e foglie nuove,
Lascia respirare la tua libertà,
Fatta di respiro.
Sassi salteranno ancora
Sul pelo dell'acqua e formeranno cerchi.
Aspira profumo di cortecce
Avvolgenti e calde,
e ascolta la voce del silenzio,
Porta il tuo timbro, si riempie
Della tua risata.
Tu cammini nel mio presente
Oscurando ogni cosa,
Punto fermo rimani, e amplii
L'eco che si apre dentro me,
Come frastuono.
come solo tu sai fare
come flettere le ali dal vento farle accarezzare
come spostare lo sguardo per non far arrossire
come tenersi saldi senza soffrire
come arrivare in tempo senza ansimare
come stravolgere il cuore bloccando il suo deflaglare
come non guardare indietro perchè non può servire
come aspettare nella calma quanto non si può sentire
come tendere una parola invece che lanciare
Spiegami
come solo tu sai fare
come la pace non può essere silenzio
come la rabbia non è unguento
come la candela si spegne senza pianto
come questo tempo potrà non finire
quando non saremo fianco a fianco
nell'attesa di dormire
che silente t'accingi ad orlar di bianchi merletti foglie e rami,
in ogni dove t'adagi vai sfoggiando candidi ricami.
Tacciono le voci e divengon ammaliati gli sguardi,
intanto che con penne di cigno a disegnar t'attardi.
Fiocchi color latte in cielo s'accoppiano rapidamente,
e tu come copiosa bambagia t'adagi al suolo dolcemente.
Affondano i piedi nelle nuvole bianche e noi senz'ali,
ci par di star fra gli angeli a cantar inni corali.
Alberi e fiori irrigidiscono lo stelo
mentre di zucchero vesti l'arancio e il melo.
Eppur sotto il freddo gelo un caldo animo ribolle
e un fuocherello mite s'affretta a spalar zolle.
Fredda non sei, ma dai gioia e calore,
se con manti bianchi ovunque spandi chiarore.
Tutto ricopri e ci par lieve il dolore,
quando ci abbagli col tuo latteo bagliore.
Ma brividi nei corpi vanno a ricercar tepore
e così anche tu ti dissolvi insieme ai tormenti...
come fa la neve al sole...
L’amore non esiste è solo chimica
evitavo le tue carezze mentre te ne rubavo cento
ti ho allontanato negli abbracci mentre senza sarei morta di freddo
L’amore non esiste esisti solo tu
cercavo il pensiero tra i tuoi baci disordinati
mi suonavi melodie e usavi il mio cuore come metronomo
Te lo ripeto l’amore non esiste
senza di te non era mancanza ma la pausa ad un’abitudine
la notte ti chiamavo perché ho paura del buio
Io all’amore non ci credo non esiste
non ci siamo lasciati non siamo mai stati veramente insieme
l’emozioni del prima sono fagocitate dal dopo
L’amore è solo attrazione fisica mischiata a consuetudine
Ho urlato tanto che se fosse esistito l’amore
sarebbe tornato indietro solo per non sentirmi piangere.
Essi giacciono sparsi come gocce,
Ma non spariranno come polvere.
Fremono ai baci, come piccole bocche,
Sono nitidi segni ,
Che non puoi cancellare.
Consistenze vellutate di carezze,
Timbrano e schiudono calore.
Rossi petali di rosa,
Che resti tra i tuoi desideri,
Nobile è il tuo capo ormai reclino,
Il tempo è trascorso,
L'illusione ha tracimato.
È quel aroma che nascondeva dolori
Ora, aspetta il vento della sera,
A raccogliere i tuoi resti.
Stride rumore di vecchio
sul riflesso d'uno specchio.
Cammino.
Cammino.
Sfoglio il dizionario d'inglese
cercando parole dalle nuvole disattese.
Ho immaginato negozi
perdendomi nel cader di falsi equinozi.
Ho preso mani e dettato sogni
lasciando che le panchine scrivessero
di solitarie storie.
Ho lasciato che le righe dell'asfalto
cancellassero depredati orgogli.
Tutto è stato
in un giorno chiamato passato.
T'aspetto fra i miei burattini
piangendo tra lacrime di pioggia
leggendo il quaderno dei balocchi
cantando in tonalità d'uomini
morti e sciocchi.
Sì, piove sempre
suoi miei appunti,
sulle lezioni dei momenti defunti,
sui gradini degli amori presunti.
T'aspetto nello sferzare del vento,
nel movimento di fronde
che nel fondo muovono il tormento.
