Ti vidi all'improvviso
stesa su quella spiaggia,
dormiente col sorriso dolce,
avvolta in una veste velata
dai riflessi argentei.
Ed in quella notte d'agosto,
da fortunato mortale,
pensai d'aver trovato
una stella caduta.
Socchiusi gli occhi
e ti chiesi di esaudire
il mio impossibile desiderio,
e tu stella su di me attonito
il tuo sguardo posasti.
Vestita del tuo sorriso,
illuminasti la notte
e copristi di profumi
l’aria che ci circondava.
Tenera fu la mano,
che sfiorò il mio viso.
Ed un caldo bacio
la tua bocca sulla mia poggiò.
Il più dolce bacio d’amore,
il più luminoso,
il più intenso,
il bacio di una stella.
Amichevolmente scritta con l'amico-poeta Gigggi che ringrazio per avermi scelta per questa avventura a 4 mani.
stesa su quella spiaggia,
dormiente col sorriso dolce,
avvolta in una veste velata
dai riflessi argentei.
Ed in quella notte d'agosto,
da fortunato mortale,
pensai d'aver trovato
una stella caduta.
Socchiusi gli occhi
e ti chiesi di esaudire
il mio impossibile desiderio,
e tu stella su di me attonito
il tuo sguardo posasti.
Vestita del tuo sorriso,
illuminasti la notte
e copristi di profumi
l’aria che ci circondava.
Tenera fu la mano,
che sfiorò il mio viso.
Ed un caldo bacio
la tua bocca sulla mia poggiò.
Il più dolce bacio d’amore,
il più luminoso,
il più intenso,
il bacio di una stella.
Amichevolmente scritta con l'amico-poeta Gigggi che ringrazio per avermi scelta per questa avventura a 4 mani.
12 commenti
Son sogni riesumati,
storie particolari,
amori ormai defunti,
storie di amicizia
di tempi ormai lontani.
Li custodisce il cuore
In un forzier dorato
li ammassa alla rinfusa
a fatto consumato.
I ricordi.
Come una bolla d’aria
risalgono in superficie
a rinverdire gli anni
ognun per la sua specie.
Hanno colori tenui
di tremule fiammelle,
sapori contrastanti
aromi stuzzichevoli.
I ricordi.
Se tu vuoi ricordarne
uno in particolare,
puoi farti trasportare
dal suo profumo intenso,
profumo di cose care.
I ricordi.
Ma lasciali costì
devono decantare
e poi dolcemente
lasciarsi…ricordare.
storie particolari,
amori ormai defunti,
storie di amicizia
di tempi ormai lontani.
Li custodisce il cuore
In un forzier dorato
li ammassa alla rinfusa
a fatto consumato.
I ricordi.
Come una bolla d’aria
risalgono in superficie
a rinverdire gli anni
ognun per la sua specie.
Hanno colori tenui
di tremule fiammelle,
sapori contrastanti
aromi stuzzichevoli.
I ricordi.
Se tu vuoi ricordarne
uno in particolare,
puoi farti trasportare
dal suo profumo intenso,
profumo di cose care.
I ricordi.
Ma lasciali costì
devono decantare
e poi dolcemente
lasciarsi…ricordare.
"Se un leone potesse parlare, non lo capiremmo comunque."
(Ludwig Wittgenstein)
Lasciami scrivere ancora,
se no come faccio a dirtelo
che quelle non sono stelle,
che la mia musica è neve
in caduta libera
sulla tua geografia,
che non esistono fatti
ma interpretazioni,
e che
quello sguardo,
che rimane sospeso
senza mai ricadere,
è la lunga spirale
dell’inconscio
che sta
per nascere.
Sei tu, amore,
l'incorporea
anima del mondo,
che è solo questione
di tempo,
prima che
inventi i mezzi
per annientarmi.
Sei tu la costante
che è universale:
quell'enorme
distanza
che ci separa
e che ci descrive,
totalmente ignari
l'uno dell'altro.
