Non si rubano le auto ad Ustica. I ragazzi, sono solo picciotti, che devono crescere. E crescere, significa perdere quell'incoscienza tipica dell'età; il saper decidere volontariamente, grazie all'esperienza, di non fare certe cose, perché troppo rischiose. A volte, però non si fa in tempo a diventare grandi. E quando il Destino ci si para davanti, diventa un muro insormontabile, che per superarlo, lo si può solo scavalcare. E questo è successo: una disgrazia. Improvvisa, imprevedibile, ineluttabile. SPUMA BIANCA Amici inseparabili, dagli occhi che sorridono con mani che si tendono e labbra che si accendono. Il buio dell'abisso lesto inghiotte tutto ed anche il respiro resta sospeso incatenato a pensieri che più saranno ascoltati. Chissà se avete capito e se vi siete stretti in un ultimo abbraccio. Adesso ancora insieme nuotate sereni in quel mare eterno dove non esiste abisso e tutto è come lo avete sempre guardato. Azzurro, cristallino, incontaminato. A Voi perpetua spuma bianca che adorna l'onda quando si getta in mare. A Bartolo e Fedi 09 agosto 2012
intrisa di emozioni di un istante
sciolto nel dubbi e nelle incertezze
di quel momento del nostro incontro.
Ti perdo nell'istante in cui nasce la nuova emozione
data dai brividi all'anima
sospinta verso l'azzurro intenso del piacere dei corpi .
Ti perdo nell'istante in cui fuggi dai miei spazi
ti nascondi nella scura stanza dei tuoi silenzi
e vai, vai via lontano verso i tuoi giorni liberando i miei.
Dove i miei giorni danno spazio a nuove emozioni
oltre il tempo lasciato dalle tue, bagnate dal rumore del loro sparire silenti.
Parole che entrano e vanno
compresse, alternate, in chiasso che sfuma, ma, non si dissipa
attento e goliardico sorriso
perdona ancor meno
s'anima di persone
filtrando malinconia
parlando senza contare le ore
sfuggente incasinato cuore andante.
andante frustrante gioia non condivisa
che scorda la vitalità
e non rattoppa gli strappi sui pantaloni
incisive indifferenze
mascherate in arse personalità in perenne scissione
no, no, non alla deriva di spogli giorni tribolanti
ma, chiaramente perduti nei templi obsoleti di maschere in volti.
di Antonella Soddu
senza limiti nel tempo
raggiungo la tua bocca
profumata dal silenzio.
Usami
come fossi un manto di seta
per avvolgere il tuo corpo nudo.
Fa di me
lo specchio dei tuoi sensi
per travolgermi da ogni tuo ansimare.
Nei tuoi capelli
che ho tra le dita
è il morbido tepore
che ci abbandona.
Ed i colori del mattino
s'esaltano sulle pareti.
In un lampo
disegnavi il percorso.
L'instancabile mente
non poneva domande.
Lei impavida
ti stava appresso
fin quando
sazio di pensieri
nel buio ti fermavi.
*
E
nel silenzio
sei ora immobile
interrogando le stelle
su quelle vecchie tregue.
Amo il colore, il profumo
dei fiori
perchè in loro c'è la tua essenza
compagno mio di vita
Amo il sole cocente
in esso persiste
tutto il calore
della tua passione
quando amanti siamo
Amo l'impeto delle onde spumose
perchè in esse vive
la tua voglia di vivere
e di donarmi la vita
ad ogni battito del cuore
Ti amo nell'intimo dell'anima mia
urlandolo al vento
ad ogni mio respiro,
ti amo coi pensieri
che nell'azzurro del cielo
scrivo con colori indelebili
nel nostro arcobaleno
Ti amo perchè
è così facile amarti
ed a volte così difficile
comprenderti
ed è proprio nella
incomprensione
che più ti amo
quando i tuoi occhi
come per miracolo
si fanno specchio della tua anima
Armonia sconosciuta
in schegge di voci
-lamenti -
un riflesso dal nulla futuro
strascica nelle polveri, il cosmo
gocce alle chiome, fusioni profonde
tutti gli occhi del mondo
ritornano
come pugnali di luce
Pare grandiosa
la fine
di un nuovo inizio
E sono qui
attratto e non attratto dalla vita,
con parole che scorrono su un foglio
curioso e perplesso, distrattamente attento
ai segnali che sento dentro e non capisco.
E sono qui
con infinite voglie e senza sogni,
a fare i conti con quello in cui non credo
con il silenzio dove son nascosto,
con il valore che non riconosco,
con quello che vorrei e che non trovo.
E sono qui a ripensare a ieri
con un caffè appena riscaldato
e senza occhiali
proprio per vedere e non vedere
quello che resta dietro le distanze.
Abner Rossi
14 Agosto 2012

al caldo vento grecale
irrequieto il pensiero naviga
nell'immaginario mare
immerge i piedi
nella sabbia bollente
e s'arresta sullo scoglio
del tempo scandito
lasciato svanire.
All'afa bruciano le buone intenzioni
e due barche ancorate al fondo
spezzano l'armonia del pulito orizzonte
miserabili isole precarie
di frivola presunzione
simile a corpi vuoti galleggianti
grondanti grasso di boteriana finzione.
Testimoni perduta la misura e la bellezza
ridicoli elefanti marini
di goffa natura distorta
pattumiere dell'umana stirpe ingorda
che vive per nutrire il piacere
collassando in vuoto apparire
simile nell'uomo allo stupido pensiero.
Portami dove il mio silenzio
non sia tombale
dove semplici pensieri
prendono vita
dove le illusioni diventino frutto
di solide certezze
dove ogni essere diventi
natura per l’altro
dove ogni forza negativa
diventi saggezza
dove ogni cosa possa
riprendere il suo respiro
mentre le mie parole tacciono
in questo etero mondo
riprendendo il viaggio
da dove sono arrivato
con questi passi
oramai dimenticati
su pietre scolpite dal tempo
mentre la pioggia purificherà
quelle parole mai dette
in questo tempo
portami dove
qualunque cosa
mi dia sollievo
chiudendo gli occhi
per
ringraziare il mondo.
Vorrei rubare il dolore
che padrone si è fatto
del tuo corpo
e farlo mio
per non vedere la sofferenza
nei tuoi occhi
ed il tuo sorriso
aperto ma non vero
Sento le tue notti insonni
vorrei portarti
sulle nuvole
a riposare sul soffice bianco
che nel cielo viaggia,
le vivo insieme a te
se pur lontano sei
mi arriva il soffio del respiro
che asciuga le mie lacrime,
il battito del cuore sul cuscino
anche lontani siamo
un'anima sola
Vorrei che oggi fosse ieri
conoscere il futuro
e stupidamente credere
di fuggire al destino
vorrei che oggi fosse già domani
per risvegliarci da
un incubo
che è crudele realtà
ma il tempo non si può
invertire








