Tu, evanescente
nel costrutto
della vita,
dov'eri?
Prima non c'eri,
ora sai d'essere
perché lei
è la linfa paziente
nel rammendare
il tuo cuore.
E' la musa
che accarezza
l'anima,
è la dolcezza amara
d'un sentimento
prima non compreso,
è il turbinio
di quell'emozione
d'un quadro
tinteggiato d'amore.
nel costrutto
della vita,
dov'eri?
Prima non c'eri,
ora sai d'essere
perché lei
è la linfa paziente
nel rammendare
il tuo cuore.
E' la musa
che accarezza
l'anima,
è la dolcezza amara
d'un sentimento
prima non compreso,
è il turbinio
di quell'emozione
d'un quadro
tinteggiato d'amore.
3 commenti
"As if the oppressor was never a child, as if heroin was never a flower"
Quel tuo
grande capolino
dal color giallo aranciato
sa ancora distinguersi
dalle eloquenti
espressioni
spettinate
della collina,
e da questi miei
pensieri caduchi
che svaniscono,
dimenticati,
fra le brocche
del biancospino.
Favorisce pioggia,
oggi, il mio malumore,
e gli 8 venti dell’Appennino
versano getti d’acqua fredda
sulle raggiere dei tuoi petali,
sui miei corimbi
bianco rosati,
e sui ciuffi
giallastro
piumosi
dell’arnica.
Così si dovrà
aspettare il sole,
perché i nostri fiori
tornino a diffondere
quel poco di felicità:
pollini e fragranze
in sospensione
atmosferica
sui nostri
cammini
caotici,
come
pensieri
che nascono
e si aggrovigliano
troppo lontani
dal mare.
“SAMO as an alternative to God”
“SAMO as an expression of spiritual love”
“SAMO as a conglomerate of dormant-genius”
(J.M.B.)
che nascono
e si aggrovigliano
troppo lontani
dal mare.
“SAMO as an alternative to God”
“SAMO as an expression of spiritual love”
“SAMO as a conglomerate of dormant-genius”
(J.M.B.)
Di notte ti scrivo,
poesie di un morto
a cui rimane il respiro
e le ferite aperte che sul cuore porto,
sono le quattro
e guardo gli alberi piangere con il vento,
sei tra le braccia di qualcun altro
e non ci pensi più agli errori di cui mi pento.
Per te ero solo una deviazione dal percorso principale,
alcune volte penso di averti avuto sempre mio
ma alle notti giuro di averti giudicato male,
che pensavo fossi tutt'altro che un semplice addio,
quando le parole quel giorno vennero meno
tu la tenevi stretta,lei
e l'amavi davvero,
e io continuavo a giurarti che non ti avrei odiato,
immagino che alcune bugie vadano dette
ed è questo il canone che tu hai usato
prima che tutte le sensazioni smettessero d'esser perfette
e io smettessi d'essere amato.
poesie di un morto
a cui rimane il respiro
e le ferite aperte che sul cuore porto,
sono le quattro
e guardo gli alberi piangere con il vento,
sei tra le braccia di qualcun altro
e non ci pensi più agli errori di cui mi pento.
Per te ero solo una deviazione dal percorso principale,
alcune volte penso di averti avuto sempre mio
ma alle notti giuro di averti giudicato male,
che pensavo fossi tutt'altro che un semplice addio,
quando le parole quel giorno vennero meno
tu la tenevi stretta,lei
e l'amavi davvero,
e io continuavo a giurarti che non ti avrei odiato,
immagino che alcune bugie vadano dette
ed è questo il canone che tu hai usato
prima che tutte le sensazioni smettessero d'esser perfette
e io smettessi d'essere amato.