Eccola qui
la nuvola nera
dove tutto è seme,
dove il segnale
è wow;
eccola,
la ribellione
della macchina,
il paradosso,
la distruzione,
il segnale radio,
la comunicazione.
È questa la realtà
che non si può
capire?
Non
essere
dura con me,
indifferente
ai bisogni
di un
uomo
che è cieco,
che è limitato,
quasi imperfetto:
che è come tutto,
e anche come
il contrario.
di tutto.
E
se
ti va,
chiedimelo
il significato
del sogno:
che io
ti
dirò
cosa vedi
la notte
che
non
ricordi
al mattino.
La prospettiva
fra il sole e la luna,
la dimensione
dove l’uno
si fa molteplice,
e dove il molteplice
ritorna ad essere l’uno.
“Where is everybody?"
(Enrico Fermi)
Bandiera svèntola
chi n’astio non matura.
Sparlare lede!
<=> <=> <=>
Terzina nata (Stile haiku 5-7/5) a considerazione della riflessione lasciata dall’insigne Emil Cioran, filosofo, saggista et aforista rumeno del XX secolo:
“Il miglior mezzo per sbarazzarsi di un nemico è dirne bene ovunque. Glielo riferiranno, e lui non avrà più la forza di nuocervi: avete spezzato la sua molla... Sarà sempre in guerra contro di voi ma senza vigore né costanza, giacché inconsciamente avrà smesso di odiarvi. È vinto, e ignora la propria disfatta”.
E sono qui ad ascoltare
della notte il silenzio,
nell'eco urla del travaglio
di un nuovo giorno nascente
Vorrei non sentire
vorrei fermare il tempo
qui ed ora
vorrei la notte mai finisse
Assurdo e futile desiderio,
non si ferma il tempo
inesorabilmente scorre
incurante ad ogni sentimento
L'Inquietudine indesiderata ospite
puntuale si presenta,
mi nascondo dietro una tazza
di caffè bollente, sciocca !!!
nemmeno un muro
di mille metri e più la fermerebbe
Un rito che si ripete perpetuo
avvolge le viscere
come il veleno del più pericoloso dei serpenti,
ma mortifero non è
Anche questa è vita
profumo di melma umida
incenso che si consuma piano
e si spegne ….
si spegne con il primo raggio di sole
che porta con se nuove speranze
a cui aggrapparsi per non morire ....
VORREI ESSERE UN RAGGIO DI SOLE
PER SVEGLIARTI AL MATTINO
ABBAGLIARTI DI LUCE
E BACIARTI IL VISO
VORREI AVERE
I TUOI OCCHI PER VEDERE
LE SENSAZIONI CHE PROVI
VORREI PRENDERE POSTO
AI TUOI PENSIERI
E LIBERARLI CON UN TEMPORALE
IN UNA NOTTE IDEALE
VORREI PRENDERE
I SOGNI E RELAIZZARE PER TE
CON LA MAGIA E LA NEVE DI NATALE
PER SVEGLIARTI AL MATTINO
ABBAGLIARTI DI LUCE
E BACIARTI IL VISO
VORREI AVERE
I TUOI OCCHI PER VEDERE
LE SENSAZIONI CHE PROVI
VORREI PRENDERE POSTO
AI TUOI PENSIERI
E LIBERARLI CON UN TEMPORALE
IN UNA NOTTE IDEALE
VORREI PRENDERE
I SOGNI E RELAIZZARE PER TE
CON LA MAGIA E LA NEVE DI NATALE
La geografia del pensiero,
anaforico artigiano d' immaginazione
tra meridiani e latitudini d' amore,
migrò un romanzo d' abitudine
interpretando il polline dei giorni
arroccati in schegge di passione e confusione.
