Nuda realtà che sbocchi
Nelle fogne del cuore,
Ti lasci impastare con
I gesti di sempre.
Sorsi di caffè nero possono
Lavare quel che resta dentro.
E un passo dopo l'altro
Arrivi dove devi andare,
Ma rimangono solo arance amare,
Ed esse tolgono il sapore dolce
Che ti restava.
Un ricordo dimenticato,
A illuminare il crudo selciato,
Può un fiore crescere tra
Il nero catrame, ma certo
La sorte gli sarà grama
Senza nessuna cura e
Qualcuno che lo ama.
Nelle fogne del cuore,
Ti lasci impastare con
I gesti di sempre.
Sorsi di caffè nero possono
Lavare quel che resta dentro.
E un passo dopo l'altro
Arrivi dove devi andare,
Ma rimangono solo arance amare,
Ed esse tolgono il sapore dolce
Che ti restava.
Un ricordo dimenticato,
A illuminare il crudo selciato,
Può un fiore crescere tra
Il nero catrame, ma certo
La sorte gli sarà grama
Senza nessuna cura e
Qualcuno che lo ama.
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affetto, passione, amore, ardore, impulso,
puoi essere dolce ma anche amaro,
puoi esser sincero e puoi ingannare,
ma chi ti ha chiamato? Chi ti ha voluto?
Sei dentro di me e non vai via
neanche se la volontà te lo impone,
sei entrato inconsciamente e non so come,
forse tempestivamente, come un uragano,
forse lentamente, come un fiocco di neve!
Sei patrono del mio cuore,
della mia anima e del mio spirito,
governi ed imperi la mia vita!
Mi fai forte e debole, mi fai cadere e mi rialzi,
fai come ti pare, fai come ti piace!
Ti odio e ti amo,
non ti lasci comandare,
decidi tu se restare o andare,
sei dentro me e ci resti,
sei una frana, sei un guaio!
Sentimento, qual che tu sia,
odio, tormento, indifferenza,
freddezza, impedimento,
ti prego, ti imploro,
per favore, và via!

'A varchetella pare 'nu punto mmiezo 'o mare,
mentre addereto a 'nu scoglio allampea 'o faro.
'Nu chiarore sentinella, fa 'o guardiano:
aggira tutt'attuorno illumminannolo 'a luntano.
Te schiarisce 'a notte fra 'na luce e 'nu bagliore,
'ndirizza nave e varche rignennele 'e culore.
Perdennese p'â strada 'a varca s'è 'ncagliata.
Sta llà, naufraga: 'ncoppa 'a rena s'è appujata.
'Nu marinariello senza bussola ha perzo 'a via,
mmiezo 'o mare 'o scuro more 'e nustalgia.
Mette 'e reme 'mbarca, suspira sotto 'a luna:
aspetta c'ô faro, rillucenno 'o da 'nu lumme.
Mentre 'nu mercante ca vene a ll'oriente,
sbarca mercanzia e s'allucida oro e argiento,
'a varchetella 'a luntano se mette a suspirà:
sta 'ncerca e chillu faro ca tarda a llummiggià.
mentre addereto a 'nu scoglio allampea 'o faro.
'Nu chiarore sentinella, fa 'o guardiano:
aggira tutt'attuorno illumminannolo 'a luntano.
Te schiarisce 'a notte fra 'na luce e 'nu bagliore,
'ndirizza nave e varche rignennele 'e culore.
Perdennese p'â strada 'a varca s'è 'ncagliata.
Sta llà, naufraga: 'ncoppa 'a rena s'è appujata.
'Nu marinariello senza bussola ha perzo 'a via,
mmiezo 'o mare 'o scuro more 'e nustalgia.
Mette 'e reme 'mbarca, suspira sotto 'a luna:
aspetta c'ô faro, rillucenno 'o da 'nu lumme.
