con un filo di luce
il bosco dovrai attraversare.
Stringi le spalle
il freddo,la notte,
ti fanno paura.
Vorresti correre
più forte del vento
le gambe tremano
il cuore batte...
Perché non hai detto
lasciando gli amici,
portatemi a casa
ho paura del buio.
Ora sei sola
non riesci ad urlare
un'ombra t'avvolge
ti strappa la vita.
Prima del giorno
con l'alba che aspetta,
una giovane donna
distesa nell'erba
le mani stringe
sembra voglia pregare....
in una notte avvolta
nel manto di inchiostro nero.
pepite d’oro richiamano
lo sguardo verso il cielo
che si chiude nello spazio
come pareti di una stanza.
Dentro danza il mio profondo
seminando lumi e pensieri
cercandoti in un mondo
spartano di emozioni vere.
Ti cullo tra pianeti e vie stellate
porgendo le mani verso il fiume
che genera i nostri respiri
e tu che per l’anima sei lume
ritrovi sempre la strada
verso noi, dannati destini.
Qualcuno diceva
che questo
era il suo problema.
Povero Amleto
vivessi nel mio oggi
diventeresti un teorema
da ripetere per le strade
tra respiri e passi mogi
di chi dall’essere di notte invade
per diventar un tessere
di ignoranza scontrosa
che or mi ricade
sul mio problema
nella notte piovosa
sperando che domani
queste gocce come lacrimucce
di tanto desiderata sposa
dissetino la terra che il vino produce
così che bevendo l’essere mio riposa
non essere non è poi male, controluce
non si capisce se il problema è rima o prosa.
Figlio beffardo
di un primitivo
ordine mentale.
Pianta infestante
nel linguaggio
primordiale.
Diventi sospensione
ormeggiante
generando
le iniziali
del mio male
nel circuito dei
tuoi giorni vuoti
un continuo
senza meta
camminare.
Dramma
della sincera luce
respiro eretico
sempre affannoso
pensiero
senza appartenenza
che il nulla produce
un viandante a ritroso.
Mostro
dai racconti primitivi
imbavagliato
da te stesso
occhi gelidi
di vita privi
un essere derivato
strisciante
e oppresso.
Arriva l'autunno
e gabbiani si allontanano
dalle spiagge deserte
senza briciole di pane
e un gabbiano che non sà volare
Lo guardo tra il chiarore del sole
accecante
e sabbia scavata dai pensieri
e dall'ultimo bagno di stagione
goduto negli occhi
fermi a pensare
al selciato dipinto
che percorsi controllerà
in mezzo alle proteste
a difesa dell'ombra
cercata
con le maniche
girate
pazzamente
non ricordi quasi niente.
Ma se proprio vuoi imparare
due, tre cose devi fare:
usa il tatto, usa il gusto
pensa solo ad un bel prosciutto.
Se vuoi migliorare
l’immaginazione devi usare.
Puoi sognare di volare,
un bel viaggio ti puoi fare.
Senza spese nè biglietti
senza mogli né calzetti.
Tante cose tu puoi fare
puoi dipingere, colorare,
non ci vuol alcun attrezzo:
solo un po’ di fantasia
e porti via la malinconia.
Mente Pazza
pazzamente
non ti scordi più di niente.
Restringi i cerchi viola
ai confini del caos
i colori del bordo
mi crei in acrilico
mi circondi con il colore
gioia esuberante sveglia la guerra
la guerra di tutti gli uomini
cerchi di dolore
Malcolm X in piedi
schizzi di equilibrio
sulle bilance dei tempi
occhi riavvolgono
neve al sole su rami di pino
bellezza al mattino sereno
sangue cremisi come dolore
musica penetra le mura del castello
lei è scura come una luna zaffiro
lei è reale come le stelle di Van Gogh
l'eclettica Madonna
la tromba d'oro di Miles
la fame di un leone ruggente
docile dietro un buon batterista
l'emozione non del tutto cognitiva
le porte della percezione
creano musica come un pittore
fuori dalla giungla arriva il sole
l'alba subliminale
Un fiore da Alice
ho sentito Il tuo dolore.