T’ho veduta e ancor prima di avvicinarti, di conoscerti, mi sono innamorato di te. E si che, non sono di primo pelo, come potrei apparire. Il cosiddetto coup de foudre, il colpo di fulmine non ha mai soggiornato tra i miei pensieri. Tutte storie, credevo. Tuttavia ora mi ritrovo a riflettere sul perché sia potuto avvenire proprio a me, che non lo consideravo nemmeno. Cos’è stato che ha fatto scattare quella fatidica trappola. Si, trappola, perché io non cercavo niente, men che meno, amore. Specialmente alla mia età, poi. E va bene che, nonostante gli annetti, come dicono spesso i maschietti della mia età, il mio spirito è ancora giovanile, forse troppo giovanile, cresciuto nello stesso recinto in cui hanno pascolato pensieri liberi e in continua evoluzione, però…però io, più che considerarlo un colpo di fulmine, credo sia stato un vero e proprio colpo basso (un coup bas !). Infatti ora mi ritrovo a chiedermi insistentemente, come ho fatto a perdere la luce della ragione, istantaneamente. Dovrò farmene una ragione, penso. Quello che, adesso, mi interessa è dimostrare la valenza del mio amore, la sua intensità e ciò che avrò in cambio dallo scambio di sentimenti. Non è cosa semplice, affatto, così come è difficile far accettare ad una donna che è amata nel modo più sincero e devoto del mondo. Ecco, allora, che quando ci si dichiara e, in corrispondenza di affetti non si è accettati del tutto. Le donne sono molto esperte in “Forche Caudine” e le ritengono irrinunciabili, prima di mettere il sigillo sull’innamoramento. Quindi, d’emblée, si diventa amici, poi cari amici, amici del cuore e infine si riesce a farsi definire amato. Tutto questo se, nel caso si sia in la con l’età, avviene prima della morte ! Per me è stato diverso ! Più difficile. Mi sono imbattuto in una linea Maginot ben organizzata e, decisa a resistere a quella che è una situazione in cui mi sono cacciato non per volontà mia ma perché…è capitato. Sembra che sia l’ultima linea, quella che separa gli amici del cuore, dagli innamorati. E dire che io l’ho zompata di getto questa linea, mentre sembra che tu ne sia rimasta al di la. La verità, la mia verità è che credo che tu non conosca il vero amore. Come possono definirsi due persone, uomo e donna, che dicono di volersi bene, che soffrono l’una per l’altra, che si cercano in ogni ora della giornata, che passano ore ed ore al telefono parlandosi intimamente ed in continuazione, che litigano per banalità per poi ritrovarsi immediatamente, che si fanno anche scenate di vera e propria gelosia ? Io non ho dubbi, sono due innamorati. Tu, non sai che sia. Che fare, quindi ? Non rinuncio a te, non me lo posso permettere….le mie coronarie, sai. Ma neanche tu, vuoi farlo, non vuoi rinunciare a me. Sai che facciamo ? Questa notte ci alzeremo, prenderemo una grossa pinza, ci recheremo presso la famosa linea che separa due nostri grandi sentimenti e taglieremo i reticolati che ci separano e così potremo fuggire insieme dalla parte dell’amore. Ti aspetto.
Non hai mai voluto sapere,
sentire, guardare o capire.
Or fermati , Caro Angelo perduto!
Guardami!
guarda bene,
proprio laggiù in fondo
dove c è l’ardente fuoco
che un giorno ti ha scaldato.
Or spento, annichilito
dal tuo beffardo gioco.
E poi ancor …
ascolta questa dolorante musica
che forte mi attraversa,
le cui falcianti note
mi falciano il respiro…
E ancor di più,
Or ti tocca,
di volgere il tuo sguardo
fino ad incontrare il mio.
…SON PAGINE NEGLI OCCHI!
per poterti urlare forte
tutto quello che ho taciuto.
Ora và,
vai pure
Dolce Angelo perduto,
e che tu non possa mai
conoscere o percorrere
questi oscuri labirinti.
SON PAGINE I MIEI OCCHI.
sentire, guardare o capire.
Or fermati , Caro Angelo perduto!
Guardami!
guarda bene,
proprio laggiù in fondo
dove c è l’ardente fuoco
che un giorno ti ha scaldato.
Or spento, annichilito
dal tuo beffardo gioco.
E poi ancor …
ascolta questa dolorante musica
che forte mi attraversa,
le cui falcianti note
mi falciano il respiro…
E ancor di più,
Or ti tocca,
di volgere il tuo sguardo
fino ad incontrare il mio.
