23/03/2012
 
Or che la vita appar senza una meta,
Come un enorme e silenzioso campo,
solo un pensier ancor tanto m’inquieta,
facendomi tremare come un lampo!
 
È il pensier del suo amore fuggitivo
Che tu, natura, un giorno mi donasti,
accanto al fluir del più dolce rivo.
Ahimé, così per poco lo lasciasti
 
Lì,  solo avvolto nella sua bellezza!
Diffondesti tu il canto di una brezza
 
Che ad altro poi da sé lo ricondusse.
 
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Profilo Autore: Paolo Coscione  

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Cosa potrei ancora dirti

ancora amore mio

“ti amo”... lo sanno pure le fronde degli alberi

che ne fanno filastrocca nel soffio del vento

che sei la mia vita

ogni filo d'erba ne è a conoscenza

No.....

voglio raccontarti del fuoco

che mi invase

quando la porta chiudesti

alle tue spalle

lasciandomi senza parole

senza lacrime

muto persino il dolore

Eppure ti amai ancora di più

paradossale forse,

io circondata da comprensione

colpita da quel male oscuro

che ti getta nel buio

e ti toglie la voglia di vivere

Tu solo ,condannato, uomo crudele

che abbandona la donna

nel momento del bisogno

Io lessi la paura nei tuoi occhi

alle ferite piangenti

rosse lacrime sulle mie braccia,

l'impotenza di non sapermi aiutare

Ti odiai godendo

della solitudine che ti avvolse

aspettando in silenzio

sperando, urlando il tuo nome,

portato al tuo cuore

dalle nubi nel cielo

Corsero via primavere ed inverni

dall'alto qualcuno

guidò i nostri passi

si riunirono le due strade

di orme sulla sabbia....

non ti perdonai

non si perdona la paura

si comprende con l'amore

mai morto tra noi

ma fortificato maturato

rivestito a festa...

Cosa potrei dirti ancora

amore mio

“ti amo” sempre più

oltre ogni dove oltre ogni cosa.......


 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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È stato un pò triste cancellarci un atomo per volta,
scrollarsi di dosso la vita dell'altro

per ricordarci di noi

una volta all'anno,
l'unico giorno in cui siamo certi
di essere entrambi tristi.

 

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Profilo Autore: Kenji  

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Muore un uomo sulla croce;
scende il silenzio infondo ai nostri cuori
ci si presenta, in quel momento, al cospetto della sofferenza.
Non s'ode nulla intorno se non piccoli frastuoni di peso di coscienza.
Gli occhi di una madre che addolorati contemplano il volto sofferente di suo figlio in croce
 mani giunte che fredde di sofferenza chiedono conforto a Dio
Labbra chiuse in un silenzio struggente
piccoli passi fino ai piedi della croce.
mani pietose che depongono l'uomo della croce
che l'avvolgono in un bianco lenzuolo.
per abitarlo in un sepolcro, dove è fatta scivolare una pietra.
Poi, buio, buio e buio tutto intorno...
è il buio del mondo sofferente
è il buio delle mamme che piangono sulle croci dei figli
è il buio dei popoli in perenni conflitti
è il buio di chi vive in povertà
è il buio di chi non ha niente
è il buio della malattia
è il buio, il buio che sembra non voler lasciar spazio alla luce
Poi, d'improvviso eccola, appare da lontano
È la luce dell’uomo della croce
arriva a noi
con cenno della mano in segno di saluto
con occhi di gioia
con labbra sorridenti
con passi leggeri avanza verso noi per dirci: "Ci sono, son qui, son tornato!"
Ed è la gioia.

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Profilo Autore: Antonella Soddu  

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Don Chisciotte

 

Godot è arrivato,

chi lo aspettava

è morto da cent'anni.

E' venuto in silenzio,

ci ha guardato,

poi è fuggito correndo,

disperato.

 

Sancho si è ritirato.

Coltiva rose preziose,

ha messo arnie sulla sua collina,

cura le api, beve sempre vino,

e dice che il suo cuore non funziona;

quando l'ho visto non mi riconosceva.

 

Io cerco sempre i miei mulini a vento,

Ronzinante non si muove dalla stalla,

vive di biada buona, non ricorda,

non posso avvicinarmi,

quella che era baldanza ora è paura,

sgroppa, si sdraia per terra, si ribella.

 

Vorrei salvare mille e più donzelle,

ma ormai son rare come le avventure,

l'ultima che ho strappato da una torre,

si è messa a urlare e poi mi ha maledetto,

dice che stava bene prigioniera.

