pe ‘n po’ de notorietà,
so lieto e me congratulo
de quello che sto a fa.
Perché, vedete amici
senza pubblicità
nun se ne dinno messe
nun te resta che da schiattà !
Dovevo aguzzar ingegno
pe riuscire a catturare
cor massimo de impegno
attenzione generale.
E quale mejo cosa
all’uopo potea decidere,
senza essere ambiziosa,
se nun de favve ride ?
Pe questo che ve scrivo
queste quartine amene
pe er semprice motivo
de ore assai serene.
Quanno sarò più noto
mai più le scriverò,
raggiunto avrò il mio scopo
coi granni mi siederò.
Un mio lettore arguto
prendennome pe gonzo.
disse : più che ‘n paraculo,
me pari proprio ‘no stronzo !
al primo guizzo del mattino.
Sai dipingermi giardini di emozioni
e il cuor si bagna di mille sensazioni,
agghindandosi di sconosciuti colori.
Mi prendi, m’accogli,
tra due righe di parole,
dolci o amare.
Fai l’amore dove vuoi,
canti amore quanto puoi,
ti riscaldi al mio tepore…
Mi colori, mi fai bella,
m’innamori!
Poi mi abbracci quando piango
Mi riaccendi se mi spengo,
se mi turbo mi sorridi
… solo tu, o mia poesia!...
del prossimo Inverno
io avrò cent’anni
e tu sarai la luce
in questo tunnel
che ci porterà all’inferno.
E ci sorprenderemo ancora
mano nella mano
sulla linea immaginaria
che stiamo disegnando
per non perdere il tragitto
che dal sogno va all’eterno.
E saremo occhi di vetro
pelle di seta
cuore di violino
saremo infanti
abbagliati e stanchi
dall’umiltà del cielo
che non ci chiederà il nome
la provenienza
e questa insofferenza
di arrivare in fondo
ma proprio in fondo all’infinito.
Adesso è quasi sera
e mi travolge questo silenzio
l’unico suono
sono i tuoi passi
che mi calpestano il cuore
mentre entri ed esci
dalla cruna di questo disperato
unico, folle amore
L'acqua è
una dolce carezza
una nostalgia di
giochi di schiuma e fantasia.
uno specchio riflesso
mi sento libera
di ascoltare
in dissolvenza
Voci d'acqua
ho nel mio cuore
mentre scrivo.
Madre mi prese il vento
le vesti intorno a me
ricordano un tua carezza.
Tra polveri di un cammino
con il sole al declino
sento detro me la tua presenza
guardando le more
lucide di sapore estivo
e grandi campi
dove i pomodori
sembrano papaveri
rivivo con te
in qesta natura
una dolcezza divina.
Mai tanto grata
saro' a te madre
per avermi dato il dono del sapere
e per avermi nutrito
di gioia di vivere
in questa semplice natura
che arricchisce ogni giorno
la mia vita.
Spessore a rialzar la statura
di colei che la bellezza sua in cm misura.
Più imponente si sente
anche se difficoltà trova a camminar fra la gente.
Elegante, slanciata, traballante, apprezzamenti ricerca
nel mostrar la sua altezza.
Corredo irrinunciabile da civetteria forgiato
sia nel mostrarlo o tenerlo indossato.
Tira su l’umor in altezza vertiginosa,
ma nel finir tale incanto
di quei cm sentirà il rimpianto.
Quel che lei non conta,
è che l’uomo affascinato
non è attratto da quanto enunciato.
Il suo pensier non punta all’altezza,
né a tale misura di grandezza.
Esso immagine pone a lei in ben diversa posizione,
dove il magnifico elemento non trova espressione.
Non interessa al sognatore di questi la forma o il colore,
in quell’occasione l’effetto è ridotto
e il pensiero va a quanto l’abito ha sotto.
Attenta allora!
Non esagerare siffatti ad indossare,
perché colui che lo sguardo posa ad altezza fissa,
non noterà in futuro chi è più bassa.
