
Mozzalo, taglialo, cavalo, nascondilo,
cos’è che non ti piace del mio corpo?
Un dito, il naso, un occhio, il petto?
Cos’è che non gradisce più la tua vista?
Io lo distruggo, lo trasformo, lo cambio,
sono forse i capelli, l’aspetto, il fisico?
Il tempo usurpa i nostri corpi e ci cambia
ma io di te non disprezzo niente!
Tutto di te mi va sempre bene,
tutto di te è bello quanto prima!
Ogni nostra ruga è sofferenza,
di un tempo ch’è ormai passato!
Ma non rimpiango niente, non dispero,
io posso darti più di questo corpo stanco,
qualcosa che il tempo non può mai cambiare,
tutto l’amore, l’anima e lo spirito!


E ora mi trovo qui ad osservare immobile questa notte. Come un poeta alle prime armi tento di svelare e di accogliere questo mondo ma nessuno mi ha detto che il massimo ritorno e nella perdizione più buia e indicibile.
Ho lasciato parlare il silenzio ed è esso ha reso noto il suono divino, ma nessuno è preparato a questo punto di non ritorno.
È qui che si lascia ogni cosa per immergersi nelle profondità dell'esistenza, è qui che l'eternità continua a prolungarsi e ad estendersi..
Ho perso tutto ma il tutto non mi appartiene e mai mi apparterrà... siedo sul terreno e ascolto, sentendomi parte preziosa dell'universo, tutto quello che ho perso è ora parte di me.

Notte silente
immagini e profumi
d'un tempo senza tempo.
Vibrazioni nell’anima
intensità d'un diapason
in armonia col corpo.
S'espande desiderio di te,
del pensiero diviene padrone
materializzandolo.
Ambrate ciglia
flettono stupite
nella percezione d’energia.
Trasposizione
d’estasi o follia
danzano tra frange di luna.
Gote ciliegio
e sorridenti stelle
alleggeriranno il peso della notte.

Un cielo grigio cupo e minaccioso,
incombe nella mia anima già in tempesta,
vorrei dal letto non mi fossi alzato,
m’attende una giornata triste e ingrata.
Sarà lo strascico di pena d’ier sera,
fors’è l’inizio di altri e nuovi guai,
quest’anima che ormai non si quieta,
ancor dovrà soffrire prima di morire.