Come segmenti d' autore impreparato
scarabocchiati d' emozione,
così l' allitterazione del silenzio
all' alba di una confessione,
separò l' animo infinito
d' una luna mutilata d' intenti
e nell' appostamento dei momenti
si tinse d' autunno e ferimenti.
anaforico artigiano d' immaginazione
tra meridiani e latitudini d' amore,
migrò un romanzo d' abitudine
interpretando il polline dei giorni
arroccati in schegge di passione e confusione.
Come segmenti d' autore impreparato
scarabocchiati d' emozione,
così l' allitterazione del silenzio
all' alba di una confessione,
separò l' animo infinito
d' una luna mutilata d' intenti
e nell' appostamento dei momenti
si tinse d' autunno e ferimenti.
Seguo il volo
di una farfalla
libera di volare nell'aria.
Mi adagio piano nell'erba
è così morbida...
Vorrei sognare ancora un po’
se mi è permesso.
Seguo con gli occhi
quella piccola farfalla,
non smette di agitarsi
mi passa infinite volte davanti:
pare sfidarmi,
ma io non ho nessuna voglia.
C’è un leggerissimo vento
l’aria è fresca
ed il sole è ancora alto,
provo a rialzarmi
ma non ci riesco,
mi rilasso ancora un po’.
Provo a parlare con la piccola vita
lei mi gira ancora intorno
forse capisce quel che dico.
Mi addormento soddisfatto...
di una farfalla
libera di volare nell'aria.
Mi adagio piano nell'erba
è così morbida...
Vorrei sognare ancora un po’
se mi è permesso.
Seguo con gli occhi
quella piccola farfalla,
non smette di agitarsi
mi passa infinite volte davanti:
pare sfidarmi,
ma io non ho nessuna voglia.
C’è un leggerissimo vento
l’aria è fresca
ed il sole è ancora alto,
provo a rialzarmi
ma non ci riesco,
mi rilasso ancora un po’.
Provo a parlare con la piccola vita
lei mi gira ancora intorno
forse capisce quel che dico.
Mi addormento soddisfatto...
Chissà
se tra uno sbadiglio e un caffè
ricordi la nota di una canzone
che ho dedicato a te.
Chissà se una e una sola parola,
come foglia ad albero
è appesa al tuo cuore,
se mai l'ha sfiorato quel cuore!
Ma se passa a un passo da te
una piccola nuvola bianca
in un cielo senza nuvole,
non la cacciare via,
non porta pioggia
e se lungo la strada
ti scontrerai con una gatta bianca,
lascia che si strusci
è solo il tuo odore che vuole,
ti lascerà andare.
Una carezza non può fare male
perché è solo una carezza
e una carezza non chiede di più.
Foglie mosse dal vento
rammentano l'essenza
onirica inesplorata e armoniosa
dei miei cieli canuti e tersi.
Dispersa da una lacrima
sotto le ciglia
rapita da un riverbero di luce
adagiata sul pantano della terra
una voce d'anima
sparsa qua e la dal vento.
Ne assaporo ogni suo canto
che desta e ridesta
le mie mutevoli stagioni.
Incantata
rammentano l'essenza
onirica inesplorata e armoniosa
dei miei cieli canuti e tersi.
Dispersa da una lacrima
sotto le ciglia
rapita da un riverbero di luce
adagiata sul pantano della terra
una voce d'anima
sparsa qua e la dal vento.
Ne assaporo ogni suo canto
che desta e ridesta
le mie mutevoli stagioni.
Incantata
tra gli affranti
dissetati dal profumo del cuore
ho l'ardore viziato
di una memoria mezza vuota
e mezza piena.

dissetati dal profumo del cuore
ho l'ardore viziato
di una memoria mezza vuota
e mezza piena.

Non un fil di luce,
non uno spiffero,
solo fumi d'alcool,
solo i tuoi occhi,
fissi,
a guardarti frantumare.
Un bicchiere portato
troppo vicino al cuore
può far male,
troppo vicino alla testa,
può annientare.
