Sotto gli alberi di pino e di ciliegie
lavora mesto e felice il contadino
arando la terra e aspettando
buone nuove dal suo raccolto.
La Natura madre e benigna offerta
da Dio, rende rosso il colore della pelle
e il sole riscalda anche il cuore.
Lontano da li vivono milioni
di persone
fra le autostrade e la case
chiusi nel loro rigore logico
nella loro stanca abitudine di lavorare
ogni giorno con poco sorriso sulle labbra
Io, tu, voi, noi: insieme rappresentiamo
persone, noi non siamo macchine da lavoro.
Abbiamo famiglie abbiamo sentimenti
aspettiamo sempre che qualcosa di buono
arrivi. Madre Natura ci vuole uomini
non mere macchine da lavoro.
La produttività ci sta facendo smettere di pensare
Senza Dio non si arriva lontano.
Noi siamo avvolti in questa fabbrica di plastica
ed abbiamo perso la cognizione di noi
sbagliando emozioni e parole per dare tutto quello che
abbiamo ai robot, alle macchine senza cervello alla
produttività istintiva.
Dobbiamo riprenderci la nostra dignità di uomini
per un progresso migliore
Per una nuova vita.
Fuggi impaurita
non è la paura
sei solo colpita
Ti nascondi alla vista
e guardi nascosta da quella finestra
Regali emozioni
dispensi illusioni
ma dentro tieni le tue tentazioni
L’occhiale da diva ti rende aggressiva
ma scappi furtiva
Assai bella ed elegante
a volte titubante
Lanci il sasso sull’acqua per fare rumore
ma quel suono ti mette un grande terrore
è un suono stupendo che parla d’amore
e te ne torni al tuo caldo tepore
Solo un aspetto non sai farlo bugiardo
parla di te in modo vero profondo sincero
parla di te il tuo bello sguardo
Povero italiano
Berlusconi Berlusconi
che fine hann fatto i miei milioni
Prodi Prodi
con quell’euro ci corrodi
Fini Fini
qui son tutti clandestini a fare gran Casini
Tremonti Tremonti
non ci mandare tutti sotto i ponti
Fassino oh Fassino beato
hai visto che macello su al Senato
a poco o niente serve il Sindacato
C’è Pannella
che dietro un banco si spinella
con Di Pietro che lo punta a mezzo metro
Pera chiede ad Alemanno se gradisce mezzo
grammo
poi D’Alema che di nascosto se lo mena
e Bertinotti coi Maroni bell’e rotti
ce l’ha sempre con la banda dei Bossotti
L’ Euro parlamento ci sta mandando al fallimento
in famiglia si bisbiglia con sgomento
Questa crisi oramai ci investe tutti
macchinisti farabutti
Ma non è la colpa loro
noi diciamo tutti in coro
Panni sporchi nella Mastella
meno burocrazia e una bella pulizia
dalla Camera da letto
fino su nel sotto tetto
che a forza di pulire viene quasi da svenire
Fortuna c’è la Sanità
che molto prende e poco da
ti da solo una speranza
è come esser in gravidanza
son quasi tutti indagati i ministri nominati
Tu ti senti un po’ stanchino
e ci vorrebbe un signor Bocchino
Te ne stai lì col Buttiglione in mano
fai due Rutelli e imprechi invano
sei proprio un Povero italiano
Ma devi stare attento che a far così tu in Ciampi
e a lavorar dovrai tornare in mezzo ai campi
fra l’Ulivo e la Margherita in fiore
la fronte asciugherai dal tuo sudore
piano piano con la mano
sperando che non piova
che non ti piova sulla testa un presidente
Napolitano
Sono matto come un gatto
impaziente e intraprendente.
Non t’incontrerei di notte
c’ho le balle bell’e rotte.
Non ti vorrei al tramonto
a quell’ora non son pronto.
Non ti cercherò di giorno
con la gente tutt’intorno.
L’alba fa per te
ed io diventerò il tuo re.
Tu la mia regina
già dalla mattina.
Aspetterò che il sole illumini il tuo viso
sperando nel tuo splendido sorriso.
In mezzo al mare con qualche onda e poco vento
potrai capire il mio vero sentimento.
Diventerò docile e discreto
Morirei… per diventare il tuo …segreto.
E’ ferragosto…
Bambi mia ti riconosco!
Cerki casa e quindi penso ti vorrai sposare…
non resta ke una pietra al kollo e buttarmi in . fondo al mare!
Tanti lunghi anni di grande e vero amore…
grandi botte al mio vekkio e malandato cuore…
e sempre… tutti i giorni un gran dolore!
Ankora oggi kuando quando passo e vedo la tua
stanza…
in fondo penso è morta anke la più flebile . speranza!
Il tuo gran da fare su e giu’ per la città…
tristemente e mestamente mi riporta alla realtà!
Kuel matto strano ke ormai tutti kiamano poeta…
non trova spazio dentro te e vale appena una . moneta!