E sera arriva...
mentre un tram passa
senza lasciar rumore,
senza che alcuno s'accorga
di come dentro la vita muore.
su pianterreni dai manti verdi ricoperti
per non privarli di luce
farli ingiallire
Ci fermeremo solo qualche istante
sulle labbra dipinte per le feste
per non sciupare la morbidezza
d'un canto in gola
Ci fermeremo solo qualche istante
sulle gambe raddrizzate e ferme
per non piegare le fronti
verso sguardi d'inferno colmi
Ci fermeremo solo qualche istante
nell'aria sofisticata
del cielo freddo degli ultimi giorni
per non privarli dei colori riverberanti
che attraversano senza questioni
anime dannate
che chiedono aiuto
Mentre il tempo trascorre
Una parte di me che cercavo,
Immagini che scorrono
Ritornare indietro dall'infinito,
Un sogno, una realtà,
È poi
solo se sorrido;
è quando stringo la mia mente intorno a pensieri più oscuri
che vorrei però essere di più capito
ma in questo caso è come se indossassi un repellente
che mi impedisce di comunicare
o che allontana da me chiunque sia presente.
I miei amici hanno bisogno di un me più felice
ma non li biasimo,ne ho bisogno anche io.
Ad ogni mia parola sembra quasi più piacevole il silenzio,
quando parlo di come mi sento
e ad ogni mio risveglio provo ad alzarmi ma quasi mi pento
di non essere morto durante di un sogno:
il finale perfetto.
Rondine che voli alta nell’azzurro cielo
Dimmi che porta il vento? Cosa vedi dall’alto?
Tu che a stento tocchi il suolo
Tu che ti perdi lassù ove risiedono e transitano i pensieri
Tu che parli col sole più vicino di noi
Essere di ammirevole destrezza
Tu che crei rocamboleschi cerchi nell’aria o circense volatile pacato e fine
Dimmi: che orizzonte si vede da quell’altezza?
Tu che sussurri all’orecchio dell’infinito e dimori tra noi dei bassifondi
Chissà cosa penserai di noi miserabili errabondi e stolti uomini……
Vorrei che tu sapessi che non siamo tutti uguali
Fortunatamente qualcuno tra noi è degno d’essere chiamato uomo……
Non sò giudicare ne posso sapere quanto io sia retto
Però ti dico che vi porto profondo rispetto…….. o voi dominatori dell’aria……
Ogni tanto se chiudo gli occhi, immagino di essere un uccello…..
Di librarmi nel cielo azzurro in una mite mattinata primaverile…….
Poi li apro e ti osservo e magari tu osservi me chiedendoti le stesse cose di noi…..
Se vuoi: una volta facciamo a cambio, vorrei essere te per un giorno……
Spero solo di essere degno per questo…….
Ciao rondine, quando vuoi io sono quà
Sono ammiratore e rispettosamente curioso
di sapere come si vive il giorno su nel cielo…..
Chissà…. Magari questo si avvererà prima o poi…..
Intanto chiudo gli occhi
E già sono tra voi…..
A parlare con l’infinito.
L’indecisione e l’inquietudine
causate dalla fatica di assurdi obblighi
macerano l’essere
e lo avviluppano
in un vortice fatto
d’annullamenti e d’assenza di speranza.
Il canto e la poesia riescono a volte a smorzare
l’effetto devastante del lavoro e dei suoi derivati.
il suo passare lercio
bomba d'acqua
un palloncino aperto
quel soffio da sfogo
il malnutrito
pesante giogo
uno scrivere
con scalpello
schegge irritate
entrate dentro
nessuna scialuppa
per trarsi in salvo
non un affiorare d'aiuto scaltro
solo un tirare per i capelli
i vestiti anche quelli
Una paloma sincopata
un fiume
la sua nenia
un affogare tutto
la sua serenata

Sono tua ti appartengo, unita e appassionata mi sento amata.
Solo e sempre noi i nostri baci ed i nostri amplessi più infuocati.
Solo noi fusione di anima e cuore, audace la nostra unione.
Legami d' amore, di mente e cuore una simbiosi speciale .
Solo noi tu eros io follia, la nostra infinita magia.
ameno e docile a sinistra
lambendo briglie,
radici d’elci,
tenere canne,
umili conchiglie,
le mura dei portali ora
e pareti dei canali ancora.
Nulla dici,
la nebbia ti confonde e taci,
il gelo ti fa vetro l’onde,
ma vengono gli amanti
alle tue sponde.
Anche il mio fuoco
a cercar il fresco delle brezze
e delle labbra il bacio
adagiato sulla flora scorgesti.
Carpisti l’attimo fugace
di tenerezze calde
sul seno ignudo,
colloqui rari sulla bionda chioma,
ebbrezze sconosciute.
Ora esultano l’onde
al guardo che si perde,
rispecchiando il sole.
Il raggio della luna
è cuna alla città di luci che mai riposa.
Adige verde
ecco una rosa
a te che pace doni
e le speranze induci.