Non è ancora giunta la fine dei tempi,
non andrai in pasto a fame di venti.
Quella notte scontrandoti con te stessa
rimanesti muta.
Tu antica come il tempo,
custode di arcani segreti,
calma e maestosa,
quella notte hai pianto.
Ora asciuga le tue lacrime
I tuoi figli,rocce della tua roccia,
riporteranno agli antichi
splendori i luoghi amati.
Io posso essere contento
Sol se il viso tuo rivedo.
E in quell’unico momento,
un poco io mi illudo e credo
che per me, per me soltanto,
tu compaia da orizzonti
estranei, che da qui tanto
son lontani. E bei tramonti
con te scopre la mia mente!
Oh amor mio da molto assente,
dai miei tempi disadorni,
perché ora non ritorni?
27/05/2012
una fibra incerta,
e canti nei
ricordi abbandonati
di quando fosti
amato. Disilluso
é il tuo sperare.
Con una lacrima,
la mia, la tua,
i nostri cuori
cadono come
foglie opache;
una vita d'autunno
subiamo.
Siamo nomi vuoti,
bugiardi, come troppi
ce ne sono, ma comune
é la nostra
quieta disperazione.
Fratelli?
Compagni?
No, sempre sconosciuti.
Ama te stesso.
Invecchierò senza chiederti chi sei
immaginando le tue mani
di quella carezza nel tempo
che dolcemente lasciavi scivolare
sulle mie rughe
ascoltando ancora il tuo respiro
quello che sa di noi
tra queste pareti senza tempo
in quella stanza che il primo sorriso
ci ha regalato
e ancora chiuderò fuori questa porta
le paure
per poi riaprirla
e
viverti ancora
aperta,
sul petto villoso,
seppur senza peli;
chiudi i bottoni,
parti per la montagna
e allaccia i pantaloni...
Preparati col piccone
e trafiggi
quelle dure protuberanze,
resta imbacuccato:
ti osservano
da quelle baite,
tra panini,
salumi
e calde stanze...
Tu ti arrampichi,
tu sudi,
forse tocchi la vetta
e onorerai
il padre,
l'amico
che si attaccava
con vigoria
a quel calcare
che avanzava...
"Non c'è lavoro"
dice il lavativo;
io mi esprimo,
con il correttivo,
con la tuta da impiegato
e mi immergo
tra le alghe
dell'ambizioso creato...
su tavolo doloranti
sospesi aspettano altro
caldo tepore alcolico
gettato a morir
in gola,
tenue luci
lumeggiano la
tenebra del cuore
al Bar dei Balordi
incrocio, snodo
ad alta gradazione
angoscioso svilire
in serate al neon
velate di zolfo.
Ognun cerca
il delirio con
quel che possiede
musicava un
francese solitario,
e crollan distrutti
corpi femminili
venduti nei bagni
voglie perdute
nel rivolo sordido
di un sciacquone.
Tra bicchieri
incrostati di memorie
ultime gocce JD
battono come
tamburo un
assordante suono
sul timpano
del passato,
buttando a terra
un corpo
nella dolorosa
polvere, allucinante
serata di
uomo bonsai
al Bar dei Balordi.
Essere
Che cosa è l'Essere?
La risata dei filosofi
la profondità della questione,
odioso, irrilevante,
una canzone per i sordi,
una neve
nell'inverno della nostra incredulità,
questo mondo, non un mondo, umiliato
al livello di
illusioni, astrazioni dei sensi,
l'odore del pane appena sfornato
contenente l'essenza
di una colazione, metafisica
le visioni di un altro mondo, non
questo mondo,
il regno <al di là di>
colline, arcobaleni, palazzi, giardini,
persone felici con facce felici,
baciare leoni e dormire con draghi,
fuori del gusto che sarà,
di essere è di essere <un mobile ikea>
il suono inaffidabile
di illusioni senza pari
solo avanzi di pezzi in più in più in più
P.S
segui attentamente le istruzioni.






