che ruba i colori
al freddo inverno.
Sei docile sfera
che ruota attorno ai sentimenti,
polo di attrazione,
eco di una sillaba erotica
protratta oltre ogni desiderio.
Come anima vorticosa
aleggi ronzando
sui pensieri di strada
e voglie inconfessabili.
Ma sfuggi ad ogni abbraccio
perché il tuo cuore
è un congegno crudele
e lontano da ogni sogno
Quando la notte non c’è più nessuno
Ti sovviene una sorta di magone
Che siano tutti tristi e qualcheduno
Ha perso nel sentiero l’occasione;
Allora ti rifugi tutto triste
In altre strade oppure in altre piste
Che sono paliativi della noia
Che fanno solo finta della gioia
Di avere un bel colloquio assai gentile
Con quella che risponde con lo stile
Di una signora vera intelligente
Che fa sognare invero la tua mente
E accende ancora solo in un momento
La vita che si presta a monumento
Di quanto veramente si può stare
Un’ora in più per scrivere e sognare
Di amori avventurosi nella rete
Che poi non hanno mai strade dirette
Per compiere misfatti od emozioni
Che sono di diverse direzioni
Di vite avventurose mai sopite
In anime normali ma sconfitte.
Che bello, in cerchio,
soffiare acqua di sapone a farne bolle!
Che meraviglia!
- Guarda, nonna, com'e' grande!
soffia, soffia, soffia ancora ... -
Poi si stacca e leggera vola.
Danzano nell'aria le bolle colorate
col sole che le attraversa
in arcobaleni di luci e di magia.
E ti diverti ad afferrarle con le mani
attenta a non scoppiarle,
ma, ecco, sul nasino, una si spiaccica e via!
Che bello il tuo sorridere e che gioia,
realizzo che basta cosi poco a regalarci allegria!
Poi chiedo cosa ti sembrano le bolle di sapone
e mi sorprendi:
- Nonna sono come le favole,
mi fanno volare nel mondo della fantasia! -
E stiamo ancora un po' sul balcone a soffiarle,
dall’alto a vederle roteare, con la realtà riflessa
in trasparenze colorate,
finche’ di acqua e sapone … non c’e’ n’e’ piu’!

Voglio morire di metastasi
e che il cancro mi devasti.
Voglio morire di quel male
che toglie la fame e pure la sete.
Voglio morire tra le pene
del sangue che sguazza nelle vene.
Voglio morire di primavera
di notte tra gli ululati.
Voglio morire dove il domani
è uno spicchio di luna tra i crisantemi.
Voglio morire dove il sole
è una fiammella in confronto al mio cuore.
Voglio morire baciando una larva
aprire gli occhi ed è una farfalla.
Voglio morire con in mano il sorriso
di lei che mi guarda partire.
Voglio morire in un giorno qualunque
nell'attimo esatto che sono arrivato.
Voglio morire affogando nel peccato
piuttosto che amputato di ali e coraggio.
Voglio morire con negli occhi le spighe
accecato di vita, d'amore, respirandola...
Se solo vuoi ti innonderò d'amore
Se solo vuoi toccherai la passione
avrai da me tutta l'energia
sentirai che la mia poesia
vale la fragilità del tuo cedimento
pace nell'anima dopo il mio vento
Se solo vuoi ti daro' me stesso
Se solo vuoi sarò amore e sesso
come non hai mai conosciuto
ti pentirai di non avermi voluto
penserai che ora e' bello piu' prima
mentre me ne andro' presto di mattina
portando dentro di me il tuo richiamo
stringendo il tuo foulard nella mia mano .
E scrivo l'ultima poesia
con gli occhi di pianto
in questo giorno consumato
tra parole di vento.
Poesia
con l'amarezza nel cuore
saluto i tuoi versi
che vivevano in me
e scaldavano le mie albe
colorate d'amore.
L'ultima che mastica dolore
ma devo andare via
troppo tempo ho lasciato
dietro la porta chiusa
i colori della primavera.
Voglio afferarli ma tu aspettami
poesia di una vita
aspettami la dove
c'è sempre il sole.
Le fotografie
dagli occhi pieni di sole
e senza voce.
