nello splendore del sole
sciolgono incanti
nell'acquerello della natura.
Sinuose colline
lussureggianti e prosperose,
come un quadro d'autore
dai colori smaglianti,
custodiscono al centro,
in una conca ondeggiante,
un nugolo di casette
che sbucano dal verde.
Lievi nuvole sovrastano
le cime delle colline,
fra il cobalto del cielo,
che fa da sfondo.
M'incanto,
oltre immacolati sensi,
fra una leggera brezza
e un raggio di sole.
Si svelano aloni d'anima...
e vorrei...ora,
poter immortalare
cotanta impalpabile bellezza,
quale miraggio che placa
...i sensi turbolenti
e come sipario d'amore
che risveglia l'incanto per la vita.

aspetto l’alba.
Dopo la tempesta spunterà il sole,
sembrava un temporale senza fine
dalle tragiche consequenze.
Fa freddo….Un freddo interiore
che arriva al cuore.
L’alba è arrivata il sole spunta
dietro le montagne imbiancate
dalla neve.
che piano piano si scioglie
così come il freddo interiore
dentro il mio cuore,
lasciando spazio alla serenità
Ed alla felicità.
Nelle verità
naviganti incalzanti
tortuose mete così sembrar
deplorevoli a volte
nascondigli luridi
d’animo grasso e lordo
catene e chiodi lucidati a festa
tetri crani solcati e radi
nei buchi radici che faticano a morire
cade la pioggia annaffiando
elargendo vita invece di toglierla
naviganti persi
senza impronta e alito.
T
e
n
t p
a a
c o r
o g o
l n l
o i a
incollata
listata a lutto
manifestata sul fondo di acquari visivi.
Gelosia delle mie dita
che non fluttuano
ormai più dentro di te,
che non sbocciano
anche se ho assemblato
petali del tuo pensiero,
si chiudono
a scatto
gli occhi
e l'imprigionarti cerco invano.
Sono io
sono qui
sono e
un bacio che voli a voi leggero e accarezzi ma
senza rumore sfiori
e strappi via ciò
che dentro fa male
sono contento io sono
io vivo dentro alla parte di voi
scrivo due parole felici che allietino
la pelle del cuore
e a te amore mio
tienimi dentro a tutti i ricordi che entrano negli occhi
sono io sono felice di baciare la tua fronte
di ascoltare le tue mani
leggere i tuoi sogni
aggiungendo la bellezza che a volte manca
sono felice
sono io
sono vivo
dentro al vento che stasera mi regala
dentro a te che stasera mi accarezzi
io più vicino al cielo.
aquiloni colorati
che aspettano il vento
per danzare insieme al tempo,
attimi di volo ad occhi chiusi
per guardar dall’alto un timido sorriso,
che scalda il viso del burattinaio
e ricordi ,
che tengo chiusi in un cassetto
per paura
che si ricoprano di polvere
A te dolce anima mia
che un giorno
tra i campi di grano
dalle spighe feconde
ti donasti pura e sincera.
L’amore ci travolse per la vita
il distino non volle
farti madre
ora in quest’ultimo mio respiro
come allora attendo la tua voce.
Amore mio
sono mendicate
anima sola vagante nel tempo
sento il fardello appesantito
e il soffio mio più leggero.
Vedo ormai gli spazi immensi
una luce affascinante
la tua mano fresca e suadente
il viso di un angelo
che m’attende.
Gli misi la mano sotto
la nuca per sorreggerlo un po’….
e mi salutò...
A Te mi inchino con rispetto
e sano timore
a Te che abbigliato hai la terra
di meraviglie, dagli oceani impetuosi
ai monti maestosi
al più piccolo delicato fiore
A Te che cosparso il cielo
di brillanti stelle
giardino universale calorosamente
il mondo avvolge,
sorella luna guida per i marinai
nelle buie notti,
fratello sole che gioia e conforto
dona con il suo dolce calore
Nulla di più da Te venuto
senza mai chiedere che amorevolmente
ho accolto chiedo, o Signore,
la mia vita è stata ogni giorno una sorpresa
ogni giorno un sorriso in più
a volte una lacrima
ma è la vita che desideravo
Tu sapevi tutto prima
della venuta mia nel mondo
L'uomo giusto hai posto sul mio cammino
i figli più belli e buoni
hai fatto si che partorissi in nome dell'amore,
eppur ho peccato, si l'anima mia ho macchiato
non negare il perdono
a codesto mio cuore smarrito
colmo di speme a te rivolgo
Nulla di più a Te chiedo
se non la forza della tua luce
del fulgore degli angeli la cui presenza sento,
per guadare il fiume di rapide
posto a me di fronte nuovamente
con la serenità, la determinazione
con cui in Te confido
o Dio mio padre, mio fratello
mio salvatore ….
