qui sotto i tuoi piedi s’insinua,
lo senti?
La terra ti cerca, e quel gelo nel cuore riscalda,
la voce si alza sonora nel cielo che piano scolora.
Ascolta il fruscio delle foglie all’orecchio,
ascolta, parole di tempi lontani che adesso son qui
a ricordare.
Ti chiama lo senti?
La vita ti viene a cercare
e parla parole a te note,
son fiocchi di neve sferzati dal vento
son moniti antichi?
O dolci parole d’amore, che piovono
lievi
tra petali e fiori?
Ti stringe tra dita di rami
la terra materna,
ti culla, e leggero il suo tocco ti quieta,
ascolta, il silenzio accarezza il tuo cuore
la vita ti invita a danzare una danza diversa,
e tu, lieve, ti stacchi dal mondo
e muovi i tuoi piccoli passi, su fragili zolle.
Impercettibile volo di foglia
fuggevole sogno
leggero
avvolto in un magico raggio di sole.
Ascolta, ancora,
è vita.
Fammi male,
ci sono fuorilegge che lo braccano
perché è scappato col bottino
della rapina alla banca dei petrolieri.
C’è anche la moglie sulle sue tracce
ora che ha scoperto che aveva per amante
la sua più fidata amica d’infanzia. L’atlante
è stato consultato a lungo e le docce
della prigione sono state proprio ieri
ristrutturate, è arrivato il postino
al suo nascondiglio in deltaplano
mandato dal prete della parrocchia.
Con una raccomandata delle suore
Carmelitane del convento, l’amante
è ora una di loro è stato messo
nero su bianco dalla madre superiora.
Non aprire agli sconosciuti recita
il telegramma della madre inferma
e non accettare caramelle, il postino
ora ride di gusto, è stato un fantino
prima di distribuire alla ciurma
cartoline della città senza vita.
Il tempo inganna, è solo un’ora
ma è più di un’ora di sesso
selvaggio. C’è pure un diamante
nel bottino, sarà stato un pegno d’amore
per donne con problemi di vista
e bisogno di conferme. L’uomo in arrivo
col pick up nero non è stato invitato
al party della spartizione, ha fatto
delle domande in giro e ha capito
che poteva fregarsi il malloppo.
Da piccolo è stato eletto guappo
del rione dei vermi, ora è finito
a dormire all’aperto dopo lo sfratto
della sua abitazione. Ha sparato
per primo, ma ha preso un cavo
della luce e la tela di un artista.
L’uomo in divisa ora può riposare
non è stata una giornata sprecata
dice il suo cuore. L’avvocato
della moglie si è fatto sentire
lo citerà in giudizio, lei vuole
la metà del malloppo come da legge.
Ci penserà domani, la strage
di cuori è rimandata. C’è il sole
al tramonto e il giorno sta per scadere
qualcuno ha vinto e c’è chi ha pagato
con la vita. La polizia si è organizzata
arriverà di notte e comincerà a sparare.
Scorrete acque antiche
nel ventre della terra
sgorgate calde , salubri e termali
avvolgete il corpo dei mortali
pulendo lembi di pelle e anime.
scorrete fumanti a lambire i fianchi.
dal sapore sulfureo riempite le narici
e aprite le menti.
scorrere e irrorare la terra
con il vostro caldo tepore
che nasce dal fuoco terreno.
acque...acque del bene
Dico basta
ai pensieri vaniglia
per non inzuccarmi
al glucosio mai più
che per farla finita
con l’andare a succhiare
ogni cosa sia dolce
non rileccherò
le commedie divine
per assaporare
qualche grande canzone
e poesie sconvolgenti
per sdilinquante dolcezza
di innumerevoli pagine al miele
con retrogusto allo spirito
di vero castagno
ma non posso più avere
pensierini azzeccosi
abbarbicati ai neuroni
come i filati di zucchero
agli steli di menta
se non mi fanno
dar torto aspramente
a tutti coloro
mi danno per pazzo
e nel tuo ventre il mondo si rinnova.
A volte aspra altre d’ambrosia dolce sei bagnata.
Fiore tra i fiori, e in mille profumi ti confondi,
zenzero e cannella nelle mani.
Rosea la pelle tua, candida o ambrata,
sereno sguardo al mondo,
sorriso dolce e amaro di un pianto mai sopito.
Fiore tra i fiori, cuore tra mille cuori,
calice odoroso gineceo d’amore,
gettato in terra calpestato e offeso
fiore di primavera,
la testa china e il pianto nelle mani.
Dura come la roccia,
flessuosa come la spiga al vento,
e nelle mani amore, il frutto più bello
dono del tuo grembo.
Dell’essere in vita
te ne sei accorta
nel bello e nel brutto
della consolazione
per il giusto e sbagliato
della mezza misura
con l’amore del folle
da dover ricambiare
fra gioie al dolore
per voler separare
il tempo tiranno
dal suddito ottuso
o quello lassista
da un principe illuso
nei sogni da fare
mai per piacere
e da non realizzare
nella conquista finale
del più grande potere
di scordare ogni cosa
sul bene rimpianto
e dirglielo in faccia
alla morte sai cosa

Tra braccia arcobaleno

L'alba colora l'infinito
di roseo incanto,
attendo te che arrivi
col sorriso sulle labbra
trasmettendomi tenero sentimento.
Il cielo mostra i rossori del mattino,
natura d'aria liberata
in spirali di fulgido azzurro
irradianti il giorno a venire.
Grande dono la nostra vicinanza
ore trascorse in grande esultanza:
gioie di cristallo terso
sfociano al di là del sogno compiuto
in girandole di teneri lemmi
che inalo con ardore
assieme all'essenza del tuo profumo.
Confini convergenti i nostri cuori
rispecchiantisi nell'attrazione dei nostri sguardi
e nella luminosità del benedetto giorno.
Esultano parole
nel ritmo del respiro...
Uno spazio chiuso, un castello dell’arte
tutto nostro - che importa come lo chiami-
come già era, astratto, empio e nebuloso
come il silenzio dell’oceano, nel buio distratto
della luce fioca di ogni luna calante.
Un luogo di ritratti come un salvagente
da abitare senza rimorsi, il patto
che è stato scritto sulla sabbia, se lo richiami
dal cuore senza contorni allo stato gassoso
sarà un legame senza tempo, noi in disparte.

Quanti anni