Mentre 'nu mercante ca vene a ll'oriente,
sbarca mercanzia e s'allucida oro e argiento,
'a varchetella 'a luntano se mette a suspirà:
sta 'ncerca e chillu faro ca tarda a llummiggià.
E le note puoi suonarle tutte sul pianoforte,
il vinile non l’ascolto più, è digitale ogni voce:
il cotone dell’ironia, la seta della passione,
il velluto dell’estro. E il capestro sulla testa
è ricoperto d’inchiostro, nostro quanto il cielo
di notte e il mare nei giorni di pioggia,
il catrame sulla spiaggia, il monile degli amanti
dei giorni feriali. I libri dei cantanti
sono sul comodino, li leggo per te- mannaggia-
da un altro luogo del meridiano. Un velo
sul buio prima del sonno, quando la foresta
delle emozioni è disboscata dalla tensione
delle parole. Ho guardato di nuovo la croce:
è la luce da seguire, quando le acque sono interrotte.

Lì vicino a te,
vorrei poterti abbracciare,
farti di tutto senza parlare
per poi tra le tue ali riposare.
Svegliarmi sul tuo morbido seno
sentir le tue ali avvolgermi,
sentir il tuo dolce respiro,
capir quel segreto pensiero.
Quel pensiero sempre presente
che urla disperatamente,
c'è chi lo ascolta, c'è chi lo sente.
Quel pensiero sempre presente, invadente,
artefice della mia solita preoccupazione
non vuole la tua anima,
pretende la mia attenzione.
Svegliarmi con te accanto,
sentire il tuo respiro,
riempire il mio cuore affranto,
valicare quel tuo dolce sentiero.
Quel pensiero, il mio solito pensiero...
quel pensiero senza voce,
il pensiero di te senza risposte,
senza mai un perché...
Ma sento che ce l'hai con me,
che ti sforzi a far finta
e che non vuoi darmela vinta.
Con questo muro che ci separa,
che ne sarà di me e di te?
imprinting da toro
meccanico,
mi scrollo di dosso
quei "Prego si accomodi"
a scanso di equivoci
evito situazioni
favorevoli per il gusto
di non esserci,
gli incisivi freddi
la cannuccia
fa rumore quando tira.
Avere pietà
verso gli istrionici?
pazienza se il buonismo
ad ogni costo
rode e frana
ogni rapporto,
sul terreno sconnesso
l'ombrello rotto
bagna i piedi anche
alle suore.
In intemperie,
fulmini dagli occhi.
meccanico,
mi scrollo di dosso
quei "Prego si accomodi"
a scanso di equivoci
evito situazioni
favorevoli per il gusto
di non esserci,
gli incisivi freddi
la cannuccia
fa rumore quando tira.
Avere pietà
verso gli istrionici?
pazienza se il buonismo
ad ogni costo
rode e frana
ogni rapporto,
sul terreno sconnesso
l'ombrello rotto
bagna i piedi anche
alle suore.
In intemperie,
fulmini dagli occhi.
Non vedo più me stesso riflesso,nello specchio del tempo,
l'io di una volta,svanito,disciolto nel vento.
Quel vento leggero,che con il suo va e vieni perpetuo,
allontana le scure tempeste spazzando via in un momento
tutto il male,l'odio e i rancori che mi porto dentro.
Mi asciuga le lacrime,e come pioggia le sparge nel mondo,
mentre mi accarezza il viso,e come un dolce lamento,mi porta conforto.
Mi sussurra di andare,che nulla è perduto,che questo è il momento,
di risvegliare la mia luce sopita,e far brillare ciò che sono davvero.
Nonostante gli errori e le promesse infrante lasciate per strada,
perchè ogni cosa,bella o brutta,è servita ad impostare la meta
.Amore e dolore si fondono insieme danzando nell'abisso del cuore,
si completano,si prendono e lasciano,dando vita a emozioni nuove.
Donano nuovi occhi,traguardi e prospettive diverse ,
sensazioni ed occasioni,che credevamo fossero perse.
