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Quando finiscono le speranze
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ci si immerge nel pozzo delle lacrime
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Laddove povere anime si soffermano stanche
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Laddove,il cammino,disegno divino per loro finisce.
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Li vedo... sono li vicino al pozzo,seduti
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prima di riprendere il loro lungo cammino.
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Vestiti di debole luce,bagnate delle amare gocce umane,
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aspettano il loro turno,aspettano il divino richiamo.
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Qua e là,qualche anima sembra smarrita.
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Quella sembra un bambino impaurito
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-chissa cosa gli è successo?
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Si mettono anche essi in fila,piano,tanto....il tempo per
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loro,ha perso importanza.
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Allora capisco!Un gelo improvviso mi stringe la gola,
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paura primordiale,senso di vuoto,battito forte.....sudore .
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Provo a urlare.....ma solo una lacrima brucia il viso.
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E finisce nel pozzo profondo.Là dove Noi,povere anime,finita la nostra speranza ci immergiamo.
è il nostro ultimo battesimo, per prendere la via di ritorno-la via che porta verso la nostra casa eterna!
Prego per l’infanzia abbandonata,
violata dalla schiavitù e dalla violenza.
Prego per gli uomini che muoiono di sete e di fame.
Prego per i popoli sempre in guerra
e per quelli senza terra.
Prego per questo mondo afflitto dal dolore,
in cui non c’è spazio per un po’ d’amore.
Per tutto questo, io prego.
Anche se non so chi pregare,
il mio animo mi suggerisce di sperare.
Come di vela
che sciolta la corda
nell’immenso mare
dondolando si perde,
or verso te
d’improvviso si
tende
l’animo mio
di fuoco
s’accende.
E come d’alba
dalla notte novella,
la bella tua luce
a questa voce
s’avanza,
di vento e di mare
oltre ogni sponda
lo spirito scioglie
nel chiarore
una danza.
Qui lo specchio d’acqua muta i suoi colori
come il gra-gre delle ranette
che piano si dissolve nello stagno.
Ninfee dolci carezze..
Guarda come nella goccia s’immergono
brandelli di cielo, dandole forma.
Cigli di giunchi verde muschio a tocchi cobalto..
E guarda le foglie colme d’acqua del salice chino che beve!
Cogli l’attimo che fugge, la fresca brezza che accompagna
la nuvola che passa, la luce che dai rami trapassa,
svanisce nell’ombra e poi
d’improvviso risplende.
Qui una musica si espande, come luce,
Tra le ninfee addormentate e galleggia
Sulle Increspature a tratti rosa,
turchese, limone, magenta e cerulee.
Sotto quel fogliame, quei fiori d’acqua verde rame..
Cogli, tra l’aria che fluttua di voci e incanti,
senti forse,
quel mio cuore muto, che non sa parlare?
un pensiero a Monet e le sue ninfee che ogni volta mi riempiono il cuore a guardarle.E fu silenzio Come il vento Che non sa tacere Quel silenzio Che invade me Di odore di te E fu notte Ed assaporo Le essenze nell’aria Che lasciasti al tuo passaggio E fu ancora il silenzio Padrone nella notte A farmi assaporare Quella essenza di te Su di me
Seta,
sembra che non ci sia altro,
ma nel paravento
gli occhi sono di gesso
in un viso di lacrima.
Ti piace,
e mi piace,
e ci scambiamo la maschera
come gli animali delle favole...
Se noi due fossimo un giardino adesso
sarebbe sparso
di bucce di mela.
(2011)
Cantare io vorrei
di quella bella
stella
che illumina
ogni notte
e Vita mi fa
bella.
Cantare io vorrei
le geometrie di
fiamma
che nel mio cuore
accende
la luce sua
di perla.
Dire io non so
dell’orbita che
segue
capire dove va
nemmeno perché
viene,
solo dire che
mi nutre
d’ogni bene
le vie di questo
cuore
soavemente tiene.
Quando il vento sfuma
i colori del tramonto
l’odore delle foglie s’alza
ed io resto a guardare,
silente nei pensieri,
l’arrivo del buio
Boote condurrà
il carro della notte
e poi mi guiderà
nel viaggio delle stelle.
Con gli occhi miei vedrò,
da attento spettatore,
le scene di quel film
scritte un milione di anni fa.
Orione brandirà
la spada dal suo fianco.
La Cetra suonerà
un melodioso canto
e l’incanto cucirà
lo strappo sul mio petto
ed io confesserò
le mie malinconie alle stelle.
Ora il vento s’alza
e il bosco delle querce
è teso: pare che ascolti
il dialogo di un uomo
vestito di se stesso
da solo nel buio.
Il gufo poserà
gli artigli sul mio braccio
il grillo canterà
restando qui al mio fianco
il sogno scioglierà
il buio della notte
e la luce scoprirà
il vuoto dentro ai miei vestiti.
Ora il vento sfuma
i colori dell’aurora
ma non sono solo.
Rimango essenzialmente
un’ombra del passato
proiettata all’orizzonte.
Ciao se vuoi ascoltami
dammelo un minuto
un'istante cosa vuoi
che sia
la vita ti toglie sempre
quello che ami
le cose alle quali tu tieni di più.
Quando potevo
non volevo
adesso che voglio
non posso più
mi dicevo domani
domani di tempo
ne ho
ora molto tempo
non c'è più
per la mia passata
gioventù.
Ciao ascoltami se puoi
oppure anche tu devi andare
incontro a questa fretta
che non ci vuole lasciare,
che pure quando stiamo a letto
ci assale,
e non ci lascia riposare.
Ciao, io ti immagino
a volte
con la tua felicità
fuori dagli schemi
ma era tanto tempo fa.
Ciao, a volte
basta un ciao
per sentirsi meglio
ma chissà perchè
da chi non ti interessa
lo hai sempre, da chi lo
vorresti non lo hai quasi mai
Ciao






