Nel silenzio della notte arrivano lamenti,
sorde imprecazioni,
suoni di bestiale disperazione,
aspirazioni al vizio assurdo
e al gesto inutile.
I matti sono come fiumi in piena
e qualche volta straripano.
Essi non fingono mai
e i loro pensieri sono liberi
di andare oltre i corpi,
oltre ogni legge,
al di là di tutte le bugie del mondo.
Connessioni sentimentali e poetiche
crescono nei loro cuori
e si sviluppano liberamente,
come la lupinella e le erbacce selvatiche
che infestano i terreni incolti.
Come l’edera s’arrampicano
sulle pareti murate
e sulle umane debolezze,
senza alcun senso.
Smanie di speranza,
frenesie irraggiungibili,
fervori di felicità
assurdi come temporali estivi,
come chimere incartate
nelle brume rossigne della sera.
Frantumi di parole stellate,
seta sbriciolata tra raggi di sole.
Scavando nei meandri dell’imponderabile
ritrovo steli ghiacciati,
parole senza sangue,
volti senza religione,
tensioni e pulsioni,
sarcasmi e furori,
sussurri e deliri,
inconsapevolezza assoluta,
generosità claustrale,
candore infantile,
inattesa nobiltà.
Nella Casa di cura non ci sono luci
che irradiano gli occhi dei pazienti
e la putredine quotidiana
insanguina i crepuscoli vermigli.
Il respiro dell’anima corre lontano
e i cuori danzano su prati verdi,
come piedi nudi di un evaso
sull’asfalto rovente.
sorde imprecazioni,
suoni di bestiale disperazione,
aspirazioni al vizio assurdo
e al gesto inutile.
I matti sono come fiumi in piena
e qualche volta straripano.
Essi non fingono mai
e i loro pensieri sono liberi
di andare oltre i corpi,
oltre ogni legge,
al di là di tutte le bugie del mondo.
Connessioni sentimentali e poetiche
crescono nei loro cuori
e si sviluppano liberamente,
come la lupinella e le erbacce selvatiche
che infestano i terreni incolti.
Come l’edera s’arrampicano
sulle pareti murate
e sulle umane debolezze,
senza alcun senso.
Smanie di speranza,
frenesie irraggiungibili,
fervori di felicità
assurdi come temporali estivi,
come chimere incartate
nelle brume rossigne della sera.
Frantumi di parole stellate,
seta sbriciolata tra raggi di sole.
Scavando nei meandri dell’imponderabile
ritrovo steli ghiacciati,
parole senza sangue,
volti senza religione,
tensioni e pulsioni,
sarcasmi e furori,
sussurri e deliri,
inconsapevolezza assoluta,
generosità claustrale,
candore infantile,
inattesa nobiltà.
Nella Casa di cura non ci sono luci
che irradiano gli occhi dei pazienti
e la putredine quotidiana
insanguina i crepuscoli vermigli.
Il respiro dell’anima corre lontano
e i cuori danzano su prati verdi,
come piedi nudi di un evaso
sull’asfalto rovente.
Commenti