Scrivere per non morire
rinascendo al soffio
di un ansioso silenzio
che svuotato si sente
e medita di quel che rimane
dei suoi movimenti
silenti, nascondendosi
sotto un'ala di brusii
taciuti e cambiati
per la saggezza donata
dal buon senso studiato
stelle filanti…coriandoli,
profumo di frittelle,
maschere multicolori e multiformi,
…mille maschere che molti usano
non solo nel carnevale
ma molto spesso nella vita di tutti i giorni,
fingendosi diversi agli occhi altrui,
offrendo falsa e pur ipocrita immagine.
Allora a carnevale, invece di indossarla,
sarebbe meglio toglierla la maschera
e mostrare il volto vero,
…sarebbero ugualmente mascherati
agli occhi di chi ignora falsità.
Sarebbe bene evitare di mascherarsi
soprattutto con le persone care…
così riuscirebbero a guardare
e farsi guardare negli occhi
senza ipocrisia
e senza paura di entrarsi dentro…..
fino in fondo al cuore
e leggervi il bisogno di un abbraccio,
una coccola…un sorriso.

Dimmi che il tuo cuore è di ghiaccio
Dimmi che sono reale assenza
Dimmi che ti sei dimenticato della mia anima
Lei è davanti a te, guarda le sue mani
hanno scavato tutta la notte
la terra sarà una calda coperta, la proteggerà
non le serve cibo
non le serve luce
non le serve aria
Senza amore si muore
e, d’ordinario, vile.
Gente servizievole
verso i potenti,
a patto d’immunità
nelle cattiverie contro i poveri.
Gente senza scrupoli.
Gente senza famiglia,
senza onore, senza fede.
Gente infida, poveri
ma nemici dei poveri.
Di stare tutti insieme
hanno bisogno
per darsi coraggio
e fare gruppo, branco,
come un gregge.
Puzzano di vino
già al mattino
e se li guardi negli occhi
non osano sostenere lo sguardo.
Gente povera, pure loro,
senza terra e senza mestieri,
o con molti mestieri,
e ribelli alle attività pesanti.
Troppo deboli e meschini
per ribellarsi ai ricchi e alle autorità:
preferiscono servirli
per avere il permesso di rubare
e opprimere gli altri poveri,
i cafoni, i villani,
i fittavoli, i braccianti.
Incontrandoli per strada, da soli,
sono, abitualmente, umili e ossequiosi.
A stuolo o in piccoli crocchi
cattivi, malvagi,
traditori e bastardi.
Sono sempre al servizio
di chi comanda
e sempre lo saranno.
(1) Scansafatiche
Ti ritrovi perduto
in quelle ricercate desolate lande
laddove ogni tua forza e desiderio si perdono
ma poi, nel risveglio del tuo animo
c’è lei scuotendoti, e tutto svanisce
In riflessione d’intento nel non volerla perdere
nel non voler perdere la possibilità
di sentirla nuovamente stretta a te
quando sarai nuovamente a casa
Ti senti suo e così …
“Oh mia amata
il tuo essere genera sollievo
in queste desolate lande
fatte anche di buoni silenzi
buoni per ritrovar la ragione
Uso il tuo essere così pieno
quanto ora ancor sconosciuto
è a te che penso vivamente
nell’ambizione di ritrovarti ancora
Ti ritroverò ancora?
In questi lunghi estenuanti viaggi
è qui che io risorgo al tuo sol ricordo
dove il mio tornar sarà mescolato
all'ardore della nuova primavera
e Tu, mia amata, sarai il più bel dono
E così, fremo e al contempo tremo
nel timore del tuo comprensibile rifiuto
o forse, mancherò e tremerò
per il mutamento di buona novella
La primavera non tarderà
e i miei piedi sono già rivolti verso casa
Scorgerò ancora la luce accesa?”
Il viaggio del ritorno è lungo e fiaccante
ma non quanto l’incertezza che ti accompagnerà.
Per te