Perchè non esiste distanza più grande,di quella che creiamo da soli,
allontanando noi,da noi stessi,cancelliamo i nostri colori,
uccidendo i nostri stessi riflessi.
Il vento che arriva,mi ridesta dal sonno,mi scuote l'essenza,
mi dice che quello che cerco,è esso stesso in presenza.
E' il connubbio di quello che ero con quello che sono,
che ha reimpostato la mia nuova esistenza,creando me stesso.
Un essere nuovo.
Quel vento leggero,che con il suo va e vieni perpetuo,
allontana le scure tempeste spazzando via in un momento
tutto il male,l'odio e i rancori che mi porto dentro.
Mi asciuga le lacrime,e come pioggia le sparge nel mondo,
mentre mi accarezza il viso,e come un dolce lamento,mi porta conforto.
Mi sussurra di andare,che nulla è perduto,che questo è il momento,
di risvegliare la mia luce sopita,e far brillare ciò che sono davvero.
Nonostante gli errori e le promesse infrante lasciate per strada,
perchè ogni cosa,bella o brutta,è servita ad impostare la meta
.Amore e dolore si fondono insieme danzando nell'abisso del cuore,
si completano,si prendono e lasciano,dando vita a emozioni nuove.
Donano nuovi occhi,traguardi e prospettive diverse ,
sensazioni ed occasioni,che credevamo fossero perse.
Perchè non esiste distanza più grande,di quella che creiamo da soli,
allontanando noi,da noi stessi,cancelliamo i nostri colori,
uccidendo i nostri stessi riflessi.
Il vento che arriva,mi ridesta dal sonno,mi scuote l'essenza,
mi dice che quello che cerco,è esso stesso in presenza.
E' il connubbio di quello che ero con quello che sono,
che ha reimpostato la mia nuova esistenza,creando me stesso.
Un essere nuovo.
L'amore è una padella che brucia
di quelle che ti vendono -inaderenti-
e da qui al prossimo minuto scopri che lacera
distrugge l'animo steso in cottura
L'amore
è un manico di caffettiera a sciogliersi
quando resta scostato dal centro
e più si scalda e più l'odore di bruciato innonda
E' la gioia dei tristi felici
degli assoli in luogo stagno
l'ombra che cerchi nei tondi di note
una parure che mai indossi
L'amore è l'anima dei desideri incisi
su di un albero di tenero cuore
Profumo d'inguine e seni
di quelle che ti vendono -inaderenti-
e da qui al prossimo minuto scopri che lacera
distrugge l'animo steso in cottura
L'amore
è un manico di caffettiera a sciogliersi
quando resta scostato dal centro
e più si scalda e più l'odore di bruciato innonda
E' la gioia dei tristi felici
degli assoli in luogo stagno
l'ombra che cerchi nei tondi di note
una parure che mai indossi
L'amore è l'anima dei desideri incisi
su di un albero di tenero cuore
Profumo d'inguine e seni
Passa un camion, un altro divora plastica
Dov’è la dentiera di Dio? Qualcuno deve rimettergliela sulle gengive
Passano formiche, hanno responsabilità di specie umana
Quando si sono evolute
quando hanno cominciato a desiderare una scrivania?
Sono state sveglie tutta la notte
Danzano come odalische
non passa l’odore di varichina dalle chele.
Bisogna che l’antenna sia accesa sempre
che la telecamera abbia l’occhio a tecnologia tripla
E risuoni da un palazzo all’altro il segnale di conforto alla cittadinanza
L’importante è seguire il ragionamento non lasciarsi distogliere.
rimetteremo tutto a posto domani, l’alba è affare nostro
una nuvola in subaffitto da un crisantemo
un grigio da una discarica di crani
e poi l’osso sacro a reggere il sole
Dio si è evoluto abbastanza per uscire da nidi di aquila.
C’è bisogno di altro per intendere l’ alito di rimessa
Il respiro del topo
Hai mai visto la fine dei sotterranei della coop?