 

Aldanza, Dulcinea, amore mio,

mio dolce inganno.

Il cuore mi si spezza e non ti sogno.

 

Qui nel Reparto non mi manca niente,

ma non ho pace!

Vivo con un tale che non si crede matto,

scrive sul muro parole senza senso

e grida a tutti di essere un poeta.

 

Spero di uscire presto e di perire

nella mia prossima guerra contro il male.

 

Spero che vi resti nelle vene

un che di me, un che di Don Chisciotte.

 

Conclusa è l'epopea di un Cavaliere.


 

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Profilo Autore: Abner Rossi  

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Vendo la mia anima
solo per poterti
ancora una volta
amare….
Mi ha risposto
lucifero,
da tanto ormai
aspettava 
  saltellando intorno
e il mio puro cuore
tentava.
Secoli or sono
  lui avidamente
mi desiderava.
Una scelta la mia
ultima, disperata,
che faccio con
la mia anima
ma senza di te?
Accetto l’offerta.
Adesso sono fuori
dalla tua  porta
non oso bussare
mi senti nell’aria
e felice spalanchi
con braccia protese
ti sporgi in avanti
e glorioso vuoi darmi
un bacio immenso
io, il tuo amore
che pensavi per sempre
fosse perso.
Ma invade una nuvola
nera e macabra
il nostro momento
sento l’odore
del  suo spavento,
 lo spavento
della tua  anima
 che non riconosce in me
niente…e sento il suo
grido che si perde
nel vento…
Non è lei…
lei ormai è morta è morta…
ora c’è solo un corpo
vuoto…
davanti alla tua  porta.
Ho venduto la mia anima
al miglior offerente
adesso che so che non sono più
il tuo amato presente
mi porgo
una  sola ultima domanda
perché per l’amore
non è Dio che comanda?



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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Mondo che più vicino non si può
mi sei davanti
uovo di farfalle notturne.

Il silenzio scende con una grazia
di carezze recintate,
 scalini d'acqua
un senso
e gli altri 
paralizzati.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Regime di monarchia assoluta
su esseri vitali
usati come schiavi
dallo squallido re uomo...

Come meschini gladiatori
li poniamo davanti l'un l'altro
a combattere per i nostri ideali,
ideali di marmo
su basi di sporcizia...

Li poniamo 
al nostro inutil servigio
promettendo biscottini,
biscottini avvelenati,
rovinati da glassa di avidità...

Rispettabili creature
spezzate le finte catene
e abbaiate
i vostri diritti...
voi che sapete riunirvi
in nobile democrazia
con la natura vostra madre...

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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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Oh mia trinacria ridente

che di nebbia lupa scompari;

Oh mio triangolo indiscreto

che da acque tiepide m'appari.
 

Dal tuo cratere di sinuosi gesti

che dal seno ai limpidi celesti,

ridi,piangi e di meraviglia ti vesti.
 

Voglio viverti e sentirti

voglio perderti e ferirti.

Son quì vicino ad ammirarti

e mi allontano per non vederti.
 

Brivido è il sublime 

che l'incanto mi opprime

brivido è il sentimento

ma non placa il tormento.
 

Urla il silenzio dinanzi alla scia

finchè sguardo languido

non mi porti via;
 

Urla felice la mia poesia

che la Sicilia bedda

è la Sicilia Mia.

 

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Profilo Autore: daniel b  

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… L’apparir ‘d’ali’…
 
Nel vortice insostenibile
Le tenebre avvolgono
L’anelata quiete è labile
Timide lacrime attendono
 
Il ‘tempo’ inesorabile
Triste trascorre
Il non vivere è palpabile
Quel nulla nell’anima percorre
 
Stille saline premono
Assenza voluta opprime
Rivoli amari segnano
Flebile gesto reprime
 
Inaspettate ali sfiorano
Tenue, fioca luce delinea uscita
Non più tenebre ma, inizio lontano
Spirale del nulla spezzata periodicità
 
Non essere giorno, l’entrata
Senza fine e speranza il percorso
Apparir d’ali accompagnano all’uscita
Al nuovo giorno, il giusto decorso
 

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N.d.A. – ... dove sembra che non ci sia fine,
proprio lì che si ha l’inizio...

