Siamo un fiore che raccogliamo.
E osserviamo i suoi colori.
Un profumo che esplode nell'aria
ed entra nella mente, forma un ricamo
nella tela di incensi ed allori, un affluente
della realtà, una sua arteria.
Siamo del fiore lo stelo morto,
troncato di recente e lasciato a crepare.
Ogni goccia che resta non è per la vita,
di sangue poco ne rimane.
Siamo noi quel fiore appena colto!
Tra le mani di una anziana signora,
nelle quali il suo corpo si avvita.
Scendiamo fino al polso
e il calore del suo battito ci rincuora.
Siamo appesi tutti allo stesso amo,
mentre il vento ci sposta e la pioggia ci nutre
la morte ci guarda e noi la divoriamo.
Il nostro corpo vive di lenza
e di confessioni tetre fatte la notte.
Di noi rimane solo una ridicola infiorescenza
lasciata a mendicare un altro po' di fresca follia.
Le nostre urne sono rotte!
Siamo fatti di petali ed anemia.
Restiamo immobili nell'ipocrita oratoria
e in poche ore di agonia.
Avuta la nostra gloria, abbiamo abboccato
e perduto ogni freno e morale.
Guardiamo al cielo affamati
come un dio non più adorato.
Respiriamo con ferocia animale
il fetore del poco calore versato
sulle dita dell'anziana signora.
La sua stretta risale
e il sentimento è servito.
Siamo il narciso,
il biancospino;
una rosa e una camelia,
fiordaliso o gelsomino?
Forse un ranuncolo, una primula
La magnolia, la mimosa.
Goditi la vita, amala!
Non dormire finché è giorno,
annusa l'odore esploso nell'aria.
Guardati intorno: che esistenza grama.
Ritorna al tuo soffrire,
senso e sonno, la grande danza binaria.
Rileggine la trama e chiudi i tuoi occhi
ché è il tempo di avvizzire.

Commenti
Complimenti, una profonda ed acuta riflessione, poeta ed amico Samuel, bravissimo!
Anche qui, "Mi piace" e gradimento di 5 stelle!
Un saluto caro Giò.
Per apprezzare la vita, dobbiamo prima apprezzare noi stessi e l'auto apprezzamento può essere fatto soltanto se sappiamo di valere veramente qualcosa, senza alcuna presunzione.
Buon week-end a casa, a te e famiglia! Un affettuosissimo abbraccio!