forse vezzi
arricciare la fronte
per la nostalgia espressa
il prudere di naso
al giusto caso
su ricordi
appena dietro l'angolo
giovani gatti impauriti
dal pelo ritto
un bosco di sorprese
potato per la primavera
al timore di una nevicata
fuori frontiera
Rimane
la pelle elettrizzata
un inciampo
nello scendere di scalinata
un attutire normale della giornata
il cambio della luce ritornata
guardando
sopra la ringhiera del balcone
avverarsi
quella nevicata
declina la chioma a vezzeggiare il collo,
prorompe di bellezza il seno,
flette l’onda dei fianchi
in sopra l’anche;
arde di vita la figura.
Rivolto all’orizzonte
lo sguardo controlla l’andatura
e di profumo invade
angoli e strade.
Non voglia il tuo scrutare
distogli l’insano tuo mirare:
soltanto una decina;
gli anni di così tanta bellezza,
rassegnati è solo una bambina
degna di tanta tenerezza.
non schiusa come guscio aperto, ma ritratta.
Il vento sinuoso e morbido ti confuse:
ti carezzò e tu fidandoti t'apristi.
Lasciasti che ti carezzasse il volto
e ti scompigliasse i lunghi capelli.
Ascoltavi il mare nelle conchiglie e ti beavi.
Non avevi fretta: verde era la tua età.
Fu il vento che percuotendoti ti strappò
la folta chioma e ti lacerò le vesti.
La sofferenza ti indurì: affilasti le unghie.
Ora sei di spine cosparsa: graffi rilasciando
stille sanguinanti.
Bella, profumata e intoccabile.
Fu il vento che schiaffeggiandoti tinse di rosso
le tue gote e quando ti mostrò pentimento,
tu sbiancasti e divenisti rosa bianca.
Ora non ti lasci toccare: emani odore e rilasci dolore.
Sei rosa profumata: tante spine e niente amore...
l’altare che dà corpo alle tue aspettative,
la candela che illumina l’anima,...
l’eterno amore che vive dentro il cuore.
Vorrei essere le tue lacrime di gioia,
chiamami folle se vuoi,
ma le tramuterò in diamanti,
perle per lo scriba del tempo
che ti renderà immortale
con le più belle parole.
Non disturberò il silenzio per dirti cose banali,
non ti porterò con me su un'inaridita terra;
insaporirò le tue labbra con il profumo della giovin notte.
Così vorrei vestirmi di tentazione
per mettere a nudo quello che dà fuoco
e brucia dentro la mia anima in ogni momento
ai miei continui ti vorrei.
Nella trappola dei sogni
la mente s'impiglia
girotondo di pensieri
leggero e scanzonato
sulla giostra che velocemente gira
ti riporta ancor bambina.
corse e prati in fiore
bambole e piccoli tesori
mondo semplice e sincero
quasi finto ma così vero.
i ricordi si confondono
con profumi e tenere carezze.
nostalgie di bimba ormai cresciuta
vegliano sul cuore
riportando il sapore di antiche voglie.
quanti giorni hai visto nascere
mai nessuno e' stato perso
anche il canto di un usignolo
accompagna il suo verso.
solo sorrisi e fresche risa
dentro al cuore serberai
per un giorno lontano
come medicina l'userai.
saranno carezze di dita piccine
sul tuo cuore stanco
luminoso e bianco.
tra la nebbia e il sole.
Fosche eran a me quelle visioni,
di come mi sono apparse quelle donne...
vestite di tinte sbiadite
e vissute come bere un caffè senza sapore.
Insipidi son stati, alla mia anima, quei giorni
oramai dimenticati,
passati come un treno preso erroneamente
che andava nella direzione opposta al mio percorso.
Son dovuto scendere di corsa
e salir su quello dopo,
per andar dove mi portava il cuore.
Echi d'un echeggiato frastuono,
nel pensare che i sogni, a me arrivati,
avrei dovuto appagare,
evitando di gettarli nell’oblio
delle cose impossibili o fasulle
che mai avranno corpo
e lasceranno un triste velo ad appannare la mia vita.
Ora voglio vedere il sole
e lasciarlo riscaldare questi miei giorni futuri,
nonché dar vita ad un amore cercato
in un bacio tanto sognato,
sotto un semaforo,
tra gli incroci di mille strade
che portano al paradiso dell’amore,
dove potremo ubriacarci di noi ...