Mi pare di sentire
il profumo intimo e floreale
di borotalco sulla pelle
che ogni sera dolcemente
scivolava e palpitava il cuore
di abbracci e baci
misti a un fresco pulito menta e mare.
Persistente è l'odore dell'erba appena tagliata
mi rimanda indietro all'aria aperta
di giochi spensierati e d'allegria.
Di viuzze strette e parlottio di voci
l'odore legnoso e secco
di cuoio e di tabacco,
odori e profumi di una stagione e di una vita
che non tornerà mai piu.
(Ci sono profumi che riaffiorano i ricordi).
E ti rivedo attraversare il ponte,
sospeso penzoloni tra opposti dirupi rocciosi
e fare il salto.
Il tuo equilibrio è precario sulle doghe consunte dal tempo,
assemblate da funi lise che fungono anche da corrimano.
Non puoi permetterti di cedere al baratro del vuoto
al vortice del nulla:
gli avvoltoi stanno sempre lì, in agguato!
Nel buio del letargo in cui ti trovi a navigare
una luce progressivamente avanza:
sono carezze che morbide sfiorano le tue mani.
Un fremito ti scuote a sorpresa
e strizzi lacrime al suono delle fresche voci
che ti riconsegnano a noi:
- Dai, nonno, andiamo, dai, portaci ai cavallucci! –
L’incubo frantuma nella consistenza del presente.
Serrate labbra fremono tremanti
Attendono la nota, quel là per esplodere
Che ne volete voi della tristezza
Nella compassione di falsa comprensione
Eppure quel vento smuove le corde
Sentite il fruscio, quello fra i denti
Stridulo e scostumato, per voi
Manichini di questo tempo
Eppure, smisurate misure
Nelle riluttanti distanze
Distanziano le ombre
Sorridete semplicemente
Così, spontaneamente
Tendendo la mano
Questo basterebbe
Questo basta.
ricordando il passato
con una piccola goccia
che riga il mio viso
pensando a quei ricordi belli,
anche meno belli,
che il vento ha portato via.
Ti aspetto
in questo vuoto assordante
che riempio in un foglio
con la penna,
un alito di vento
ha portato via le nubi
e un sorriso ci scalda...
con i suoi raggi lucenti.
Rigurgiti di vento gelido
sbarrano il transito alla primavera
e si trascinano echi di memorie
che si propagano in grovigli di rami
ed archi ancora spogli
e l’edera si fissa, definitiva, ai muri porosi:
difficile separarla!
E di stormi,
rondini ne tornano in poche.
Se stacchi dal suolo la mia zolla
striature, vedi,
di respiri
e impronte di viaggi
d’amore e di speranza;
graffiti di vita
in bilico tra luce e penombra;
occhi persi nel buio dell’attesa
che la luce del giorno ingoi,
col fumo della notte,
lo scarto del distacco.
E mi piace dipingere il nuovo giorno
in un volo di aquiloni colorati,
nell’abbraccio di voci confuse
e complici sguardi,
di pensieri sospesi
a generare bellezza.
Ora si che i sensi
sono così:
come quando la pioggia
cade dal cielo
in una serata d'agosto.
E le tue mani
in quel momento
sono come il vento caldo
del deserto
quando fa volare la sabbia
facendola diventare un vortice
ed avvolge tutto
come il tuo desiderio
d'avvolgere un caldo abbraccio
dentro il tuo corpo sensuale,
così il fuoco della pelle
può esplodere in qualunque momento.
Ora si che lo sai
piacevolmente femmina
dentro quel bel vestito scollato
con sotto niente
ma solo la voglia
dell'essere donna.
Ogni goccia di sudore,
i sospiri,le parole,
danno profumo al tuo respiro.
E diventi come il mare
con le onde che cominciano a volare.
Ora si,
sei così....
Bellissima dentro quel deserto
un vertiginoso vortice
ed avvolgi i sensi
in quel tuo trasparente pudore.
Ed il tuo vestito diventa suo,
come la tua voglia
e tutto il resto...
da i miei primi passi.
Vagabonderò tra le vie del mondo
alla ricerca del tuo amore,
raggiungerò quegli orizzonti
dove il cielo e la terra
si incontrano,
finchè le nostre anime
non si apparterranno.