…SON PAGINE NEGLI OCCHI!
per poterti urlare forte
tutto quello che ho taciuto.
Ora và,
vai pure
Dolce Angelo perduto,
e che tu non possa mai
conoscere o percorrere
questi oscuri labirinti.
SON PAGINE I MIEI OCCHI.
Il mio cane
se ancora sarà in vita
piangerà, non mangerà
non dormirà.
Sarà con me e morirà con me.
Quando non ci sarò più
anche i miei scritti
moriranno con me,
saran gettati in una pattumiera.
i miei quadri, le mie collane
piaceranno a qualcuno,
le metteranno al muro,
le metteranno al collo,
le daranno in mano ai bambini, saranno rotte
e poi gettate via.
Quando non ci sarò più
sarà la guerra
tra i miei risparmi
fra la mia casa,
sarà una lotta tra invidia
e attaccamento ai soldi.
Saranno i nipoti
a sentirne la mancanza
chi mi è stato vicino e non lontano.
Tu te ne starai in disparte,
qualche lacrima, poi parlerai di sport
e neanche il mio desiderio esaudirai.
Tu non potrai più comandare
non potrai urlarmi all'orecchio
non potrai impedirmi l'aria
non potrai impedirmi un respiro
perché non respirerò più.
quando non ci sarò più sarò libera di volare
di gridare, piangere e dire i miei pensieri
che non sono mai stati tuoi,
sono come quel gabbiano,
che grida ma vola via...
libero.
Non ho mai conosciuto l' amore,
quel naufragio di un fiore di marzo,
sintattico sorriso d' inchiostro di brina.
Non ho mai conosciuto l' amore,
quell' arpa filosofale dell' emozione
nel suo atlante infuocato di sogno e passione.
Non ho mai conosciuto l' amore,
quella recensione planetaria dell' immaginazione,
acrobata sentimentale dall' ignota conclusione.
Non ho mai conosciuto l' amore,
quel porticciolo immacolato di stelle ferite
polline raccapricciante d' universo geloso.
quel naufragio di un fiore di marzo,
sintattico sorriso d' inchiostro di brina.
Non ho mai conosciuto l' amore,
quell' arpa filosofale dell' emozione
nel suo atlante infuocato di sogno e passione.
Non ho mai conosciuto l' amore,
quella recensione planetaria dell' immaginazione,
acrobata sentimentale dall' ignota conclusione.
Non ho mai conosciuto l' amore,
quel porticciolo immacolato di stelle ferite
polline raccapricciante d' universo geloso.
Nel tripudio di calore e colori
ha abbracciato baci forti
ed emozioni nuove
alzando al cielo
come fossero fuochi d'artificio
occhi sempre più grandi
scivolando dolcemente
su onde cristalline
ed amiche
ha contato le ore
che separavano dall'autunno
tra i sussurri della gente
ed i respiri di altre terre
ha ascoltato sapientemente
e saggiamente che ritornerà
tra suoni di rintocchi
e passi curiosi
ha sgranato lo stupore
e la meraviglia
in collana di desideri
profumandosi per quel che verrà
si è vestita di sgargiante
per danzare sugli arrivederci
sciogliendo lacrime di ricordo
e gioia
ha bagnato
e pulito viso innocente
dipingendo su quel volto
il suo ritorno
l'estate sa che ritornerà
l'estate sa che ritornerà
ha abbracciato baci forti
ed emozioni nuove
alzando al cielo
come fossero fuochi d'artificio
occhi sempre più grandi
scivolando dolcemente
su onde cristalline
ed amiche
ha contato le ore
che separavano dall'autunno
tra i sussurri della gente
ed i respiri di altre terre
ha ascoltato sapientemente
e saggiamente che ritornerà
tra suoni di rintocchi
e passi curiosi
ha sgranato lo stupore
e la meraviglia
in collana di desideri
profumandosi per quel che verrà
si è vestita di sgargiante
per danzare sugli arrivederci
sciogliendo lacrime di ricordo
e gioia
ha bagnato
e pulito viso innocente
dipingendo su quel volto
il suo ritorno
l'estate sa che ritornerà
l'estate sa che ritornerà
Non voglio più soffrire!