Giro giro tondogiro dei bimbi di tutto il mondo
giro del mondo nell’universo,
gira un bambino nel tempo perso
ciò che era dritto adesso è verso.
La pioggia sale di sotto in su
e quel che c’era or non c’e più.
Corre un bambino verso la vita
anche se poi sarà tutta salita,
gira la terra intorno al sole
piovono nuvole di parole
che volano in alto più del sole.
A come Amore
C come Cuore
son tutti petali di un grande fiore.
Giocano i bimbi in ogni dove
sotto le bombe
e la paura nel cuore.
Cosi gira il mondo in un tempo perso,
ciò che era dritto adesso è verso,
e l'uomo ignaro ci passa attraverso
senza domande ,senza perché
come se il mondo cambiasse da se.
Grida un bambino ,”BASTA LA GUERRA”
o tutti quanti si cade per terra.
Cosi gira il mondo e sembra una stella,
A come Amore
C come Cuore
dateci il sogno di un mondo d’amore.
vestiti di cenci,
visi solcati da rughe,
pelle avvizzita bruciata dal sole.
Occhi stanchi senza luce,
labbra senza più un sorriso.
Mani callose e stanche
sorrette da un bastone,
dopo una vita
vissuta di duro lavoro.
Sogni rubati,
finiti come scarpe consumate
e buttate via.
Memorie scordate,
vecchi da dimenticare.
-Note ferine di giovinezza.
Batteva forte il cuore -senza ritegno
- E idealità intatte.
Perse...
... E' un mal d'autunno
In quest'ora d'inverno!
- Lacerti di un poema sgualcito
Perse-effusioni liriche dei nostri sogni.
un' emozione scivola lentamente,
come un fiocco di neve,
che colora magicamente
il paesaggio.
Ti ammiro con occhi intensi,
mentre ti fai scoprire dolcemente,
come un raggio di sole
che mi scalda e mi avvolge
con tepore.
Chiudo gli occhi
e sento le tue labbra
belle come una tempesta
sfiorarmi ed avvolgermi,
donandomi purezza e sentimento
e quel brivido folle,
che percorre la mia schiena
e va oltre tutto,
oltre ogni mia ragione.
Avvicino la mia mano alla tua,
e ti accarezzo,
ascoltando il tuo battito
che si emoziona sempre più.
Dentro un sorriso,
il nostro sorriso,
i nostri occhi si guardano
e si circondano di stelle infinite.
Danzeremo sotto la pioggia
scrosciante della passione,
schiavi dei nostri sensi,
di quei baci impetuosi,
come un' onda che ci avvolge
e ci sorprende,
mentre i nostri occhi
si guardano complici,
bacio dopo bacio,
sospiro dopo sospiro,
brivido dopo brivido,
facendo l' amore!
nel prato d'anemoni,
nutrendosi di nude membra.
Vento tu sei,
per me solo.
Il restante colto pensiero
oramai lontano appare.
S'ode del mare il frastuono.
Fumi di sabbia vicino,
striano il viso d'improvvisa vecchiezza.
Lascio il bastone sul viale,
sfioro il colore delle labbra.
I capelli si chinano sulle mani.
Tace il silente tiglio.
Parla il ridente giglio.
Amo d'amor infuso,
di castagno scuro miele
di bellezza perduto fiele.
Appari spoglia
da bianche vesti avvolta.
Di te assaporo quello che non c'è.
Concedi l'umido tuo pulsare
al mio crescente ansimare.
Lascia impronta
tu che nella brughiera svanisci,
come l'orizzonte ghermisce
l'ultimo gabbiano
prima della tempesta.
on vidi ca da cuntentezza rilucia puru a via!
Puru u chiaru e luna e supa i ceramidi
cu chida fhaccia tunda e l'occhji randi
scinda ogni sira 'ntra li vinedi
e queta queta annaca tutti i fatticedi .
A fhiumara e sutta i mura 'ndava nostalgia
si ricorda puru ida
chida cumpagnia e vesti culurati chi scindianu i senteri
cu a sporta chjina e panni supa a testa.
Si porrissaru parrara chidi petri!
Fhimmana d'ajieri
eri u profumu e ogni cocipana
chida addura e pumadoro chi gugghjìa
chida tavula acconzata
ca ogni Dominica paria na festa cumandata.
Eri nà poesia!
Oja ai i labbra russi e i tacchi ati
aricchji e mani ' ndorati
sempa beda e chjina e allegria
u dissa puru u Papa ca supa a terra senza e tia
on c'è armonia .
Pe fortuna i tempi cangiaru
ma tu on cangiasti u dira toi
duna senza u pretendi
pecchì si fhimmana chi senti ,
capisci e cumprendi ,
sini casa recojia , accogghji e voi bena,
sini Fhimmana e sempa 'on sulo e ojia e d'ajieri.
Ma è cosa ca ancora amu cumbatti
pecchi 'ndavva 'ntro mundo pregiudizi
e omani chi azanu li mani ,
chi penzanu ca tu 'on bali nenta
on capisciru ca tu sini aria frisca
e senza e tia
on fhiuffa nenta!
Sotto la luna stanca,
E pervade solo il mormorio
Di una voce bianca.
Gondole navigano sul mare scuro
Incapaci di portare alla meta.
Solo maschere a celare la vita.
Mali e strani dolori minano
I fianchi indifesi,
Sotto scoppi di fuochi accesi.
Come un anno che lento finisce
Anche l'anima senza amore regredisce.
Note plumbee sull'acqua
Che canta leggera
Sa di clamori antichi e
Inutili rose tea.
Avvolta dal colore, il suo mantello è un mosaico
dischiuso all’oro e il suo bacio sa di passione,
ci saranno giorni felici e altri meno, magari
sfiorirà il suo seno e le rughe saranno come lune
dipinte sul volto. Pittura e poesia sono icone,
donne affacciate alla finestra, forse comari
del bello, ma in questo budello di stazione
il treno è arrivato, il mondo ora è più amico.
Questo cielo stellato è una frazione dell’immenso,
è dove lo sguardo può spingersi e il suono
immergersi, ma se l’indirizzo di Dio è sconosciuto
dove finiranno le preghiere? Ci fermeremo prima:
il tempo proseguirà, non fa soste e non trema
dinanzi alle nostre minacce. L’uomo che ha tradito
è pentito, la sua donna è fuggita con un nano
del secolo scorso a dispetto del suo dissenso.
Le associazioni della mente sono infinite, è questa
la libertà, creare e distruggere nel nome del nulla
a ritroso tra la fine e la culla, è andare sul rogo
per un nome sbagliato, un refuso sfuggito
al pennello o alla penna. Se senti un ruggito
è del coniglio, il leone invece veste da mago
e ha movenze d’anguilla. La vedi la folla
in lontananza? Ancora tace in questa foresta.