Parole abusate,
un pò accarezzate
Quando il pensiero è pieno
di chi abbiamo nel cuore
E al solo pensiero
un brivido increspa la pelle
Quando non passa mai il tempo
e le mani cercano mani
Si sciolgono labbra serrate al sorriso
come bocciolo dischiuso dal sole
Aneliamo quel tempo insieme
come prezioso tesoro
Lasciamo un pò per via tutte le pecche
Ma non dimentichiamo
i gesti
le parole
gli sguardi
il filo sottile
che unisce e cattura
l'invisibile rete
di magiche maglie
che ci veste l'anima
e si chiama Amore
e cenere cadente a dipingere versi
alla finestra un anziano francese
occhi sporgenti guarda
il fiume umano che scorre
sotto il fumo che dalla mano
so sparge al suo orizzonte
due giovani amanti si baciano
affacendati nel loro amore
un tenue sorriso si fa largo
tra la cenere ed il colore dei ricordi
occhi umidi abbagliati dal calore d'un abbraccio
la gente cammina veloce indifferente
alla bellezza disperata di una Barbara
che cerca appassionata ultime carezze
prima dell'addio, il suo uomo non tornerà
il vecchio francese lo sa e la protegge sfiorandola
con il lieve gesto di una mano nell'aria
sui tavoli dell'osteria
i vecchi Bretoni giocano a carte e ridono
fanno cagnara, uno di loro impazzisce
vuole ammazzare il padre dicono
volano brocche di vino sul ciottolato
sangue si mischia all'inchiostro
tingendo nuove vie alle nostalgie
appartate nell'oceano all'orizzonte
un gatto impaurito corre
tra le gambe di soldati in marcia, corre!
alcuni inciampano altri cadono altri scappano
altri sparano altri corrono dalle loro donne
e le abbracciano, un generale ural! bestammia! ordina!
ma il battaglione non c'è più
il vecchio francese ride
accende un'altra sigaretta
e la cenere cadente a dipindere versi
si disperde al vento di sogni dispersi
e la frusta del tempo si ferma
davanti un rosso tramonto provenzale
a Saint Paul de Vence.
quando è vera,
è la relazione
più intima e bella
che il genere umano
possa mai avere
ma tu, cara amica
con la tua partenza
non hai lasciato nient'altro
che vuoto
in questa città
Se ti dicessi
che non sento la tua mancanza
mentirei
ma se ti dicessi di tornare
darei ascolto
all'egoismo umano
e tu
mi hai insegnato
che il male genera male
Tu mi hai insegnato
a vedere
la bontà
e mi hai insegnato
ad essere
come vorrei che fossero
le persone
Tu mi hai insegnato
ad essere me stessa
ad amarmi
e ad amare la poesia
ed è questa che voglio dedicarti
Forse non sarà
la più bella del mondo
ma la sto scrivendo con il cuore
pensando solo a te
Mi manchi Irene
ma quando tornerai
sarò pronta
a riceverti a braccia aperte
donandoti l'abbraccio
più forte del mondo
La tua cara amica,
Sabrina
L'onda dei miei pensieri fluida scorre
in questo effimero senso di pace.
Mi soffermo nell'antro del mio sentire,
in quest'istante senza senso
a cercar nel mio passato il perché
di questo tempo senza presente,
fatto di giorni bui, tutti uguali.
Sento pervadermi
dalla tristezza, dall'angoscia,
dal senso di vuoto
in un groviglio caotico,
che controcorrente risale le rapide
dei miei dubbi e dei miei preconcetti.
Fili invisibili nelle mie mani
che tramano il tempo,
evocano quel futuro
che non sfugge al presente
e guarda al passato con la sua logica.
Allora, invoco quel palpito,
quel sospiro di vita,
la sorgente, l'essenza:
il senso di questa esistenza.
Intanto, il tempo scorre inesorabile
e si fa notte.
La notte mette a nudo la mia anima:
illusa, delusa,
per vestirla di un sogno mai vissuto.
Ed in questa primavera di speranza
scende una lacrima d'amore:
rugiada su un fiore rinato
al sorgere dell'aurora.
e come un sasso che nell’acque limpide si tuffa