Resti ad ondeggiare
fermo,
sul tuo giaciglio,
lasciandoti trasportare,
dall'onda viva,
nel tuo stomaco,
unico superstite
in questo cimitero.
Mai più vero,
mai più vero.
Ti guardi crollare,
un segmento alla volta,
un puntino alla volta,
un pezzo di anima
si polverizza,
un tenue capello,
cade.
Mai più vero,
mai più vero,
riecheggia la promessa,
in un mondo incapace
di comprendere,
o forse capace,
ma disinteressato.
Sfugge via una linea,
di te,
mentre sfugge via il tempo,
il tuo.
Fuori il turbinio,
dentro il buio,
non un fil di luce,
non uno spiffero,
non c'è più poesia
strozzata insieme
all'anima.
Un bicchiere portato
troppo vicino al cuore
fa morire, si
ma offre la compagnia,
dei tuoi demoni.
non uno spiffero,
solo fumi d'alcool,
solo i tuoi occhi,
fissi,
a guardarti frantumare.
Un bicchiere portato
troppo vicino al cuore
può far male,
troppo vicino alla testa,
può annientare.
Resti ad ondeggiare
fermo,
sul tuo giaciglio,
lasciandoti trasportare,
dall'onda viva,
nel tuo stomaco,
unico superstite
in questo cimitero.
Mai più vero,
mai più vero.
Ti guardi crollare,
un segmento alla volta,
un puntino alla volta,
un pezzo di anima
si polverizza,
un tenue capello,
cade.
Mai più vero,
mai più vero,
riecheggia la promessa,
in un mondo incapace
di comprendere,
o forse capace,
ma disinteressato.
Sfugge via una linea,
di te,
mentre sfugge via il tempo,
il tuo.
Fuori il turbinio,
dentro il buio,
non un fil di luce,
non uno spiffero,
non c'è più poesia
strozzata insieme
all'anima.
Un bicchiere portato
troppo vicino al cuore
fa morire, si
ma offre la compagnia,
dei tuoi demoni.
Scrivo sulle lacrime la pretesa vana
di ridisegnare l’ombra alla luce d’assenza,
mancanza che non rinnega casa alle parole
ma sfiora l’inquietudine d’antica danza
e illumina l’elsa all’aporia sana.
Schioccano lingue di fuoco sui seni
tempo vivo di pensiero indagatore
con pretese di fede smarrite lacerando offese
distanze che non smettono d’edificare
macerie di deserti, silenzi derubati d’infiniti cieli
Rianimato dal pianto del cuore in fiamme
senza fiato in vena appare lo spirito indenne
neonato avvolto dall’assoluto incanto
di ricerca in carezze verginee d’armonia
Quale volo anela l’ala che nella mente manca?
Ogni donna
dovrebbe avere
un poeta per amante
Un uomo che trovi
le parole
per colorare
la malinconia
Che prepari al mattino
un latte dolce di gesti e pensieri
e un buongiorno
senza nuvole
Che chiuda le palpebre
alla sua amata
quando il mondo
è grigio e fa paura
Che le regali
un raggio di sole
in uno sguardo
Un poeta
che vada a catturarle
l'ultima pioggia del cielo
per lavarle l'anima
Che le prenda la mano
e insieme possano
affrontare tempeste
senza paura
Che le scriva
tutto l'amore
in una fiaba infinita
dovrebbe avere
un poeta per amante
Un uomo che trovi
le parole
per colorare
la malinconia
Che prepari al mattino
un latte dolce di gesti e pensieri
e un buongiorno
senza nuvole
Che chiuda le palpebre
alla sua amata
quando il mondo
è grigio e fa paura
Che le regali
un raggio di sole
in uno sguardo
Un poeta
che vada a catturarle
l'ultima pioggia del cielo
per lavarle l'anima
Che le prenda la mano
e insieme possano
affrontare tempeste
senza paura
Che le scriva
tutto l'amore
in una fiaba infinita













