetersi incessante,
dove inizio e fine si confondono,
non dava sollievo.
L’Eterno ritorno
del ricordo,
vuoto astratto,
mancanza di senso
che si ripete anche qui e ora.
Ecco l’abisso nel quale l’uomo è rilegato.
Non so più dove cercare
se tra i fiori
o nell’acqua da bere
oppure nei colori
di cangianti aurore
o addirittura nell’inferno
tra le fiamme della sera.
Non so più dove adagiarmi
cullarmi e violentarmi
se negli spasmi
d’effimeri orgasmi
o tra le braccia
di un egoistico amore.
Non so più dove nascondermi
se nel sogno del primo mattino
o in un salto nel vuoto
a piedi uniti
nel ricordo di un bambino.
E Intanto il tempo passa
e si scioglie il cuore
sulla sabbia e sulla ghiaia
squama la pelle
e ritrovo i brandelli
tra i cespugli della notte.
Solo l’anima mi è rimasta fedele
intatta e trasparente
come ieri, come domani
a sfidare gli untori
tra il coraggio e la viltà
di un sole che m’acceca ancora.
se tra i fiori
o nell’acqua da bere
oppure nei colori
di cangianti aurore
o addirittura nell’inferno
tra le fiamme della sera.
Non so più dove adagiarmi
cullarmi e violentarmi
se negli spasmi
d’effimeri orgasmi
o tra le braccia
di un egoistico amore.
Non so più dove nascondermi
se nel sogno del primo mattino
o in un salto nel vuoto
a piedi uniti
nel ricordo di un bambino.
E Intanto il tempo passa
e si scioglie il cuore
sulla sabbia e sulla ghiaia
squama la pelle
e ritrovo i brandelli
tra i cespugli della notte.
Solo l’anima mi è rimasta fedele
intatta e trasparente
come ieri, come domani
a sfidare gli untori
tra il coraggio e la viltà
di un sole che m’acceca ancora.
Meno male che ci sei
meravigliosa
sensazione di leggerezza.
Profumi di vento e di sole,
di pensieri delicati ,
di soffioni fragili,
di movenze dolci
e di leggere vesti.
Porti le chiome disciolte
di una sirena
meravigliosa
sensazione di leggerezza.
Profumi di vento e di sole,
di pensieri delicati ,
di soffioni fragili,
di movenze dolci
e di leggere vesti.
Porti le chiome disciolte
di una sirena
che con canto ammaliatore
attira la luna e insegue
la spuma bianca del mare.

attira la luna e insegue
la spuma bianca del mare.

La mano spietata del tempo
sbriciola velleità di potenza
sepolte e rase al suolo
impalcature fittizie...
Difendersi dal rovinoso assedio
trattenere il suo passo veloce
sfuggire al fiato sul collo
al saccheggio d'ogni bellezza.
No, non v’è difesa.
Il tempo
consuma indifferente i giorni.
Esiste un miracolo che distilli la vita
incontrando la morte
sarà perduta la forma
non la sostanza?..
sbriciola velleità di potenza
sepolte e rase al suolo
impalcature fittizie...
Difendersi dal rovinoso assedio
trattenere il suo passo veloce
sfuggire al fiato sul collo
al saccheggio d'ogni bellezza.
No, non v’è difesa.
Il tempo
consuma indifferente i giorni.
Esiste un miracolo che distilli la vita
incontrando la morte
sarà perduta la forma
non la sostanza?..