 
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Profilo Autore: Piccolo Guerriero della Luce  

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Quell'abbaiare tenerissimo
m'incantava
stava seduto in poltrona
a sbirciare la padrona
che scriveva
visionando
i conti del di
con tipi distratti
che passavano
di sfuggita
mentre uno dava un'occhiata
alle inserzioni
di abitazioni
informandosi
vagamente
sui prezzi
lasciati
lasciandoci
alla scelta
per un progetto
meditato
nel pensiero
di un domani


 
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Profilo Autore: poesie profonde  

Questo autore ha pubblicato 734 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Piano, giungiamo a sfiorarci
tutto  è candidamente limpido.
come magia dei suoni che ci danzano dentro.
Siamo come acqua che accarezza i nostri pensieri
siamo lontani con i corpi  ci stringiamo con le menti;
Poi, tutto scorre nell'ampio raggio delle nostre menti
ci lasciamo condurre dolcemente cullati da un coro di voci bianche
ed ancora, all'orizzonte, le nostre menti s’incontrano
e danzano, e danzano, e danzano
le nostre ditta si sfiorano
i nostri sguardi s'incrociano
uniti in una complicità impetuosa come il mare
e di  essa  ci  dissetiamo
Piano, piano siamo qui insieme.

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Profilo Autore: Antonella Soddu  

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Fragile è pensiero sparso nel vento
Difficile da riprendere
Scorre veloce come acqua in fiume in piena
Ruba spazi a loro volta, rubati
E non ammette compromessi.
 
Tempo in viaggio verso mette non vicine
Dove mente e corpo si scoprono lontane
Non vive
Non fresche
Non vicine
 
Ticchettio d’orologio che scandisce il battito del cuore
In un lungo incessante rumore dell’ansia
Che rende fragile e illogica la mente umana.
 
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Profilo Autore: Antonella Soddu  

Questo autore ha pubblicato 51 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Dormi e sogna
mio dolce amore,
questa è la tua notte
ricomincia la vita.
Dormi...
Tra qualche ora
l'alba accarezzerà il tuo viso,
sfiorerà il tuo corpo
lo tratterà come un fiore
appena cresciuto
con la rugiada del mattino.
Dormi amore mio
io ci sono
sarò sempre con te.
Ti aiuterò a ricominciare,
ti farò dimenticare
le sofferenze passate
di una vita travagliata.
Dormi mia divina creatura
io ci sono

 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Dove vado? dove fuggo?
Laddove mi porta il cuore direbbe
il naufrago alle prime armi o
un giovane romantico dai leggeri abbagli.

Ma chi sei tu per puntarmi gli occhi al cuore
e un dito verso il vento?
Chi sarai mai
per stringermi la mano oltre questa direzione
e accompagnarmi,
tra praterie di fango e mille laghi di cemento?
È così forte il tuo istinto a smascherare il secondo volto
dell'emozione?
Della materia? Della forma o della ragione?

Ed io...
Chi sarò mai io per toccare l'orizzonte...

Fai tremare il legno di un bastone trovato a terra,
possiedi il tessuto del mio mantello
e sei nel vento che lo scuote
e porta con sé l'odore di mille favole remote...

Questo cercare oltre le nuvole è il solo modo
per fuggire una stagione secca o un abisso freddo e piovoso?

Ma un avventuriero di antico stampo
non teme la pioggia o spettri oscuri delle selve,
né gli incendi, né le voci della notte.

Egli trema quando sa di non poter mai più abbracciare
tutto il caos che lo spinse a fuggire
e a non voltarsi,
pallido sole destinato a tramontare.

Tu, mia guida di terre ignote,
conosci bene i nostri amici viaggiatori...
Eterno albero dalle chiome dorate,
lì nello spazio, senza radici che lo annodano al passato.
Su questo fusto incidesti il loro viaggio...
Da questo sentiero li vedremo cadere uno ad uno come foglie
all'autunno che per tutti viene...
I loro sogni preziosi come foglie d'oro...
Avremo fortuna se al nostro ritorno saremo cambiati anche noi
tanto da non capirlo
o nel peggio da riuscire ad accettarlo.

Io... non riuscirò a toccar questo orizzonte,
non adesso.

Ho bisogno di te che mi stringi la mano
e mi dai una direzione per fuggire questo buio,
di cui temo ancora tutto ciò che non esiste e non nasconde.
Ti seguirò per rocce scoscese, ruscelli di ghiaccio e strade proibite,
sotto cieli che discorrono nuvole come album di foto antiche,
per poter cogliere con gli ingenui invincibili occhi di un tempo,
di chi correva forte e guardava piano,
quel fiore giallo ai bordi dell'asfalto
che, ciechi, ogni giorno calpestiamo.

Dove andrò infine? Dove fuggo?
Laddove mi guida la tua mano direbbe
un viandante ferito e derubato
o il consapevole romantico che porta con sé i resti
di un sogno frantumato.

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Profilo Autore: Kenji  

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