Non è che il tempo passi più lentamente
a chi ha il sonno più leggero,
non è che i sogni cambino colore
se ti convinci che va tutto bene.
Non cambia il giro dell'alcool
vomitato nelle vene
se affronti le stelle a pugni chiusi,
nè il numero di guance offerte
a schiaffi sempre più sicuri,
a schiaffi sempre più decisi.
Rimane in attesa, il suono di chi eri,
rimane in attesa la telefonata a Dio
per chiedergli come,
per chiedergli quando,
eri o meno parte dei suoi piani.
Sguardi da miope affacciato al balcone,
pensieri tra il cappio e il cielo,
in attesa che lo stomaco bruci,
in attesa che il tempo
lo riempiano i tuoi sogni
e non fazzoletti bagnati
di quello che ero.
sorsi scendono in bocca
come Sonetti
declamati agli occhi
oscillano mani, cirri
di grazia stravagante,
girano sguardi
di lampade incorporate,
fumetti al neon si gonfiano
di discorsi pluviali
la nascita di un fiume
non spetta alla roccia, in esclusiva;
qui, le nostre vene azzurre
straripano nei corridoi del petto
Per dirmi Amore, hai legato
la luna a un concetto astratto

Voglio sentire
il vento sui capelli,
chiudere gli occhi
e tornare indietro
nel tempo...
sentirmi ancora i vent'anni
e provare quelle emozioni
perse nel tempo.
Portami a fare un giro con la tua vespa
nel tempo dei ricordi
per sentire ancora
il profumo dell'erba e dei papaveri
gridare a squarciagola
e disperdere
parole senza senso
nell'aria.
Portami su una stella
fammi ancora vibrare
mi stringerò a te
ancora e ancora
in apnea
fino a galleggiare
in un mare di velluto
avvolti da un' onda
biricchina.
vuoto di parole
vuoto di idee
vuoto nella mente.
A nulla serve scavar d'improvviso
e a fondo nel cervello
perchè anch'esso è vuoto
vuoti sono gli occhi
della gente che mi passa accanto
senza anima ne cuore
vuoti i portafogli
e vuoti i sacchetti della spesa.
a nulla vale protestare
a nulla vale patir le pene
perchè vuote son le piazze
di chi per comodo o per paura
non alza ne la voce ne le mani
ad agitar bastoni e manganelli.
non mi pento d'esser vuoto
ma mi dolgo del torpore
in cui versa lo spirito anch'esso vuoto
di ogni lacrima
si fa lento
su antichi ciottoli
pietroburghesi
mascherati
di neve
indifferente alla
sofferenza
di una mente
sdoppiata.
Condanna
di ombra
malvagia
travolge
il buon senso,
anima di sosia
ottenebra
il giudizio
fa sentir
estranei a sé stessi.
Spinge rubando
l’amore
a perdersi
in sentieri
di folle disperazione.
Stanotte non riposerai
a me vicino ...
so di certo cosa farò,
abbraccerò il tuo cuscino
accarezzerò il posto tuo vuoto
che di te odora
dissetandomi
dall'arsura che
la non presenza tua reca
So di certo cosa farò
cercherò nel buio
i tuoi occhi
per vedere oltre la notte
che di tenebre mi veste,
sentire il sapore
sulle labbra del bacio
con cui mi saluti
ogni mattina
ma domani no
domani non sarai qui ….
So di certo cosa farò
lascerò scivolare
dalle palpebre pesanti
tutte le lacrime mai versate
ripenserò a tutto l'amore
che solo e sempre tu
mi hai dato e mi darai
immaginando la tua mano calda
carezzarmi il viso
come una bambina
al suono di una dolce ninna nanna
mi addormenterò
sognando la prima alba
che insieme ci vide
Una piccola bambola
si muove leggera
tra le piccole mura
della dimora
dove felice vive
la fanciullezza
Minuscolo soffice letto
caldo piumino colorato
lo veste,
la notte scalderà
il sonno soave
dal freddo invernale
Desiderio remoto
avvolge il cuore
desiderio perduto
come foglia spazzata dal vento
Una musica dolce
si espande
suppellettili in miniatura
dipinte a mano
danzano leggere
magiche ballerine
nel sogno che vivo
da tempo remoto
La casa delle bambole
mi è rimasta nel cuore,
esposta per sempre
nella vetrina del vecchio
giocattolaio
Mai ho avuto
la mia casa delle bambole
stupidamente sento
mancare un pezzo
dell'infanzia ormai lontana
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Son le parole
che in armonia
spazzano via
questo tempo
che separa i nostri sguardi
mentre
lacrime scenderanno
in questo lento
parlarci
Son pensieri
a volte confusi
che amiamo
cercandoci
calpestando
il tempo passato
in questo tempo
che i tuoi dubbi
son diventati i miei
Sono gli sguardi
che sanno parlare
di noi
mentre il cielo
riflette le sue stelle
in questo fiume
che scorre dentro di noi
che null’altro è
il nostro tempo
e
il tempo per
la nostra vita
assorto in lontananza
le barche che arano
il mare mentre una leggera brezza accarezza la mia pelle
ed è un piacere far
pasare il tempo
pensando al passato andato e al futuro incerto
vivendo un viaggio
presente
ed il sogno immaginato
sale alto nel cielo
dove si riposerà alla sera
nel riposo di un bel ricordo di un ferragosto
passato a Bibione
con la Sonietta
il silenzio ascolto, nel vuoto
di questo luogo mio, oggi bianco
di neve. Un tempo i fior di loto
io qui miravo al ciel sereno:
mai un’ombra appariva.
Sì, tutto era bello, e ripieno
Di vaghe armonie. La deriva
celava il suo passo dolente
In quei tempi tanto lontani:
lo mostrava mirabilmente
a chi or dorme tra i tulipani.
il ricordo dei giardini d'aprile
la neve degli inverni ostili
ed il sole d’estate
che brucia le montagne
Vorrei trascorrere
anche le rughe
che iniziano adesso
e solcheranno per sempre
il mio viso…
e avrò
la memoria non più
indelebile per gli anni
che corrono via
insieme
ai miei ed ai tuoi
ultimi affanni...
..e allora,
scivoleranno le mie attese
come fogli di carta
che volano dal finestrino
come memorie arrese
vittime della stessa mano...
Per Amore...