Essere Angeli, dei o semplici umani
che stanno cercando qualcuno
per cui valga la pena di vivere e amare.
Pianeti erranti
che viaggiano nell’infinito
e, tra le stelle, brillano.
Affreschi di vita,
attimi sbiaditi dal tempo,
dove ceri illuminano altari
che incupiscono, annerendo
l’immagini delle preghiere.
Un soffio di alito divino
smuove polverose idee,
ammuffite nelle cantine,
dove scivolano, tra le dita di pazzi
che ne fanno serpenti di carta bruciata,
in modo che resti solamente cenere,
a conclamare le paure del sapere.
Elefanti ballano tra file di cristalli,
lasciando indenni i bicchieri
pieni di aceto e fiele,
che offrono a piccole scimmie astemie,
le quali giocano a far coriandoli
con i libri di storia, per deridere la gloria.
Gatti guardano topi,
sapienti nell'evitare le trappole del potere.
Soldi buttati al vento che la pioggia
riporta al suolo, lavandoli,
come fossero affreschi di antica memoria,
rimasti senza colore,
ma contemplati per ore da chi non si sa rassegnare
a rinunciare ad accumulare illusioni di potere,
perdendo così il vero colore dell’amore.
piedi lenti e pesanti
impregnati dal cammino
ma nessuno vi sente.
il rumore dei passi e' attutito
e l'orecchio non ode
strade ostacolate da sassi e rinunce
intrise di lacrime segnano il cammino.
accompagna il viaggio
una valigia
piena di sogni ricordi e sorrisi.
dolce e' il suo pesare
tra le mani
lo sguardo e' ormai lontano
in paesaggi ancora da vedere e amare

In quel rosato d'alba
ho aperto la finestra,
ho sentito la primavera
nei canti e cinguettii degli uccelli
risuonanti dalla volta del cielo
soffuso di rosate striature,
pizzi pregiati, impalpabili
rispecchianti il rigoglio dei peschi
e dei ciliegi in fiore
nel risveglio della nuova stagione.
I sogni della notte riemergono ovattati
e pregni di dolcezza
nell'attesa del nostro incontro.

La sua voce nel vento
ha il profumo del pesco fiorito
seduce di luce rosata
dell'alba già nata.
Ha effluvi di terse giornate,
d'azzurro cielo lambito da cirri,
irradia come astro lucente,
accarezza e dolcezza mi dà.
E' quieta luce d'un fuoco avvolgente,
respiro d'afflati suadenti
rifulge l'anima di sogni alati...
m'attrae nel mio cammino
lambendo la pelle ambrata,
allietando la mia giornata...
E' umano cuore,
fantasia di luce e bagliore,
scioglie la bocca in un caldo sorriso:
-armonia di seta e velluto-
di un desiderio smisurato
che confine non ha.
con la stessa filosofia,
sulle labbra dischiuse
come in attesa di un bacio
come in attesa di un fruscio.
cosi rimane la bocca
leggermente arrossata
come rosa in boccio
pronta a emanare profumo soave
e su di essa parole mai pronunciate
fanno corona...
leggermente inumidita
come specchio di rugiada
si apre all'improvviso in un sorriso
che la illumina tutta.
un movimento
e un nome sussurra.
come quadro dipinto
si fissa l'immagine..
di una rossa rosa d'amare.
Ho indosso il vestito più bello,
un vestito di sospiri e sguardi,
un vestito di sussurri,
di passi leggeri,
ammiccanti.
La strada, estiva
calda e sudata, di uomini intrisi di sale,
mi annusa.
e il mio profumo penetra quelle narici,
fino al più remoto pensiero
e accende i sensi.
Un passo,
ancora un altro,
mi perdo,
in un sole baluginante,
in un abbraccio che non da respiro
Culla piano i tuoi pensieri
racchiudili come un dolce segreto
che tu sola conosci
falli scorrere lenti nella mente
si colorano piano
come un crescendo di musica soave
come un film che veloce scorre in te
sono fogli che danzano
e piano ti portano lontano
sei immersa in un mondo reale
dove tutto si apre al sorriso
poi all'improvviso sentire dentro
il silenzio che avanza
come tuono squarcia il cuore
e i pensieri prima leggiadri
pesanti si fan
troppo in fretta si bagnano gli occhi
e la pioggia di emozioni
tutto copre oramai..
temporale di marzo sei
dentro agli occhi miei.