La nascita dei carrelli, le penurie di senso, i pendii delle scale mobili,
una bibbia inconsistente domina il linguaggio dei venti
giochi di pantere e neon che c’entrano con lo schema di Paolo?
Ascolta la creazione del primo piano
dentro ci sono scaffalature atee da soddisfare.
L’evoluzione dei ripiani è stata rapida, incurante del legno, così ingenuo
il tufo ha generato alberi di metallo e frutti inattaccabili
si venderà anche il cuore di cristo, come da volantino
L’ esodo regolerà i transiti da un mercato all’altro
le mani si allungheranno più volentieri a benedire le merci in scadenza
ah i lieviti sono stati creati l’ultimo giorno,
insieme alle matrici degli scatoli
agli uteri, per questioni d’inerzia,
credo, troppa massa che non si rivoltava.
Su in terrazza c’è l’auscultazione del primo battito divino
nel corpo di uomo. Un affare per i millenni a venire
in offerta fino a domenica insieme agli spermatozoi.
Dov’è la dentiera di Dio? Qualcuno deve rimettergliela sulle gengive
Passano formiche, hanno responsabilità di specie umana
Quando si sono evolute
quando hanno cominciato a desiderare una scrivania?
Sono state sveglie tutta la notte
Danzano come odalische
non passa l’odore di varichina dalle chele.
Bisogna che l’antenna sia accesa sempre
che la telecamera abbia l’occhio a tecnologia tripla
E risuoni da un palazzo all’altro il segnale di conforto alla cittadinanza
L’importante è seguire il ragionamento non lasciarsi distogliere.
rimetteremo tutto a posto domani, l’alba è affare nostro
una nuvola in subaffitto da un crisantemo
un grigio da una discarica di crani
e poi l’osso sacro a reggere il sole
Dio si è evoluto abbastanza per uscire da nidi di aquila.
C’è bisogno di altro per intendere l’ alito di rimessa
Il respiro del topo
Hai mai visto la fine dei sotterranei della coop?
La nascita dei carrelli, le penurie di senso, i pendii delle scale mobili,
una bibbia inconsistente domina il linguaggio dei venti
giochi di pantere e neon che c’entrano con lo schema di Paolo?
Ascolta la creazione del primo piano
dentro ci sono scaffalature atee da soddisfare.
L’evoluzione dei ripiani è stata rapida, incurante del legno, così ingenuo
il tufo ha generato alberi di metallo e frutti inattaccabili
si venderà anche il cuore di cristo, come da volantino
L’ esodo regolerà i transiti da un mercato all’altro
le mani si allungheranno più volentieri a benedire le merci in scadenza
ah i lieviti sono stati creati l’ultimo giorno,
insieme alle matrici degli scatoli
agli uteri, per questioni d’inerzia,
credo, troppa massa che non si rivoltava.
Su in terrazza c’è l’auscultazione del primo battito divino
nel corpo di uomo. Un affare per i millenni a venire
in offerta fino a domenica insieme agli spermatozoi.
La chiamano odissea, le sirene che vedi dal barcone
sono i lustrini di un reality o le vetrine di un negozio
di Armani. C’è il mare che sembra un tavolo di biliardo
e lo scirocco che ti porti da casa, nascosto nelle tasche
dei calzoni strappati. L’approdo è nell’isola degli aranci,
Nettuno sta sorseggiando il caffè, per gli slanci
di Venere devi aspettare un tempo di burrasche
e stelle cadenti. Il vuoto che senti è in fondo
allo stomaco, il cuore è presente, il dazio
da pagare ne sei cosciente, è una nuova prigione.
Circe già la conosci, l’hai vista all’opera ogni giorno
della tua vita nella terra del sole infuocato
l’incantesimo non è rotto e non lo sarà nemmeno
dopo lo sbarco nella terra dei vulcani dolenti.
