Mi sono chiuso le dita in una sveglia,
tra un minuto primo ed una seconda vita volatile,
nell'aria ci era una abilità da giocoliere,
riconosciuta oramai anche dai granchi più nobili,
quelli per intenderci dalle penne dal fango bordeaux.

7 commenti
Perché i gabbiani volano così in alto?
Appartengono al mare,
eppure…
adorano il cielo.
Sostano sulle scogliere,
tra uno scoglio e il mare,
la spiaggia.
Poi d’un tratto, sù…
Sù, fino a sfiorare nuvole vagabonde
che sanno di pioggia,
su, voglia infinita di libertà
e ali leggere, di gioia,
librano lontano.
Raminghi
rincorrono sogni,
un amore: chissà.
… Fuggono dal mondo...
Così,
da lassù un puntino, noi:
… il niente!
Perché i gabbiani volano cosi in alto?...
Appartengono al mare,
eppure…
adorano il cielo.
Sostano sulle scogliere,
tra uno scoglio e il mare,
la spiaggia.
Poi d’un tratto, sù…
Sù, fino a sfiorare nuvole vagabonde
che sanno di pioggia,
su, voglia infinita di libertà
e ali leggere, di gioia,
librano lontano.
Raminghi
rincorrono sogni,
un amore: chissà.
… Fuggono dal mondo...
Così,
da lassù un puntino, noi:
… il niente!
Perché i gabbiani volano cosi in alto?...
Uscire dal sonno nel cuore della notte a volte una ansia profonda:
Il filo del pensiero comincia ad offuscare, e poi
Un istinto farfallesco sente nel respiro una difficoltà,
Accumulata nel petto il peso della solitudine delle ore di assenza.
Assonato infine, sente che il Suo nome gli ha stregato occhi e cuore.
Lo ama, si fonderebbe per Lei, sarebbe diventato respiro per le sue costole;
Riflesse, poi cadde a dormire fino al pianto dell'anima
Si affondò nei recessi malinconici dei sentimenti.
Lui si mise a piangere per l'impossibilità delle sue parole;
All'alba, concluse quello che definì "argomento".
Qualunque sia il modo della ricerca per trovare la strada
Il suo amore sarà fallito alla fin fine.
Tuttavia, la bellezza del fallimento è un sacrificio interno.
Quell'uomo lo può esalare dalle sofferenze solo l'attimo dell'eternità.
Il filo del pensiero comincia ad offuscare, e poi
Un istinto farfallesco sente nel respiro una difficoltà,
Accumulata nel petto il peso della solitudine delle ore di assenza.
Assonato infine, sente che il Suo nome gli ha stregato occhi e cuore.
Lo ama, si fonderebbe per Lei, sarebbe diventato respiro per le sue costole;
Riflesse, poi cadde a dormire fino al pianto dell'anima
Si affondò nei recessi malinconici dei sentimenti.
Lui si mise a piangere per l'impossibilità delle sue parole;
All'alba, concluse quello che definì "argomento".
Qualunque sia il modo della ricerca per trovare la strada
Il suo amore sarà fallito alla fin fine.
Tuttavia, la bellezza del fallimento è un sacrificio interno.
Quell'uomo lo può esalare dalle sofferenze solo l'attimo dell'eternità.
Lo risputò il nostro vecchio orizzonte,
di traverso una briciola di pane,
acqua e sete separate alla fonte,
e anche inerme sembrava avesse fame.
Un pudore gli nascondeva il volto,
come un figlio lo stringeva la riva;
si fermò il tempo restando in ascolto:
era una guerra e nessuno sentiva.
Sulla sua nuca giocava il destino,
bagnato senza aver mai fatto il bagno;
in mano teneva il suo cavallino
e sulla faccia era comparso un segno.
Qualcuno ha pure incolpato il cuscino
per questo incubo in mezzo ad un bel sogno.
di traverso una briciola di pane,
acqua e sete separate alla fonte,
e anche inerme sembrava avesse fame.
Un pudore gli nascondeva il volto,
come un figlio lo stringeva la riva;
si fermò il tempo restando in ascolto:
era una guerra e nessuno sentiva.
Sulla sua nuca giocava il destino,
bagnato senza aver mai fatto il bagno;
in mano teneva il suo cavallino
e sulla faccia era comparso un segno.
Qualcuno ha pure incolpato il cuscino
per questo incubo in mezzo ad un bel sogno.
Riposa ora che sei triste e stanca,
dormi amore mio,
scocciatori e intrusi
li allontano io;
udirai soltanto rumori soffusi...
Voglio che tu ti possa abbandonare
e magari anche sognare
in questo pomeriggio rovinoso.
E quando gli occhi aprirai,
guardandomi riposata e sorridente,
penserò: darti un po' del mio tempo
mi è costato niente.
dormi amore mio,
scocciatori e intrusi
li allontano io;
udirai soltanto rumori soffusi...