Ma kuella monetina non so dove dimentikata…
potrebbe esser rara di valore e ricercata…
cercala…lanciala ed esprimi un desiderio a fine . della tua giornata…
Fosse magari un pensiero ke ti viene dal profondo…
faro’ in modo ke si avveri a costo di arrivare in
. kapo al mondo!
Sei stata una moglie fedele e paziente
Sei stata una madre ideale e presente
Sei stata una maestra di vita…per tutti
Ho asciugato la tua ultima lacrima
un’oceano di rabbia e disperazione per noi
Sei volata dritta in Paradiso
lasciando un mare di speranza
nel ricordo del tuo tenero sorriso
Oramai pensavi che
non la scrivevo proprio a te.
A te con gli occhi color mare
che mi hann fatto innamorare.
A te che sei nel pieno della vita
e ti guardi intorno con quell’aria un po’ smarrita.
A te che sei dolce e carina ma sempre
un poco stanca
e non sai ancora capir che cos’è quel che ti
manca.
Affinchè questa giornata sia nel tempo ricordata
io ti faccio tanti auguri
anche se per me son tempi duri.
Dovrai aver molta pazienza
e anche un sacco di speranza
e vedrai che la tua vita ti darà
sempre abbastanza.
Non essere gelosa che non è una bella cosa.
In amore impara a dare
non ti puoi sempre frenare.
C’è una cosa che ho scordato
non per come ti vorrei ma per quello che tu sei
che mi sono innamorato.
Ci sono silenzi che fanno rumore…
…sono i silenzi del cuore.
La giovane mamma guarda il figlio addormentato…
…tutto il suo amore, a lui ha donato.
Il marinaio col suo grande tormento…
…ascolta in silenzio le parole del vento.
La donna innamorata…
…tace paurosa, di esser rifiutata…
La rosa d’inverno sbocciata la sera…
…ha tanta paura di non far primavera.
Il poeta ispirato coi suoi versi in rima…
… ci pensa e ripensa fino a mattina…
Tutti costoro coi loro silenzi…
…fanno rumore, direi anzi…
…fanno rumori assordanti…
…come PENSIERI di giovani amanti.
Camminavo e ad un tratto voltare mi dovetti
un animo stanco si dovette arrestare
per riprendere fiato
preoccupata lo guardai
a lui ero molto legata
insieme bene stavamo
simili eravamo
tanto che volevamo presto rivederci
alla stazione
per riabbracciarci
e parlare della solita routin
fatta di piccoli frammenti
di vita quotidiana
doveri, e distrazioni
nostri
in quell'unico binario
che ci univa
per mesi e mesi
fino alla fine dell'estate
trascorsa, nel sorriso radioso
Scendo in sguardo
lungo le pieghe
della mia stanchezza
le conto
incoraggio i muscoli
a flettersi ancora
per stringerti alle pareti del mio corpo
solo una lieve carezza
il sogno mi concede
ma io ti amo anche immobile
con occhi chiusi vedo i tuoi colori
sono impressi sulla scorza del mio cuore
come un tatuaggio indelebile
nel tuo respiro morirò.
Nuvole gonfie
smorzano il giorno
negano l’orizzonte
all’ultimo tramonto.
Il vento freddo
dal passato
riporta vivi
al cuore,
i colori
dell’autunno.
Insensibile prato
d’alberi scossi
silenziose foglie
spargono,
dall’immenso campo
rivoltato,
umido s’alza
un vagito di
terra.
Arrivò tra il fruscio
degli ulivi in festa
il dolce vento
che soffiando sul tuo
labile lume ti condusse
per mano, alle porte
dell'ultimo sospiro.
Avvolta tra i ricordi
di chi tanto hai amato
sfuggi al tempo.
Mentre sulla mano tua
riluce il dolore
di un'ultima lacrima
dell'uomo che con un filo d'oro
ti legò al petto.
Custode tu per sempre
dell'unico suo amore.
Altro non resta
sul tuo volto
che un silente sorriso
mentre l'azzurro degli occhi tuoi,
lucente come il tuo nome,
ormai si spegne
e ci spinge inermi al doloroso
addio.
-
-
Ode per te, triste pagliaccio mio
che ritto stai li, sul palco intriso di odori, inganni e luce soffusa.
- Ti vedo, assai coperto di trucco sul tuo candido viso.
-
- Ricevi gli aplausi di gente ignara e triste
-
dai, ridi, fai trucchi, ora saltella.
-
Guarda, scintille negli occhi, mai viste.
-
continua, su, fai l'esibizione più bella.
-
Siamo quasi arrivati, è la finale,
-
chiudi con charme e eleganza innata
-
da povero clown.
-
Ecco, il momento cruciale
-
chinati basso, con quel trionfo
-
cosi teatrale.
-
Ora è tardi, andiamo amico così caro
-
Non ti girare, sono qui, compagno ignaro
-
che in cambio di tanti sinceri sorrisi
-
io, la solitudine,
-
con te di restare per sempre...promisi!
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