Eppure questa specie imperfetta di animali
col dono della parola, pur in vite da squali
conosce il profumo di libertà degli amanti
felici. C’è il riscatto da inseguire, dal treno
il salto in corsa è rischioso, forse sarà perdonato
ai coraggiosi, ma già bruciano le fiamme dell’inferno.
Non cerco nessuna figura
nè occhi e nè parole
ammaliata dal mare
rimango qui
tra le ombre giocose del sole
ad osservare il tempo che passa distratto e
reclama un cenno di vita .
Rammento il cielo
increspato di luci
il tocco placido dei gabbiani
inondare la sera.
Inevitabile il vento scompiglia
il mio foulard carta da zucchero
e mi confonde un pot- pourri di essenze
di gigli di campo.
Respiro e trattengo
una piccola folata
di pace .
Sottile ci solleva un batter d'ali,
mentre aliti di vento solleticandoci,
ci regalano piacevoli fremiti.
Ridono i tuoi occhi quando si specchiano nei miei
e batte il mio cuore quando incontra il tuo...
...e io che t'amo e tu che mi ami.
Al culmine, entrambi atterriamo in un'oasi di pace,
che accoglie festosa il felice divenire dei nostri sensi...
...e tu continui a chiamarmi amore...
mentre aliti di vento solleticandoci,
ci regalano piacevoli fremiti.
Ridono i tuoi occhi quando si specchiano nei miei
e batte il mio cuore quando incontra il tuo...
...e io che t'amo e tu che mi ami.
Al culmine, entrambi atterriamo in un'oasi di pace,
che accoglie festosa il felice divenire dei nostri sensi...
...e tu continui a chiamarmi amore...
Ma cosa ne sai tu
di ciò che accade dietro le quinte
Davanti, facce false
fesse, che trascinano enormi bagagli
pesanti, roboanti antitesi di felicità
Ma cos’è la felicità
dietro queste vite
stereotipate, monotone, illuse…
Eliche compassionevoli
smuovono destini, sospinti
in fremiti confusi
- sapere di non essere cadaveri
nel giorno in cui decidiamo di vivere -
di ciò che accade dietro le quinte
Davanti, facce false
fesse, che trascinano enormi bagagli
pesanti, roboanti antitesi di felicità
Ma cos’è la felicità
dietro queste vite
stereotipate, monotone, illuse…
Eliche compassionevoli
smuovono destini, sospinti
in fremiti confusi
- sapere di non essere cadaveri
nel giorno in cui decidiamo di vivere -

Nella nostra vita,
noi apriamo
e doniamo il nostro cuore
a persone che dicono di amarci,
ritenendoci una persona unica
e lo sarà per sempre.
Ma alla prima incomprensione
e nel momento in cui
tu hai abbassato le difese
diventando vulnerabile,
perché credi nell'amore,
ti ritrovi con il cuore calpestato
e gettato nella polvere,
per cui non ti resta altro da fare,
che di trovare la forza di raccoglierlo
e lavarlo dai mali, curarne le ferite,
che si tramuteranno in cicatrici indelebili,
che non andranno mai più via.
Continuare a credere nell'amore,
non è mai una perdita, come invece lo è
per chi ti ha fatto questo.
Ha perso la sua grande un'occasione,
quella di essere, da te amata.
noi apriamo
e doniamo il nostro cuore
a persone che dicono di amarci,
ritenendoci una persona unica
e lo sarà per sempre.
Ma alla prima incomprensione
e nel momento in cui
tu hai abbassato le difese
diventando vulnerabile,
perché credi nell'amore,
ti ritrovi con il cuore calpestato
e gettato nella polvere,
per cui non ti resta altro da fare,
che di trovare la forza di raccoglierlo
e lavarlo dai mali, curarne le ferite,
che si tramuteranno in cicatrici indelebili,
che non andranno mai più via.
Continuare a credere nell'amore,
non è mai una perdita, come invece lo è
per chi ti ha fatto questo.
Ha perso la sua grande un'occasione,
quella di essere, da te amata.