Voglio che tu ti possa abbandonare
e magari anche sognare
in questo pomeriggio rovinoso.
E quando gli occhi aprirai,
guardandomi riposata e sorridente,
penserò: darti un po' del mio tempo
mi è costato niente.
C'è un Dio
che non asciuga più le lacrime
versate negli echi oltre la luce
e si perdono nei pianti bui
che percuotono l’anima
rimasta senza melodia.
E la Croce è sempre più lontana
si manifesta come una storia
senza più speranza
senza un punto d’incontro
senza germoglio d’amore nel cuore
quel cuore perso come un fiume
che non incontra più il mare.
Non sappiamo riconosce più la via
e i pensieri continuano a cambiare confini
mentre sono sempre più frequenti
i gesti che portano sangue al sorgere del sole
caricando quella croce di colpe
sulla rotta di un perdono senza ritorno.
che non asciuga più le lacrime
versate negli echi oltre la luce
e si perdono nei pianti bui
che percuotono l’anima
rimasta senza melodia.
E la Croce è sempre più lontana
si manifesta come una storia
senza più speranza
senza un punto d’incontro
senza germoglio d’amore nel cuore
quel cuore perso come un fiume
che non incontra più il mare.
Non sappiamo riconosce più la via
e i pensieri continuano a cambiare confini
mentre sono sempre più frequenti
i gesti che portano sangue al sorgere del sole
caricando quella croce di colpe
sulla rotta di un perdono senza ritorno.
Sentirti silenzio.
Sentirti una nostalgica riga.
Mi volto indietro e riavvolgo
la bellezza del sole.
Un frammento ardente
era il tramonto.
Uno specchio riflesso
l'alba sparsa e sconfinata.
L'abitudine rimane
un fragile crepuscolo.
Ciottoli abbandonati
attendono un altro cielo.
Sentirti una nostalgica riga.
Mi volto indietro e riavvolgo
la bellezza del sole.
Un frammento ardente
era il tramonto.
Uno specchio riflesso
l'alba sparsa e sconfinata.
L'abitudine rimane
un fragile crepuscolo.
Ciottoli abbandonati
attendono un altro cielo.
Che scenda dal cielo
un vento leggero di pura magia
ad avvolgermi tutta
e come d’incanto,
in profonde radici,
ancorate all’umida terra,
trasformi le gambe sottili.
La brezza di quel vento,
dia freno a sogni irreali
e ordine giusto ai pensieri.
Prepari una culla di soffice seta
all’anima inquieta e
mille carezze a un cuore agitato.
Riporti il sereno in un corpo malato
d’amore, di smanie, di voglie,
che il vento leggero diventi sostegno,
compagno di questi anni amari.
E un desiderio rivolgerò al cielo.
Correndo oltre il sole
trascinato dalle stelle
lancio coriandoli di colori
seguendo il blu
che dipinge il nero
e sfuma il silenzio
navigando con la mia astronave
costruita di sogni
luci ed ombre della vita
passeggiando sulla luna
incrociando altri mondi
e cercandone uno mio
passeggiando sulla luna
dove baci e stelle
mischiano le loro luci
volando sopra i mari
disegnando nuove rotte
da seguire con te
inseguendo ancora i segreti
di anima ribelle
che incatenata non sa stare
descrivendo nuovi cieli
scie ancora da inseguire
accendendo di nuovo
passeggiando sulla luna
incrociando altri mondi
e cercandone uno mio
passeggiando sulla luna
dove baci e stelle
mischiano le loro luci
trascinato dalle stelle
lancio coriandoli di colori
seguendo il blu
che dipinge il nero
e sfuma il silenzio
navigando con la mia astronave
costruita di sogni
luci ed ombre della vita
passeggiando sulla luna
incrociando altri mondi
e cercandone uno mio
passeggiando sulla luna
dove baci e stelle
mischiano le loro luci
volando sopra i mari
disegnando nuove rotte
da seguire con te
inseguendo ancora i segreti
di anima ribelle
che incatenata non sa stare
descrivendo nuovi cieli
scie ancora da inseguire
accendendo di nuovo
passeggiando sulla luna
incrociando altri mondi
e cercandone uno mio
passeggiando sulla luna
dove baci e stelle
mischiano le loro luci
Nel prato giallo, a scendere la collina
s'intravede un segno scuro
tagliare le righe
rompere le geometrie
spaccare il colore
Ferma la vista, nell'attesa del venire
il segno scuro esce
come fieno, dal fienile
E' lo scorbutico del paese
fra le sue mani un fiorito girasole
Nascosto alla sua vista
intento nel sentire
osservo quel che viene
Volge il suo viso, al fiore
lasciando queste parole:
" Dopo un giorno di sole, ti sei piegato al suo volere
io al tempo ed al resto non mi sono mai piegato
ma tu sei felice, io sono sempre crucciato
che tu abbia ragione
ed io, mi sia sempre sbagliato?".
