Ci sono ore
in cui l’età
si siede dentro le mani
e non vuole alzarsi.
Non è stanchezza
del corpo soltanto,
è il pensiero
che perde la sua luce,
è il giorno
che entra senza chiedere
e si stende sulla soglia.
Eppure qualcosa
resta da compiere,
un gesto, una firma,
una porta da chiudere.
Ma la forza
si perde
come un ruscello
che il sole asciuga,
e si scende
in quel buio
che non urla,
non minaccia,
aspetta.
Finché anche il sorriso
diventa una cosa lontana,
un uccello
che non torna
al ramo vuoto.