Vita che da sempre mi sei a un passo,
che t’annuso, ti sfioro e t’amo così tanto,
t'ho cercata in primavera nelle bambole di pezza,
negli amori giovanili sotto stelle da incendiare,
nei sorrisi di un padre che non riuscivo a toccare,
nelle notti di luna tra le alcove dei sogni,
nei ricami di stelle creduti esclusivi.
Adesso dico basta, voglio amare!
Apri un angolo d’universo amico
ove far risplendere aneliti fioriti
e permetti a questo cuore smanioso
di volare libero, gabbiano guarito,
oltre gli azzurri del cielo e del mare,
verso le braccia d'un grande amore.
Dammi quella giusta dose di sale
che dia gusto al tempo che rimane.
Vita mia, fatti stringere davvero.
Questa filastrocca è in onore del negozio di caramelle del mio paese, dove da quasi 100 anni, molti concittadini passano davanti alle loro vetrine desiderando un dolcetto. I bambini piccoli da noi chiamano le caramelle i chicchi, da qui il titolo il chiccaio.
Passeggiando per via Roma
di caffè senti l'aroma,
è il negozio del Banchelli
il preferito dai monelli.
Caramelle e confetti
caffè sfuso e a pacchetti,
tanti dolci colorati
in vetrina adagiati.
"Nonna ti prego, bravo son stato,
merito un po' di cioccolato!"
Per anni l'abbiam chiesto noi bambini,
sognando i golosi cioccolatini.
Puntando il dito, sopra il bancone,
guardando in alto, in adorazione.
Ma dal Banchelli si va anche da adulti,
quando nell'animo abbiam troppi sussulti,
entri dentro e con emozione,
ti ricordi quando non arrivavi al bancone.
Un ultimo sguardo ai dolci brillanti
"Due etti di sorrisi, oggi ne merito tanti!"
Passeggiando per via Roma
di caffè senti l'aroma,
è il negozio del Banchelli
il preferito dai monelli.
Caramelle e confetti
caffè sfuso e a pacchetti,
tanti dolci colorati
in vetrina adagiati.
"Nonna ti prego, bravo son stato,
merito un po' di cioccolato!"
Per anni l'abbiam chiesto noi bambini,
sognando i golosi cioccolatini.
Puntando il dito, sopra il bancone,
guardando in alto, in adorazione.
Ma dal Banchelli si va anche da adulti,
quando nell'animo abbiam troppi sussulti,
entri dentro e con emozione,
ti ricordi quando non arrivavi al bancone.
Un ultimo sguardo ai dolci brillanti
"Due etti di sorrisi, oggi ne merito tanti!"
Con animo umile
vorresti bussare
alle porte del buio,
per riempire
di luce
i sentimenti;
rendere poesia
ogni cosa semplice,
dipingere di rosa
la quotidianità,
scolpire un mondo
con gioia d'essere;
comporre
nella traviata della vita
il pentagramma
dell'amore,
che coinvolgesse
tutta l'umanità.
vorresti bussare
alle porte del buio,
per riempire
di luce
i sentimenti;
rendere poesia
ogni cosa semplice,
dipingere di rosa
la quotidianità,
scolpire un mondo
con gioia d'essere;
comporre
nella traviata della vita
il pentagramma
dell'amore,
che coinvolgesse
tutta l'umanità.
Godrò ora,
mi ubriacherò di te,
di questi attimi,
spesso fugaci,
di questi giorni, degli anni.
… Altro non voglio...
Sarai il mio adesso,
del domani non voglio sapere…
Mangerò delle tue carezze,
mi disseterò dei tuoi baci
e quando sarò stordita, stanca,
spalancherò di nuovo
e ancora
la porta al mondo…
mi ubriacherò di te,
di questi attimi,
spesso fugaci,
di questi giorni, degli anni.
… Altro non voglio...
Sarai il mio adesso,
del domani non voglio sapere…
Mangerò delle tue carezze,
mi disseterò dei tuoi baci
e quando sarò stordita, stanca,
spalancherò di nuovo
e ancora
la porta al mondo…