s'intravede un segno scuro
tagliare le righe
rompere le geometrie
spaccare il colore
Ferma la vista, nell'attesa del venire
il segno scuro esce
come fieno, dal fienile
E' lo scorbutico del paese
fra le sue mani un fiorito girasole
Nascosto alla sua vista
intento nel sentire
osservo quel che viene
Volge il suo viso, al fiore
lasciando queste parole:
" Dopo un giorno di sole, ti sei piegato al suo volere
io al tempo ed al resto non mi sono mai piegato
ma tu sei felice, io sono sempre crucciato
che tu abbia ragione
ed io, mi sia sempre sbagliato?".
Sei la mia gioventù
ed io l’ho passata con te
gli anni miei migliori
Il mio cielo dentro la stanza
la luce dei miei occhi
Il vento che respiro.
Sei tu
la madre dei miei figli
quella che mi aspetta
quando rientro tardi la sera.
La mia donna importante
ed io ci voglio vivere con te
questa vita e anche l’altra.
Sei il mio tempo
la mia anima
il mio tormento
quando non ci sei
che si placa
solo se mi stai vicino.
Sei tu
La mia gioventù
quella che ho dentro il cuore
e che non muore…
Mi sarebbe tanto piaciuto identificarmi in Mario Cavaradossi. Un uomo che sapeva amare ed essere ricambiato con la stessa intensità del suo sentimento. Non ho mai avuto gioia dei successi che ognuno di noi coglie nella vita. Per carità, non che non li abbia graditi, ma l’amore per me è stato sempre un’altra cosa. Si, ritengo che raggiungere l’elevata intensità di emozioni che esso produce non è paragonabile a nulla. E, lungi da me il gusto per l’orrore, cosa vi può essere di più appagante per un uomo se non sapere che una donna lo ami tanto da buttarsi dall’alto di una rocca, sia pure Castel S. Angelo, per lui ? Ma, allora, mi domando, è a tali estremi che deve arrivare l’amore per ottenere la sua completezza ? Che dire, allora, delle nostre genitrici che, nei secoli, innamorate dei loro uomini, amarono in un silenzio quasi indifferente sopportando croci stoiche, a volte sostenute da sole. Fu una follia da disperazione della celebrata Tosca o amore rassegnato e remissivo delle nostre mamme ? Essere Cavaradossi o l’Innamorato ignoto in fondo non è importante. Ciò che conta è amare e farsi amare per come ognuno di noi sa fare e deve fare…bene.
Lui, scultura di liquido da un ictus colpito.
Lei, accanto alla sua testa su uno sgabello, carica di miseria;
Insieme bevono un sorso dal dolore improvviso,
Quando le anime addolorano anche di uno strillo che viene dalla tomba*.
Davanti a loro, Dio preoccupato si inchina con la testa in basso.
Morde le labbra, perché le lacrime c'è la più profondo del dolore;
Cerca di farsi carico della colpa, ma parola non dice,
Perché le pareti cilindriche d'orizzonte son piene di stigmate.
A Lui ininterrottamente, morfina danno come nutrizione del corpo.
I sensi hanno perso l'equilibrio con la resistenza;
A Lei spesso, le lacrime nutrono i suoi polmoni bianchi,
Non chiede molto nelle preghiere, solo l'esistenza del padre.
Dio crudele che sente e percepisce:
Se hai faccia e pietà per qualcuno;
Se non vieni d'aiuto in questo dramma,
Meglio andarsene, perché Tu non sei d'aiuto a nessuno.
Cosi, io dirò che Tu sei il colpevole!
Lei, accanto alla sua testa su uno sgabello, carica di miseria;
Insieme bevono un sorso dal dolore improvviso,
Quando le anime addolorano anche di uno strillo che viene dalla tomba*.
Davanti a loro, Dio preoccupato si inchina con la testa in basso.
Morde le labbra, perché le lacrime c'è la più profondo del dolore;
Cerca di farsi carico della colpa, ma parola non dice,
Perché le pareti cilindriche d'orizzonte son piene di stigmate.
A Lui ininterrottamente, morfina danno come nutrizione del corpo.
I sensi hanno perso l'equilibrio con la resistenza;
A Lei spesso, le lacrime nutrono i suoi polmoni bianchi,
Non chiede molto nelle preghiere, solo l'esistenza del padre.
Dio crudele che sente e percepisce:
Se hai faccia e pietà per qualcuno;
Se non vieni d'aiuto in questo dramma,
Meglio andarsene, perché Tu non sei d'aiuto a nessuno.
Cosi, io dirò che Tu sei il colpevole!











